Quando non sai a che santo attaccarti attaccati a Fibonacci. E ora come ora siamo sulla proiezione dell’1,618% dal massimo precedente. E già la barra di venerdì, pur con l’America chiusa, ha iniziato ad inclinarsi:
Vediamo se avremo un salutare ritracciamento o se è l’inizio della fine, inizio della fine che in molti predicono da diverso tempo e prima o poi i mercati daranno loro ragione. E finalmente potranno dire che avevano ragione da tempo.
Noi che non sappiamo dove andranno i mercati ci limitiamo ad avere paura, che è sempre un sentimento che in certi frangenti aiuta.
E quindi se anche abbiamo un segnale di buy questa volta passiamo la mano e manco ci dispiace molto che ci sia preso lo stop su Chevron così riduciamo il rischio in portafoglio.
Il buy sarebbe su Sesa, azienda attiva nell’IT con la seguente divisione di rami di business e relativo ROIC – WACC:
Il titolo che già in passato ha avuto un rialzo poderoso e che finora ha perseguito una politica di acquisizione tanto che ha ingoiato più di 80 società negli ultimi anni per arrivare ad avere quasi 7.000 dipendenti. La redditività è tutto sommata soddisfacente mentre a livello patrimoniale si sentono ancora gli effetti di aumento della pressione finanziaria. Sesa è una società di qualità, ma il 2025 è stato un esercizio di transizione: ricavi in crescita, margini sotto pressione, utile netto in calo. I dati successivi sono migliori e segnalano che il management sta lavorando proprio sui punti che il mercato voleva vedere: SSI, capitale circolante, free cash flow e disciplina nelle acquisizioni.
A questi prezzi, rispetto ai peer, l’azione non sembra cara. È più corretto definirla ragionevolmente a buon mercato, soprattutto se si guarda all’EV/EBITDA. Però il vero rerating arriverà solo se Sesa dimostrerà che la crescita torna a trasformarsi in margine operativo e cassa.
Tecnicamente se notate ha rotto trendline discendente di medio periodo e mostra una accumulazione enorme di capitali con minimi crescenti.
Arma in caccia …
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