Il mercato non sta comprando utili. Sta comprando una promessa.
Un’osservazione che parte guardando questo grafico.
h/t Yardeni Research
Le attese di crescita degli utili a lungo termine per il settore tecnologico dell’S&P 500 sono salite su livelli che non si vedevano nemmeno nei momenti più caldi della bolla internet.
La linea nera è la tecnologia.
La linea blu è l’S&P 500.
Le barre gialle sono la differenza.
E la differenza oggi è diventata un canyon.
Il mercato ci sta dicendo una cosa molto semplice: per gli analisti la tecnologia non è più un settore come gli altri. È il motore, il turbo, la turbina della crescita futura. Intelligenza artificiale, semiconduttori, cloud, software, automazione: tutto viene messo dentro lo stesso grande racconto.
Ma il punto è un altro. Quando le aspettative salgono così tanto, non basta più crescere. Bisogna crescere in modo spettacolare. Bisogna battere le attese. Bisogna continuare a raccontare al mercato che il futuro sarà ancora più luminoso del presente.
E qui nasce il rischio. Non è detto che la tecnologia sia cara solo perché è salita. Non è detto che il grafico sia un segnale di vendita. Ma è certamente un segnale di attenzione: quando le attese diventano estreme, anche una piccola delusione può trasformarsi in una grande correzione.
Il mercato oggi non sta pagando il passato. Sta pagando un futuro meraviglioso. E quando si compra il futuro, bisogna sempre ricordarsi una cosa: il futuro deve arrivare puntuale. Altrimenti il prezzo lo paga chi è salito per ultimo.
Come comportarsi dal punto di vista operativo? Restare sulla forza, ma senza innamorarsi della narrativa. La tecnologia resta il cavallo migliore della scuderia, ma quando tutti scommettono sullo stesso cavallo, il margine di errore diventa sottile.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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