Dalla pesca a strascico dei software e degli algoritmi a qualche approfondimento grafico


In una Borsa dimenticata in cui regna l'aggiotaggio algoritmico dove la manipolazione dei software fa sì che vengano artificialmente spinti in alto o in basso i titoli, in una Borsa dove i quotatori immettono e tolgono le quantità cercando di essere sempre primi in bid o in ask (fino ad un certo limite, poi si tolgono o riducono la size), in una Borsa in cui gli scambi sono sempre più latitanti, ci sono veramente poche operazioni. Alcune talvolta nascono proprio dallo sfruttare questi movimenti artificiali degli algoritmi che, appunto, manipolano le quotazioni alla ricerca del pollo che abbocchi. Certo, il pollo non abbocca, al limite lo fa il pesce, ma la sostanza non cambia. 

E' vietato agli operatori in carne ed ossa manipolare artificialmente le quotazioni (questo lo fanno i software anche se la normativa dovrebbe essere uguale per tutti), ma nulla vieta agli operatori in carne ed ossa di sfruttare i bachi che questi software provocano e di raccogliere qualche pesce portato dalla corrente sulla riva. Del resto solo pochi anni fa non si vedevano oscillazioni del 2-3% nell'arco di pochi secondi. Ricordo che quando ho iniziato ad operare seguivo Terna. Erano rarissimi i casi di rialzo/ribasso attorno al 2% in chiusura di seduta! Oggi non è più così, proprio perché si è permesso a questi algo trader di distorcere il mercato e la formazione dei prezzi. Insomma dovrebbe essere vietata la pesca a strascico (e lo è), ma se dalle reti bucate di chi lo fa quotidianamente scappa qualche pesce e lo si raccoglie con le mani non si commette reato. Un esempio di questo lo si è visto in mattinata su due titoli: Terna ed Iveco. Sulla prima abbiamo avuto una apertura a 7.95 ed è stata buttata subito giù a 7.86 euro: -1.13% sul grafico ad un minuto. Purtroppo però non avevo il book sottomano. 

Sulla seconda, Iveco, stessa cosa: apertura a 8.15 euro e subito gli algoritmi che gonfiano artificialmente il bid del titolo revocando la lettera in modo da spingere i trader all'acquisto. Molto bene! Personalmente l'ho shortata in open a 8.15, chiusa subito a 8.15 non appena mi sono reso conto della turbativa di mercato in atto da parte dei software. Però non aveva senso la salita e quindi l'ho marcata stretta aspettando che qualche pesce uscisse dalle reti dei pescatori a strascico. Ed ecco che i software portano il titolo fino a 8.322 euro, oltre il 4% dalla chiusura di ieri. "Magicamente" quegli stessi software smettono di comprare e non si alzano più. Quel prezzo è stato il massimo di seduta che non è mai più stato rivisto nella seduta odierna. Riprovo dunque lo short esattamente in quel punto (senza senso grafico) ed ecco che solo pochi secondi dopo (neanche minuti!) gli algoritmi riportano l'azione dove doveva stare e sotto 8.15 euro, facendole segnare addirittura 8.04. 

Dicevamo dunque che la Borsa è lasciata alla casualità, almeno per ora. Quando qualcuno si deciderà a regolamentare il fenomeno algoritmico -forse- is tornerà ad un mercato più sano in cui il risparmiatore e l'investitore saranno certamente più tutelati da una volatilità sotto controllo. E quello sarà un mercato in cui la finanza non distorce la formazione dei prezzi proprio perché saranno gli operatori (e non le formule) ad esprimere un valore. Talvolta ho sentito dire che i software immettono liquidità. E' logico, ma se poi l'ordine viene revocato oppure se l'ordine è di tipo ton (tutto o niente, ndr) magari con una quantità insensata, fill or kill (esegui o cancella) ecco che automaticamente si fa la legge ma si trova anche parte dell'inganno. So che la mia è un' utopia, ma ritengo che certe distorsioni andrebbero realmente sanate e regolamentate ad hoc.

Nonostante questi esempi abbiamo fortunatamente alcune azioni oggetto di recente studio che graficamente si sono comportate in modo lineare. Penso ad esempio a Banca Popolare di Sondrio rimasta indietro rispetto ad altri bancari e di cui ho scritto recentemente e che pare riprendersi dal momento che nella seduta odierna ha trovato la forza di riportarsi al di sopra dei 4 euro, poco sotto l'area "calamita" indicata quando ne ho scritto (link: https://www.lombardreport.com/2023/3/29/azioni-gvs-azioni-amplifon-azioni-banca-popolare-di-sondrio-azioni-credem/). Lo stop andrebbe tenuto sempre a 3.80 al momento. Rimango dell'idea che sia rimasta indietro rispetto ad altri titoli più grandi. 

Visto che si parla di banche, anche Credem credo abbia voglia di riportarsi sopra i 7 euro. Facendo un breve confronto con Popolare Sondrio è rimasta leggermente indietro nei valori. Lo stop? Sempre allo stesso livello di 6.60 (link: https://www.lombardreport.com/2023/3/29/azioni-gvs-azioni-amplifon-azioni-banca-popolare-di-sondrio-azioni-credem/). 

Anche GVS ha continuato a gravitare in area massimi. Visto che i pescatori a strascico sono sempre all'opera, alzerei lo stop indicato la settimana scorsa (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/4/7/azioni-esprinet-azioni-inwit-azioni-mfea-azioni-gvs/) da 5.80 euro a 5.90 euro market on close. Purtroppo è una fase in cui mi fido sempre meno di ciò che vedo. Dal punto di partenza a 5.20-5.25 di strada ne ha fatta al momento: +18%...e stranamente il viaggio è stato anche abbastanza lineare.

 

Infine Amplifon. Qui forse è sbagliato uscire, ma anche in questo caso mi fido molto poco al momento. Abbiamo centrato in pieno resistenze importanti in area 32.50/32.80 e dalla mia prima segnalazione attorno a 29.20 di strada ne ha fatta seppur in modo lento e poco esplosivo. Dall'ultimo report in cui ne ho scritto (link: https://www.lombardreport.com/2023/3/29/azioni-gvs-azioni-amplifon-azioni-banca-popolare-di-sondrio-azioni-credem/) è riuscita ancora a fare qualche punto percentuale al rialzo. La volatilità rimane bassa, ma gli oscillatori mostrano un pò il fianco. O si esce del tutto oppure stop tassativo in intraday a 31.80. 

Buona serata.

Ad maiora!

PNA

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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