Alleggeriamo il portafoglio


Approfittiamo del rimbalzo in corso per alleggerire un po’ il nostro portafoglio, come da segnali operativi via SMS inviati in mattinata. In attesa di vedere se la BCE seguirà la strada della FED che, a sorpresa, ha tagliato i tassi di 50 bps – una bella sforbiciata – che però al momento non pare abbia dato più di tanto vigore ai mercati. Almeno, a quelli azionari, perché sul mercato del reddito fisso i rendimenti (con qualche eccezione) sono precipitati verso nuovi minimi storici.

Soprattutto i bond sovrani di miglior pedegree e considerati bene rifugio hanno visto i prezzi volare, come i Bund e i Treasury USA, ove il decennale è sprofondato sotto i minimi di rendimento registrati ad agosto 2019. La BCE, dicevamo, che leggendo qua e là pare pronta ad intervenire per soccorrere l’economia europea, che pagherà certamente salato il conto di questa emergenza virus.

Le ipotesi più accreditate riguardano, naturalmente, il taglio dei tassi e il potenziamento del QE, oltre ad alcune ipotesi di acquisto di asset “non convenzionali”, malgrado le forti resistenze interne. Sappiamo bene che in seno alla BCE non c’è sintonia tra Germania e la Lagarde, e qui le tensioni potrebbero giocare un ruolo importante nell’operato della Banca Centrale, che è evidentemente chiamata a gestire una crisi di non poco conto.

E così, mentre i mercati non escludono la possibilità che la BCE si riunisca in emergenza per tagliare i tassi, bisogna però ragionare sulla potenziale efficacia di una tale misura visto che già ora i tassi sono già bassissimi e negativi fino alle scadenze medio-lunghe. Anche potenziare il QE potrebbe essere poco efficace, poiché già ora alcuni asset (ad esempio i Bund) sul mercato non sono più sufficienti a coprire le quote del c.d. “capital key”.

Tuttavia, è ormai ben evidente che questa è una situazione di emergenza forse nemmeno paragonabile a quei terribili giorni dell’11 settembre 2001, e va da sé che è assolutamente possibile che la BCE rimuova – anche solo temporaneamente – quegli ostacoli regolamentari auto-imposti, che ad oggi limitano il restringimento degli spread e, soprattutto, le iniezioni di liquidità sui mercati che ne avrebbero più bisogno, come l’Italia, che fra tutti i Paesi europei sarà quella che pagherà il conto più amaro.

Cosa potrebbe quindi fare la BCE? Gli assets acquistabili dalla BCE per un eventuale QE3 non si rivolgerebbero al solo comparto obbligazionario. Infatti, per chi ha memoria, se ai tedeschi è stato fatto ingoiare già anni fa il boccone di una Banca Centrale trasformatasi in creditrice di governi e di molte aziende europee, nulla esclude che – stante la situazione – la BCE possa diventare azionista delle aziende quotate in Borsa.  

Fantafinanza? Forse, però a ben guardare, passare per il mercato azionario aumenterebbe di gran lunga la capacità di Francoforte di far fluire cash all’economia dell’area, rispetto all’acquisto di bond. Chiaro, sarebbe un’operazione non esente da rischi (bolla azionaria, controllo delle decisioni assunte dai board delle società, etc.), ma secondo alcuna stampa specializzata questa sembra essere davvero una possibilità.

Alcuni si spingono oltre, ipotizzando che anche gli asset immobiliari potrebbero finire nel mirino degli acquisti emergenziali della BCE. Altre ipotesi sono poi quelle legate alla non nuova “operazione Helicopter Money”, di cui da anni si discute, cioè fornendo dal nulla il denaro da far piovere nelle tasche dei cittadini, per stimolare i consumi. Questa ipotesi ci pare un po’ più fantasiosa, ma è anche vero che in casi di estrema emergenza si tende a non lasciare nulla di intentato.

Infine, altra possibilità, che riteniamo personalmente più centrata, sarebbe quella di una particolare versione del c.d. T-Ltro. Stando ad alcune agenzie di stampa internazionale, pare che la BCE stia vagliando un T-Ltro dedicato alle aziende di grandi e medie dimensioni dell’Eurozona e colpite dal Coronavirus. Di fatto, la Banca Centrale presterebbe loro denaro direttamente, senza passare per le banche con finanziamenti condizionati.

Come sempre, vedremo solo col tempo cosa effettivamente succederà, ma è chiaro che la situazione porterà a qualche forma di “soccorso”. E speriamo, perché la cosa peggiore che potrebbe accadere sarebbe una BCE immobile rispetto alle altre principali Banche Centrali, le quali seguendo l’esempio della FED potrebbero agire prontamente.   

Tornando al nostro portafoglio, abbiamo deciso di sfruttare la reazione dei mercati di queste ultime sedute per alleggerire l’asset, creare liquidità e mitigare il più possibile i potenziali rischi, nel rispetto della vocazione a rischio contenuto della nostra rubrica.

Naturale che il colpo si è fatto sentire: violento e improvviso, certamente uno dei momenti bui dei mercati che entreranno nella top five della storia. Tuttavia, l’impatto seppur consistente non ci ha fatto vacillare più di tanto, grazie al buon equilibrio generale del portafoglio. Per ora è chiaro che abbiamo restituito qualcosa al mercato rispetto al massimo storico, ma il recupero non tarderà ad arrivare, com’è accaduto tutte le altre volte.

Il nostro NAV vale oggi, ai prezzi correnti di mercato, 116,12 contro i 118,56 della precedente rilevazione, portando a performance cumulata al 7,53%. Con la liquidità che incasseremo dalle vendite di oggi, che si aggiunge a quella che ancora avevamo “conservato” per le emergenze, vedremo come agire nelle prossime giornate. Tutto dipenderà ovviamente dagli eventi legati alla diffusione del virus e dalle mosse a livello globale che saranno intraprese per fronteggiare l’impatto sanitario, sociale ed economico.

Si naviga a vista, non si può fare diversamente. Se la situazione dovesse ulteriormente deteriorarsi, non escludiamo la liquidazione totale del portafoglio. E’ un ipotesi molto remota, ma non possiamo escluderla completamente, o quanto meno non possiamo non valutare di prenderla in considerazione in extremis.

Portafoglio come di consueto aggiornato nell’apposita sezione.

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