Qualche fiocco di cotone...

Nel secondo semestre 2018 il cotone ha avuto un andamento decisamente negativo, arrivando a cedere circa il 27% (in Usd).

Da inizio 2019 è in atto un tentativo di stabilizzazione e risalita, col contratto future (cfr. grafico COTONE future, contratto aprile 2019: PC 73,33) che sta consolidando al di sopra dei minimi di fine anno a ridosso di quota 70 e al di sotto di quota 75. E’ ovviamente prematuro ipotizzare un definitivo esaurimento del trend ribassista dominante. Affinché il quadro tecnico non torni a peggiorare occorre una stabilizzazione delle quotazioni al di sopra di quota 70 e per avere un segnale di conferma del possibile miglioramento in atto è necessario che le quotazioni si spingano al di sopra di quota 75;

Anticipare un ingresso già sui livelli correnti è comunque possibile, ma limitandosi solo alla metà della posizione complessiva che è ragionevole aprire in base al proprio portafoglio. Una seconda tranche si potrà aggiungere su eventuali storni verso quota 70-71 oppure sulla forza, al superamento di quota 75.

Come veicolo per andare lunghi sul cotone si segnala l’ETC con ticker COTN, quotato su Borsa italiana (PC: 2,0525; cfr. grafico ETC COTONE).

Come volumi transati l’ETC in oggetto vede scambi giornalieri medi decisamente ridotti, dell’ordine mediamente di poche decine di migliaia di euro: essendo molto illiquido non si presta quindi ad operazioni con controvalori grandi o troppo veloci. E’ comunque adeguato per operazioni da alcune settimane (swing trading) ad alcuni mesi (asset tattica), di importi di poche migliaia di euro (<2.500-3.000): un’operatività decisamente di piccolo cabotaggio, certamente, ma ogni componente non direttamente correlata con l’asset class azionaria o obbligazionaria che entra in un portafoglio ne va ad accrescere la diversificazione, riducendone quindi la vulnerabilità in caso di possibili shock futuri, che non si possono certamente escludere visto l’andamento schizofrenico dei mercati dell’ultimo semestre.

Un beneficio importante, quindi, soprattutto quando i trend azionari/obbligazionari diventano di difficile lettura.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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