Analisi mercati di inizio anno


Buongiorno a tutti e ben ritrovati.

Facciamo il punto sui mercati e vediamo se si possono trovare spunti operativi utili.

Il quadro tecnico degli indici europei è cambiato drasticamente nelle ultime settimane, neutralizzando la tendenza rialzista che ci aveva fatto ben sperare di poter finalmente uscire - si parla di indice Ftse Mib - dal trend laterale di lungo che ci accompagna ormai dal lontano 2009, quello tra 12330 e 24560 punti circa.

In periodi di grande "rumore" come quello attuale bisogna allargare la finestra del grafico e allungare i timeframe di analisi, altrimenti si rischia di trovarsi a cambiare idea ogni giorno inseguendo i rimbalzi e le correzioni, illudendosi ogni volta che il trend si stia finalmente definendo. Guardiamo allora innanzitutto il grafico a barre mensili.

La linea mediana del range di lungo è 18445 punti, dove passava il supporto di medio già evidenziato in precedenza, che derivava anche da un precedente minimo di medio importante. Questo livello purtroppo ha ceduto nelle ultime settimane del 2018, dando un primo vero segnale negativo di medio termine. Inutile incaponirsi a voler cercare la positività ad ogni costo: fino a prova contraria siamo in trend ribassista di medio.

Fino a prova contraria, giova sottolinearlo. Quindi cerchiamo di individuare livelli importanti da monitorare. Posto che a livello di barre mensili al momento si sta delineando un inside rispetto al mese di dicembre, i livelli primari di cui tenere conto sono il minimo e il massimo proprio del mese di dicembre, 17914 e 19675. La metà del guado è 18794, e ora siamo leggermente sopra. Primo timido segnale di positività, ma di breve termine.

I posizionamenti più significativi sulle opzioni di febbraio sono sugli strike 20000 lato call e 18000 lato put. Movimenti "strani" si sono visti lo scorso venerdì, quando si sono alzati due muri di open interest su call 18250 e 18500. Strike sicuramente molto gettonati per il trading intraday, soprattutto in una giornata che da 18200 ha visto le quotazioni spingersi oltre 18800. Ma sono contratti che non ti aspetti restino aperti a fine giornata e quindi lasciano perplessi.

I nostri indicatori evidenziano un baricentro delle call complessivamente aperte in zona 19570, mentre quello delle put si attesta intorno ai 17680 punti. Questi sono i due livelli (19500 lato call, 17750 lato put) che dovrebbero contenere i movimenti di prezzo da qui al 18 gennaio, valori quindi sui quali ci si potrebbe posizionare con buone chance di successo. Ma i premi sono troppo risicati. Dovessimo scendere sotto il minimo di dicembre, del resto, la successiva tappa da monitorare sarebbe l'area 17400-17000 punti.

La struttura a termine della volatilità delle opzioni sul nostro indice è sostanzialmente piatta, quindi non ci si attendono - almeno per ora - movimenti di shock.

Interessante al momento la conformazione sull'Eurostoxx50. Sulle barre mensili si evidenzia la formazione di un inside come sul nostro indice, ma il quadro grafico è meno marcatamente ribassista e lascia spazio alla possibilità di una prosecuzione dell'ampia fase laterale di medio in corso. La volatilità implicita si è ridotta rispetto agli ultimi tempi e si sta almeno in parte normalizzando sulle scadenze dei prossimi mesi.

Molto probabilmente questa sera apriremo una posizione sulla scadenza di marzo. Stiamo valutando due alternative operative: o uno short straddle sullo strike 3025 o uno short strangle sugli strike 2950 e 3250. Come evidenzia la figura sottostante, basata su prezzi rilevati alle ore 12 circa di oggi, sul fronte ribassista le due posizioni sono sostanzialmente equivalenti, mentre sul lato call la scelta dello strangle darebbe una maggiore tranquillità. Va però rilevato che se dovesse scendere ulteriormente la volatilità lo short straddle ne beneficerebbe in modo più marcato.

Appuntamento per le 17 di oggi per una eventuale operatività. Buon lavoro a tutti.

Redazione Opzioni Algoritmica e QuantOptions

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