Molto spesso si parla dell'importanza dello stop quando si opera. Io sono certamente tra questi, anche se è vero che avere stop stretti rischia di buttarci in continuazione fuori mercato. Se quando ero un pischello mi sentivo decisamente più spavaldo e incurante del "dolore" dell'eventuale operazione, col tempo e sicuramente adesso la mia soglia di tolleranza si è drasticamente abbassata e credetemi quando dico e scrivo DRASTICAMENTE. Nei mercati di oggi in cui la volatilità regna sovrana, capitanata da discutibili regolamenti, da algoritmi che come ho mostrato più volte non fanno altro che immettere e revocare proposte di negoziazione e chi più ne ha più ne metta, NON essere indotti in errore è quasi impossibile. Ma credo anche che dall'errore si possa comunque sempre imparare qualcosa di nuovo...insomma l'errore serve a migliorarsi. Vi faccio un esempio. Come ben sapete pubblico ogni settimana il calendario societario su cui mi concentrerò. Nella seduta odierna aspettavo i dati di Industrie De Nora visto che in passato ho sfruttato la manipolazione di mercato indotta dai software che quotidianamente agiscono indisturbati (magari nessuno si è ancora accorto di come operano).
Ad ogni modo verso le ore 14:00 odierne ecco che vengono pubblicati i risultati. L’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi preliminari pari a circa 875 milioni di euro (+1,4%) e un EBITDA adjusted di 171,8 milioni (+9,1%), superando gli obiettivi prefissati sui margini. Per il 2026, il Gruppo stima ricavi compresi tra 750 e 850 milioni di euro, una proiezione cautelativa che tiene conto delle incertezze e dei possibili rallentamenti nei progetti legati al comparto Green Hydrogen.
Dati non malvagi ma che a mio modo di vedere potevano in qualche modo deludere il mercato specialmente sulla guidance ("proiezione cautelativa"). Ecco che la prima macchinetta vende e io con lei a 7.38 euro. Peccato che poi abbia revocato tutta la lettera e quindi mi sono stoppato a 7.52 euro. Poi improvvisamente arriva una seconda vendita fino al prezzo del mio primo sell a 7.38 e quindi decido di mettermi nuovamente corto. Spesso i software fanno una sorta di "rinculo" del primo movimento e poi prendono una direzione. Ecco quindi che procedo a due nuovi sell: a 7.38 e 7.39. Arriva così la grossa vendita della macchinetta che porta il titolo poco sotto i 7 euro !!! Piazzo un buy a 6,92 euro ma il minimo qual è? 6,94!!! Decido dunque di chiudermi a 7,03 per metà posizione riprendendomi abbondantemente del primo stop. La cosa buffa è che il software manipola una seconda volta il titolo riportandolo addirittura a 7,50 euro dai 7 ai quali era arrivato. Per questo ho poi chiuso tutta la seconda parte a 7,18 euro. La morale? lo stop è importante ma bisogna essere lucidi e smezzare quanto prima in modo da avere meno peso psicologico nella gestione dell'operazione.
Sempre a proposito di stop, credo sia importante distinguere tra operatività intraday e multi day. Se nella prima lo stop deve essere ferreo, nella seconda in "normali condizioni" si può anche accettare un pò di gioco. Così non è stato per il sottoscritto riguardo ad una azione di cui ho parlato qualche settimana fa: Nicox (link articolo: https://www.lombardreport.com/2026/1/24/azioni-derichebourg-azioni-erg-azioni-nicox/). Stop entrato per non essere stato un pò elastico e poi il titolo da 0,34 ha chiuso oggi in area 0,50....fate voi i conti percentuali !!!
Quale lezione traggo da questi due esempi ?
Nel trading azionario, anche uno stop preso prima di un +30% non è un errore da rimpiangere, ma una lezione di disciplina: il mercato può sorprendere, ma rispettare il proprio piano vale più di qualsiasi movimento mancato, perché è la coerenza — non il singolo trade — a costruire risultati nel tempo.
Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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