Bond ai raggi X: il tasso variabile corto in $ di Imi (IT0004966229) rende il 4,7%

Un’occasione attraente, che abbina gli yield in dollari alla debolezza delle emissioni bancarie italiane.

Cedole & dividendi

Il mercato obbligazionario sta regalando delle possibilità eccellenti soprattutto sulla parte corta delle curve. Un esempio lo fornisce il bond Banca Imi (Intesa Sanpaolo) Collezione Opportunità Tasso misto Ot20 Usd, in realtà diventato da tempo un variabile puro, ideato però in anni in cui non si poteva ipotizzare una politica monetaria di forte rialzo dei tassi Fed. In realtà l’opportunità (per riprendere la definizione stessa utilizzata da Imi) sta in un doppio aspetto:

la sua struttura garantisce un rendimento base interessante;

● il titolo quota sotto la pari per la situazione di debolezza del sistema bancario italiano.

Caratteristiche – Da anni, dopo aver superato la prima fase a tasso fisso, si è trasformato in un semplice tasso variabile puro, strutturato su Libor 3 mesi + 1% (Isin IT0004966229). Il taglio è di 2.000 $ con scadenza 18/10/2020. Si tratta di un senior con ammontare di 350 milioni di dollari, quotato su Borsa Italiana. La prossima cedola (18/10/2019) sarà del 3,444%, il che porta il rendimento – alla quotazione in corso di 97,7 – al 4,7%. Naturalmente occorre tenere conto della variabile €/$, che (consiglio scontato) va gestita con un conto in valuta.

Liquidità – Di solito abbastanza buona, con il market maker però talvolta assente. Lo spread si aggira fra i 20 e i 30 pb, che in una fase complessa quale l’attuale è poca cosa.

Scambi – Continuativi sebbene limitati. In media si tratta di un volume fra i 5 e i 10 al giorno con controvalori però modesti. E’ il classico bond da “retail” attivo nel campo del dollaro, che punta alla bassa rischiosità di un’emissione in cui il fattore esposizione ai tassi è a zero.

Analisi grafica – La Imi 2020 era scesa a un minimo di 96 $ durante la fase più acuta della crisi Btp e degli effetti per tutto il settore obbligazionario bancario italiano. Poi un mini rimbalzo e ora da varie sedute si muove nell’arco dei 97 $, con oscillazioni abbastanza accentuate anche in “intraday”. L’ipotesi di un ritorno verso i 96 può valere ma già alle quotazioni in corso il rendimento è significativo, considerando comunque che di qui al 2020 le possibilità di un’inversione nella politica monetaria della Fed risultano modeste.

Valutazione – Un titolo mediamente volatile nella fase dei bassi tassi Fed. Poi una risalita alla quotazione coerente dei 100 e infine la correzione da debito italiano. Naturalmente – come già detto – il maggiore fattore di incertezza resta quello riferito al cambio €/$, che sul breve/medio termine non sembra però andare a suo sfavore. Oggi un 4,7% in dollari su scadenza corta e con un tasso variabile è un’occasione da prendere comunque in considerazione.

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