Come (quasi) ogni anno la tradizionale liquidazione dei morti è ferale per il mercato

Dall'inizio di maggio si vende quasi tutto il portafoglio. Lo fanno tutti gli amici che ci seguono da 22 anni sul LombardReport.com. "Sell in may". Dal 1980, quando lessi un articolo in Gran Bretagna su questa caratteristica del mercato, strombazzo sulla stampa questo proverbio anglosassone. Poi si ricompera (eventualmente) in novembre.

Ma un'altra situazione viene confermata da tantissimi anni. Ci riferiamo alla fama di rogna che solitamente abbraccia OTTOBRE, sempre monitorata e implacabilmente ricordata ogni ottobre su queste colonne .

Chi segue la storia della borsa sa che nel 1907, nel 1929, nel 1987, nel 1997, nel 2007 e nel 2008 ottobre è stato il mese più drammatico.

In borsa, quando vi erano le liquidazioni mensili, questa veniva chiamata "LA LIQUIDAZIONE DEI MORTI " sempre solitamente ferale per il mercato mobiliare italiano.

Sarà un caso ma anche quest'anno ottobre si è presentato male. E ieri c'è statta una mazzata durissima da Wall Street dopo che da settimane la nostra borsa crolla. Le cause per un ribasso sono sempre diverse ma alla fine il risultato è che le quotazioni scendono. Ed anche molto.

Quindi due statistiche feroci ci fanno diventare  logicamente scaramantici, come ben sanno gli amici che ci seguono su queste colonne da 22 anni. Ovviamente in qualche anno questa regola non ha funzionato. E' l'eccezione che conferma la regola. La statistica mostra percentuali, spesso chiarissime, ma non sono un Vangelo.

Impressiona anche la discesa dell'oro e delle azioni aurifere ed argentifere, ancora di salvezza nei momenti duri della borsa e per il quale ci attendiamo prima o poi un segnale. Ma questo latita totalmente e ci obbliga a stare per ora tranquilli.

Remi in barca e calma. Vedremo tra un mese abbondante cosa fare. Per ora manteniamo quel pugno di pochissime azioni che giustifica l'accensione del pc. Ma per i veri investimenti dobbiamo attendere. Cash is king  ....nel frattempo!

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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