Obiettivo reddito: bond high yield, confronto fra tre Etf a dividendo


Avevamo promesso di avviare una rubrica dedicata alla creazione di flussi reddituali nel tempo. Si parte oggi con una soluzione a medio-alto rischio.

Cedole & dividendi

Bond high yield, prediletti da alcuni e detestati da altri: sono certamente loro le obbligazioni che garantiscono maggiore rendimento nel tempo, pur con tutti gli ostacoli che il relativo acquisto comporta per i piccoli e medi investitori. Meglio allora gli Etf, ben rappresentati su Borsa Italiana e piuttosto diffusi nei portafogli. L’aspetto più interessante sta però nella capacità di creare reddito, grazie a dividendi in alcuni casi di tutto rilievo. E’ quindi inevitabile che la nostra nuova rubrica dedicata proprio a questo aspetto del risparmio parta da un asset così specifico, con un confronto a tre tra Etf dello stesso emittente, iShares.

Quanto rendono, quanto convengono e in quale ottica temporale vanno visti i tre Etf bond high yield della società controllata da BlackRock.

Denominazione

$ Short Dur High Y.

$ High Yield

€ High Yield

Isin

IE00BCRY6003

IE00B4PY7Y77

IE00B66F4759

Valuta denominazione

Usd

Usd

Eur

Valuta negoziazione

Eur

Eur

Eur

Rischio cambio

No

Sottostante

Bond HY 0-5 anni $

Bond HY $

Bond HY €

Trend ultimo mese

Negativo (-5,3%)

Negativo (-3,1%)

Negativo (-0,67%)

Trend ultimo anno

Negativo (-1,4%)

Negativo (-3,7%)

Negativo (-6,8%)

Volatilità media

7,3%

7,6%

2,2%

Ter

0,45%

0,50%

0,50%

Distribuzione dividendi

Periodicità

Semestrale

Semestrale

Semestrale

Rendimento attuale

5,45%

5,65%

3,68%

Livello rischiosità

Medio alto

Alto

Medio

Dei tre Etf bond high yield l’analisi grafica offre questo quadro:

Il $ Short Dur High Yield (Isin IE00BCRY6003) ha rotto l’importante supporto di 81,9, scendendo precipitosamente sui 77 euro (valuta di negoziazione) e dovrà confrontarsi ora con i 76,6 e poi i 75,4 euro, possibile punto di arrivo. E’ un Etf da gestire con una media mobile piuttosto veloce (per esempio 50 sedute), perché la sua volatilità è rilevante ma ben gestibile. Stranamente, trattandosi di uno short duration,  appare più veloce nei movimenti rispetto a quello long duration – cioè il successivo – ma bisogna considerare che buona parte del comparto high yield in dollari ha scadenze piuttosto corte.

 Il $ High Yield (Isin IE00B4PY7Y77) è sì volatile ma con movimenti più facilmente identificabili rispetto allo short term. Rotto il supporto di 90,4 euro (valuta di negoziazione) è sceso sugli 84 ma ora è ipotizzabile un ulteriore cedimento verso l’area degli 82.

L’€ High Yield (Isin IE00B66F4759) sta attraversando una fase di forte ribasso, da cui deriva il rialzo del rendimento, solitamente attestato sul 2,5%. E’ arrivato sul decisivo supporto dei 99,7 euro, che non toccava dal 2016, e una fase di così netta debolezza non si registrava addirittura dal 2012.

La fotografia che gli high yield danno è più preoccupante di quanto forse lo stesso mondo della finanza non percepisca: si ravvisa infatti tanta debolezza sia sul fronte dollaro sia su quello euro. E’ il momento di entrare in ottica di rendimento? Probabilmente occorre attendere ancora un’ulteriore fase ribassista, con gli yield che potrebbero in tal caso salire sopra il 6%. Attenzione però a una caratteristica di questi Etf bond high yield: sono più da posizioni di medio termine che da cassettista, data la loro palese volatilità (salvo nel caso di quello sulle emissioni in euro). Il concetto di reddito va comunque sempre abbinato a quello di stabilità dei prezzi. Loro il reddito lo danno e lo daranno ma in un contesto di veloci variazioni dei corsi, come gli stessi grafici ampiamente confermano. Con in più l’incertezza del rapporto di cambio €/$ per i due riferiti alle emissioni nel biglietto verde. Promossi quindi ma con tanti ma e se.