Occhio al petrolio! Ora tutto dipende da lui. Tre scenari per investire

Sale ancora ma di poco oppure va oltre i 100 $ o invece indietreggia. Diverse opzioni tutte valide e dettate da ragioni precise.

Cedole & dividendi

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Nessuno l’avrebbe previsto fino a pochi mesi fa. Il Wti a oltre 70 $ e il Brent a quasi 80 $ superano qualsiasi pronostico e aprono prospettive incerte sul proseguimento o meno di un trend che potrebbe condizionare in maniera pesante i mercati nei prossimi mesi. Le eventualità sono infatti tre e vanno attentamente valutate.

► Ancora qualcosa ma niente più

La prima opzione – condivisa dalla maggioranza degli analisti – è che le quotazioni possano salire ma di poco. Qualche dollaro il barile al massimo.

Probabilità

50%

Perché

Il livello dei 70/80 $ apre prospettive di forte concorrenza da parte dello “shale oil” Usa. E’ vero che le scorte oltre Oceano stanno riducendosi ma il sistema estrattivo di petrolio da scisto comincia solo ora a tornare a regime. La sua presenza impatterà sui prezzi

Effetti

Di medio termine sull’inflazione ma ciò non dovrebbe determinare conseguenze rilevanti sui tassi, che già scontano un aumento del costo della vita oltre il 2,5% negli Usa

Le azioni migliori secondo gli analisti

Chevron negli Usa, Eni nell’area Ue e Tullow Oil in Gran Bretagna

I bond migliori secondo gli analisti

Gli inflation linked in $ - quindi i Tips – perché le prospettive di una tenuta della valuta stanno rafforzandosi e ciò deriva in parte proprio dal deciso rientro in scena del petrolio Usa

Gli equilibri petroliferi

La crescita dell’economia mondiale richiede una maggiore produzione di 1,5 milioni di barili al giorno, che corrisponde alla più alta capacità estrattiva degli Usa

Bilancio globale

Abbastanza equilibrato. Non ci dovrebbero essere shock né per l’economia né per le Borse. Un po’ di inflazione in più sì

► Un bel balzo a 100 $

L’Arabia Saudita vuole spingere la quotazione del greggio per rimettere in ordini i suoi conti e per garantire un forte successo all’introduzione in Borsa del gigante Aramco. Trump da parte sua riuscirebbe così a indebolire le economie cinese ed europea.

Probabilità

30%

Perché

La guerra dei dazi comporta delle controreazioni. Quella energetica no e va tutta a vantaggio di chi ha il coltello dalla parte del manico

Effetti

Forti sull’inflazione, con il rischio di una nuova recessione in Europa e per i Paesi asiatici esportatori di manufatti

Le azioni migliori secondo gli analisti

Tutte quelle riferite a società specializzate in servizi per l’industria petrolifera, di cui alcune sembravano spacciate solo un anno fa: è il caso di Saipem, oltre che delle francesi TechnipFMC e Vallourec. Poi i giganti del greggio Royal Dutch Shell, Bp e la russa Gazprom

I bond migliori secondo gli analisti

Oltre agli inflation linked non solo in $, le emissioni del settore petrolifero Usa, che rendono molto e talvolta non sono troppo care. Probabile forte rafforzamento del rublo

Gli equilibri petroliferi

Il tentativo di indebolire l’Iran con la vicenda del nucleare porterebbe a un gap estrattivo coperto da altri Paesi dell’Estremo Oriente

Bilancio globale

Molto pericoloso, soprattutto per le Borse europee, penalizzate dal rischio di costi produttivi al rialzo e di un’inflazione in netto aumento. Le Banche centrali – quali Bce, Boe e altre - dovrebbero intervenire risollevando i tassi

► Un passo indietro verso i 60 $

Il 22 giugno è prevista una riunione (probabilmente molto calda) dell’Opec. Se le colombe prendessero le redini della situazione i flussi estrattivi aumenterebbero, riportando indietro le quotazioni del greggio.

Probabilità

20%

Perché

Trump e i suoi alleati in Medio Oriente sono decisi a mettere in ginocchio chi è contro di loro, ma non fanno i conti con gli impatti negativi per l’economia mondiale. E’ un rischio che potrebbe far raffreddare i prezzi del petrolio

Effetti

Livelli sui 50-60 $ sono quelli auspicati dall’economia mondiale e rallenterebbero i rischi di un’inflazione al galoppo

Le azioni migliori secondo gli analisti

Quelle dei comparti industriali più penalizzati dal rincaro del petrolio, quali chimica, trasporto aereo e beni di consumo non ciclico

I bond migliori secondo gli analisti

I tassi fissi in euro, che vedrebbero allontanarsi il rischio di un intervento restrittivo di politica monetaria

Gli equilibri petroliferi

Si ristabilizzerebbero ma tornerebbe prepotentemente in campo il tentativo di vincolare le strategie mondiali con operazioni di disturbo alternative, dettate dalla ragion di Stato

Bilancio globale

Inevitabilmente positivo

La valutazione complessiva è palese. Tutto quanto sta succedendo dipende da scelte chiare, guidate da ben precisi poteri Usa e medio orientali. L’obiettivo è parallelo a quello di indebolire Cina ed Europa con i dazi. Le Borse sono nella fase attuale confuse rispetto alle possibili evoluzioni e valutano che gli scenari rialzisti ma non di molto per il petrolio abbiano maggiori probabilità di realizzarsi. Lo dimostrano gli “hedge fund” attivi più in un senso che nell’altro. I livelli da monitorare sono così ora i 73,3-73,4 $ per il Wti e gli 81,2-81,5 $ per il Brent. Sopra inizierebbe una nuova guerra dell’energia. Assolutamente ingiustificata perché le prospettive future (a dieci anni) di consumi petroliferi sono ultra ribassiste. Ma questi sono i giochi della politica!

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