Il problema delle bolle non è di sapere quando sono in corso, il problema è di sapere quando stanno per scoppiare o semplicemente quando si sgonfiano. Perché queste sono le due alternative. Se scoppiano tutti si fanno male, se si sgonfiano è possibile salvare il salvabile. E quest’ultima soluzione è quella che sembra materializzarsi ora relativamente al circo dell’AI. Niente scoppio, solo sgonfiamento. E poi eventuale ripartenza.
Se andiamo infatti ad analizzare i grafici delle solite Marvell, Micron, Analog Devices, Applied Materials e compagnia cantando vediamo che o sono tornate a cavallo della media mobile a 100 giorni o semplicemente stanno accarezzando la trendline ascendente sul settimanale con ritracciamenti dell’ordine del 30 – 50%.
Già perché anche in fase di sgonfiamento vale il gioco della forza relativa e la roba buona non si sgonfia (vedere i casi di Palo Alto giusto per citarne uno).
Abbiamo pubblicato diversi articoli nelle ultime settimane relativamente allo sgonfiamento o scoppio della bolla proprio per mettere sull’avviso i lettori che il terreno stava diventando minato e forse lo è ancora. Quindi prima di procedere ad acquisti massivi, tenuto conto anche del periodo estivo, dobbiamo pensarci due volte e magari considerare anche le azioni del mondo normale, del mondo di sotto, quello in cui viviamo noi.
Io rimango puramente rialzista e questo sicuramente fino alle elezioni del mid term negli USA poi ci penseremo. Quindi considero questo modello dei prezzi in formazione una semplice congestione che deve esplodere, prima o poi, al rialzo. Se anche dovesse esplodere al ribasso le medie mobili a 100 e 200 giorni passano proprio a cavallo dell’obiettivo eventuale ribassista e quindi di nuovo non mi preoccuperei anzi la troverei una occasione per comprare.
E questo almeno fino alle elezioni di mid term, poi siamo nel buio assoluto.
Oggi pomeriggio passiamo un paio di ordini, pronti al fuoco. Segue grafico S&P 500:
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