Facciamo il punto della situazione sui mercati


Buongiorno a tutti,

alla luce della debacle dei mercati delle ultime settimane giova sicuramente fermarsi un attimo a riflettere a mente fredda.

Diversi mesi fa avevamo scritto su queste pagine che se il mercato italiano avesse intrapreso un trend secondario di medio avrebbe potuto scendere fino a 18424 di FTSE Mib senza comunque intaccare il trend rialzista primario di medio/lungo termine. Ebbene, ci siamo... Venerdì l'indice FTSE Mib ha fatto minimo a 18411, quindi siamo arrivati al test della madre di tutti i supporti.

Inevitabile ora chiedersi cosa succederà prossimamente. La tensione è tanta e la volatilità è alta. Il rischio in fasi come questa è di farsi prendere la mano, inseguire euforicamente ogni rimbalzo e andare nel panico ad ogni discesa.

Come di consueto cerchiamo di analizzare la situazione a mente fredda e di basarci sui numeri che ci hanno portato fino a qui indenni anche in fasi di mercato turbolente come quella attuale.

Indice FTSE Mib

Per la scadenza di novembre il mercato sembra aver tracciato un confine inferiore tra i 17500 e i 17000 punti, area che dovrebbe arginare eventuali ulteriori affondi. Va da sé che l'eventuale perdita del supporto chiave a 18424 punti confermata in chiusura settimanale sarebbe un pessimo segnale, che porterebbe a neutralizzare il trend primario rialzista. Siamo già stupiti di aver visto il mercato scendere fino a 18400, e non riteniamo verosimile, in questo momento, una ulteriore discesa.
Un ritorno stabile sopra i 20200 punti in chiusura settimanale darebbe un primo segnale di vero allentamento della pressione ribassista. Fino ad allora solo rimbalzi tecnici di breve termine.
Non ci siamo posizionati sulle put 17500 nei giorni scorsi (avremmo potuto, ma solo a patto di tenere 1000 punti di distanza tra vendite e acquisti, incassando allo stesso tempo un credito moderato) per ragioni già espresse in precedenza: abbiamo una posizione su Eurostoxx - al momento in lieve sofferenza - che in caso di rimbalzo ci darebbe ottime soddisfazioni; in una fase di mercato così rischiosa come quella attuale sarebbe irragionevole esporsi due volte su due mercati così correlati come l'FTSE Mib e l'Eurostoxx.
Guardando avanti, anche sulle scadenze successive pare che l'area 18000 possa rappresentare un punto di appoggio su cui contare. Attendiamo di chiudere il posizionamento su Eurostoxx e poi rivaluteremo la situazione.

 

Indice Eurostoxx50

Per quanto riguarda l'Eurostoxx il trend di lungo è un ampio laterale - molto ampio, in effetti - tra 2700 e 3800 circa. In mezzo a questa ampia fascia è possibile individuare alcune aree di supporto statico piuttosto importanti.
Quella dei 3100 punti circa è una di queste, e siccome ci siamo arrivati siamo anche qui ad un test fondamentale.
Dovessimo scendere sotto il minimo della settimana scorsa, 3090 circa, avremmo come successivo target più o meno 2910 punti, circa il 6.7% al di sotto delle quotazioni di chiusura di venerdì.
Primi segnali di ripresa stabile soltanto sopra 3300 punti circa in chiusura settimanale. Fino ad allora qualsiasi rimbalzo potrebbe spegnersi rapidamente.
Il VSTOXX volatility index ha raggiunto il suo massimo picco - in zona 25 - dalla formazione del governo. Da valori come quelli odierni solitamente ritorna in media con la stessa rapidità con cui è salito, ma se il mercato non rimbalza la situazione può sfuggire di mano. Sopra 35 andrebbe rapidamente fuori controllo.
Tutto ciò serve soltanto a ribadire come nonostante l'alta volatilità gonfi i premi delle opzioni e renda molto attraente la vendita allo scoperto la prudenza debba rimanere d'obbligo.

Ufficio Studi Algoritmica e QuantOptions

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