Le azioni del giorno – Fusione fra Unicredit e Mediobanca, fantafinanza o ipotesi realistica?


Attenzione una volta di più ai racconti che sembrano scritti da qualche romanziere. Quasi certa invece l’upgrade di Banco Popolare di Sondrio nel Ftse Mib da marzo. Al posto di Banca Generali, che qualcuno dà preda di Mediobanca! Viene quasi il mal di testa in un simile Monopoli bancario. Che certamente arricchisce non poche tasche.

Buy or sell

Dalla fine della scorsa settimana circolano indiscrezioni – riprese anche dai media generalisti – di un possibile merger a due fra Unicredit e Mediobanca, con poi un’estensione addirittura al gruppo Generali. Certamente di questa operazione si parla da almeno tre anni! Ogni tanto viene rilanciata da qualche sito o giornale più politico che finanziario, poi la si dimentica e infine torna di attualità. Vediamo cosa c’è dietro una simile ipotesi, che comunque giustifica l’attenzione, anzi l’accentuata attenzione, riservata da qualche tempo ai relativi titoli.

Cosa si dice sui mercati?

Che Unicredit voglia crescere per insidiare da vicino Banca Intesa è scontato. Che Unicredit voglia svilupparsi nell’investment banking, nel wealth management e nel credito al consumo è noto da tempo. Che lo possa fare con un’acquisizione così rilevante quale quella di tutta Mediobanca appare irrealizzabile. Certamente più verosimile una partecipazione della prima nella seconda

Si parlava venerdì di un’Opa su Mediobanca con un premio del 20%. E’ realistico?

Occorre valutare che le opzioni sarebbero varie: la principale quella di una parziale acquisizione del capitale di Mediobanca, una specie di ritorno alle origini, quando Unicredit ne deteneva l’8,4%. Altra cosa un vero e proprio merger, che implicherebbe un premio maggiore rispetto a quello ipotizzato

Il premio del 20% comporterebbe un investimento di 12 miliardi di euro da parte di Unicredit, realistico nel quadro patrimoniale attuale della banca di piazza Gae Aulenti. E’ fattibile?

Sarebbe un’operazione al limite dell’attuale dotazione di capitale in eccedenza di Unicredit. Il che lascerebbe intendere che l’eventuale successivo allargamento a Banca Generali avverrebbe – a sua volta – da parte di Mediobanca. Nel sostenere tutto questo c’è però un qualcosa che appartiene anche al mondo della fantasia più spinta o – meglio – della speculazione più spinta

Quindi fantafinanza?

Difficile dirlo. Ricordiamo ai lettori quanto si disse su Unicredit e Banca Popolare di Sondrio. Sembrava un’operazione imminente. Data per scontata nell’arco di pochi giorni. In realtà nulla è successo da allora, salvo un fatto: BPS è destinata a entrate nell’indice Ftse Mib da marzo, al posto di chi? Di Banca Generali! Sembra quasi il gioco del Monopoli

Dal punto di vista industriale del sistema bancario una simile operazione avrebbe però senso!

La banca generalista Unicredit, quella di gestione dei patrimoni con la fusione Mediobanca-Banca Generali e infine il mondo assicurativo tramite Generali, il tutto messo assieme porterebbe alla creazione della leader europea della finanza. L’Italia assurgerebbe a un ruolo di primatista mondiale. Perché ciò avvenga sono necessari capitali, intenzioni politiche e convergenze di poltrone nonché di poteri: vi sembra realistico in un Paese complesso come il nostro?

E ora un’analisi dei tre titoli. Iniziamo da Unicredit (chiusura ieri 30,82 Eur)

Un trend rialzista con bassissima volatilità è evidente. C’è chi sta accumulando da mesi? Senz’altro! Rotto al rialzo il livello dei 27,7 Eur il trend è inserito in un canale che potrebbe puntare ai 39 Eur. Eccessivo però l’ipercomprato delle ultime sedute. Un consolidamento sui 28,8 Eur sarebbe un’ottima occasione. Sotto invece partirebbe una fase negativa

Proseguiamo con Mediobanca (chiusura ieri 12,80 Eur)

Il titolo è più nervoso rispetto a Unicredit ma il rimbalzo delle ultime sedute l’ha allontanato dal supporto degli 11,6 Eur facendolo puntare verso nuovi massimi storici. In questo caso è auspicabile un consolidamento sui 12,3 Eur. Un’eventuale discesa al di sotto troverebbe un forte supporto sugli 11,6 Eur

Infine Banca Generali (chiusura ieri 34,98 Eur)

E il più incerto dei tre. Dal 29 gennaio scorso numerose le sedute in rosso, con un appoggio sui 33 Eur (14/2), una successiva risalita a un massimo di 35,9 Eur (23/2) ma ieri nuova debolezza. Per registrare una netta fase rialzista necessario il superamento dei 36 Eur

In conclusione…

Qualcosa certamente si sta delineando. Difficile però dire se è il là a un merger reale e prossimo o semplicemente un riposizionamento per schermaglie future. I livelli da monitorare sono comunque ben delineati