NASDAQ100 WEEKLY - Indici azionari USA al rialzo dopo le dichiarazioni meno aggressive di Powell.


BUONA SETTIMANA PER GLI INDICI AZIONARI USA CHE SI GIOVANO DELLE DICHIARAZIONI MENO AGGRESSIVE DEL PRESIDENTE DELLA FED, POWELL E DALL’USCITA DEI DATI MACRO CONTRASTANTI !

Netta inversione degli indici azionari USA nella giornata di mercoledì scorso dopo due giornate negative. Il driver del cambiamento è dovuto alle dichiarazioni del Presidente della FED Powell che apre alle prospettive di un ciclo di rialzi dei tassi in esaurimento, delle quali parleremo in seguito. A beneficiarne più di tutti è stato, questa volta, l’indice NASDAQ ed i titoli ad alta crescita, supportati anche dagli ADR cinesi, in fiamme (BIDU con un +19%, ALIBABA +11% e JD con +5%), nonostante l’uscita di dati macro contrastanti con i PCE deflators di ottobre sotto attese ed i dati ISM manifatturieri in calo, di contro i dati sul mercato del lavoro sono usciti più alti delle attese anche se in linea con i mesi precedenti.

Ma il clou settimanale si è svolto al Brookings Institution mercoledì sera, quando è andato in scena lo spettacolo del Presidente della FED, Jerome Powell, con uno degli ultimi discorsi e sicuramente il più importante, prima del periodo di silenzio che inizia nel weekend e che precede la riunione del FOMC del 14 dicembre.

Powell, a margine, è sembrato più accomodante rispetto alle attese e sicuramente rispetto a quanto temuto. Ha dichiarato che il momento di rallentare sui rialzi potrebbe essere previsto anche al FOMC di dicembre. Questo in quanto l'effetto della stretta monetaria deve ancora dispiegarsi. Ha riconosciuto che sul fronte inflazione ci sono degli sviluppi promettenti, ma il mercato del lavoro lo preoccupa ancora e quindi ritiene che sarà necessario ancora insistere. I tassi dovranno restare in territorio restrittivo per un po'. Il picco dei Fed Funds dovrebbe essere "un qualcosa di più alto delle proiezioni di settembre”. Questa ultima notazione sembra ancora più cauta del recente passato.

Il sentore più cauto che ha caratterizzato la testimonianza di Powell, con riferimenti vari al ritardo con cui agisce la politica monetaria (stranamente non presi in causa quando i segnali inflazionistici iniziavano a farsi sentire nel corso del 2021), alla necessità di valutare i risultati dei dati e all'assenza di affermazioni dai toni aggressivi, tipo che "è più rischioso alzare troppo poco che troppo". In passato, nelle conferenze, Powell si era curato di stroncare qualunque lettura "accomodante" dei report e delle dichiarazioni seguenti da parte del panorama finanziario USA, risultando molto netto a indicare che non gradiva significative facilitazioni delle condizioni finanziarie. Questa volta il recente calo dei rendimenti e recupero dei corsi azionari non è sembrato infastidirlo.

Proprio alla luce delle precedenti performance di Powell, presumibilmente i mercati erano arrivati all'appuntamento parecchio preparati ad una repressione, una circostanza che era resa particolarmente evidente dalla recente sottoperformance di Wall Street rispetto agli altri mercati azionari globali. Ovviamente tutto questo posizionamento difensivo e di copertura dei rischi abbondante, si è ritrovato privo di presupposti, ex post, invertendo il sentiment dei mercati.

A latere, il Beige Book Fed ha riportato che l'attività nei vari distretti cresce piano o ristagna, e che l'outlook è pessimistico, come leggeremo approfonditamente nel capitolo relativo alla FED.

Dopo di ché, uno può interrogarsi se una reazione così positiva dell'azionario abbia senso, alla luce del fatto che il quadro macro si sta deteriorando al punto da indurre Powell a (leggermente) più miti consigli. Probabilmente no, ma è anche vero che mai come in questo periodo il mercato sembra prezzare una cosa alla volta, e sicuramente l'aggressività del FOMC ha avuto un ruolo importante nel frenare Wall Street, in relazione alle altre borse. Ora, anche la presenza di brutti dati macro sono percepiti come buoni per l’azionario.

A pesare sull’economia a stelle e strisce, ma a questo punto mondiale, è il settore immobiliare. Il fondo immobiliare da 69 miliardi di dollari di Blackstone Inc. per individui facoltosi ha affermato che limiterà le richieste di riscatto, uno dei segnali più drammatici di un calo di un importante motore di profitto per l'azienda e un indicatore agghiacciante per il settore immobiliare. Il fondo è diventato un colosso nel settore immobiliare sin dal suo inizio nel 2017, acquistando appartamenti, case suburbane e dormitori e crescendo rapidamente in un'era di tassi di interesse estremamente bassi mentre gli investitori inseguivano il rendimento. Ora, l'aumento dei costi del prestito e un'economia in via di raffreddamento stanno rapidamente cambiando il panorama del fondo. Blackstone Real Estate Income Trust Inc. ha dovuto affrontare richieste di prelievo superiori al limite trimestrale, un test importante per uno degli sforzi più ambiziosi della società di private equity per raggiungere i singoli investitori. La creazione di BREIT da parte di Blackstone ha puntato i riflettori sullo spazio dei fondi comuni di investimento immobiliare non negoziati. A differenza di molti fondi comuni di investimento immobiliare, le azioni di BREIT non sono negoziate in borsa. Ha soglie sulla quantità di denaro che gli investitori possono prelevare per evitare la vendita forzata. Ciò significa che se troppe persone si dirigono verso le uscite, il consiglio del fondo può scegliere di limitare i prelievi o aumentare i propri limiti. BREIT ha affermato che le richieste hanno superato il limite mensile del 2% del valore patrimoniale netto e il 5% della soglia trimestrale. La notizia apparsa giovedì scorso, ha fatto crollare le azioni di Blackstone fino al 10%, il calo maggiore da marzo.

Ma peggio degli USA è il settore immobiliare cinese, affamato di liquidità, che è alle prese con una crisi duratura e profonda che ha visto fallire diverse società del settore, tanto da indurre il governo ad intervenire a difesa delle società più grandi (v. Evergrande la seconda più grande azienda per vendite di sviluppo immobiliare cinese), per il completamento delle costruzioni già ampiamente pagate dai proprietari. Oltre a ciò, ci sono emissioni obbligazionarie riservate agli investitori esteri non pagate da parte di queste società e per far fronte a codesti inadempimenti l’ultima notizia, a condizione di anonimato, riporta che il governo cinese ha ordinato alle sue quattro principali banche statali di emettere prestiti offshore per aiutare gli sviluppatori immobiliari a rimborsare il debito estero. Le autorità di regolamentazione hanno dato alle banche una "guida alla finestra", o ordini verbali che non lasciano tracce cartacee, fissando una data del 10 dicembre entro la quale concedere prestiti garantiti da attività domestiche. Un numero crescente di sviluppatori è inadempiente rispetto agli obblighi dei creditori esteri nell'ultimo anno, spingendo alcuni analisti ad avvertire che tali interruzioni potrebbero attenuare l'appetito degli investitori stranieri per nuove emissioni di debito da parte delle società cinesi. Ora un muro di scadenza del debito si profila per gli sviluppatori, con 39 miliardi di dollari di debito che scadranno nel primo trimestre del prossimo anno, e 10 miliardi di dollari sono denominati in dollari, secondo i dati di Refinitiv. I fondi che fluiranno dalle banche consentiranno agli sviluppatori di rimborsare prestiti offshore e obbligazioni in dollari, contribuendo a riparare la fiducia ferita degli investitori globali.

Tornando in USA, i segnali di rallentamento continuano allegramente. Realpage ha osservato che a ottobre i cali degli affitti sono risultati i più forti dai mesi del Covid, e i peggiori da 12 anni, tolti i mesi citati. E pensare che la componente shelter è il principale contributore dell'incremento del CPI core.

Diamo ora uno sguardo alle stime degli analisti per gli utili del quarto trimestre delle società dell’indice S&P500.

Date le continue preoccupazioni del mercato su una possibile recessione, gli analisti stanno abbassando le stime di EPS più del normale per le società S&P500 per il quarto trimestre? La risposta è SI’. Durante i mesi di ottobre e novembre, gli analisti hanno abbassato le stime degli utili delle società dell’S&P500 per il quarto trimestre, di un margine superiore alla media. La stima bottom-up degli utili del quarto trimestre (che è un'aggregazione delle stime mediane degli utili per il quarto trimestre per tutte le società dell'indice) è diminuita del 5,6% (a 54,58 da 57,79 $/az.) dal 30 settembre al 30 novembre.

A livello di settore, nove degli 11 settori hanno registrato una diminuzione della loro stima degli utili per il quarto trimestre 2022 dal 30 settembre al 30 novembre, guidati dai settori dei Materiali (-21,3%), Beni di consumo discrezionali (-12,2%) e Servizi di comunicazione (-11,4%). D'altra parte, due settori hanno registrato un aumento della loro stima bottom-up degli utili per il quarto trimestre 2022 durante questo periodo, guidati dal settore Energia (+6,2%) e Pubblica utilità (+2,5%).

Ma gli analisti mentre hanno diminuito le stime degli utili in aggregato per il quarto trimestre, stavano anche diminuendo le stime degli EPS in aggregato per il 2023.

A livello settoriale, nove settori hanno registrato una diminuzione della loro stima bottom-up degli utili per l'anno fiscale 2023 dal 30 settembre al 30 novembre, guidati dai settori dei Servizi di comunicazione (-9,4%), Materiali (-8,1%) e Beni di consumo discrezionali (-6,8%) settori. D'altra parte, due settori hanno registrato un aumento della loro stima degli utili per l’anno 2023 durante questo periodo, guidati dal settore Energia (+4,4%) e Pubblica utilità (+0,9%).

Riguardo agli investimenti di carattere monetario, a seguito dell’intervento di Powell, i rendimenti sono scesi con la curva dei tassi intenta a disinvertirsi. L'esuberanza è in parte dovuta allo smontamento dell'hedging predisposto nel caso Powell si fosse mostrato più aggressivo. vigorosa la reazione dei tassi, che hanno mostrato cali a 2 cifre su quasi tutta la curva, con il 10 anni che è tornato a flirtare con il 3.50%, un livello toccato a metà settembre e in calo di oltre 80bps dall’ultimo picco segnato soltanto circa sei settimane fa.

La curva USA è vicina al nuovo record da 40 anni, arrivando ad un soffio dagli 80 bps di inversione del 2-10Y, con il primo a quota 4,284% ed il secondo a 3,49%. Quando prenderà momentum la disinversione in quanto la FED segnalerà veramente un "pivot" vorrà dire che la recessione è vicina, e probabilmente riprenderà una risk aversion seria sui mercati.

Anche il terminal rate è stato rivisto al ribasso e al momento è sceso al 4.9% dopo aver segnato un massimo al 5.25% poco meno di un mese fa.

Ecco il grafico comparativo settimanale delle varie scadenze tra la chiusura di lunedì scorso 28 novembre e l’intraday di oggi 05 dicembre:

Infine riportiamo lo spread del Treasury decennale USA rispetto all'omologo titolo dei principali paesi mondiali a venerdì 02 dicembre.

Analisi grafica dell’indice di riferimento delle nostre operazioni, il NASDAQ100. Come abbiamo scritto in precedenza, settimana senz’altro positiva per l’indice tech che, questa volta sovraperforma gli altri due indici maggiori, grazie al beneficio riportato dalle dichiarazioni di Powell e le conseguenti discese dei tassi forward e del Dollar index, non risentendo più di tanto del buon dato sull’occupazione di venerdì scorso. A ciò aggiungiamo anche l’aiuto dato dagli ADR cinesi. Pertanto, graficamente notiamo come i prezzi, si siano lasciati alle spalle l’area di ritracciamento del 38,2% della gamba ribassista 4-5 intorno agli 11700 approcciando l’area della successiva resistenza posta a 12100 che ha fermato il rialzo chiudendo la seduta settimanale a ridosso di tale area. Per questa ottava gli obiettivi al rialzo sono il test dell’importante area a 12500 (ritracciamento del 61,8% della gamba ribassista 4-5) coincidente con le M.M. a 200 periodi, con obiettivo finale i 12752 max relativo del 12 settembre scorso. L’RSI a 59 permette questa ulteriore ascesa. Viceversa, possibili correzioni prima in area 11700 quindi 11450, ma non sotto di essa. La settimana si è chiusa a 11994.26 con un guadagno del + 2,03% che porta ad un deficit da inizio anno del – 26,51%.

Passando all’indice S&P500 che comunque riporta una buona performance settimanale anche se nettamente al di sotto dell’indice tech, notiamo che i prezzi dopo aver testato e superato la resistenza in area 4000 coincidente con la M.M. Exp a 200 periodi (linea gialla), erano stati ricacciati all’ingiù, ma poi il prepotente rialzo di mercoledì scorso ha spazzato via nuovamente l’area di resistenza e le due M.M. a 200 periodi terminando la corsa in area 4100 e chiudendo la settimana a 4070. I prossimi obiettivi che riguardano la fase rialzista, troviamo il test dei 4120 massimo relativo del settembre scorso ma, soprattutto, l’area 4200 massimi relativi dell’agosto scorso. Il tutto per avvicinarsi sempre più al massimo di Onda 4, vero test per un cambiamento di conteggio a conferma di una nuova fase rialzista. Le contrattazioni della scorsa settimana si sono chiuse a 4071.70 con un guadagno del + 1,13% che porta a segnare un – 14,57% da inizio anno.

Infine riguardo all’indice DOW JONES siamo sempre in presenza di una situazione grafica di tutt’altro aspetto rispetto agli altri due indici, in quanto i prezzi sono riusciti a superare il massimo di onda 4 a 34386.51 consolidando intorno a tale area. Pertanto rimaniamo in attesa di ulteriori conferme nei prossimi giorni per poter ritenere concluso il conteggio della fase ribassista in 5 onde aprendo lo scenario ad un nuovo conteggio rialzista. Come si potrà sviluppare questo scenario è al momento prematuro dirlo, le forme sono due, o in forma laterale in A-B-C o in forma impulsiva con le classiche 5 onde. Staremo a vedere. Attualmente i prezzi ci dicono che l’indice è ancora un po' tirato essendo appena sotto la zona di ipercomprato, quindi è possibile qualche ulteriore giornata di consolidamento o una correzione in area 33600 quindi 33250, per poi andare all’attacco della prossima importante resistenza posta in area 35500 massimo di onda 2, quindi area 35800 massimo relativo del febbraio scorso. Le contrattazioni della scorsa settimana si sono chiuse a 34429.88 con un guadagno del + 0,24% e che porta a segnare un – 5,25% da inizio anno.

ORO INDEX 

Finalmente gli acquirenti si sono fatti sotto eliminando, parzialmente, le recenti preoccupazioni facendo risalire i prezzi dell’Oro sopra la soglia psicologica dei 1800 $/oz. Il driver principale del movimento è da ricondurre quasi esclusivamente all’idea che il ciclo di rialzi della FED stia per esaurirsi, con il risultato che a non consolidare affatto sono stati i bonds che hanno continuato a vedere i rendimenti scendere, con una tendenza della curva a tornare a invertirsi. E nemmeno la debolezza del Dollaro ha trovato tregua, con gioia delle commodities e dei preziosi, sugli scudi. Il Dollar Index è sceso per la prima volta al di sotto dei 105 da metà luglio e segna un -7% circa dal picco dei primi di novembre Anche nella giornata di venerdì scorso, nonostante l’uscita dei buoni dati sull’occupazione, il Dollar Index ha recuperato molto poco in chiusura e comunque abbondantemente sotto i 105.

JPMorgan si unirà a HSBC per immagazzinare lingotti per l’SPDR Gold Trust, il più grande fondo negoziato in borsa (ETF) sostenuto dall'Oro al mondo, ha detto giovedì l'operatore del fondo, ponendo fine alla tutela esclusiva del suo rivale della scorta di Oro da 52 miliardi di dollari. Il cambiamento, che inizia il 6 dicembre, è un vantaggio per JPMorgan, che potrebbe incassare milioni di dollari di costi di custodia. HSBC è stata l'unica custode di SPDR Gold Trust, noto anche come GLD, sin dal suo lancio nel 2004. La banca immagazzina circa 910 tonnellate di Oro per GLD a Londra, circa un quarto di tutto l'Oro detenuto per gli ETF a livello globale. "L'aggiunta di JPM cambierà l'attuale modello operativo a custodia singola e caveau, per accogliere l'attività del fondo in previsione della crescita futura", ha affermato in una nota il World Gold Council (WGC), che gestisce il fondo. L’SPDR Gold Trust, ha dichiarato giovedì scorso che le sue partecipazioni sono diminuite dello 0,16%.

Graficamente notiamo come l’importante resistenza posta in area 1770 $/oz. sia stata spazzata via dagli acquisti producendo un max settimanale a 1818 e chiudendo le contrattazioni a 1809.6 $/oz. La china presa dalla commodity sembra quella di ritornare a vedere prezzi più alti, dati macro futuri permettendo, e quando la FED dichiarerà che il top dei rialzi dei tassi è arrivato, le quotazioni dovrebbero salire ancor più specie se dovesse iniziare una più che probabile fase di recessione. Prossimi livelli rialzisti da testare sono sempre le aree 1845/1850 $/oz., 1880 $/oz. e 1915/1925 $/oz.

Passando agli altri due metalli preziosi che seguiamo nel nostro Portafoglio, il Platino. Nella giornata di giovedì scorso sembrava tornato a testare i massimi a 1075 $/oz. dell’11 novembre, ma il giorno seguente anziché consolidare su tali posizioni prendeva un bello scrollone di oltre due punti e mezzo percentuali che riportavano i prezzi nuovamente in area 1025 $/oz. senza motivo apparente e senza che la commodity fosse entrata in zona di ipercomprato. Comunque ribadiamo la proiezione rialzista che vede un primo target in area 1125 $/oz. ed un secondo in area 1200 $/oz.

Diverso discorso per le quotazioni dell’Argento che in scia al rialzo dell’Oro, fa registrare un nuovo massimo relativo a 23,475 $/oz. che riportano i prezzi a maggio scorso superando, si spera definitivamente, le due M.M. a 200 periodi. Ora c’è da fare attenzione al fatto che con un RSI a 72 è molto probabile una fase di consolidamento o possibile correzione che non scenda sotto i 21,75 $/oz. per poi andare all’attacco del target finale in area 24,90 $/oz.

La settimana dell’Oro è si è chiusa a 1809.60 $/oz., con un guadagno del + 3,17% che porta ad una perdita del – 1,04% da inizio anno. La settimana della commodity in modalità spot si è chiusa a 1797.25 $/oz. con un guadagno del + 2,45%. Di seguito il grafico weekly dell’ORO FUTURES DICEMBRE 2022:

LA GUERRA – RUSSIA – UCRAINA - (EUROPA)

Venerdì scorso il G7 plus e l’Australia hanno annunciato di aver trovato un accordo per fissare un tetto al prezzo del petrolio greggio russo via mare. Per raggiungere l’accordo, all’interno dell’Unione europea è stato necessario superare la resistenza della Polonia, che si è opposta al livello proposto mentre valutava un meccanismo per mantenere il tetto sotto il prezzo di mercato. Durante i negoziati con l’Unione europea ha spinto per stabilire un tetto il più basso possibile per comprimere le entrate alla Russia e limitare le sue capacità di finanziare la guerra. In una nota di sabato pubblicata sul sito della Commissione europea viene specificato che il tetto è stato fissato ad un prezzo massimo di 60 dollari al barile per il greggio ed è regolabile nel futuro per reagire agli sviluppi di mercato. Resta in vigore il divieto dell’UE sull’importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi russi per via marittima, ed il price cap consentirà ad operatori europei di trasportare il petrolio verso paesi terzi, a patto che il suo prezzo resti sotto il tetto. Il price cap entrerà in vigore dopo il 5 dicembre, oggi, per quanto riguarda il greggio, ed il 5 febbraio 2023 per i prodotti petroliferi raffinati. Il price cap non si applicherà al petrolio acquistato oltre al tetto che è stato caricato sulle navi prima del 5 dicembre e scaricato prima del 19 gennaio 2023. Nella nota della Commissione europea viene spiegato che il price cap è stato pensato per ridurre ulteriormente le entrate della Russia mantenendo al contempo i mercati energetici globali stabili tramite rifornimenti continui.

Il Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto: “Il G7 e tutti gli stati membri dell’UE hanno preso una decisione che colpirà le entrate della Russia perfino più forte e ridurrà la sua capacità di condurre la guerra in Ucraina. Aiuterà anche noi a stabilizzare i prezzi energetici a livello mondiale, beneficiando nazioni nel mondo che attualmente devono far fronte agli alti prezzi del petrolio”.

Successivamente il Presidente ucraino, Zelensky, ha parlato di "posizione non seria, debole".  "Purtroppo, la decisione presa sul price cap per il petrolio russo non è seria", ha affermato nel suo consueto discorso serale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riporta l'Ukrainska Pravda. "La Russia ha già causato danni colossali a tutti i paesi del mondo, destabilizzando deliberatamente il mercato dell'energia, e il mondo non può osare disarmarlo veramente dal punto di vista energetico - ha aggiunto -. Questa è una posizione debole, ed è solo una questione di tempo prima che si debbano comunque applicare strumenti più forti".

Come riporta la TASS, l’ambasciata russa negli Stati Uniti ha commentato l’annuncio dell’accordo: “Strateghi a Washington, nascondendosi dietro nobili slogan di garantire la sicurezza energetica ai paesi in via di sviluppo, mantengono un muro di silenzio sul fatto che gli attuali squilibri sui mercati energetici derivano dalle loro azioni mal congegnate. Innanzitutto, l’introduzione di sanzioni contro la Russia e divieti sulle importazioni energetiche dal nostro paese”. Secondo l’ambasciata russa negli Stati Uniti stiamo assistendo a quella che ha definito una ridefinizione dei principi fondamentali del libero mercato. Inoltre, secondo i diplomatici russi “passi come questi risulteranno inevitabilmente in crescente incertezza ed imposizione di costi più alti per i consumatori di materie prime”. A seguire il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato: “Stiamo lavorando su meccanismi che vietino l'uso dello strumento del price cap, a prescindere dal livello fissato, perché tale interferenza potrebbe destabilizzare ulteriormente il mercato. Venderemo petrolio e prodotti petroliferi solo a quei Paesi che lavoreranno con noi alle condizioni di mercato, anche se dovessimo ridurre un po' la produzione".

LA POLITICA USA

A partire da gennaio Hakeem Jeffries (52 anni) sarà il nuovo leader dei democratici alla Camera. L’esponente dem è stato eletto all’unanimità per l’incarico mercoledì scorso. Sul modo con il quale lavorerà con i repubblicani, Jeffries ha dichiarato: “Il nostro impegno è sempre di estendere la mano della partnership ogni volta ed ovunque possibile, in modo da ottenere risultati per tutti gli americani”. Katherine Clark (59 anni), invece, è stata eletta nel ruolo di whip (membro di un gruppo parlamentare che cura i collegamenti tra il leader e il gruppo), mentre Pete Aguilar (43 anni) è stato eletto a presidente del caucus (riunione dei dirigenti di un partito politico, ndr.) democratico. L’ormai ex speaker della Camera Nancy Pelosi si è congratulata con i tre: “Insieme, questa nuova generazione di leader riflette la vivacità e la diversità della nostra grande nazione e rinvigoriranno il nostro caucus con la loro nuova energia, idee e prospettive”.

Per quanto riguarda i repubblicani, che in seguito alle elezioni di metà mandato hanno ottenuto la maggioranza alla Camera, la candidatura a speaker di Kevin McCarthy potrebbe incontrare qualche difficoltà a raggiungere il riferimento di 218 voti quando il Congresso si riunirà il 3 gennaio per via dell’opposizione da parte di alcuni conservatori integralisti dell’House Freedom Caucus. Il repubblicano alla Camera Michael McCaul ha sottolineato i rischi di un possibile allungamento dei tempi nella scelta di chi ricoprirà il ruolo di speaker: “Non sarebbe nel nostro interesse, perché mostra debolezza, che non possiamo guidare e governare. E questo sarà la sfida”. “È mia sincera speranza che questo venga completato il 3 gennaio”. Secondo il repubblicano alla Camera Chip Roy, membro del Freedom Caucus, è prematuro parlare di quanto accadrà il prossimo anno mentre McCarthy è al lavoro per raccogliere sostegno. Il repubblicano moderato Don Bacon, invece, ha detto che in caso di un rifiuto al compromesso da parte del Freedom Caucus, si lavorerà con i dem per trovare un repubblicano gradito.

In Georgia, dopo le votazioni anticipate chiuse venerdì, domani, martedì 6 dicembre si vota per decidere chi vincerà il ballottaggio ed entrerà al Senato tra il senatore uscente ed esponente democratico Raphael Warnock e lo sfidante repubblicano Herschel Walker. Venerdì, nell’ultimo giorno di voto anticipato, i funzionari elettorali hanno riportato una grande affluenza.

Sabato Lloyd Austin, segretario della Difesa degli Stati Uniti, ha invitato il Congresso a non rinviare l’approvazione della legge di spesa del Pentagono per l’intero anno: “Lasciate che solleciti il Congresso ad approvare uno stanziamento puntuale in modo da poter ottenere le capacità per rinforzare ulteriormente la nostra deterrenza”.

Intanto venerdì scorso il Presidente Joe Biden ha firmato una legge volta a scongiurare uno sciopero ferroviario nazionale. Come riportano note di agenzia, giovedì scorso il Senato aveva votato per imporre un accordo contrattuale provvisorio raggiunto a settembre ad una dozzina di sindacati che rappresentano 115 mila lavoratori; tuttavia il Senato non è riuscito ad approvare una misura per garantire ai lavoratori ferroviari giorni di malattia retribuiti. Biden ha detto: “È stato difficile per me, ma è stata la cosa giusta da fare al momento, salvare posti di lavoro, per proteggere milioni di famiglie lavoratrici da danno e disagio e per mantenere le catene di approvvigionamento stabili intorno alle vacanze”. Otto sindacati avevano ratificato l’accordo, tuttavia alcuni leader sindacali hanno criticato il Presidente statunitense per aver chiesto al Congresso di imporre un contratto che quattro sindacati hanno respinto per l’assenza di un congedo di malattia retribuito. In merito allo sforzo per il congedo per malattia, Biden ha detto: “Quella lotta non è finita”.

LA POLITICA DELLA FED

James Bullard, il noto “falco” presidente della FED di St. Louis, lunedì scorso ha ribadito come secondo lui per assumere una posizione “sufficientemente restrittiva” per ridurre l’inflazione, il target del tasso di riferimento della FED dovrà raggiungere almeno un range tra il 5% e il 5,25%. Bullard ha poi aggiunto che, una volta raggiunto un livello ritenuto abbastanza elevato, i tassi dovranno restare in quella posizione per tutto il 2023 e fino al 2024. Il presidente della FED di St. Louis ha spiegato che preferisce aumentare il tasso di riferimento in breve per creare le condizioni affinché le pressioni sui prezzi diminuiscano durante il prossimo anno ed ha detto: “Vogliamo portare questa inflazione sotto controllo molto prima che negli anni ‘70”.

Mercoledì, invece, è arrivato l’intervento del numero uno della banca centrale statunitense Jerome Powell, intervento nel quale ha fatto sapere che la FED rallenterà rispetto al recente ritmo di rialzi dei tassi da tre quarti di punti percentuale. Powell ha anche evidenziato la possibilità di cambiamenti a più lungo termine in arrivo e che potrebbero presagire un lungo periodo di tassi d’interesse elevati ed inflazione che reagisce lentamente alle misure restrittive dell’Istituto. Inoltre Powell ha ribadito che un “atterraggio morbido” è possibile. Il Presidente della banca centrale ha detto che i decisori politici sperano di non stringere troppo l’economia “perché pensiamo che tagliare i tassi non sia qualcosa che vogliamo fare presto. Questo è il motivo per cui stiamo rallentando e cercheremo di trovare la nostra strada per quello che è il livello giusto”. In merito al mercato del lavoro ha aggiunto: “Dobbiamo fare ciò che è necessario per ripristinare l’equilibrio nel mercato del lavoro per tornare al 2% di inflazione...in realtà solo rallentando la crescita dell’occupazione piuttosto che mettendo le persone fuori dai posti di lavoro”. Come detto da Powell, è ancora da chiarire quanto in alto dovranno essere portati i tassi di interesse per controllare l’inflazione e quanto a lungo si dovrà mantenere una politica restrittiva. Pur non esplicitando quale sia il “tasso terminale” da lui previsto, Powell ha detto che probabilmente sarà sopra il 4,6% indicato a settembre dai decisori politici. Inoltre ha aggiunto che per contrastare l’inflazione sarà necessario mantenere la politica ad un livello restrittivo per un po’ di tempo.

Secondo il presidente della Fed di New York, John Williams, per ridurre le pressioni sui prezzi la FED dovrà alzare ulteriormente i tassi di interesse e giovedì ha detto: “Penso ancora che abbiamo strada da fare in termini di dove il target dei Fed Funds si trova e dove dobbiamo portarlo il prossimo anno in modo da avere la posizione sufficientemente restrittiva”. Per arrivare all’obiettivo di inflazione al 2%, secondo Williams ci vorranno un paio di anni, tuttavia ha specificato di aspettarsi un calo significativo dell’inflazione il prossimo anno. Lunedì scorso, Williams ha detto che si potrebbe iniziare ad abbassare i tassi di interesse nominali nel 2024 a fronte di un’inflazione in calo.

Portare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% deve essere ancora il compito al centro dell’azione della FED, secondo Lisa Cook, membro del consiglio direttivo della banca centrale, che tuttavia sottolinea come i recenti aggressivi rialzi dei tassi lascino spazio per un rallentamento e per fare il punto dell’impatto sull’economia delle azioni politiche. Secondo Cook mentre la FED si sposta verso un punto finale non ancora certo per i suoi rialzi dei tassi “sarebbe prudente muoversi con passi più piccoli”. “Quanto lontano andremo e quanto a lungo manterremo i tassi restrittivi, dipenderà dai progressi osservati nell’abbassare l’inflazione”. Cook ha detto che si sono iniziati a vedere alcuni miglioramenti nei dati sull’inflazione, anche se ha specificato che “sarebbe cauta nel dare troppo peso a dati relativamente favorevoli nel giro di un mese”.

Mercoledì scorso è stato rilasciato il Beige Book. Nell’indagine condotta nei 12 distretti da metà ottobre al 23 novembre si legge: “I tassi di interesse e l’inflazione hanno continuato a pesare sull’attività e molti contatti hanno espresso maggiore incertezza o crescente pessimismo riguardo le prospettive”. Inoltre la FED riporta che i prezzi al consumo sono cresciuti in gran parte dei distretti ad un ritmo moderato o forte, anche se le imprese hanno riferito che la velocità degli aumenti nel complesso è rallentata. Nell’indagine viene affermato: “Si prevede che l’inflazione si mantenga stabile o si moderi ulteriormente in futuro”. Per quanto riguarda il mercato del lavoro viene riportato che “le difficoltà di assunzione e mantenimento si sono ulteriormente attenuate, anche se i mercati del lavoro vengono ancora descritti come stretti”; inoltre viene riportato che le pressioni salariali sono cresciute ad un ritmo moderato, anche se alcuni distretti hanno segnalato un po’ di allentamento.

Michelle Bowman, membro del consiglio direttivo della FED, giovedì scorso ha spiegato che moderando il ritmo ed il livello dei rialzi dei tassi la banca centrale potrà valutare pienamente gli effetti delle azioni intraprese. Secondo Bowman i dati sull’inflazione dell’ultimo mese, anche se mostrano un leggero rallentamento delle pressioni sui prezzi, “sono ancora inaccettabilmente alti”. Inoltre, ha detto che finché non vedrà le azioni della banca centrale avere un impatto significativo sulle pressioni sui prezzi, si aspetta di spostare leggermente al rialzo la previsione fatta a settembre del livello che i tassi di interesse dovranno raggiungere. Bowman ha dichiarato: “Mi aspetto che il tasso sui Federal Funds dovrà rimanere ad un livello sufficientemente restrittivo per un po’ di tempo in modo da ridurre o ripristinare la stabilità di prezzo, che a sua volta aiuterà a creare le condizioni per mercati del lavoro sostenibilmente forti”.

Il vicepresidente della FED per la supervisione, Michael Barr, giovedì scorso si è esposto a favore di un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi già dal prossimo meeting. Secondo Barr al momento ci si trova in “territorio restrittivo” e ci si può muovere verso un tasso “sufficientemente restrittivo” ad un ritmo più lento. Barr ha detto: “Immagino che considereremo questo e penso sia intelligente, in quanto ci darà spazio per iniziare a modulare un po’ e poi pensare, ancora, a quale tasso è, a quanto in alto deve essere e per quanto tempo dobbiamo mantenerlo a quel tasso per portare a termine il lavoro”.

Charles Evans, presidente della FED di Chicago, venerdì scorso ha detto che probabilmente i costi di prestito dovranno toccare un picco leggermente superiore a quello previsto a settembre, anche se verosimilmente rallenterà il ritmo dei rialzi dei tassi.

DATI MACROECONOMICI

L’indice di prezzo delle abitazioni a livello mensile a settembre cresce dello 0,1%, in senso opposto rispetto al -0,7% registrato ad agosto. Il dato è rilasciato dalla Federal Housing Finance Agency.

L’S&P/Case-Shiller Home Price Index rilasciato da Standard & Poor’s, che valuta le variazioni nel valore del mercato immobiliare residenziale in 20 regioni degli USA, indica che i prezzi delle case sono scesi in linea con le attese. Ma il calo resta notevole, in quanto il dato è una media dei mesi di settembre, agosto e luglio, quindi sono prezzi relativi al periodo estivo quando i mutui a 30 anni erano attorno al 5%. In autunno sono saliti dalla parte del 7% e questi effetti su prezzi e domanda li vedremo nei dati che riguardano le transazioni effettuate nel quarto trimestre dell'anno. Il dato a livello annualizzato a settembre cresce del 10,4%, contro un consensus che prevedeva un +10,8% e contro un dato di agosto del +13,1%. A livello mensile, invece, si registra un calo dell’1,5% dopo il -1,6% di agosto.

L’indice di fiducia dei consumatori di novembre è sceso di un paio di punti, più o meno in linea con le attese. Il calo è ben distribuito tra situazione coincidente ed aspettative, comunque la percezione del mercato del lavoro resta però buona. I numeri passano dal dato di 102,2 punti di ottobre (rivisto da 102,5 punti) a quello di 100,2 punti di novembre; appena sopra al consensus di 100. Il dato è rilasciato dal Conference Board.

La rilevazione preliminare di ottobre sulla bilancia commerciale USA mostra un deficit molto più grosso delle attese, cosa che andrà a discapito delle stime di GDP per il trimestre in corso. La differenza in valore tra beni importati ed esportati, è pari a -99,00 miliardi di dollari; a settembre era a -91,91 miliardi di dollari (dato rivisto da -92,22 miliardi di dollari). Il dato è rilasciato dall’U.S. Census Bureau.

Terribile il Chicago PMI. Peggio siamo andati solo durante le ultime 3 recessioni. Il dato passa dai 45,2 punti di ottobre ai 37,2 punti di novembre, deludendo ampiamente il consensus fissato a 47 punti. Il dato è rilasciato da ISM-Chicago, Inc.

La terza revisione del PIL USA del terzo trimestre non ha portato grosse rivoluzioni, ma i dati sui prezzi sono un po' sopra attese. Il dato preliminare dell’indice dei prezzi PIL nel terzo trimestre 2022 cresce del 4,3%, appena sopra al dato preliminare di ottobre del 4,1% ed ampiamente sotto al dato del secondo trimestre del +9%. Il dato è rilasciato dall’U.S. Bureau of Economic Analysis

Il dato preliminare del terzo trimestre del PIL annualizzato segna una crescita del 2,9%, poco sopra al precedente dato preliminare del +2,6%. Nel primo e nel secondo trimestre del 2022 erano stati registrati dati rispettivamente del -1,6% e -0,6%. Il dato è rilasciato dall’U.S. Bureau of Economic Analysis.

A livello mensile, ad ottobre il dato sulle vendite immobiliari in corso (che misura il cambiamento nel numero di case con contratto di vendita, ma in attesa della transazione di chiusura, escludendo le nuove costruzioni) segna un -4,6%, contro una rilevazione di settembre del -8,7% (rivista da -10,2%), ma il dato anno su anno a -36% la dice lunga sull'andamento dei compromessi, che si trasformano in vendite entro 45-60 giorni.  Il dato è rilasciato dalla National Association of Realtors.

Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scesi, ma le festività del Ringraziamento aggiunto al Black Friday va a confondere un po' le acque su questo numero. Il dato nella settimana terminata il 26 novembre riporta 225 mila richieste, dato che si posiziona sotto al consensus di 235 mila e alla rilevazione della settimana precedente di 241 mila (rivista da 240 mila). Il dato è rilasciato dall’U.S. Department of Labor.

Il dato PMI manifatturiero S&P Global a novembre si attesta a 47,7 punti, praticamente in linea con il consensus di 47,6 punti, ma in calo rispetto alla rilevazione di ottobre di 50,4 punti. Il dato è rilasciato da Markit Economics.

Il PMI manifatturiero rilasciato da ISM non ha bissato il disastro del Chicago PMI, ma è comunque uscito sotto attese, scendendo dai 50,2 punti di ottobre ai 49,0 punti di novembre, deludendo il consensus fissato a 49,8 punti.

L’indice di occupazione manifatturiera elaborato da ISM scivola dai 50,0 punti di ottobre ai 48,4 punti di novembre.

Sempre nel settore manifatturiero, si registra una contrazione anche più marcata per i nuovi ordini, che passano dai 49,2 punti di ottobre ai 47,2 punti di novembre.

I prezzi, infine, scendono ai minimi dall'aprile 2020 attestandosi a 43 punti, dai 46,6 punti di ottobre.

Buone notizie sul fronte prezzi per l’indice di prezzo delle spese per consumi personali core (che esclude il settore del cibo e dell’energia), a livello mensile, che ad ottobre cresce dello 0,2%, in linea con il consensus dello 0,3% ma segnando un rallentamento rispetto al +0,5% di settembre, un altro piccolo segnale che l'inflazione USA sta un po' rallentando.

A livello annualizzato, la crescita di ottobre è del 5%, come previsto dal consensus. A settembre era stato registrato un +5,2% (rivisto da +5,1%). I dati sono rilasciati dall’U.S. Bureau of Economic Analysis.

Il reddito personale, a livello mensile, ad ottobre segna un +0,7%, andando poco oltre al consensus e al dato di settembre, entrambi del +0,4%. Il dato è rilasciato dall’U.S. Bureau of Economic Analysis.

La spesa personale nel mese di ottobre cresce dello 0,8% come indicato dal consensus. A settembre era stato registrato un +0,6%. Il dato è rilasciato dall’U.S. Bureau of Economic Analysis.

Il report del mercato del lavoro USA di novembre non ha mantenuto le attese di numeri moderati, in grado di assecondare la nuova tendenza di Powell ad una minore aggressività. I nuovi occupati sono usciti sopra attese e in linea con i mesi precedenti. A novembre nel settore non-agricolo sono stati creati 263 mila posti di lavoro, dato decisamente superiore al consensus di 200 mila, ma in calo rispetto alla rilevazione di 284 mila di ottobre (rivista da 261 mila).

Nel settore non-agricolo privato i posti di lavoro creati a novembre sono 221 mila, dato che segna un calo rispetto ai 248 mila posti di lavoro creati ad ottobre (rivisti da 233 mila), ma che si attesta sopra al consensus di 190 mila. I dati sono rilasciati dall’U.S. Bureau of Labor Statistics.

Il tasso di disoccupazione a novembre è al 3,7%, come indicato dal consensus ed esattamente al livello di ottobre. Il dato è rilasciato dall’U.S. Bureau of Labor Statitstics.

Il salario orario medio a livello mensile ha fatto un balzo di entità massima da gennaio scorso, a segnalare pressioni salariali ancora assai robuste, generate da una forza lavoro che resta riluttante a crescere. A novembre cresce dello 0,6%, rialzo superiore a quello indicato dal consensus fissato al +0,3% e al dato di ottobre del +0,5% (rivisto da +0,4%).

A livello annualizzato, a novembre la crescita è del 5,1%, sopra al consensus del +4,6% e alla crescita di ottobre del +4,9% (rivista da +4,7%). I dati sono rilasciati dall’U.S. Bureau of Labor Statistics.

PORTAFOGLI AZIONARI

Anche nella settimana appena trascorsa abbiamo portato a casa un piccolo panettone. Sul Portafoglio “The Challenge” siamo andati a target sull’ETC WISDOMTREE CARBON guadagnando un + 12,16% che potrebbe sembrare poco vedendo tutte le performance precedenti dello “storico trades”, ma le oscillazioni di questo ETC, pur avendo sottostanti volatili, hanno una media di circa il 20% (escludendo i picchi o gli spike in intraday), quindi cautelativamente, viste le incertezze del momento, abbiamo preferito incassare ed attendere che i prezzi scendano nuovamente per acquistare un nuovo lotto. Per il resto sempre meglio le performance di alcuni titoli e parliamo di FERRARI, BREMBO, CAMPARI e ASML alle quali manca la fiammata finale per andare a target, cosa che manca anche al titolo olandese JUST EAT TAKEWAY per farlo fuori definitivamente cercando di recuperare parte delle perdite. Bene anche META PLATFORMS secondo lotto che, una volta arrivato a target, decideremo se uscire senza conseguenze anche dal primo lotto. Certo che se il Metaverso dovesse prendere piede, azzerando o quantomeno riducendo i costi per la società, le quotazioni dovrebbero volare. Rimaniamo sempre in attesa di una fiammata rialzista sull’indice S&P500 che ci consentirebbe di acquistare un secondo lotto dell’ETF XTRACKERS INVERSE e nel caso di contemporanea discesa dell’indice VIX, di acquistare il secondo lotto del relativo ETF LYXOR, il tutto a parziale copertura nel caso di successiva discesa degli indici azionari.

Rimane sempre in attesa di operare il Portafoglio Storico sia con la strategia del Nasdaq Weekly, sia con la nuova strategia in breakout su un basket di titoli europei ed USA, sempre su base weekly, che per questa settimana non ha generato segnali.

Alla prossima.

PUBBLICAZIONE DELLE TRIMESTRALI ECONOMICHE SUI TITOLI DEL NASDAQ100 USCITI NELLA SETTIMANA APPENA TRASCORSA.

CROWDSTRIKE HLDG. – 11,46%. La società di sicurezza informatica basata su cloud, con la piattaforma CrowdStrike Falcon protegge i clienti dagli attacchi informatici sugli endpoint e sui carichi di lavoro all'interno o all'esterno della rete offrendo visibilità e protezione in tutta l'azienda, ha riportato utili nel terzo trimestre fiscale 2023 pari a 0,40 $/az. su ricavi per 580.90 mln $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 0,31 $/az. su ricavi per 573.82 mln $. Il fatturato è cresciuto del 52,8% su base annua. La società ha dichiarato che prevede utili nel quarto trimestre fiscale 2023 tra 0,42 e 0,45 $/az. su ricavi tra 619.1 e 628.2 mln $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 0,34 $/az. su ricavi per 632.84 mln $. Infine la società ha detto che prevede utili per l’intero anno fiscale 2023 tra 1,49 e 1,52 $/az. su ricavi tra 2,223 e 2,232 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,32 $/az. su ricavi per 2,23 mld $.

George Kurtz, Presidente e co-fondatore della società, ha commentato: “CrowdStrike ha prodotto una solida crescita su larga scala, forti tassi di fidelizzazione, crescente adozione di moduli, nuovo ARR (ricavi ricorrenti annuali) netto record da prodotti emergenti e un numero record di clienti che hanno contribuito con almeno 1 milione di dollari al nuovo ARR netto. Tuttavia, il nuovo ARR netto totale è stato inferiore alle nostre aspettative poiché i dati macroeconomici contrari hanno allungato i cicli di vendita con i clienti più piccoli e ha indotto alcuni clienti più grandi a perseguire date di inizio dell'abbonamento multifase, il che ritarda il riconoscimento dell'ARR fino ai trimestri futuri. A livello contabile nel terzo trimestre fiscale, abbiamo riportato ricavi ricorrenti annuali (ARR) aumentati del 54% su base annua e cresciuti fino a 2,34 mld $ al 31 ottobre 2022, dei quali 198,1 mln $ sono stati nuovi ARR netti aggiunti nel trimestre; il margine lordo della sottoscrizione è stato del 78%; l'utile da operazioni è stato pari a 89,7 mln $, rispetto ai 50,7 mln $ del terzo trimestre del 2022;  il flusso di cassa operativo è stato pari a 242,9 mln $ rispetto ai 159,1 mln $ del terzo trimestre del 2022, mentre il flusso netto di cassa è stato pari a 174,1 mln $ rispetto ai 123,5 mln $ del terzo trimestre del 2022. Al 31 ottobre 2022, le disponibilità liquide ed equivalenti ammontavano a 2,47 mld $".

INTUIT + 3,94%. La società che crea soluzioni di gestione aziendale e finanziaria che aiutano a semplificare l'attività della vita di piccole imprese, consumatori e professionisti della contabilità, ha riportato utili nel primo trimestre fiscale 2023 pari a 1,66 $/az. su un fatturato di 2,60 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 1,22 $/az. su un fatturato pari a 2,50 mld $. I ricavi sono cresciuti del 29,4% anno su anno inclusi 13 punti dall’aggiunta dell’acquisto di Mailchimp. La società ha detto che prevede utili nel secondo trimestre fiscale 2023 tra 1,41 e 1,45 $/az. su un fatturato tra 2,88 e 2,91 mld $.  L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 2,06 $/az. su un fatturato di 3,06 mld $. Infine la società ha detto di aspettarsi utili per l’intero anno fiscale 2023 tra 13,59 e 13,89 $/az. per un fatturato tra 14,035 e 14,25 mld $. L'attuale stima degli analisti per il 2023 per gli utili è pari a 13,75 $/az. su ricavi pari a 14,53 mld $.

Sasan Goodarzi, A.D. di Intuit, ha affermato: “Abbiamo avuto un ottimo primo trimestre in quanto abbiamo innovato e realizzato la nostra strategia per essere la piattaforma esperta globale basata sull'intelligenza artificiale che alimenta la prosperità per i consumatori e le piccole imprese. Continuiamo ad avere prova che i vantaggi della nostra piattaforma tecnologica finanziaria sono più mission-critical che mai per i nostri clienti in un ambiente macro incerto. Sebbene siamo soddisfatti dei risultati del primo trimestre, abbiamo condiviso all'inizio di questo mese che Credit Karma ha registrato un continuo deterioramento in tutte le componenti, ad eccezione delle carte di credito, nelle ultime settimane del primo trimestre. A livello contabile nel primo trimestre 2023, abbiamo riportato un reddito operativo pari a 662 mln $ rispetto ai 555 mln $ del primo trimestre 2022 (+ 19%); abbiamo riportato un saldo totale di cassa e investimenti pari a circa 2,7 mld $ e 7,0 mld $ di debito al 31 ottobre 2022; riacquistato 519 mln $ di azioni, con 3,0 mld $ rimanenti dall'ultima autorizzazione al riacquisto di azioni della società. Infine il CdA della società ha approvato un dividendo trimestrale pari a 0,78 $/az., pagabile il 18 gennaio 2023. Ciò rappresenta un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso”.

MARVELL TECHNOLOGY + 4,05%. La società è fornitore di semiconduttori di circuiti integrati analogici, a segnale misto, di elaborazione del segnale digitale e microprocessori integrati, ha riportato utili nel terzo trimestre fiscale 2023 pari a 0,57 $/az. su un fatturato di 1,54 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,59 $/az. su un fatturato pari a 1,56 mld $. I ricavi sono aumentati del 26,9% su base annua. La società ha detto che prevede utili nel quarto trimestre fiscale 2023 tra 0,41 e 0,51 $/az. su un fatturato tra 1,33 e 1,47 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 0,62 $/az. su un fatturato di 1,61 mld $.

Matt Murphy, Presidente e CEO della società, ha affermato: “Nel terzo trimestre dell'anno fiscale 2023, abbiamo realizzato un fatturato record per Marvell, con una crescita del 27% su base annua guidata dai nostri principali driver di crescita di cloud, 5G e automotive, nonché dall'aumento di quote e contenuti della nostra azienda nel mercato del networking. Le riduzioni delle scorte, in particolare presso i nostri clienti di stoccaggio, stanno influenzando i risultati e le nostre previsioni a breve termine, e stiamo lavorando a stretto contatto con loro per gestire il cambiamento nella domanda in modo ordinato per spianare la strada a una ripresa della crescita. La nostra diversificazione dei prodotti rimane forte ed i nostri nuovi prodotti ottimizzati per il cloud stanno iniziando a crescere. A livello contabile nel terzo trimestre fiscale, abbiamo riportato un utile netto pari a 492 mln $, un margine lordo del 64%, costi operativi totali pari a 671,5 mln $ e il flusso di cassa operativo è stato pari a 411,0 mln $. Infine abbiamo disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 29 ottobre pari a 723,4 mln $”.

OKTA + 29,93%. La società utilizza un software basato su cloud per gestire i diritti di accesso digitale delle aziende, semplificando il lavoro per i dipendenti e aiutando i datori di lavoro a tenere traccia di chi è chi sulle loro reti. Con oltre 6.500 integrazioni predefinite per applicazioni e provider di infrastrutture, i clienti possono utilizzare in modo semplice e sicuro le migliori tecnologie per la propria attività. Ha riportato un utile a pareggio nel terzo trimestre fiscale 2023 pari a 0,10 $/az. su un fatturato di 481.00 mln $. La stima degli analisti per una perdita pari a 0,24 $/az. su un fatturato pari a 465.34 mln $. I ricavi sono aumentati del 37,2% su base annua. La società ha detto che prevede un utile nel quarto trimestre fiscale 2023 tra 0,09 e 0,10 $/az. per un fatturato tra 488.0 e 490.0 mln $. L'attuale stima degli analisti è per una perdita di 0,11 $/az. per un fatturato di 487.86 mln $. Infine la società alza le previsioni per l’intero anno fiscale 2023, affermando di aspettarsi una perdita tra 0,27 e 0,26 $/az. da 0,73 – 0,70 $/az., su un fatturato tra 1,836 e 1,838 mld $ da 1,812 e 1,82 mld $. L'attuale stima degli analisti per il 2023 è per una perdita di 0,72 $/az. per ricavi è pari a 1,82 mld $.

Todd McKinnon, A.D. e co- fondatore di Okta, ha affermato: “Siamo soddisfatti dei risultati del terzo trimestre e della trazione iniziale della nostra raffinata strategia go-to-market poiché l'identità continua a essere un investimento strategico a lungo termine per i nostri clienti. Con i nostri Workforce Identity e Customer Identity Clouds, le piattaforme cloud di identità leader del mercato, stiamo offrendo l'innovazione e la semplicità di cui i nostri clienti hanno bisogno per risolvere le loro complesse sfide. Rimaniamo concentrati sull'esecuzione del go-to-market, sulle misure di efficienza della spesa e aumentando la redditività mentre lavoriamo in un ambiente macro in evoluzione. A livello contabile nel terzo trimestre fiscale 2023, abbiamo riportato un utile operativo pari a 0,3 mln $, o lo 0,1% del fatturato totale, rispetto alla perdita operativa di 10 mln $, o perdita del 3% del fatturato totale del terzo trimestre del 2022. La perdita netta è stata pari a 1 mln $ rispetto alla perdita netta di 11 mln $ del terzo trimestre del 2022. Il flusso di cassa operativo è stato pari a 10 mln $ rispetto ai 37 mln $ del terzo trimestre del 2022, mentre il flusso netto di cassa è stato pari a 6 mln $ rispetto ai 33 mln $ del terzo trimestre del 2022. Infine la liquidità, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine ammontavano a 2,47 mld $ al 31 ottobre 2022".

PINDUODUO + 31,32%. E’ la più grande piattaforma tecnologica incentrata sull'agricoltura in Cina, che serve 731 milioni di acquirenti attivi a partire da settembre 2020. Ha creato una piattaforma che collega agricoltori e distributori con i consumatori direttamente attraverso la sua esperienza di acquisto interattiva, ha riportato utili nel terzo trimestre 2022 pari a 1,21 $/az. su un fatturato di 4,99 mld $. La stima di consenso per gli utili era pari a 0,65 $/az. su ricavi per 4,31 mld $. I ricavi sono aumentati del 49,5% su base annua.

Lei Chen, Presidente e A.D. di PDD, ha affermato: “Abbiamo continuato ad approfondire la nostra creazione di valore nel terzo trimestre. Aumenteremo i nostri investimenti in ricerca e sviluppo per migliorare ulteriormente l'efficienza della catena di approvvigionamento e l'inclusione digitale agricola. Gli investimenti in alcuni progetti sono stati influenzati nel terzo trimestre mentre continueremo a intensificare i nostri investimenti in ricerca e sviluppo e a creare valore a lungo termine attraverso le innovazioni. A livello contabile nel terzo trimestre, abbiamo riportato ricavi da servizi di marketing online e altri pari a 3,996 mld $, con un aumento del 58% rispetto allo stesso trimestre del 2021; ricavi da servizi di transazione pari a 987,2 mln $, con un aumento del 102% rispetto allo stesso trimestre del 2021; ricavi delle vendite di merci sono stati pari a 7,9 mln $, in calo del 31% rispetto allo stesso trimestre del 2021. I costi totali dei ricavi sono stati pari a 1,042 mld $, con un aumento del 13% rispetto allo stesso trimestre del 2021 mentre le spese operative totali sono state pari a 2,482 mld $, con un aumento del 38% rispetto allo stesso trimestre del 2021. L'utile operativo nel trimestre è stato pari a 1,729 mld $, con un aumento del 277% rispetto allo stesso trimestre del 2021, mentre l'utile netto attribuibile agli azionisti ordinari nel trimestre è stato pari a 1,7450 mld $, con un aumento del 295% rispetto allo stesso trimestre del 2021. Il flusso di cassa operativo è stato pari a 1,638 mld $, rispetto ai 1,228 mld $ dello stesso trimestre 2021. Infine la liquidità, i mezzi equivalenti e gli investimenti a breve termine ammontavano a 19,4 mld $ al 30 settembre 2022".

SPLUNK + 13,22%. La società fornisce software. Il suo prodotto più avanzato è Splunk Enterprise, piattaforma di intelligenza operativa proprietaria, composto da funzionalità di raccolta, indicizzazione, ricerca, analisi dei rapporti e gestione dei dati, ha riportato una perdita nel terzo trimestre fiscale 2023 pari a 0,83 $/az. su un fatturato di 930.0 mln $. La stima degli analisti era per una perdita pari a 0,25 $/az. su un fatturato pari a 846.93 mln $. I ricavi sono aumentati del 39,9% su base annua. La società ha detto di aspettarsi un fatturato per il quarto trimestre 2023 compreso tra 1,055 e 1,085 mld $ e per tutto l’anno 2023 un fatturato tra 3,455 e 3,485 mld $. L'attuale stima degli analisti sui ricavi trimestrali è pari a 1,06 mld $ e un fatturato di 3,40 mld $ per il 2023.

Gary Steele, Presidente e CEO di Splunk, ha affermato: “Abbiamo realizzato un altro trimestre solido, con ricavi totali in crescita del 40% anno su anno. I risultati sottolineano il valore che i nostri clienti attribuiscono a Splunk. Le aziende più grandi e innovative del mondo continuano a investire nella nostra piattaforma e a rendere le loro attività più resilienti grazie a informazioni e azioni più rapide su sicurezza, IT e DevOps. Siamo orgogliosi di aver ricevuto numerosi premi per l'innovazione nella sicurezza informatica e i migliori luoghi di lavoro, di essere stati nominati leader per la nona volta consecutiva nel 2022 Gartner® Magic Quadrant™ for Security Information and Event Management*, di essere tra i principali leader della sicurezza informatica che contribuiscono al progetto Open Cybersecurity Schema Framework, infine di aver firmato con AWS (Amazon Web Services) un nuovo accordo di collaborazione strategica quinquennale. Detto ciò, rimaniamo concentrati sul bilanciamento della crescita duratura a lungo termine con la redditività, oltre ad aver anche compiuto buoni progressi nella riduzione delle spese durante il trimestre. Di conseguenza, stiamo aumentando le nostre previsioni per l'intero anno in termini di ricavi totali, redditività e flusso di cassa libero. A livello contabile nel terzo trimestre, abbiamo riportato ricavi totali cresciuti del 40% a 930 mln $ anno su anno, i ricavi del cloud sono cresciuti del 54% a 374 mln $ anno su anno. Il margine operativo è stato del 21,3%. I clienti con un ARR (ricavi ricorrenti annuali) totale superiore a 1 mln $ sono cresciuti del 19% a 754 anno su anno. I costi operativi totali sono stati pari a 747.8 mln $ in diminuzione di 20 mln $ rispetto allo stesso trimestre del 2021. Infine le disponibilità liquide e mezzi equivalenti al 31 ottobre 2022 ammontavano a 833 mln $ rispetto agli 1,304 mld $ dello stesso trimestre 2021".

SYNOPSYS + 4,67%. La società produce software di automazione della progettazione elettronica per l'industria dei semiconduttori, ha riportato utili nel quarto trimestre fiscale 2022 pari a 1,91 $/az. su un fatturato di 1,284 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 1,84 $/az. su un fatturato pari a 1,28 mld $. I ricavi sono cresciuti del 11,4% su base annua. Inoltre la società ha detto che prevede utili nel primo trimestre fiscale 2023 tra 2,48 e 2,53 $/az. su un fatturato tra 1,34 e 1,37 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 2,29 $/az. su un fatturato di 1,34 mld $. Infine la società ha detto che prevede utili per l’intero anno 2022 tra 10,28 e 10,35 $/az. su ricavi tra 5,775 e 5,825 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 10,08 $/az. su ricavi per 5,68 mld $.

Aart de Geus, Presidente e A.D. della società, ha affermato: "Synopsys ha raggiunto risultati record nell'anno fiscale 2022, superando sostanzialmente i nostri obiettivi originali con forza in tutti i gruppi di prodotti e aree geografiche. Entriamo nell'anno fiscale 2023 con uno slancio eccellente e un modello di business resiliente che fornisce stabilità durante i cicli di mercato. Negli ultimi anni abbiamo introdotto molte innovazioni rivoluzionarie, che continuano a consentire ai clienti di soddisfare la ricerca incessante di dispositivi "intelligenti per tutto". Allo stesso tempo, la nostra esecuzione e gestione operativa continuano a guidare la crescita e l'espansione dei margini. A livello contabile nel quarto trimestre 2022, abbiamo riportato un utile netto pari a 297,7 mln $ rispetto ai 285,8 mln $ dello stesso trimestre del 2021, mentre l’utile netto di tutto l'anno fiscale 2022 è stato pari a 1,393 mld $ rispetto ai 1,077 mld $ dell'anno fiscale 2021. I costi operativi totali nel trimestre sono stati pari a 784 mln $ rispetto ai 727 mln $ dello stesso trimestre del 2021, mentre per tutto l'anno fiscale 2022 è stato pari a 2,855 mld $ rispetto ai 2,607 mld $ dell’anno fiscale 2021. Inoltre, il flusso di cassa operativo è stato pari a 1,739 mld $ e la liquidità, mezzi equivalenti e investimenti a breve termine sono pari a 1,566 mld $ al 31 ottobre 2022. Infine, per l’anno fiscale 2023, puntiamo a una crescita dei ricavi del 14-15%, alla continua espansione del margine operativo e a circa il 16% di crescita degli utili per azione".

WORKDAY + 14,78%. La società è un fornitore di applicazioni aziendali basate su cloud per la gestione del capitale umano, buste paga, gestione, monitoraggio dei tempi, approvvigionamento e gestione delle spese dei dipendenti, ha riportato utili nel terzo trimestre fiscale 2023 pari a 0,99 $/az. su un fatturato di 1,60 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,84 $/az. su un fatturato pari a 1,59 mld $. I ricavi sono aumentati del 20,5% su base annua.

Aneel Bhusri, Presidente, co-fondatore e co-CEO della società, ha affermato: “Abbiamo realizzato un altro trimestre solido, dimostrando come le nostre soluzioni cloud finance e HR siano vitali per le organizzazioni globali che lavorano nel mondo in evoluzione di oggi. I nostri forti risultati del terzo trimestre fiscale 2023 illustrano come le organizzazioni globali stiano continuando a scegliere Workday come spina dorsale della loro trasformazione digitale di fronte al costante cambiamento. Mentre guardiamo avanti, continueremo a concentrare i nostri sforzi sugli investimenti del settore e sulla guida dell'innovazione con il nostro sistema di partner aperto e connesso, che sono fondamentali per il successo dei nostri clienti. A livello contabile, abbiamo ottenuto solidi risultati nel terzo trimestre, una testimonianza del solido lavoro eseguito in tutta l'azienda, nonché della natura strategica e mission-critical delle nostre soluzioni. I ricavi totali sono aumentati del 20,5% rispetto al terzo trimestre dell'anno fiscale 2022. L'utile operativo è stato pari a 314,2 mln $, o il 19,7% dei ricavi, rispetto ai 332,2 mln $, o il 25,0% dei ricavi, nello stesso periodo dello scorso anno. Il flusso di cassa operativo è stato pari a 408,7 mln $ rispetto ai 384,7 mln $ dell'anno precedente. La liquidità, i mezzi equivalenti e i titoli negoziabili ammontavano a 5,49 mld $ al 31 ottobre 2022. Infine stiamo aumentando la fascia bassa della nostra previsione sui ricavi per l'anno fiscale 2023 verso una crescita del 22% e del margine operativo al 19,2%, riflettendo il nostro impegno a garantire una crescita e una redditività sane".

ZSCALER – 7,04%. E’ una società di sicurezza cloud. La piattaforma tecnologica cloud-native dell'azienda, Zscaler Zero Trust Exchange, è progettata per aiutare i clienti ad essere più agili, efficienti, resilienti e sicuri, ha riportato utili nel primo trimestre fiscale 2023 pari a 0,29 $/az. su un fatturato di 355.55 mln $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,26 $/az. su un fatturato pari a 343.89 mln $. I ricavi sono aumentati del 54,2% su base annua. La società ha detto che prevede utili nel secondo trimestre fiscale 2023 tra 0,29 e 0,30 $/az. su un fatturato tra 364.0 e 366.0 mln $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 0,26 $/az. su un fatturato di 358.55 mln $. Infine la società alza le previsioni per l’intero anno fiscale 2023, affermando di aspettarsi utili tra 1,23 e 1,25 $/az. su ricavi tra 1,525 e 1,53 mld $ e l'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,18 $/az. su ricavi per 1,51 mld $.

Jay Chaudhry, Presidente e CEO di Zscaler, ha affermato: “Abbiamo realizzato una forte crescita superiore alle nostre previsioni, con una migliore redditività operativa e un aumento del flusso netto di cassa, ancora una volta operando secondo la Regola dell'80. Stiamo vedendo i clienti impegnarsi nella nostra piattaforma ampliata, guidati dal consolidamento dei fornitori e da un ambiente di minacce elevate. I clienti si stanno impegnando con noi per adottare l'architettura zero trust, eliminare i prodotti specifici, semplificare l'IT e standardizzare sulla piattaforma Zscaler, il che offre una migliore sicurezza e costi inferiori. A livello contabile nel primo trimestre fiscale 2023, abbiamo riportato un utile netto pari a 44 mln $ rispetto ai 21,0 mln $ del primo trimestre del 2022; costi operativi totali pari a 348 mln $ rispetto ai 253 mln $ del primo trimestre 2022. Il flusso di cassa operativo è stato pari a 128,5 mln $, o il 36% delle entrate, rispetto ai 93,3 mln $ del primo trimestre del 2022. Il flusso netto di cassa è stato pari a 95,6 mln $, o il 27% delle entrate, rispetto ai 83,4 mln $ del primo trimestre del 2022. Infine abbiamo disponibilità liquide, mezzi equivalenti e investimenti a breve termine, al 31 ottobre 2022, pari a 1,825 mld $ con un aumento di 93,5 mln $ rispetto al 31 luglio 2022".

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Pagina a cura di SANDRO MANCINI.