Aggiornamento portafoglio: il 2024 si apre con una correzione dei mercati


Carissimi lettori di Rischio Contenuto, ben ritrovati.

Ripartiamo dopo la pausa natalizia e iniziamo a riflettere su cosa aspettarci per le prossime settimane, in modo da valutare se e cosa fare a livello operativo sul nostro portafoglio. Portafoglio, che tra l’altro, come vedremo poco più avanti, è tornato sui massimi storici regalandoci una bona performance per il 2023.

Alla ripresa dell’operatività sui mercati, pare che gli investitori siano un po’ tesi in attesa dei dati sull'inflazione, che potrebbero influenzare le prossime decisioni della Federal Reserve riguardo a possibili tagli dei tassi di interesse.

Infatti, la scorsa settimana, Wall Street ha esordito con un inizio d'anno deludente, segnando la prima settimana di perdite dopo 10 settimane, mentre gli investitori hanno rivalutato la probabilità di un anticipato taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2024, visto l’ultimo dato sull’occupazione Usa che ha dimostrato come l’economia si mantenga forte.

Durante la settimana, il Dow Jones ha segnato un -1,5%, l'S&P 500 è scivolato dello 0,6% e il Nasdaq ha segnato la peggiore performance settimanale dal settembre scorso, registrando un calo del 3,3%, il tutto accompagnato dall'aumento dei rendimenti dei Treasury.

La pubblicazione dei dati sull'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), atteso per giovedì prossimo, fornirà certamente maggiore chiarezza sulla direzione dei tassi di interesse; ed è per questo motivo che gli investitori hanno tirato un po’ i remi in barca, forse considerando eccessiva l’euforia di fine 2023.

Il dato mensile atteso sull’inflazione Usa prevede un aumento dello 0,2%, con un incremento annuo del 3,2%, con l'indicatore chiave dell'inflazione core previsto anch’esso in aumento dello 0,2% mensile, portando il tasso annuale al 3,8%, il livello più alto dal 2021.

A questo si aggiunga che la stagione degli utili trimestrali inizia venerdì prossimo, con Bank of America, Citigroup, JPMorgan Chase e Wells Fargo, e anche se le aspettative degli investitori sono alte, un po’ di cautela non fa mai male.

Nel mercato delle materie prime, i prezzi del petrolio hanno registrato un calo a seguito della decisione dell'Arabia Saudita di tagliare i prezzi delle sue esportazioni di greggio asiatico ai minimi di due anni, suggerendo una debolezza della domanda globale. Su questo fronte, però, non vanno dimenticate le continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Il quadro è quindi in divenire e probabilmente avremo possibili indicazioni dai mercati nella parte finale della settimana, con l’uscita dei dati attesi.

Tornando al nostro portafoglio, come anticipato qualche paragrafo sopra, abbiamo chiuso l’anno molto bene, realizzando una performance del 3% che ci ha riportati sui massimi storici.

E così, all’ultimo close disponibile valorizziamo un NAV a 106,61 stabile rispetto all’ultima valorizzazione di 106,62. La performance storica cumulata si mantiene al +6,61%, con il 2023 che registra un +3,00%. Stabili sia la volatilità totale, sempre all’1,91%, sia quella negativa che resta all’1,29%.

Portafoglio aggiornato nella sezione consueta.