Etf in primo piano: sui massimi l’africano, poco sotto quello sull’acqua

Si riferiscono a trend secolari e sono nel complesso poco correlati con gli altri settori. Entrambi quotati a Borsa Italiana.

Hot markets

Puntare sui mercati del futuro, facile a dire, non sempre agevole da fare. In un contesto globalizzato contradditorio, per tutti i motivi che ogni giorno sentiamo ripetere, vale la pena analizzare due settori che stanno dimostrando continuativi trend di rialzo, sebbene non furibondi. Sono l’Africa e il comparto dell’acqua. Su entrambi si concentrano da tempo le attenzioni dei grandi gestori istituzionali, per motivi evidenti: l’Africa è l’economia del futuro per le potenzialità di crescita economica che aggrega; l’acqua perché il calo delle sue risorse sta aumentando in maniera drammatica, nel silenzio o quasi dei Paesi occidentali.

Su Borsa Italiana sono presenti due Etf in primo piano riferiti proprio al Continente nero e alle azioni del contesto idrico, fra l’altro tendenzialmente poco esposti alle correlazioni con gli altri mercati. Vale la pena analizzarli individualmente anche per questo motivo.

Il Pan Africa tocca i massimi per la terza volta

Con contratti mensili da 100 a 200 ogni mese e controvalori totali molto altalenanti, l’Etf Lyxor Pan Africa (Isin LU1287022708 – valuta di denominazione in euro – Ter 0,85%) replica l’indice Sgi Pan Africa dei 30 maggiori titoli azionari quotati in Africa o con attività prevalentemente riferite al Continente: si espone in proporzione a tre zone: Sudafrica, Nord Africa, incluso Marocco ed Egitto, e area sub sahariana. A replica sintetica, è una vecchia conoscenza degli “aficionados” degli emergenti. Dal 2016 risulta inserito in un canale rialzista, che l’ha portato dai minimi di 5,4 euro agli attuali 9,8 euro. Con una resistenza a 9,97, testata e poi superata per tre volte negli ultimi mesi (24 gennaio – 14 maggio e 5 giugno) conferma una sua dinamica del tutto decorrelata dagli altri mercati azionari, sebbene nelle ultime sedute abbia di nuovo dimostrato debolezza con un possibile ritorno nell’area dei 9,67, dove si colloca ora la media mobile a 100 sedute. Il 2018 è stato un anno molto volatile, con movimenti ondulatori pronunciati, tipici di fasi accumulative. Una prerogativa di questo Etf in primo piano consiste nella facilità di essere monitorato con il più semplice degli strumenti di analisi tecnica, ovvero la media mobile a 200 sedute, poiché le diverse fasi sono tendenzialmente pronunciate e durature. Attualmente la distanza fra l’ultima quotazione e il valore della 200 è del 4,3% e un’area di inversione avverrebbe con una discesa sotto i 9,5, mentre il trend rialzista riprenderebbe con la rottura dei 10,06 euro. Esposto alle variabili più politiche (numerose) che economiche (molto positive) del Continente, il Pan Africa va visto in una chiave sia di lunghissimo termine sia di trading stretto. Fatte salve le indicazioni tecniche evidenziate, potrebbe riservare ottime prospettive nei prossimi mesi, con due variabili decisive: una stabilizzazione sul fronte dei Governi del nord e una fase di ulteriore crescita dell’export delle materie prime, cui l’indice è in parte inevitabilmente correlato.

World Water, il trend secolare è indiscusso

Non smette di crescere, pur con le sue fasi correttive, perché il mondo ha sete e ne avrà ancor più in futuro. Il Lyxor World Water (Isin FR0010527275 – valuta di denominazione euro – Ter 0.60%) replica il settore idrico globale, con 20 società incluse che realizzano la maggior parte dei fatturati nelle utenze e nelle infrastrutture idriche (fornitori di tubi, pompe, valvole e contatori, ecc.) o nel trattamento dell’acqua (fornitori di prodotti e tecnologie per la disinfestazione, filtraggio e dissalazione) di tutto il mondo. Dal 2009 questo Etf in primo piano ha garantito una performance annua sempre positiva, salvo nel 2011 (-2,1%), con valori medi superiori al 10 e anche al 20%%. L’Etf dell’acqua si distingue per una progressività di “upside” con interposti storni mai troppo pronunciati. Anch’esso è vicino ai massimi storici (37,67 euro), dove si colloca una resistenza testata a gennaio. Da allora una veloce correzione e poi una fase di lateralità con un supporto sui 33,7. All’interno dell’area fra quest’ultimo valore e i 37,67 si muove con una certa repentinità, dovuta all’inevitabile effetto dei mercati mondiali. Non ci sono dubbi: il trend è rialzista di lungo e lunghissimo termine ma l’impatto della volatilità delle Borse si fa sentire. E’ un Etf quindi da monitore anche nelle dinamiche di breve periodo per un “buy” più redditizio possibile.

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