Btp meteo, occasione perduta o occasione da agguantare? Ora il Future al test di un livello decisivo

A 128,2 per il long term si determina l’intersezione fra una trendline rialzista avviatasi a settembre e una resistenza di lungo periodo. Intanto l’importante verifica della media mobile a 200 sedute è già stata ampiamente sbaragliata.

Cedole & dividendi

Guai a guardare la realtà di qualsiasi asset finanziario con gli occhi della politica. Spesso la scorporazione di trend sui due fronti segue strade autonome, per fattori complessi e non sempre comprensibili. E’ quanto succede per i Btp ma non solo. Il panorama governativo italiano resta contradditorio. Ciò non impedisce al governativo di riprendere a muoversi con forza, specialmente dopo l’accordo sulla manovra fra Roma e Bruxelles. Lo testimonia il Btp long Future, tornato su livelli di avvio crisi a giugno. L’“upside” da quota 116 a quasi 128 non è poca cosa e ora il derivato si trova a confrontarsi con un secondo importante test dopo la rottura della media mobile a 200 sedute e l’incrocio al rialzo di quest’ultima con quella a 10 periodi. Si tratta della resistenza dei 128,2 determinatasi a metà 2017 e poi più volte testata. La forza con cui verrà superata oppure no deciderà il successivo proseguimento del Future, ingabbiato in un canale comunque rialzista che lo potrebbe portare verso i 132, obiettivo impensabile soltanto a ottobre. Si noti poi che il movimento si sta allineando su una trendline all’insù avviatasi dai minimi di settembre e che all’intersecazione fra questa e la resistenza dei 128,2 si decideranno le sorti del derivato, con la prosecuzione o meno della fase toro. Certo è che in caso positivo si delineerà la definitiva sconfitta degli scettici, cioè di coloro che non hanno creduto nel rimbalzo del Btp Future, soprattutto dopo il superamento dei 125,5. Prima in effetti i dubbi potevano essere motivati dai due successivi e abortiti tentativi di superare un livello da cui erano ripartite pesanti correzioni. Dopo però il segnale era chiaro e andava cavalcato.

Ecco cosa seguire

In realtà il vero indicatore di sentiment sui nostri titoli di Stato si è dimostrato nell’ultima crisi non tanto il Btp long term Future quanto il short term Btp Future, riferito ai titoli di Stato Italiani a breve/medio termine, con durata residua compresa tra 2 e 3,25 anni. Il perché è facilmente spiegato: il rischio default, temuto soprattutto a giugno durante l’apice della crisi politico-istituzionale, aveva travolto questo derivato portandolo a minimi incredibili. Poi si è determinata una convulsa fase ondulatoria, con supporto sui 106,38 e resistenza a 109,3, entrambi testati più volte. Alla decisa rottura di quest’ultima e al superamento della media mobile a 200 l’ago del barometro è passato decisamente sul bel tempo. Al punto tale da rivedere massimi storici in un quadro comunque contradditorio, poiché esposto da una parte alla conferma di un netto canale rialzista e dall’altra a un meno deciso solco ribassista.

Entusiasmo forse eccessivo?

Se gli scettici hanno finora perso nell’ultima fase del mercato attenzione però a un’ esagerata opposta reazione di impeto negli acquisti. Il 2019 potrebbe riportare tensioni e nemmeno molto lontane in ordine di tempo. I due livelli così da tenere sotto controllo sono prima il già citato 109,3 dello short term e il 125,5 del long term. L’ipotesi che possano essere ritestati entro pochi mesi è plausibile, con una differenza tuttavia: questa volta si partirebbe da una posizione di forza, mentre nell’ultimo trend ogni candela verde è stata una singola sofferta riconquista di una credibilità alquanto compromessa.

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