Come arditi della Grande Guerra ...


Quando sale tutti sono preoccupati perché sale troppo.

Quando scende tutti sono preoccupati perché scende troppo.

Fa parte di questo gioco. Il problema è a monte perché tutti noi sappiamo che ciò che sale un giorno scenderà, e cioè che scende un giorno salirà. Il problema è a monte, cioè del timing.

Io sono arrivato in Borsa, e mi ripeto, all’inizio degli anni ’90 quando ogni giorno si leggeva “i tassi USA salgono e Wall Street crolla”. Invece Wall Street ha corso per 10 anni perché i profitti crescevano più che i tassi di interesse quindi per 10 anni ho sentito gridare al lupo al lupo e il lupo non è arrivato. Cosa ha in comune questa situazione con quella di allora ?

Niente perché ora la crescita è data da fattori di politica fiscale (se si può chiamare così il fatto che buttano i soldi dall’elicottero almeno ovunque eccetto che in Italia) e di politica monetaria (de facto con tassi a zero).

Non penso ci voglia un genio per capire che dobbiamo volare, almeno a livello mondiale, e il nostro paese seguirà (paese volutamente con la minuscola), almeno per i settori votati all’export. Poi che per carità i ristoratori e i body builder delle palestre che hanno sempre pagato le tasse siano schienati questo lo sappiamo tutti (quelli che hanno navigato nel nero invece se la ridono, ma questa è la regola della nostra Repubblica di bananeros per cui tu inizia a fottere da subito appena sveglio e poi vedrai che se ti fanno su ad andare a sera intanto hai già pareggiato i conti).

Ma se parte l’estero come mi sembra che stia partendo (io poi seguo per vocazione territoriale il ceramico, il meccanico e l’editoria) poi parte tutto il resto e gli effetti li vediamo già a livello immobiliare, se notate è tutto un fervore di ristrutturazioni e di nuovi cantieri e le gru hanno iniziano di nuovo a popolare i cieli delle nostre città.

Diversi lettori mi hanno fatto una domanda davvero interessante: come si distingue un rialzo da una bolla ? Non si distingue, altrimenti che bolla sarebbe ? A parte gli scherzi una bolla può durare mesi e può durare anni ed è la cosa che ti cambia la vita, nel bene o nel male.

Nel bene perché fai la maggior parte degli utili nella bolla, nel male perché se la bolla ti scoppia in faccia li perdi tutti. Ma noi siamo qui per questo, vero ? Quindi non ci dobbiamo lamentare, o perlomeno ci dobbiamo preoccupare ma non più del solito perché se ci preoccupiamo troppo non faremo fai filotto.

E’ l’eterno problema del dare e dell’avere, del rischio e del rendimento. Chi non risica non rosica, questo è il succo del discorso. Sicuramente se guardate un indicatore, uno qualsiasi degli indicatori che vi mostro nel mio editoriale domenicale, vedrete che in bolla ce ne saranno alcuni che saranno al massimo, altri che saranno già discendendo, altri ancora che saranno poco sotto i massimi.

Così gira la ruota, la conclusione è banale: facciamo che quando sarà il momento lo chiederemo alla borsa, lo chiamano trailing stop e lo potete fare anche voi fissando sul grafico dell’indice o delle azioni il livello di non ritorno, che di solito corrisponde ad uno swing low significativo.

Lo abbiamo usato tante volte questo metodo e sempre ci siamo salvati, dal 2000 al 2003 e al 2007 e di volta in volta è sempre stato il nostro faro.

Ma veniamo al dunque: la nostra politica è stata prudenziale fin da subito perché abbiamo capito che eravamo in momenti unici nella storia della Borsa. Questo lo si è visto in diverse novità:

  1. 1. Abbiamo privilegiato la Borsa USA e le borse internazionali rispetto all’Italia perché sapevamo che i nostro paese sarebbe stato punito (e siamo convinti che con il debito che accumuliamo in questa fase saremo la zavorra di qualsiasi rialzo tra qualche anno)
  2. Abbiamo lanciato un nuovo servizio che compra sui minimi invece che sui massimi (cosa unica nella nostra storia ormai trentennale, perché il momento era unico e  bisognava agire)
  3.  
  1. 2. Abbiamo privilegiato questo servizio che compra sui minimi rispetto al breakout, perché soprattutto con l’Italia aspettiamo che o voli o che crolli, prima di riprendere a comprare con la cariola anche sull’Italia. Se compri sui minimi ovviamente stai dalla parte dei bottoni.
  1. Detto questo faccio notare che nel Portafoglio storico ogni settimana andiamo a target su uno o due titoli del Nasdaq Weekly, su Alphabet guadagniamo il + 32%, CAMPARI + 11% e l’unico scheletro che abbiamo è AURORA – 29%. Senza contare la marea di profit che abbiamo eseguito dal dopo covid ad oggi
  2. Nel Portafoglio The Challenge, abbiamo uno storico pieno di Profit (media tra il 25 ed il 30%) senza alcuna perdita. Oggigiorno abbiamo profit, praticamente su tutto, ad eccezione di due casi, NOVACYT e CRONOS, l’ETF sull’S&P500 INVERSE non è da conteggiare in quanto copertura, molto parziale, delle operazioni LONG ed anzi se il mercato venisse giù, uscendo da tutto il resto, questo investimento darebbe i suoi buoni frutti, visti i due lotti acquistati.
  3.  
  4. 3. Abbiamo iniziato a ridurre i livelli di Target

Tutto questo come sempre in un’ottica prudenziale.

Se i lettori non sono confortevoli possono sempre fare di testa loro e iniziare a ridurre l’esposizione semplicemente vendendo le posizioni in profitto, anche se non mi pare una buona idea semplicemente per una ragione: se e casomai arrivasse lo sciacquone potremo sempre vendere tutto in un sol colpo.

Morale: lasciamo correre i profitti e lasciamo correre le posizioni, quando e se verrà il momento ce lo dirà il mercato stesso rompendo un livello importante.

Perché se questo se avverrà tra 10 anni potremmo anche perdere la più bella occasione della nostra vita. E non ce lo perdoneremmo … quando c’è da ballare dobbiamo ballare.

Cari lettori, questo è il sale del gioco, l’importante è prendersi il rischio con un sorriso in bocca come un ardito della Grande Guerra una pallottola in fronte … perché questo è il nostro  mestiere.

Possiamo ridurre il rischio, possiamo metterci dalla parte dei bottoni, possiamo inventarci questo o quello strumento ma il rischio è il rischio ed è sempre lì davanti a noi che ci lusinga con il rendimento.

E ci dobbiamo convivere: sapeste voi quante volte vorremmo noi della cabina di regia poter invocare il mortis … prenderci 20 giorni di ferie e poi tornare in trincea con un bel vivis e tutto come prima.

Ma non è possibile … dobbiamo convivere con il rischio. Non ci sono altre soluzioni.