Aggiornamento portafoglio: riacciuffiamo il massimo storico

Rapido aggiornamento del nostro portafoglio, ai prezzi correnti di mercato, dopo i nuovi ingressi di settimana scorsa che puntano a beneficiare, in ottica strategica, dell’attesa di ripresa dell’inflazione globale. La volatilità positiva di quest’ultima settimana giova al nostro portafoglio che infatti riacciuffa il massimo storico precedente – registrato a fine 2017 – riportandosi ad un NAV pari a 113,01 rispetto ai 112,86 della scorsa rilevazione.

Prosegue il momento di forza delle Borse, che stanno mostrando un vigore al quale non eravamo più abituati da tempo ma iniziano a vedersi alcuni eccessi che potrebbero portare ad una correzione di breve per scaricare l’ipercomprato, per cui su questo fronte siamo ancora osservatori, fermo restando l’intenzione di aprire una piccola posizione su azionario come già anticipato negli articoli scorsi.

Ciò che vogliamo evitare, ovviamente, è di provare ad evitare il rischio di entrare sui massimi e soffrire poi la correzione: vero è che le prospettive per le azioni sono ancora buone per i prossimi mesi e quindi una eventuale correzione ora sarebbe di fatto salutare; tuttavia, come sappiamo, le correzioni possono trasformarsi tranquillamente da buy opportunity a inversioni del trend con molta facilità. Per questo motivo ci piacerebbe poter vedere un ritracciamento e relativa ripartenza, per avere le probabilità a nostro favore.

Nel frattempo abbiamo individuato gli eventuali asset da vendere per far spazio alle azioni, posto che come già detto la liquidità ormai residua è insufficiente ad accogliere una seppur piccola percentuale di un nuovo titolo. Abbiamo infatti in portafoglio alcuni titoli che andranno a scadenza in questo 2018 e che di fatto ormai sono “arrivati”, nel senso che il rendimento residuo è ormai marginale. Di fatto abbiamo beneficiato del grosso della loro performance e se abbiamo l’alternativa e la possibilità di concambiarli ben venga.

Al tempo stesso abbiamo individuato i possibili candidati per prendere posizione sull’azionario appena si dovessero creare le condizioni per farlo. Come già anticipato ci siamo rivolti agli ETF, poiché ci permettono di diversificare in modo efficiente il rischio azioni;  il più diversificato possibile, salvo che un tema in particolare dimostri di essere preferibile. Ci piacciono in particolare i Minimum Variance, che hanno l’indubbio pregio di saper contenere molto bene la volatilità, così come ci piacciono gli azionari globali (ad esempio il Titans 50) o l’MSCI World. Molto interessante è poi la versione MSCI World a cambio coperto, che per noi investitori in Euro è spesso cosa buona e prudente. Vediamo come si evolvono le cose e agiremo di conseguenza.

Portafoglio aggiornato nell’apposita sezione e grafico del NAV come di consueto anche qui sotto.

2 Commenti

I commenti dei lettori

2 Commenti

  • Redazione Rischio Contenuto
    23 Gen 2018

    Gentile lettore,
    difficile rispondere in modo netto e "universale" poichè ognuno di noi ha differenti commissioni per la compravendita dei titoli, ha differenti situazioni di eventuali minusvalenze pregresse etc.
    Possiamo tuttavia provare a fare una stima, con tutti i margini di errore del caso, giusto per avere largo circa un'idea. Tenendo conto che vi sono titoli tassati al 12,5% ed altri al 26%, considerando una media di commissioni "umane" per la compravendita dei titoli, ipotizziamo di avere un decurtamento del rendimento lordo di circa il 25%.
    Potrebbe essere di più come di meno, e mai sarà uguale per due soggetti diversi. Prendiamolo con le molle e non per la verità. Se decurtiamo un 25% di rendimento dal nostro portafoglio che ha un rendimento medio su base annua del 4,13% vuol dire che il netto si colloca intorno al 3% medio annuo.
    Ci spiace non poter essere più precisi ma è impossibile per quanto detto sopra.
    Un saluto cordiale

  • Giuseppe S.
    23 Gen 2018

    Salve quanto può rendere in prospettiva il portafoglio al netto di tasse e commissioni?

    Grazie e cordiali saluti

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