NASDAQ100 WEEKLY - Nonostante le incertezze, gli indici azionari USA sono ad un passo dai loro rispettivi massimi storici.


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. I SEGNALI VENGONO GENERATI UNA VOLTA A SETTIMANA E PUBBLICATI SUL SITO IL LUNEDI MATTINA E VALEVOLI PER TUTTA LE SETTIMANA. IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
CONSIGLIAMO DI SEGUIRE IN PAPER TRADING LE OPERAZIONI PER QUALCHE SETTIMANA PRIMA DI APPLICARLE.

Inizio di settimana sfavillante per i mercati azionari USA con tanto di apertura in gap up ma, poi, tra le consuete manfrine sul “fiscal cliff” tra Repubblicani e Democratici delle quali parleremo in seguito e l’avanzata lenta, ma inesorabile, dei contagi da COVID-19 con picchi tra Ohio, Michigan e Wisconsin, hanno avuto la meglio nel sentiment e sono seguite tre giornate negative e solo nella giornata di venerdì si è intravisto un minimo recupero del sentiment dovuto all’uscita dell’ottimo dato mensile sulla spesa in beni di consumo; insomma gli americani spendono. Come detto, oltre al “fiscal cliff” che, comunque, prima o dopo si attuerà, c’è da notare che più si ritarderà nel tempo e più consistente dovrà essere l’importo totale in quanto, ed ecco un’altra fonte di preoccupazione, è costante la crescita dei defaults aziendali (v. grafico).

Non sembra un trend galoppante, ma dobbiamo ricordare che, comunque, vi è stato tutto il supporto organizzativo della FED con i suoi schemi di finanziamento all'economia, di acquisto dei loans, di incentivo alle banche a finanziare, etc. e queste non sono quindi aziende finite come vittime di crisi di liquidità, ma business saltati nonostante l'enorme liquidità iniettata nell'economia reale.

Infine le preoccupazioni a livello sanitario è circolata la notizia che anche il trial sulla cura di anticorpi monoclonali della società Eli Lilly, la cura sperimentale somministrata a Trump e della quale lui si è detto così entusiasta, è stato fermato, così come quello di Johnson&Johnson che mostrano che i calcoli sull'approdo a un vaccino non possono essere così precisi. Aumentando il numero dei partecipanti al campione cresce il rischio di reazioni, che non necessariamente sono da attribuire al trattamento, ma vanno indagate. E le preoccupazioni sulla qualità dei vaccini che verranno approvati crescono, come si vede dalle dichiarazioni della CDC: “CDC SAYS AT FIRST, COVID-19 VACCINES MAY NOT BE RECOMMENDED FOR CHILDREN AND GROUPS RECOMMENDED TO RECEIVE THE VACCINES COULD CHANGE IN THE FUTURE”. Di contro, l’unica notizia (pseudo) positiva l’ha riportata il Wall Street Journal, nella quale si cita come la società farmaceutica PFIZER potrebbe richiedere l'approvazione del proprio vaccino per fine Novembre e renderlo disponibile all'uso.

Analizziamo ora graficamente la settimana sui 3 principali indici azionari iniziando, come sempre, dal NASDAQ100. Nell’ultimo mese e mezzo, se la settimana inizia bene finisce non bene, viceversa, ad un inizio negativo corrisponde una chiusura settimanale positiva. Questa è stata la settimana dell’inizio sfolgorante con tanto di apertura in gap up che ci ha fatto sognare un attacco con superamento dei massimi storici ma, dal giorno successivo, il ripiegamento si è fatto via via più intenso. Il periodo è quello che è con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, e codesto indice rispecchia più che fedelmente la storica maggiore volatilità rispetto agli altri azionari. Il grafico è costellato di gap a riprova di un mercato nervoso, più volatile del solito, anche se abbastanza direzionale. Parola d’ordine: attendere ! Tutto ed il contrario di tutto può succedere fino alle elezioni, nella speranza di un successo abbastanza netto di uno dei due schieramenti (l’ideale sarebbe la maggioranza in tutti e due i rami del Parlamento). Le chiusure di seduta sopra l’area 11500 pone una buona base di supporto; verso l’alto il primo approccio è stato respinto in attesa di qualche notizia positiva che aggiunga propellente al sentiment degli investitori. Il livello di RSI a 57 permette importanti allunghi al rialzo. La settimana si è chiusa a 11852.17 con un guadagno del + 1,08% che porta il segno positivo da inizio 2020 al + 35,72%.

La scorsa settimana abbiamo scritto a proposito dell’indice S&P500 che questo bottom di breve ha configurato una sorta di “cup&handle” (figura rialzista) che se confermata, proietterebbe i valori ben al di sopra dei precedenti massimi storici in tempi abbastanza brevi, altrimenti dovremmo aspettare un ulteriore pullback per ricaricare le munizioni e portare l’attacco ai massimi storici. Quali delle due soluzioni si avvereranno ? La nostra speranza è nella prima dato che anche l’RSI a 58 indica che di spazio per salire, in condizioni confortevoli, ce né abbastanza. Di contro, non dimentichiamo che avendo l’indice registrato diverse chiusure sopra l’area 3400, ora codesto livello rappresenta una solida base da non perdere. La settimana di contrattazione si è chiusa a 3483.81 con un guadagno del + 0,19% rispetto alla scorsa settimana e con un guadagno da inizio anno a + 7,83%.

Infine l’indice DOW JONES presenta un bel grafico, pulito, senza gap ma, a livello di performance è sempre indietro agli altri due indici. Eppure gli mancherebbe veramente un’inezia per ritoccare i massimi relativi precedenti. Chissà che la stagione delle trimestrali (le prime sembrano buone) gli possa dare quella spinta che manca. Importante, in questa fase, la tenuta dell’area 28000 che rappresenterebbe un ottimo supporto per l’allungo verso i massimi. Le contrattazioni della scorsa settimana si sono chiuse a 28606.31 il che porta ad un guadagno del + 0,07%, che porta il deficit da inizio anno al + 0,24%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

L'oro e l'argento hanno perso la maggior parte del forte rally di venerdì scorso tra le giornate di lunedì e martedì prima di recuperare successivamente alcune delle loro perdite ma chiudere, comunque, con ben 20 $/oz. in meno. Il secondo pacchetto di stimoli per affrontarlo è ora frenato dai battibecchi tra i due partiti politici in vista delle elezioni presidenziali del 3 novembre. Mentre i politici sono in una situazione di stallo, la necessità di quel secondo pacchetto aumenta di giorno in giorno.

Il risultato è ovvio: più lungo è il ritardo, più grande dovrà essere il pacchetto. Ma fino ad allora, i mercati delle valute e dei metalli preziosi potrebbero essere influenzati dai timori a breve termine di deflazione del credito, poiché le preoccupazioni per gli effetti economici della seconda ondata, dominano sempre più i titoli dei giornali. Questo quadro era simile alla situazione prima del 23 marzo, quando la Fed è andata “all-in” con il primo pacchetto. Ma ci sono delle differenze oggi, in particolare con un confortante mercato rialzista delle azioni, nonostante il mondo sia ancor più in una fase di recessione economica. A livello internazionale, i grandi investitori, vedono tutto ciò, come se portasse ad un’inarrestabile svalutazione delle valute, che presumibilmente è il motivo per cui stanno acquistando i cali di valore e persino prendendo in consegna l’oro fisico. Questo dà molto fastidio alle “bullion bank” (banche rivenditrici di lingotti), dovendo gestire molti contratti short sui futures sull’Oro al Comex e con pochissimo flottante di oro fisico a Londra (v. tabella):

Da notare come, nella categoria “Other reported”, domina la posizione dello speculatore. Il problema per le “bullion bank” è che gli “hedge fund” non sono più la forza dominante nella categoria degli speculatori, dalla quale in passato le “bullion bank” hanno regolarmente realizzato enormi profitti in una ripetuta operazione di “pump and dump” (terminologia di un tipo di frode che consiste nel far lievitare artificialmente il prezzo di uno strumento finanziario a bassa capitalizzazione con l'obiettivo finale di vendere lo stesso strumento acquistato a buon mercato, ad un prezzo superiore) ma, insieme ai piccoli commercianti della categoria “Non reported”, rappresentano ben due terzi degli speculatori e la loro attuale imprevedibilità, tra il desiderio di prendere in consegna l’oro fisico oppure vendere i futures prima della scadenza, sta mettendo in grande difficoltà le “bullion bank”.

L’ultimo grafico mostra proprio il valore monetario dei contratti futures short delle “bullion bank” al Comex. Complessivamente, non possono permettere che i prezzi aumentino molto e pregano affinché abbiano un'opportunità di chiudere i contratti short senza troppi danni.

Nonostante il loro tentativo riuscito di ridurre l'open interest (contratti aperti), dai quasi 800.000 contratti dello scorso gennaio al livello attuale di 550.000, le “bullion bank” sono ancora vicine al record in termini monetari. La loro strategia era quella di chiudere più posizioni lunghe rimanenti soprattutto dagli “hedge fund” ma, dal picco massimo del prezzo dell'oro, esse si sono ridotte solo di 17.000 contratti.

In sintesi, mentre Washington è in stasi e le negoziazioni sono in attesa, le posizioni corte delle “bullion bank” rappresentano una polveriera che potrebbe esplodere in qualsiasi momento.

A livello operativo, nulla di nulla. L’auspicata chiusura sopra la resistenza posta in area 1915 $/oz non è avvenuta. Il supporto in area 1850 $/oz. (ritracciamento del 38,2% dai massimi storici dell’ultima gamba di rialzo) tiene bene; il livello di RSI, neutro, non offre alcuna indicazione; il momentum (non visibile sul grafico) è sotto lo zero.

Anche per quanto riguarda il nostro investimento sull’ETF (PHAU) con la strategia “The Challenger” rimaniamo fermi in attesa degli eventi.

La settimana si è chiusa a 1926,20 $/oz. con un guadagno del + 0,975% che porta il guadagno da inizio anno al + 26,47%. La settimana della commodity in modalità spot si è chiusa a 1898.59 $/oz. con un guadagno da inizio anno del 25,14%, Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Continua la telenovela sull'approvazione del piano di aiuti in riferimento a Covid-19; sempre più fitta si fa la trama che vede i protagonisti rimandare lo stimolo in base ad interessi politici e giochi di potere in vista delle elezioni imminenti.

La settimana si è aperta con il leader della maggioranza del Senato, Mitch McConnell, che ha annunciato le intenzioni del Senato di votare nel mese di ottobre un piano inerente solo ed esclusivamente agli aiuti per fronteggiare la pandemia; si tratta quindi di stimoli fiscali che andranno a toccare gli interessi dei lavoratori, la scuola, le assicurazioni contro la disoccupazione e il finanziamento delle piccole imprese in merito al programma di protezione degli stipendi. Poche ore dopo la dichiarazione di McConnell, il presidente Trump ha fatto sapere tramite Twitter di non essere pienamente d'accordo con una forma di stimolo ristretta, esortando i legislatori ad operare “In grande” (Incredibile cosa riesce a fare la politica !!)

Per quanto riguarda i colloqui tra Pelosi e Mnuchin, Segretario al Tesoro, quest'ultimo aveva proposto alla presidente della Camera, un piano di aiuti da 1,8 trilioni di dollari, 400 milioni in meno rispetto al piano pensato dai democratici; la risposta però non è stata positiva e Pelosi tramite una lettera dettagliata ha spiegato le sue motivazioni, asserendo l'unica volontà del Presidente Trump di voler far recapitare agli americani soldi con la sua faccia stampata in cima, piuttosto che aiutarli in maniera solida e concreta.

Il nodo cruciale sembra essere costituito dal fatto che i Democratici e la Casa Bianca vorrebbero votare un piano completo e risolutivo, mentre il Senato, a maggioranza Repubblicana, è più orientato a un piano parziale in vista delle elezioni e anche se si arrivasse ad un accordo con firma di Trump, poi sarebbe difficile per il Presidente ottenere il consenso dei Gop al Senato.

Ulteriore snodo cruciale che non permette di trovare un accordo unanime è il finanziamento destinato ai test Covid 19; vi è una sostanziale differenza di vedute tra Democratici e Repubblicani con i primi che vorrebbero investimenti molto più alti dei secondi; a tal proposito Mnuchin, a seguito di un colloquio con Pelosi, si è detto disponibile a cedere terreno ai Democratici, purché le trattative non abbiano uno stallo a causa dell'argomento test. Mnuchin ha detto sostanzialmente che sono stati accettati dai Repubblicani investimenti per 75 miliardi $ per rintracciare e testare i contatti a rischio, una cifra, secondo il Segretario, più che ragionevole e che non dovrebbe provocare uno stallo solo per questo motivo. Nel frattempo Trump si è detto disponibile ad aumentare lo stimolo al di sopra degli 1,8 trilioni di dollari annunciati la settimana scorsa, dopo una carambola di tira e molla sulle trattative, ma la sua affermazione è stata prontamente stroncata da McConnell, il quale ha definito la contrarietà del Senato, mettendo ancora più in risalto la spaccatura tra il Presidente ed i componenti del suo partito.

Il carattere politicizzato che emerge nella controversa approvazione del nuovo piano di aiuti, si delinea anche dal fatto che i Democratici potrebbero essere quasi certi di vincere le presidenziali, vista la maggioranza del loro candidato Joe Biden, e puntano anche ad avere la maggioranza al Senato il 3 novembre, quindi l'approvazione del piano, prima del voto, potrebbe dare l'occasione a Trump di avere una sponsorizzazione positiva di un certo livello all'interno della propria campagna. Alla luce di questi ultimi accadimenti, gli investitori prendono nota del fatto che non ci sarà, molto probabilmente, alcun piano prima del giorno delle elezioni.

LA CINA RISPONDE

Dal canto suo, il Presidente Xi Jinping ha promesso di andare avanti con i piani per ottenere la leadership mondiale nella tecnologia e in altri settori strategici, nonostante gli sforzi in espansione degli Stati Uniti e dei loro alleati per controllare l'ascesa della CINA.

Il Presidente cinese ha ribadito, nella giornata di mercoledì in occasione del 40 ° anniversario dell'istituzione di Shenzhen come zona economica speciale, come il suo impegno ad "aprire e riformare" costituisca una strategia per ottenere un vantaggio economico. Con centinaia di funzionari e dirigenti locali presenti, tra cui il fondatore di Huawei Technologies, Ren Zhengfei, Xi ha chiesto la trasformazione della metropoli meridionale in una "città modello per un grande paese socialista moderno". "Dobbiamo implementare fermamente una strategia di sviluppo basata sull'innovazione per promuovere nuovi motori e nuove tendenze, in modo da costruire un alto livello di innovazione tecnologica e industriale con influenza globale", senza menzionare le controversie della CINA con negli Stati Uniti e ha fatto solo un accenno di passaggio a "molte sfide senza precedenti" dall'estero.

Il discorso ha rappresentato un cenno di alto profilo al sostegno delle aziende e ai leader della cosiddetta Greater Bay Area, una designazione che ha lo scopo di spingere la CINA verso una produzione di qualità superiore e integrare meglio le ex colonie di Hong Kong e Macao nel terraferma. Ciò significa politiche più audaci per unire le diverse tradizioni linguistiche, legali e monetarie della regione per creare una potenza regionale che rivaleggia con la baia di Tokyo o la Silicon Valley. Tali ambizioni sono al centro del crescente sostegno bipartisan a Washington per limitare l'accesso cinese alle tecnologie strategiche di cui ha bisogno per superare gli Stati Uniti come principale potenza innovativa del mondo. Mentre l'amministrazione del presidente Trump ha intrapreso un'azione senza precedenti contro le aziende cinesi, includendo gli alleati per bandire Huawei dalle reti di comunicazione, il democratico Joe Biden dovrebbe affrontare molte pressioni per continuare la strategia, nel caso vincesse le elezioni presidenziali.

POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Ad esprimersi in termine sorprendentemente ottimistici durante la scorsa settimana è stato il vice presidente della Federal Reserve, Richard Clarida, il quale si è detto positivamente sorpreso dalla straordinaria ripresa economica che gli Usa hanno avuto dallo scorso maggio.

Clarida in un intervento online ha parlato di un crollo economico record del 31,4 % durante il secondo trimestre, ma nel settore dei servizi ha specificato che c'è molta domanda repressa, che appena il virus sarà scalzato, è pronta nuovamente a spingere l'economia americana.

Infine Clarida ha aggiunto che il destino futuro dell'economia dipenderà molto dall'andamento e dalla capacità di contenimento della pandemia, e soprattutto, anche da come la FED e il Congresso riusciranno ad intervenire in termini di aiuti, stimoli fiscali e politica monetaria.

DATI MACROECONOMICI

Molto attesa era la pubblicazione del CPI USA di Settembre. Ma i numeri non hanno riservato molte emozioni, uscendo in linea con le attese sia come headline che come “core”. Il dato “core” sull’inflazione annua depurato dai prezzi di cibo ed energia registrato a settembre è risultato pari all'1,7% in perfetta linea con il consensus e con il mese di agosto; il dato mensile invece, registra, anche in questo caso in linea con il dato atteso, un +0,2%, contro un +0,4% misurato ad agosto.

Positivo anche il dato, su base annua, dell'indice dei prezzi di produzione, depurato da cibo ed energetici; il PPI infatti è cresciuto al +1,2% raddoppiando a settembre, rispetto alla rilevazione precedente del +0,6% e dell'attesa a +0,9%. Su base mensile, invece, a settembre si registra lo stesso dato di agosto del +0,4% battendo le aspettative degli analisti poste al +0,2%.

Nel mese di ottobre, l'indice relativo all'attività manifatturiera del distretto di Philadelphia ha sorpreso significativamente in positivo, volando a 32.3 punti, sensibilmente superiore sia alle attese di 14 punti che al dato precedente di soli 15 punti.

Non dello stesso tenore è l'indice manifatturiero dell'area di New York, che scende ad ottobre a 10 punti e mezzo, rispetto alle attese di 15 e al dato di settembre di 17 punti. In generale il manifatturiero sembra marciare anche a ottobre a giudicare dalle prime survey regionali.

Le nuove richieste di disoccupazione segnano un aumento significativo rispetto alla settimana precedente; infatti mentre dal 1/10 all'8/10 si registravano 840 mila nuove richieste, dato poi rivisto ad 845 mila, nella scorsa settimana i nuovi richiedenti sono stati ben 895 mila, a discapito di un previsionale di 825 mila. E' un chiaro segnale che il “fiscal cliff” sta cominciando a mordere il mercato del lavoro.

Bene il dato preliminare sull'indice del sentiment dei consumatori del Michigan, ad ottobre infatti si registrano 81.2 punti, il dato a settembre era di 80.4 e il forecast atteso era di 80.5.

Il dato sulla produzione industriale ha registrato un calo del –0,6% su base mensile a settembre, rispetto ad agosto dove il dato era del +0,4% e le previsioni attese erano del +0,5%.

Infine le vendite al dettaglio di settembre hanno sorpreso clamorosamente in positivo; il dato headline è aumentato al +1,9%, contro un previsionale del +0,7% e un dato del +0,6% ad agosto; il dato delle vendite al dettaglio del Control Group, è cresciuto al +1,4%, sorprendendo il consensus fermo a +0,2% e abbattendo di molto il dato di agosto posto al -1,3%.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Buone e cattive notizie per quanto riguarda l’operatività sul Portafoglio LombardReport. Sulla strategia NASDAQ Weekly, la settimana sarebbe stata stellare con ben 3 titoli andati a target e precisamente, TAKE TWO, LIBERTY GLOBAL ed INTEL. Se non fosse che, come riportato nel mio articolo di giovedì, un’apertura in gap down del titolo VERTEX PHARMA, causa una notizia negativa sulla sperimentazione di un proprio farmaco, ha fatto scattare la vendita del titolo al di sotto del nostro livello di STOP. In ogni caso il bilancio finale è positivo, avendo incassato un + 21% dalla vendita dei tre titoli contro il – 17,01% di perdita. Purtroppo, se con l’avvicinarsi del giorno delle trimestrali si può, eventualmente, decidere di uscire dal titolo (non è la nostra strategia in quanto, statisticamente, i pro e i contro si equivalgono), con questo tipo di notizie “random”, nel bene o nel male, si può fare…..nulla !

Riguardo gli altri titoli, ci avviciniamo al target con il titolo HENRY SCHEIN, mentre rimane sempre debole GILEAD SCIENCES. Sulla strategia Azioni Italia Breakout abbiamo aggiornato i livelli di STOP stringendoli verso l’alto.

Nulla di nuovo in questa settimana sul Portafoglio “The Challenger”. Stiamo aspettando un pullback su alcuni titoli sui quali eravamo andati a target, come l’ETF WORLD WATER, HARLEY DAVIDSON, AMD, CARA TYHERAPEUTICS ecc. ma, anche, su nuovi titoli che stiamo monitorando. Infine riguardo al titolo AURORA CANNABIS, che diversi di voi abbonati ci hanno chiesto di mediare già dai 7 $ di valore, reiteriamo che senza segnali di consolidamento di un bottom o segnali di inversione, non invieremo il segnale di acquisto del 2° lotto. Risulta chiaro che non riusciremo mai ad acquistare i minimi ma, se fossimo entrati a 7 o anche a 6 $, saremmo qui a prenderci comunque le vostre lamentele. Capiamo che perdere percentualmente tanto su un titolo scoccia sempre, ma stiamo parlando di una scommessa, su un settore completamente nuovo, con un importo molto modesto, come sempre dichiarato per questa strategia. Quindi rimaniamo calmi e guardiamo avanti con fiducia.

Alla prossima.

FOCUS SU TITOLI

ZOOM. La nota società che offre servizi di teleconferenza, con sede a San Jose, California, ha lanciato un nuovo servizio: OnZoom.

Il servizio permette alle aziende di ospitare eventi, inclusi eventi con biglietto. Il management del nuovo servizio assicurerà molte più entrate a Zoom, che potrà richiedere più dei 100 dollari di abbonamento all'anno che attualmente percepisce dai suoi strumenti di comunicazione, ampliamente utilizzati da privati e soprattutto aziende.

PUBBLICAZIONE DELLE TRIMESTRALI ECONOMICHE SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA.

ASML – 0,53%. La società è un fornitore di sistemi tecnologici avanzati per l'industria dei semiconduttori, che offre un portafoglio integrato di sistemi di litografia principalmente per la produzione di circuiti integrati complessi, ha riportato utili nel terzo trimestre 2020 pari a 2,54 $/az. su un fatturato di 3,96 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 1,79 $/az. su un fatturato pari a 3,33 mld $. I ricavi sono cresciuti del 39,3% su base annua. La società ha detto che prevede un fatturato nel quarto trimestre tra i 3,60 ed i 3,80 mld $.

FASTENAL – 2,94%. La società è impegnata nella distribuzione all'ingrosso di forniture industriali e da costruzione in Nord America, ha riportato utili nel terzo trimestre 2020 pari a 0,38 $/az. su un fatturato di 1,41 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,37 $/az. su un fatturato pari a 1,42 mld $. I ricavi sono cresciuti del 2,5% su base annua.

La società ha commentato: "L’aumento dei ricavi è stato guidato principalmente dalle maggiori vendite di prodotti per la sicurezza, anche se sono diminuite rispetto alle vendite nel secondo trimestre, causa pandemia, esse sono rimaste più elevate rispetto al terzo trimestre del 2019. La riapertura dell'economia è stata accompagnata da una maggiore domanda di dispositivi di protezione individuale, disinfettante per le mani e prodotti correlati, che hanno più che compensato la continua debolezza dell'attività del mercato industriale, generalmente debole per i prodotti non correlati alla mitigazione degli effetti del COVID-19. L'impatto dei prezzi dei prodotti sulle vendite nette è stato irrilevante, poiché i livelli dei prezzi erano sostanzialmente paragonabili a quelli del terzo trimestre del 2019".

INTUITIVE SURGICAL + 1,96%.  La società progetta, produce e commercializza i sistemi chirurgici da Vinci, un sistema avanzato che consente ai chirurghi di eseguire interventi minimamente invasivi, ed i relativi strumenti e accessori, ha riportato utili nel terzo trimestre 2020 pari a 2,77 $/az. su un fatturato di 1,08 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,07 $/az. su un fatturato pari a 971 mln $. I ricavi sono diminuiti del 4,5% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.

La società afferma: "Durante i primi nove mesi del 2020, la Società ha registrato un impatto negativo significativo sui volumi delle procedure e sui posizionamenti dei sistemi, poiché i sistemi sanitari di tutto il mondo hanno deviato le risorse per soddisfare le crescenti esigenze di risposta e gestione della pandemia. L'impatto e la tempistica della pandemia sull'attività della Società differiscono in base all'area geografica. Negli Stati Uniti, ad esempio, mentre le procedure “da Vinci” hanno recuperato una parte significativa dei livelli pre-pandemici, la rinascita di COVID-19 in alcuni Stati hanno avuto, e probabilmente continueranno ad avere, un impatto negativo sui volumi delle procedure della Società. A causa della continua incertezza sulla portata e sulla durata della pandemia e sui tempi della ripresa globale e della normalizzazione economica, non possiamo, in questo momento, stimare in modo affidabile l'impatto futuro sulle nostre operazioni e sui risultati finanziari".

UNITED AIRLINES – 7,97%. La compagnia aerea statunitense, ha riportato una perdita sugli utili nel terzo trimestre 2020 pari a 8,16 $/az. su un fatturato di 2,49 mld $. La stima degli analisti era di una perdita degli utili pari a 7,44 $/az. su un fatturato pari a 2,54 mld $. I ricavi sono diminuiti del 78,1% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.

Il CEO di United Airlines, Scott Kirby, ha affermato: "Anche in un ambiente storicamente difficile, United si aspetta che la performance dei ricavi del terzo trimestre sarà migliore rispetto ai nostri concorrenti di grandi dimensioni, una volta che tutti avranno riportato i risultati trimestrali. Le misurazioni dei ricavi su base annua vedranno il ricavo unitario totale del 26%, il ricavo dell'unità passeggeri del 47%, il ricavo del carico del 50% e il ricavo della fedeltà del 45%, tutti questi risultati saranno migliori di quelli che raggiungeranno ciascuno dei nostri concorrenti. Le spese in contanti medie giornaliere sono di ca. 25 milioni $, la liquidità totale disponibile ammonta a ca. 19,4 miliardi $ ed i costi operativi si sono ridotti del 48%, escludendo gli oneri speciali, rispetto al 3° trimestre 2019, anche se ho avuto uno dei miei giorni più difficili come CEO, il 1 ° ottobre, dopo aver dovuto licenziare più di 13.000 membri del team. Dopo aver eseguito con successo la nostra strategia di crisi iniziale, prevediamo che i prossimi 12-15 mesi continueranno ad essere difficili, ma vediamo la luce alla fine del tunnel”.

WALGREENS BOOTS + 2,69%.  La società gestisce una catena di farmacie negli Stati Uniti. Fornisce beni e servizi di consumo farmaceutico e servizi di salute e benessere anche tramite posta, telefono e online, ha riportato utili nel quarto trimestre fiscale 2020 pari a 1,02 $/az. su un fatturato di 34,75 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,96 $/az. su un fatturato pari a 34,37 mld $. I ricavi sono cresciuti del 2,3% su base annua. La società ha detto che prevede utili per tutto l’arco dell’anno fiscale 2021 pari a ca. 4,86 $/az. contro i 4,80 $/az. previsti dagli analisti.

Il vicepresidente esecutivo e CEO, Stefano Pessina, ha dichiarato: "Sono lieto di segnalare i risultati che sono stati al di sopra delle nostre aspettative mentre continuiamo ad adattare e trasformare il nostro modello di business alle mutevoli esigenze dei clienti. Nonostante l'incertezza dovuta alla pandemia globale, stiamo assistendo a un graduale miglioramento nei mercati chiave degli Stati Uniti e del Regno Unito e una continua forte performance nel nostro commercio all'ingrosso. Sono anche incoraggiato dalla crescita accelerata delle nostre piattaforme di e-commerce. Ora più che mai, la nostra attività incentrata sulla farmacia è il cuore dell'assistenza sanitaria delle comunità e stiamo espandendo questo ruolo per il futuro. Continuo a essere ispirato dagli sforzi instancabili dei nostri team che supportano e si prendono cura dei nostri clienti, pazienti e comunità, accelerando nel contempo i progressi sulla nostra serie di priorità strategiche. Guardando al futuro, prevediamo una crescita dell'EPS nel 2021 fiscale”.



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Pagina a cura di Sandro Mancini ed Arianna Mantovani.