Il nuovo balzo dei rendimenti per i nostri titoli di Stato spaventa gli investitori: ecco una risposta ai loro timori. Azioni a bassa volatilità e con un interessante yield: ecco un’occasione sul Nasdaq, sebbene riferita a un business consolidato. Un certificato un po' diverso rispetto al solito: ecco un Vontobel molto generoso ma ad alta probabilità di “call”.
Il report del week end
Nell’incertezza che domina il mercato sempre più gli investitori puntano alla sicurezza. Che si esplicita in vari modi. Uno sta nel rivolgersi ai Btp corti, anzi molto corti. Scelta condivisibile, sebbene…qualcuno esprima preoccupazioni anche sulla parte a breve della curva italiana per vari motivi che sarebbe complesso spiegare. C’è allora una sola alterativa. Consiste nell’andare a reperire Btp cosiddetti “no Cacs”, clausole – quelle “Cacs” - di azione collettiva, inserite in tutti i titoli di Stato dell'Eurozona con scadenza superiore a 12 mesi, emessi dal 2013. Consentono a una maggioranza di loro detentori di modificarne i termini di pagamento, con eventuali tagli del capitale o/e delle cedole o perfino di allungamento delle scadenze, in modo vincolante anche in presenza di probabili minoranze in disaccordo. Abbinando Btp corti e “no Cacs” si ottiene un matrimonio potenzialmente a prova di qualsiasi tensione. Eccoli allora tre titoli di Stato italiani che soddisfano questi presupposti.
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Btp 7,25% 1/11/2026 |
IT0001086567 |
Quotazione 101,27 Eur |
Un titolo di un’altra epoca. Fu emesso infatti nel lontanissimo 1996. Da allora ha attraversato tutte le vicende dei mercati. Yield in corso 2,2% |
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Btp 6,5% 1/11/2027 |
IT0001174611 |
Quotazione 104,4 Eur, in fase di allineamento verso il rimborso |
Si tratta di un’emissione del 1997, che garantisce un rendimento lordo di circa il 2,9% |
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Btp 5,25% 1/11/2029 |
IT0001278511 |
Quota poco sopra i 106 Eur e anch’esso sta scendendo inesorabilmente verso il valore di rimborso finale |
In questo caso ecco un’emissione del 1998, che si attesta attualmente su un rendimento lordo del 3,2% |
Un duello vero e proprio quello in corso fra Btp “Cacs” e “no Cacs” in base alle diverse necessità dei singoli investitori, con rendimenti comunque interessanti in tutti i casi, a patto di accettare – per i tre “non Cacs” presi in considerazione - quotazioni sopra 100, idonee però a un’eventuale ottimizzazione fiscale di breve/medio termine. Il migliore della triade? Logicamente il 2029, purché si “tolleri” un’esposizione a tre anni.
► Un compromesso giusto sul Nasdaq: bassa volatilità e buon rendimento
Da qualche tempo il mercato ha cominciato a rendersi conto che il “total return” stabile nel tempo è l’ancora di salvataggio per sopravvivere alle follie della geopolitica. Ecco allora che Obiettivo reddito analizza un’azione dalle caratteristiche idonee in tal senso. Il business dell’azienda? Produrre carta igienica, anzi essere leader mondiale in quest’ambito. Si tratta della statunitense Kimberly-Clark (quotata al Nasdaq – Isin US4943681035), di cui spesso si è acquirenti dei suoi prodotti Kleenex, Cottonelle, Scott e altri ancora destinati all’igiene femminile e maschile nonché ai neonati e agli ambienti di lavoro. Tutto può succedere ma della carta pulita e dei suoi derivati ne avremo sempre necessità!
Tre elementi distinguono l’azione Kimberly-Clark:
● bassa volatilità (stimata dal 20 al 26% su base annua)
● bassissimo beta (attesta una sensibilità ai movimenti di mercato inferiore rispetto all'indice di riferimento)
● un rendimento da dividendo negli ultimi anni attorno al 5%, con un importo trimestrale in corso di 1,28 Usd. Calcolatrice alla mano ciò significa - in base alla quotazione di chiusura di venerdì (109,7 Usd) – uno yield attuale del 4,66%.
Cosa valutare
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Anni consecutivi in cui il dividendo è aumentato |
52 |
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Stabilità del dividendo |
Molto elevata |
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Capitalizzazione |
36,5 miliardi $ |
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Flottante |
87% |
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P/e ratio 2026 |
14,5 |
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P/e ratio 2027 (stima) |
14,6 |
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Attuale prevalente valutazione (fonte FactSet) |
Hold (mantenere) |
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Data creazione azienda |
1872 |
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Analisi grafica dell’azione |
Dopo una profonda fase ribassista nella parte finale del 2025 è iniziato un tentativo di rimbalzo che solo la rottura all’insù della media mobile a 200 periodi (giugno 2026) ha confermato. La resistenza dei 116,5 Usd si è dimostrata però coriacea e ora il titolo si muove in un’area di lateralità fra questo livello e il supporto di breve periodo dei 104,6 Usd. Ecco un’azione da gestire bene con l’Rsi (indicatore di forza relativa) |
► Un certificato molto generoso, con però un rischio, anzi due
Quel 47,2% di coupon – annunciato nel titolo – certamente ha colpito molti dei nostri lettori. Facciamo però alcuni ragionamenti.
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Innanzi tutto, di che si tratta? |
Del certificato Vontobel Fast Memory Cash (Isin DE000BD0HR17), con sottostanti le azioni Asml, Intel e Stm, ovvero tre colossi dei semiconduttori |
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Ahi, un settore molto volatile ed esposto ai nervosismi dell’intelligenza artificiale ma non solo! |
È vero ma la barriera del certificato, monitorata a scadenza, consente di tollerare una diminuzione del valore dei sottostanti fino al 40% per tutti e tre i titoli |
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Vediamo allora prima questo aspetto e poi si analizzerà l’argomento cedola… |
Se alla scadenza (10/7/2028) tutte le azioni saranno sopra la barriera del 60% si riceverà il rimborso integrale dell’importo investito, oltre alle eventuali cedole residue. Se invece una delle azioni chiudesse sotto la barriera del 60% il capitale rimborsato sarebbe ridotto in proporzione alla performance negativa del peggior titolo (“worst-of”), comportando una perdita pari a quest’ultimo |
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Con i tempi che passano il 60% può sembrare non eccessivamente protettivo? |
È vero ma si tenga conto che c’è la possibilità di un rimborso anticipato (struttura Fast) già dalla seconda data di osservazione mensile. In questa e in ciascuna delle relative successive date verrà verificata la condizione di autocallable: se tutti i sottostanti del paniere risulteranno pari o superiori al livello di richiamo, il certificato si estinguerà anticipatamente. Lo strumento sui semiconduttori parte da una soglia al 90%, che poi si riduce di un punto percentuale a ogni rilevazione mensile seguente, secondo il meccanismo step-down |
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Si comincia quindi dal 90% e si potrebbe scendere fino a quale soglia? |
A quella del 50%, il che conferma come le probabilità di “call” siano rilevanti |
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E adesso analizziamo l’aspetto coupon. Di quanto è? |
Del 3,56% al mese, equivalente a un 42,7% su base annua, ma visto che attualmente il certificato quota sui 96,7 Eur (chiusura di venerdì) il rendimento è in realtà superiore. Il pagamento è subordinato al rispetto di una soglia fissata anch’essa al 60% del livello iniziale dei sottostanti ma beneficia – come detto - di effetto memoria, che permette di recuperare eventuali premi non distribuiti in precedenza |
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Chiariamo il meccanismo… |
Se il paniere “worst-of” si trova a un valore pari o superiore alla soglia bonus, il certificato paga la cedola prevista. Se invece la condizione non viene rispettata, la cedola non viene persa definitivamente ma va in memoria. Ciò significa che potrà essere recuperata integralmente in una successiva data di osservazione, nel caso in cui si torni sopra la soglia stabilita |
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Il punto forte è evidente: si tratta della cedola. E i punti deboli? |
Sono due: il meccanismo “worst-of”, che a taluni non piace, e la probabilità che si attui la “call” già nel breve/medio termine. Potremmo citare un altro aspetto, ovvero il settore sottostante, quello dei semiconduttori, ma appare evidentemente inevitabile per un rendimento distribuito così rilevante |
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Infine! |
Evitate di leggere la scheda pubblicata su Borsa Italiana. Ci sono svarioni da sbellicarsi dalle risate |
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