NASDAQ100 WEEKLY - Nulla di allarmante sugli indici azionari USA.


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

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Puntuale è arrivato un “qualcosa” che doveva indurre i mercati azionari USA ed internazionali ad un pullback. L’epidemia virale è arrivata per fare il lavoro, appannando le prospettive di crescita e drenando la propensione al rischio. I maggiori indici azionari USA, hanno perso dai massimi dal - 3,03% (NASDAQ100) al - 3,80% (DOW JONES) dati che confermano statisticamente un declino perfettamente regolare a seguito di un forte rally di più mesi e che  potrebbe ammontare dal - 2% al -5% e anche prevedendo un ulteriore calo di 2 o 3 punti percentuali, non comprometterebbero l’ampio trend rialzista e comunque, al momento, nulla a che vedere con i periodi sia di maggio che di agosto 2019 (- 7,50%) nei quali il sell-off ha causato l’ansia degli investitori con attività di copertura molto intense.

Entrando nello specifico settimanale, nell’ultimo giorno di contrattazioni, venerdì, si è vista un’apertura in gap up dei listini, in seguito la notizia che il Centers for Disease Control ha confermato che un secondo paziente negli Stati Uniti è stato infettato dal Coronavirus ha, de facto, aperto la danza delle vendite (in verità molto contenute rispetto alla chiusura del giorno precedente). Nulla di strano o di anormale come dicevamo prima, la notizia in sé è stato solo un piccolo (per il momento) pretesto per portare a casa un po' dei buoni guadagni accumulati nell’ultimo periodo. Diverso sarà il tenore se inizieranno ad uscire notizie più allarmanti sul Coronavirus e se i funzionari sanitari non saranno in grado di contenere l'epidemia mentre si diffonde fuori dalla Cina. In questo caso (sicuramente non augurabile e da scongiurare) i primi ad essere colpiti saranno le aziende dei settori legate ai viaggi, come hotel, casinò, compagnie di crociera, produttori di beni di lusso e compagnie aeree.

Questa settimana ha sancito che il grosso dell'earning season è alle spalle con un NASDAQ100 a tratti in grado di portarsi in positivo, a dimostrazione di un sentiment incredibilmente resiliente. L'impressione è che l'ossessione di perdere il rally, su questo indice pieno di titoli che hanno mostrato recentemente performance clamorose (vedi TESLA, MICROSOFT, AMAZON ed APPLE nei giorni scorsi), sia addirittura più forte che altrove e induca gli investitori a gettarsi su qualunque tipo di uncino per acquistare a prezzi più bassi con buona pace del mercato che così potrà tornare a concentrarsi su crescita economica, politica monetaria e Coronavirus.

Per quanto riguarda l'economia essa sta crescendo abbastanza velocemente da scongiurare la minaccia della recessione, ma non abbastanza per pronosticare una esplosione della stessa nel futuro a breve. La maggior parte degli economisti prevede che gli Stati Uniti cresceranno meno del 2% nel 2020, rispetto al 2,3% nel 2019 e al 2,9% nel 2018.

La politica monetaria, a detta dei componenti della FED, non può sostituirsi alle riforme da attuare, fiscali e di lavoro, per aiutare la crescita economica, anche se tra gli investitori si fa sempre più strada la possibilità che la FED tagli il tasso di sconto per ben due volte nell’arco del 2020 in base a ciò che, punto terzo, si verificherà sull’accordo commerciale di Fase Uno con la CINA nel caso, molto probabile, che la stessa non riesca a soddisfare in pieno l’accordo e quanto inciderà l’epidemia virale nelle attività commerciali a margine. E’ ovvio che queste tre problematiche siano più che sufficienti per indurre il mercato azionario a prezzare un po' più di incertezza.

Ma veniamo ora ai “numeri” dei tre principali indici azionari statunitensi. Iniziamo, come d’uopo, dall’indice che più ci interessa da vicino e che continua ad essere il più performante anche nella negatività: il NASDAQ100 che ha chiuso le contrattazioni a 8991.51 perdendo il – 1,64%, che abbassa il profit da inizio anno al + 2,96%. A seguire l’indice S&P500 che chiudendo la settimana a 3225.52 ha perso il – 2,12% portando il deficit da inizio anno a – 0,16%. Infine l’indice che conferma la sua debolezza, il DOW JONES l’unico indice che chiude le contrattazioni a 28256.03 perdendo il – 2,53% e con un deficit da inizio anno del – 0,99%. Di seguito i relativi grafici:

ORO INDEX

Settimana altalenante per i valori della commodity. Dopo le notizie allarmanti sul proliferare dell’epidemia virale e con l’uscita di dati macro un po' deludenti (come vedremo in seguito) ci aspettavamo un massiccio acquisto del metallo prezioso tale da spazzare con impeto la precedente resistenza. Ma ciò è avvenuto solo nella giornata di venerdì e comunque più per reazione alle perdite dell’azionario che non per una effettiva ricerca del “bene rifugio”. Il rimbalzo dell’indice si è fermato a 1589.69 $/oz. un punto sotto il massimo intraday. Vedremo nella settimana prossima se l’impulso continuerà vivendo di luce propria o stornerà nel caso di ripresa degli indici azionari.

A livello operativo, chi ha acquistato in ottica di strategia aggressiva (con size moderate) sulla rottura confermata in chiusura di area 1580 $/oz. mantenere ed attendere il re-test dei massimi relativi a 1611 $/oz. con eventuale vendita di metà posizione nel caso dovesse chiudere sotto. STOP IN CHIUSURA sotto i 1560 $/oz., oppure (per i più ardimentosi) sotto i 1540 $/oz. (Di seguito il grafico weekly dell’ORO INDEX:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Il consulente commerciale della Casa Bianca Peter Navarro, in una delle sue innumerevoli uscite ritenute dai più, “fuori luogo”, mercoledì scorso ha respinto l’idea che gli Stati Uniti avrebbero rimosso i dazi sulle importazioni cinesi se il Coronavirus mortale avesse iniziato a pesare sull’economia cinese. “Questa è una falsa notizia che sta venendo fuori da Wall Street, e penso, davvero, che questa crisi non possa metterlo in discussione”. Continuando ha dichiarato: “Ricordiamo perché i dazi sono in vigore ? I dazi sono in vigore perché la Cina si impegna in enormi sussidi ingiusti. Usano le loro imprese statali per far fallire le società e i lavoratori americani. E i dazi imposti assicurano anche che torniamo a discutere la seconda fase degli accordi”. Secondo noi simili affermazioni sono tipiche di un fanatico non certo di un politico moderato che riviste una tale carica.

Non di meno le dichiarazioni del segretario al commercio, Wilbur Ross, che in un programma televisivo su Fox Business ha detto che l'epidemia di Coronavirus iniziata a Wuhan, in Cina, e che ha ucciso almeno 200 persone (in realtà sono di più ogni giorno che passa) potrebbe essere una notizia positiva per l'economia americana. Ross ha dichiarato: “non voglio parlare di una vittoria su una malattia molto sfortunata e molto maligna, ma il fatto è che offre alle aziende ancora una revisione della loro catena di approvvigionamento. Il virus è un altro fattore di rischio che la gente prenderà in considerazione prima di fare affari in CINA. Quindi, penso che contribuirà ad accelerare il ritorno dei lavori in Nord America, alcuni negli Stati Uniti, probabilmente anche alcuni in Messico". "Ho già sentito APPLE parlare di come sostituire una parte della produzione cinese". Tra le tante critiche a queste affermazioni da parte di giornalisti di varie testate, ne riportiamo una che ci trova molto d’accordo ed è dell’editorialista di Bloomberg, Michael Schuman, che ha detto: "Sensibilità tipica dell'amministrazione Trump”.

Dall’altra parte della barricata (inteso come schieramento politico), il candidato democratico miliardario, Mike Bloomberg, ha presentato sabato un piano fiscale che andrebbe a sostituire le agevolazioni fiscali concesse alle società dal presidente Donald Trump e imporrebbe un ulteriore “surtax” del 5% sui redditi superiori a $ 5 milioni all’anno. Il piano in totale genererebbe circa 5 trilioni di dollari e sarebbe sufficiente per finanziare le iniziative di Bloomberg, tra cui il suo piano sanitario, l’istruzione, la lotta ai cambiamenti climatici e più di 1 trilione di dollari di infrastrutture. L’iniziativa avrebbe, comunque, un impatto inferiore allo 0,1% dei contribuenti.

Bloomberg, come il collega candidato moderato Joe Biden, pensa che il Tax Cuts and Jobs Act del 2017 di Trump sia andato troppo oltre. Entrambi vogliono aumentare l’aliquota dell’imposta sulle società fino al 28%, dopo che Trump l’ha ridotta dal 35% al ​​21%. Entrambi vogliono modificare la fiscalità introdotta da Trump, che ha ridotto le tasse sulle famiglie ad alto reddito dal 39.6% al 37%. Entrambi propongono di aumentare le imposte sugli utili in conto capitale per i contribuenti ad alto reddito. Lo stesso candidato ha dichiarato: “Il piano che sto pubblicando oggi aumenta le tasse su individui e società benestanti, chiude le lacune, riduce le elusioni fiscali, espande le tasse sulla proprietà e riduce i vantaggi fiscali che gli investitori hanno sui lavoratori”. “E, soprattutto, il mio piano è realizzabile”. Rispondendo così anche alle politiche più liberali avanzate dai rivali democratici, senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren. Nell’ambito di questa campagna politica, Bloomberg, ha corteggiato gli imprenditori ponendo una notevole attenzione ai contribuenti ad alto reddito. È un riconoscimento della crescente disparità di reddito e una campagna presidenziale del 2020 incentrata sulla retorica populista. Fa eco al linguaggio di milionari e miliardari come Warren Buffett e Abigail Disney che hanno affermato di dover pagare tasse più elevate.

Bloomberg, che ha fondato l’omonima società finanziaria e dei media, con un patrimonio personale di oltre 59 miliardi $ ha dichiarato inoltre: “dò quasi tutto il profitto della mia azienda in beneficenza e secondo il mio piano, continuerò a farlo, ma pagherò anche più tasse per assicurarmi che tutti gli americani abbiano le stesse opportunità che ho avuto io”.

Al momento i sondaggi lo pongono al quarto posto nelle preferenze nazionali, con un sostegno dell′8% circa.

Donald Trump che punta sulla sua offerta di rielezione sulla forza dell'economia degli Stati Uniti, parlerà di questo argomento martedì prossimo nel suo discorso sullo stato dell'Unione.

IMPEACHMENT

Tutto ciò che nella giornata di mercoledì era successo:

1) dall’inizio, in Senato, del processo di interrogazione degli avvocati difensori e i dirigenti della Camera tra i quali il presidente della commissione per gli affari esteri della Camera, Eliot Engel, che ha rivelato, per la prima volta di aver avuto una conversazione con Bolton alla fine di settembre dello scorso anno. Durante quel discorso, ha detto Engel, Bolton ha sollevato sospetti sull’improvviso licenziamento di Trump nel maggio 2019 dell’ambasciatore americano in Ucraina, Marie Yovanovitch;

2) dalla battaglia fuori dall’aula del Senato per vedere se l’ex consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton avrebbe potuto testimoniare e cosa avrebbe potuto dire se l’avesse fatto; 3) all’imminente uscita del libro di memorie di Bolton, “La stanza in cui è successo”, nel quale si evince che Trump gli ha detto di persona, la scorsa estate che aveva pianificato di trattenere quasi 400 milioni di dollari in aiuti esteri statunitensi in Ucraina fino a quando lo stesso Paese non avesse accettato di avviare indagini sui rivali politici di Trump, in particolare, l’ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio Hunter;

Nella giornata di venerdì è stato, de facto, tutto annullato in quanto la maggioranza dei repubblicani del Senato ha votato contro la proposta democratica di ammettere testimoni e documenti aggiuntivi nel processo di impeachment del presidente Donald Trump, con il conteggio finale che è stato di 51 voti contrari alla proposta e 49 a favore.

Il voto ha infranto le speranze dei democratici di ascoltare la testimonianza dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale Trump John Bolton, e ha spostato il processo di una settimana nelle sue fasi finali. I democratici, guidati dal responsabile dell’impeachment, Adam Schiff della California, durante la scorsa settimana hanno combattuto con le unghie e con i denti per convincere i repubblicani moderati a unirsi a loro nell’ammettere nuove prove di testimoni chiave, riuscendoci con due senatori, Susan Collins del Maine e Mitt Romney nello Utah, che hanno rotto con il loro partito per unirsi ai democratici nel voto per ammettere ulteriori prove, ma i democratici avrebbero avuto bisogno dei voti di almeno quattro senatori repubblicani per superare la soglia di maggioranza.

Dopo il voto, il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell ha richiesto una pausa al Senato, probabilmente per continuare i negoziati in corso tra la Casa Bianca, i repubblicani e in misura minore, i Democratici del Senato, sui prossimi passi del processo.

Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer ha definito il voto “una perfidia, è una grande tragedia, una delle peggiori tragedie che il Senato abbia mai superato”.

Più di ogni altro individuo, i democratici avevano sperato di includere nuove testimonianze, tra le quali quella ritenuta fondamentale di Bolton. John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale con Trump è stato visto, dai democratici, come un pezzo cruciale mancante del puzzle su ciò che è accaduto l’anno scorso con l’Ucraina. Bolton ha anche detto che sarebbe stato disposto a testimoniare, cosa che altri funzionari, come il capo dello staff della Casa Bianca, Mick Mulvaney, non ha fatto.

Mercoledì mattina, Trump, che ha negato qualsiasi illecito, ha pubblicato una serie di tweet che accusano Bolton. Ha anche affermato senza prove che il libro di Bolton era “cattivo e falso”.

LA CINA RISPONDE

Nessuna risposta ufficiale alle provocazioni di Navarro.

Il South China Morning Post ha invece osservato che il crollo delle commodities (il CRB ha perso oltre il 5% in 7 sedute ed è in negativo dell'8% da inizio anno) rende praticamente inverosimile il target di 200 bln $ di acquisti di beni USA.

Molto probabilmente l’economia delle Cina in questo 2020 dovrebbe subire un forte ridimensionamento che si propagherà in tutto il mondo, ma ad alimentare un certo sollievo sembra aver contribuito la notizia riportata dal South China Morning Post che i ricercatori ad Hong Kong avrebbero già scoperto un vaccino (anche se serviranno mesi per produrlo e testarlo).

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Mentre la Federal Reserve ha mantenuto stabile il suo tasso di riferimento, mercoledì ha apportato un adeguamento all’interesse che paga sui fondi depositati presso la banca centrale.

La Fed ha aumentato l’interesse sul tasso di riserve in eccesso di 5 punti base all′1,6%, pur mantenendo il tasso dei fondi di riferimento nell’intervallo compreso tra l′1,5% e l′1,75%.

I funzionari della Fed descrivono le mosse sull’IOER come aggiustamenti tecnici, sebbene i mercati stiano osservando la situazione perché riflette anche il modo in cui il tasso dei fondi viene negoziato mentre la banca centrale stabilisce il livello in cui deve mantenere il proprio bilancio. L’IOER viene utilizzato come guardrail per il tasso dei fondi.

La Fed aveva tagliato lo IOER l’anno scorso quando il tasso sui fondi si era spostato ai vertici della sua gamma. Negli ultimi mesi, tuttavia, il tasso sui fondi era stato quasi al di sotto della sua gamma, intorno all′1,55%, mentre la Fed preferisce tenerlo vicino al punto medio. I funzionari sperano che aumentando l’IOER aumenti anche il tasso di fondi. Le macchinazioni arrivano quando la Fed cerca di capire qual è il livello adeguato di riserve di cui le banche hanno bisogno per operare comodamente. La questione è emersa a settembre quando il mercato dei pronti contro termine durante la notte, in cui le banche vanno a finanziare le loro operazioni a breve termine, ha funzionato male e ha visto un breve aumento dei tassi.

Da allora, la Fed ha condotto il proprio pronti contro termine insieme ad operazioni a più lungo termine che hanno riportato il proprio bilancio al di sopra dei 4 trilioni di dollari. I funzionari della Fed hanno dichiarato di voler continuare le operazioni fino ad aprile e di continuare ad acquistare buoni del Tesoro nel secondo trimestre.

A margine della riunione del FOMC, il Presidente Powell ha dichiarato: “La situazione del Coronavirus è davvero nelle sue fasi iniziali ed è molto incerta sul come e quanto si diffonderà e quali saranno gli effetti macroeconomici in Cina e nei suoi partner commerciali più o meno grandi in tutto il mondo, quindi alla luce di quell’incertezza, non ho intenzione di speculare a questo punto. Vorrei solo dire che, ovviamente, stiamo monitorando attentamente la situazione”. Ha, infine, aggiunto che: “le future decisioni politiche dipenderanno dalle potenziali ramificazioni per l’economia degli Stati Uniti e per il raggiungimento del nostro doppio mandato di piena occupazione e stabilità dei prezzi”.

DATI MACROECONOMICI

Importanti dati macro sono usciti nel corso della settimana scorsa. Iniziamo da quelli sugli ordini di beni durevoli di Dicembre, una volta depurati delle componenti volatili (aviotrasporti e difesa) hanno parecchio deluso a - 0.9% dal + 0.1% del mese precedente (dato rivisto) e contro attese per + 0.2%) a dimostrazione che gli investimenti in USA restano assai deboli, nonostante lo stimolo monetario elevato e sentiment positivo.

Decisamente un'altra aria tra i consumatori USA, il rapporto sulla fiducia dei consumatori di Gennaio ha subito un brusco rimbalzo uscendo a 131.6 punti, dal precedente 128.2 di Dicembre e contro attese per 128 punti. Significativi miglioramenti sono avvenuti per la situazione presente (+ 4.8) e per le aspettative (+ 2.5), con la percezione del mercato del lavoro è tornata nei pressi dei massimi.

Buono anche il Richmond Fed manifatturiero di Gennaio uscito a 20 dal precedente - 5 e contro attese per - 3. Da notare che a Gennaio tutte le previsioni regionali manifatturiere finora uscite (NY, Philly, Dallas, Kansas City e Richmond) hanno migliorato, il che lascia intendere un miglioramento dell'ISM a fine mese (a Dicembre il dato aveva fatto registrare i minimi da Giugno 2009).

Proseguiamo con il dato sulla bilancia commerciale di Dicembre. Il deficit è salito a 68.33 mld $ dai 62.99 mld $ del mese precedente il che va a detrimento della crescita del trimestre (Goldman Sachs ha abbassato la previsione di crescita per il quarto trimestre di 0.1% a 1.8% annualizzato).

Altro dato negativo quello relativo ai contratti pendenti di vendita delle abitazioni che sono andati giù in picchiata del - 4.9% a Dicembre, contro attese di una salita di 0.5%, dal + 1.2% registrato a novembre.

A seguire la prima lettura del GDP USA annualizzato del quarto trimestre. La crescita è stata in linea con il precedente trimestre a + 2,1% con le attese degli analisti che si ponevano tra il + 2% ed il + 2.1%. I dettagli però risultano più deboli, con i consumi in rallentamento e gli investimenti ancora in contrazione. Negativo anche il contributo delle scorte, la sorpresa positiva si deve interamente al canale estero, che ha visto una fortissima contrazione delle importazioni (-8.6%). Altri contributi positivi da spesa pubblica e investimento residenziale.

Infine il dato annualizzato dell’indice dei prezzi di spesa per consumi di Dicembre (PCE) uscito a + 1.6% in ribasso rispetto alle attese degli analisti poste a + 1.7%, ma superiore alla rilevazione del mese precedente di + 1.4% (rivisto dal + 1.5%). In linea con le attese, invece, il dato “core ex-cibo ed energia) uscito anch’esso a + 1.6%. In discesa anche i redditi personali di Dicembre usciti a + 0.2% contro il + 0.3% del consensus ed il + 0.4% del mese di novembre (dato rivisto).

Sempre sul fronte acquisti pessimo il dato dei direttori agli acquisti (PMI) di Chicago relativo al mese di Gennaio, uscito a 42.9 dal 48.9 del mese precedente e contro attese per 48.9, ma forse parte del calo può  essere attribuita alla crisi di Boeing.

In questa settimana porre molta attenzione ai dati mensili sui nuovi occupati non agricoli del settore pubblico e privato, oltre agli ISM non manifatturieri.

REPORT SULLE TRIMESTRALI ECONOMICHE

APPLE ha riportato dati e previsioni, tutti decisamente superiori alle aspettative. 

Il colosso della tecnologia ha registrato nel 1° trimestre fiscale un utile di 4,99 $/az. battendo le stime di Wall Street di 4,54 $/az. ed è cresciuto del 19% su base annua. Il fatturato è stato di 91,80 mld $, battendo le stime degli analisti di 88,478 mld $ e sono cresciute dell'8,3%. APPLE ha inoltre fornito una “guidance” per le vendite del prossimo trimestre dichiarando di aspettarsi ricavi del secondo trimestre tra i 63,0 ed i 67,0 mld $ e margini lordi tra il 38,0% ed il 39,0%, che calcola un utile tra i 2,74 ed i 3,17 $/az. L'attuale stima del consensus per gli utili è di 2,84 $/az. su ricavi di 62,51 mld $. Inoltre vede spese operative tra i 9,6 ed i 9,7 mld $. Nel dettaglio, le entrate di iPhone sono state di 55,96 mld $, battendo le stime di 51,98 mld $ e sono cresciute del 7%. Gli analisti si aspettavano ulteriori cali delle entrate per l'iPhone. Mentre le entrate dei servizi sono ammontate a 12,71 mld $, mancando stime di 13 mld $ ma superiore ai 10,87 mld $.

Tuttavia, il titolo ha perso, settimana su settimana, il – 2.76% dopo tali dati, nonostante il fatto che gli analisti stanno rapidamente alzando i loro obiettivi di prezzo (come vedremo in seguito), il più alto dei quali è ora di 400 $, che rappresenterebbe quasi il 30% di potenziale rialzo rispetto al prezzo della chiusura di venerdì di 309.51 $. Probabilmente il fatto che il titolo non si muova molto, in risposta a risultati eccezionali, potrebbe imputarsi alla elevata valutazione rispetto agli anni passati.

Da settembre dello scorso anno, quando è stato introdotto il nuovo iPhone, il rapporto prezzo/utili delle azioni APPLE, basato sui profitti attesi per i prossimi dodici mesi, è stato superiore al valore dell'indice Standard & Poor's 500, qualcosa di non visto dal 2010, quando il co-fondatore Steve Jobs era ancora in carica. L’attuale P/E forward di APPLE di 21,81 che è superiore al 18,2 dell'indice, ed è il più alto dalla fine del 2009, quando Apple vendeva meno iPhone rispetto agli iPod.

Il P/E forward di APPLE è ancora inferiore a quello di altri titani tecnologici, tra cui FACEBOOK a 22.45, ALPHABET a 24.56 ed anche al di sotto di quello di MICROSOFT a 27.54.

La società, sotto l’imprimatur di Tim Cook, ha anche visto un grande cambiamento, con servizi, come i download, e ora lo streaming di video e una carta di credito, che costituisce una porzione sempre più grande delle entrate dell'azienda (il 14% delle entrate nette nel trimestre di dicembre, in aumento dal 13% un anno prima). Una parte del premio, dato che gli analisti guardano sempre più in avanti, credono possa arrivare da un "superciclo" per l'iPhone, a partire da questo autunno, quando APPLE dovrebbe svelare il suo primo smartphone "5G".

Di contro, alcuni analisti, che non giustificano il nuovo premio nel P/E, affermano che gli investitori, ad un certo punto, torneranno a chiedersi di cosa parla l'era di Tim Cook. Non ha prodotto importanti scoperte di nuovi prodotti, a parte l'Apple Watch e forse gli AirPods, quindi è stato un periodo di prestazioni costanti ma non di sviluppi futuri.

Ecco cosa hanno detto gli analisti:

Dan Ives di Wedbush Securities, ha assegnato un obiettivo “monstre” di 400 $. Cowen di Outperform, target di prezzo aumentato da 350 a 370 $. Goldman Sachs, neutrale, con obiettivo di prezzo aumentato in precedenza da 192 a 300 $. UBS, acquistare, con target a 355 $. Morgan Stanley, sovrappesare, con prezzo obiettivo a 368 $.

FACEBOOK nel quarto trimestre 2019 ha registrato utili per 2,56 $/az. su ricavi per 21,08 mld $, battendo le stime degli analisti per gli utili pari a 2,53 $/az. su ricavi pari a 20,88 mld $. Il fatturato è cresciuto del 24,6% su base annua. La società ha dichiarato che le sue disponibilità liquide e titoli equivalenti e titoli negoziabili erano di 54,86 mld $ al 31 dicembre 2019. Le spese in conto capitale, compresi i pagamenti principali sui contratti di locazione finanziaria, erano di 4,24 mld $ nel quarto trimestre e di 15,65 mld $ nell'intero anno 2019. Il personale dell'azienda era di 44.942 al 31 dicembre 2019, con un incremento del 26% su base annua.

Le azioni di FACEBOOK sono scese del 7,35% a 201.91 in chiusura di settimana e diversi analisti hanno consigliato di acquistare il calo del prezzo delle azioni. 

Il direttore finanziario David Wehner ha dichiarato in conferenza stampa: "Prevediamo che il nostro tasso di crescita del fatturato totale annuo registrato nel 1° trimestre deceleri di un punto percentuale rispetto al nostro tasso di crescita del 4° trimestre. I fattori che guidano questa decelerazione includono la maturità della nostra attività e il crescente impatto della normativa sulla privacy globale e di altri eventi relativi al targeting degli annunci. Sebbene finora abbiamo avuto un impatto modesto da questi eventi contrari, la maggior parte dell'impatto è di fronte a noi". "Non penso che nulla sia cambiato dal terzo trimestre in termini di prospettive sugli eventi contrari che abbiamo intorno".

Ecco cosa hanno detto gli analisti:

Morgan Stanley, sovrappesare, con obiettivo di prezzo di 270 $. JPMorgan, sovrappesare, con target di prezzo a 255 $. Goldman Sachs, acquistare, con target di prezzo elevato da 243 a 249 $, RBC Market Capital, sovrappesare, con target di prezzo ridotto da 270 a 255 $, Moffett Nathanson, acquistare, con target di prezzo a 220 $. Oppenheimer, acquistare con obiettivo di prezzo aumentato a 265 da 230 $. Sun Trust, acquistare, con obiettivo di prezzo aumentato a 265 da 250 $.

TESLA impressiona la sua continua ed inarrestabile ascesa del valore del titolo, arrivato ad un massimo storico di 653 $, con un guadagno da fine ottobre 2019 di ben il + 146.6%. Nonostante la pubblicazione di solidi risultati del quarto trimestre in cui ha battuto sia le stime degli utili sia il fatturato e ha previsto consegne di veicoli robuste per l'anno, TESLA continua a dividere sia analisti che investitori. La società ha chiuso il trimestre con 6,3 mld $ in cash e generato 1 mld $ di free cash flow nel trimestre, il che dovrebbe finalmente mettere fine a qualsiasi preoccupazione di bilancio. I tori affermano che Tesla è sulla buona strada per diventare un produttore di veicoli di massa e sostenibile, mentre gli orsi indicano finora la sua scarsa redditività con il prezzo delle azioni da record e che non possa diventare più grande e / o più redditizia della Volkswagen nel tempo.

In conferenza stampa il CEO, Elon Musk, alla domanda sulle prenotazioni del nuovo Cybertruck, ha dichiarato: “abbiamo raccolto 200.000 prenotazioni per il camion entro tre giorni dalla sua inaugurazione. In realtà non ho mai visto un livello di domanda come questo, penso che ... ne venderemo quante ne possiamo fare, sarò abbastanza pazzo per farlo”. Ma Musk ha insistito sul fatto che TESLA ha più che sufficiente capitale per finanziare i suoi investimenti: "stiamo spendendo denaro in modo efficiente e non stiamo limitando artificialmente i nostri progressi. E poi, nonostante tutto ciò, stiamo ancora generando una positività di cassa, quindi, non ha senso raccogliere fondi perché prevediamo di generare liquidità nonostante questo livello di crescita". Ma gli investitori dovranno aspettare un po'per vedere come vanno effettivamente le vendite del truck. La casa automobilistica non prevede di introdurlo sul mercato fino alla fine del 2021.

Mentre per quanto riguarda il nuovo crossover utilitario denominato Modello Y la società ha sorpreso gli investitori dichiarando di aver già iniziato la produzione e che le consegne del veicolo sarebbero iniziate entro la fine di marzo 2020. A tal proposito il CFO della società, Zachary Kirkhorn, ha dichiarato: “sul Modello Y, prevediamo le prime consegne e quantità limitate entro la fine di questo trimestre e aumenteremo nei quarti successivi, inoltre prevediamo margini lordi più elevati sul Modello Y rispetto al Modello 3”.

Ecco cosa hanno detto gli analisti:

Needham, sottopesare, nessun target di prezzo. Wedbush, acquistare, con obiettivo di prezzo aumentato da 550 a 710 $. Cannacord, acquistare, con target di prezzo elevato da 515 a 750 $. Barclays, sottopesare, con obiettivo di prezzo invariato a 200 $. Bank of America, sottopesare, con target di prezzo aumentato da 350 a 370 $. Morgan Stanley, sottopesare, con obiettivo di prezzo invariato a 360 $. Bernstein, sottopesare, con target di prezzo invariato a 325 $. Oppenheimer, acquistare, con target di prezzo aumentato da 612 a 684 $. Credit Suisse, target di prezzo aumentato a 415 da 340 $.

MICROSOFT ha continuato la sua corsa al rialzo dopo che il colosso della tecnologia ha riportato risultati fiscali del secondo trimestre che hanno superato le stime degli analisti per il periodo. Il titolo ha toccato un nuovo massimo storico a 174,05 $ per poi chiudere la settimana a 170,23 $.

La società con sede a Redmond, Washington, ha registrato utili per 1,51 $/az e un aumento del 14% delle entrate a 36,9 mld $. Gli analisti si aspettavano che la società riportasse utili per 1,32 $/az su ricavi per 36,67 mld $. Negli ultimi 12 mesi MICROSOFT ha registrato un andamento positivo, con un aumento di oltre il 60% nel periodo. La società ha dichiarato nelle previsioni per il terzo trimestre fiscale entrate tra i 34,10 mld ed i 34,90 mld $. L'attuale stima del consensus è di 34,14 mld $.

Una delle società con il margine più elevato al mondo in quanto a differenza di molte società tecnologiche che capitalizzano pesantemente i loro costi, MICROSOFT non utilizza questo schema contabile. In effetti, anche dopo aver considerato le sue esigenze in conto capitale, guadagna ancora 30 centesimi per ogni dollaro di entrate, dopo che tutti i costi e le spese sono stati contabilizzati. Di conseguenza, dato il flusso di cassa disponibile che la società ricava da ogni dollaro di ricavi, non c'è da meravigliarsi che il bilancio sia aumentato di 74 mld $ di liquidità netta. Per il secondo trimestre 2020 MICROSOFT ha restituito 8,5 mld $ agli azionisti tramite riacquisto di azioni e dividendi, che si avvicinano al 73% del suo utile netto consolidato. Quindi, possiamo vedere che la stragrande maggioranza del reddito netto della società viene restituita agli azionisti.

Il CEO Satya Nadella ha dichiarato: "Stiamo innovando su ogni livello del nostro stock tecnologico differenziato e siamo leader in aree secolari chiave che sono fondamentali per il successo dei nostri clienti".

La società ha avuto un impulso vincendo il contratto decennale da 10 miliardi di dollari della Joint Enterprise Defense Infrastructure (JEDI) del Pentagono alla fine di ottobre. Il contratto JEDI è una grande vittoria per MICROSOFT poiché la società ha battuto la rivale AMAZON e la sua piattaforma cloud Amazon Web Services leader del mercato. La quota di mercato del cloud di Amazon era di circa il 33% alla fine del secondo trimestre, mentre Microsoft Azure deteneva il 16%. Il business cloud della Società ha superato la produttività e i processi aziendali come il secondo segmento più redditizio dell'azienda nel trimestre. Il personal computing è ancora il pane e il burro dell'azienda, con il segmento che ha generato ricavi per 13,2 mld $ nel trimestre. A tal proposito il direttore finanziario Amy Hood ha affermato: "Una forte esecuzione da parte dei nostri team di vendita e partner ha portato le entrate del Commercial Cloud a 12,5 mld $, in crescita del 39% su base annua".

Ecco cosa hanno detto gli analisti:

Deutsche Bank, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 175 $. Nomura Istinet, obiettivo di prezzo aumentato a 195 da 161 $. RBC Capital, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 180 $. Credit Suisse, obiettivo di prezzo aumentato a 190 da 180 $. Morgan Stanley, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 189 $. BMO Capital, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 165 $. Wells Fargo, obiettivo di prezzo aumentato a 205 da 185 $. JP Morgan, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 169 $. Oppenheimer, obiettivo di prezzo aumentato a 195 da 160 $. Cowen, obiettivo di prezzo aumentato a 200 da 180 $. Mizuho, obiettivo di prezzo aumentato a 195 da 180 $. Piper Sandler, obiettivo di prezzo aumentato a 199 da 190 $. Jefferies, obiettivo di prezzo aumentato a 195 da 185 $.

AMAZON, la società di Jeff Bezos, ha registrato ricavi per il quarto trimestre di 87,44 mld $ (in aumento del 21% annua) e un utile di 6,47 $/az. (in crescita del 7% nonostante l'elevata crescita della spesa), superando la stima degli analisti che era prevista per un fatturato di 86 mld $, così come gli utili che hanno superato il consenso di $ 4,03. La società ha dichiarato di aspettarsi ricavi per il primo trimestre 2020 tra i 69,0 ed i 73,0 mld $. L'attuale stima del consensus per il fatturato è di 71,42 mld $.

Il titolo in settimana è salito a 2055.72 (nuovo massimo storico) ed ha guadagnato il + 7,3% settimana su settimana, portando la capitalizzazione di mercato ad oltre un trilione di dollari per la prima volta dal settembre 2018. Diversi analisti hanno alzato i loro obiettivi di prezzo in seguito ai risultati. Il CEO, Jeff Bezos, in conferenza stampa ha dichiarato: "più persone che mai hanno aderito a Prime in questo trimestre ed ora abbiamo oltre 150 milioni di membri Prime paganti in tutto il mondo". "Abbiamo reso la consegna di Prime più veloce: il numero di articoli consegnati ai clienti statunitensi con la consegna gratuita in un giorno e nello stesso giorno per gli abbonati Prime è più che quadruplicato in questo trimestre rispetto allo scorso anno". Inoltre, le entrate di Amazon Web Services sono state di $ 9,95 miliardi, superando le aspettative di $ 9,815 miliardi e in aumento del 34%. Nella divulgazione dei dati agli azionisti, il direttore finanziario, Brian Olsavsky, ha attribuito la forza di AWS agli investimenti in nuove funzionalità, vendite e marketing ed espansione delle infrastrutture regionali, affermando che il "grande vantaggio" di Amazon nello spazio cloud lo aiuterà a competere con le altre società, che includono ALPHABET con Google Cloud, IBM Cloud, oltre ad Azure di MICROSOFT.

Ecco cosa hanno detto gli analisti:

Credit Suisse, sovrappesare, con target di prezzo elevato da 2.100 a 2.400 $. JPMorgan, sovrappesare, con obiettivo di prezzo aumentato da 2,200 a 2,525 $. Morgan Stanley, sovrappesare, con obiettivo di prezzo elevato da 2.200 a 2.400 $. RBC Capital Market, sovrappesare, con obiettivo di prezzo elevato da 2.500 a 2.700 $. Goldman Sachs, sovrappesare, con obiettivo di prezzo aumentato a 2,600 da 2,200 $.  Wells Fargo, acquistare, con obiettivo di prezzo aumentato a 2,500 da 2,300 $. Credit Suisse, sovrappesare, con obiettivo di prezzo aumentato a 2,400 da 2,100 $.

Infine una notizia che riguarda il titolo ALPHABET. Prima della pubblicazione dei dati trimestrali economici della Società previsti per lunedì 3 febbraio, un misterioso investitore istituzionale ha acquistato una discreta partita di opzioni call 1580 $ con scadenza 20 marzo 2020 di Classe A pagando 9 $/opz, praticamente scommettendo che il titolo entro questo lasso di tempo oltrepassi il massimo storico di 1500,58 $ ed arrivi almeno a 1589 $ (per andare a pareggio). Rispetto alla chiusura di venerdì sera a 1432.78 $ il titolo deve guadagnare il + 11%.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Niente “tozzo di pane” questa settimana, anche se ci siamo andati molto, ma molto, vicini con PEPSICO. L’importante è non andare ad attingere le scorte in cantina e per quel periodo c’è ancora del tempo. INCYTE dalle stelle alle stalle nel giro di poco più di una settimana, ad un soffio dal target ed ora a – 5%. Peccato, ma non molliamo. Per il resto del Portafoglio, tutto normale dopo una settimana pesante. Il bello deve ancora venire. Alla prossima. 

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

ILLUMINA - 9.23%. La Società fornitrice di soluzioni di analisi genetica, ha registrato guadagni del quarto trimestre 2019 di 1,70 $/az. su ricavi di 953,0 mln $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 1,58 $/az. su ricavi di $ 943,0 mln $. I ricavi sono cresciuti del 9,9% su base annua. La società ha dichiarato che prevede guadagni 2020 non GAAP tra i 6,80 ed i 7,00 $/az. su ricavi tra i 3,86 ed i 3,93 mld $. L'attuale stima del consensus sugli degli utili è pari a di 6,92 $/az. su ricavi per 3,90 mld $. La cosa che ha fatto crollare la quotazione del titolo è da riportare ad una dichiarazione del nuovo CEO della società, Francis deSouza, il quale ha detto: "Se c'è qualcosa di inaspettato nei risultati Q4 di Illumina, probabilmente sarà correlato alle spese che incidono sui profitti".   

MICROCHIP – 9,08%. Le aspettative degli analisti per i dati economici trimestrali che verranno riportati domani 4 febbraio, indicano un calo considerevole degli utili in un anno. Se le stime sono accurate e gli utili scivolano per il quarto trimestre, segnerà il terzo trimestre consecutivo in cui gli utili sono scesi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Tutto ciò, se avverrà, in netta contrapposizione con gli anni precedenti nei quali gli utili erano cresciuti del 25% all'anno negli ultimi tre anni, mentre la crescita dei ricavi ha eguagliato quel numero anche con un tasso di crescita del 25%.

MICRON TECH – 8,08%. Periodo “caldo” per le società di semiconduttori e quindi anche Micron è molto sensibile alle condizioni macroeconomiche e il recente scoppio del Coronavirus in CINA sembra aver causato vendite indiscriminate in tutti questi titoli di componenti. Micron sarà sicuramente influenzato da un calo della domanda a breve termine, non si sta ancora manifestando nei risultati. L'archiviazione e la memoria sono fondamentali per le applicazioni AI (intelligenza Artificiale) e Micron è leader sia nella memoria DRAM, nella memoria flash NAND ed in un nuovo tipo di componente di memoria chiamato 3D Xpoint, che è appena stato commercializzato. Alcuni analisti hanno anche previsto un aumento del 40% dei prezzi flash NAND quest'anno, ma anche il mercato DRAM mostra segni di miglioramento. il che aumenterebbe in modo significativo entrate e profitti per tutti gli attori del settore, se fosse vero.

SKYWORKS SOLUTION – 7,49%.  Il chipmaker ha registrato prestazioni eccezionali nel 2019 grazie alle fortune in crescita del suo cliente principale, APPLE, alla distribuzione di reti 5G e al graduale miglioramento delle sue prestazioni finanziarie. Ciò non ha impedito agli investitori di vendere il titolo dopo gli ultimi risultati trimestrali della società. Anche se la società ha riportato nel primo trimestre 2020 ricavi per $ 896 mln $ contro gli 880,6 mln $ attesi dagli analisti ed utili rettificati pari a 1,86 $/az. che hanno anche superato la stima del consenso posta a 1,83 $/az. non c'era nulla di inaspettato nelle ultime prestazioni del chipmaker tali da far scendere così il titolo. Oltretutto le prospettive della società sono state migliori delle aspettative del mercato in quanto si prepara a tornare alla crescita dei profitti e dei profitti grazie alla domanda di chip di connettività dovuta all'imminente ciclo di aggiornamento degli smartphone, che sarà guidato dalla distribuzione di reti wireless 5G (quinta generazione).

XILINX – 16,19%.  Gli investitori si aspettavano che si trattasse di un periodo difficile per il chipmaker con le entrate e gli utili che sono diminuiti, come aveva previsto la gestione, ma ci sono state sorprese inaspettate per azionisti e dipendenti: una riduzione del 7% della sua forza lavoro attraverso licenziamenti e un rallentamento delle assunzioni e un piano di riduzione dei costi per rendere le attività più efficienti. Il CEO Victor Peng ha dichiarato che l'aspettativa è che il Q3 ha registrato utili del 3 ° trimestre 2019 di $ 0,68 per azione su ricavi di $ 723,5 milioni. La stima degli utili per consenso era di $ 0,64 per azione su ricavi di $ 725,7 milioni. Il numero di utili inferiori è stato di $ 0,65 per azione. Le entrate sono diminuite del 9,6% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. sarà un passo indietro e che il business rimbalzerà da qui, ma sarà un rimbalzo graduale piuttosto che un rapido inversione di tendenza. Si prevede che le entrate del quarto trimestre 2020 saranno comprese tra $ 750 e $ 780 mln $. L'attuale stima dei ricavi del consensus è di 813,3 mln $.

ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (2/3/2020)
Non sono presenti ordini di acquisto per la settimana entrante.


Pagina a cura di SANDRO MANCINI.

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