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Aggiornamento portafoglio: i bond hanno toccato il fondo?


In questi giorni, un po’ ovunque sulla carta stampata e nelle dirette streaming sui mercati, le domande più gettonate riguardano il tanto atteso “Rally di Natale” e il “bottom dei prezzi delle obbligazioni”.

Ovvero, tutti si interrogano sugli scenari a breve e medio per azioni e obbligazioni, sperando in un rialzo generalizzato che porti un po’ di plusvalenze nelle tasche dei risparmiatori.

Breve recap: Fed e Bce paiono ad un passo dallo stop definitivo al rialzo dei tassi, il rating dell’Italia è stato confermato da tutte le agenzie di rating e in molti già vedono all’orizzonte un taglio dei tassi. Risultato: rendimenti in forte contrazione sia in Europa sia negli Usa.

Per cui, stante questa situazione, è chiaro che le domande di cui sopra siano del tutto legittime. Il problema è che le risposte, almeno secondo noi, non possono essere così nette come molti vorrebbero. Riteniamo infatti che, soprattutto per i mercati obbligazionari, sia ancora prematuro cantare la fine definitiva del downtrend.

Le premesse ci sono tutte, assolutamente, sia a livello macro sia (in embrione) a livello grafico. Però restano sul tavolo alcune incognite non trascurabili, tra cui un possibile eccesso di zelo da parte delle banche centrali per dare la mazzata definitiva all’inflazione che pare aver preso sul serio la via del ridimensionamento.

Un ultimo rialzo per fine anno dello 0,25% è molto improbabile, dati alla mano, ma non dimentichiamo che proprio in questi giorni cade un anniversario funesto per la Germania. Esattamente 100 anni fa, l’iperinflazione mandò al tappeto il Paese e i falchi in seno alla Bce ben ricordano quel momento di storia economica, che fu devastante per le tasche dei tedeschi.

Ecco spiegata la tenace intransigenza sull’aumento dei tassi da parte germanica nei mesi scorsi: evitare iperinflazione a qualunque costo.

Poi, è vero che gli ultimi dati macro ci raccontano una storia di potenziale normalizzazione del caro vita sia in area Usa sia in area Eur, ma crediamo prudente tenere ancora in considerazione qualche piccolo imprevisto prima di buttarci di testa nel comprare azioni e bond a lunga scadenza.

Diamoci il tempo di valutare con la dovuta attenzione i possibili sviluppi: se anche i minimi delle obbligazioni visti nelle scorse settimane dovessero rappresentare il bottom per un nuovo ciclo al rialzo, abbiamo tutto il margine per prendere posizioni e beneficiare della salita dei bond.    

Tornando al nostro portafoglio, all’ultimo close disponibile valorizziamo un NAV a 105,44 in decisa crescita rispetto all’ultima valorizzazione di 104,88. La performance storica su base annua si attesta in area +1,50%, portando quella cumulata al +5,44%. Sostanzialmente stabile la volatilità totale, ora all’1,92%, e quella negativa che resta all’1,31%.

Portafoglio aggiornato nella sezione consueta.