Il mercato è sotto shock commodity. Ma i minimi di novembre raccontano due storie diverse — e la differenza è operativamente cruciale.
Il Crude Oil è passato da 67 dollari a 119 intraday in otto sedute, tra fine febbraio e il 9 marzo. Poi ha ritracciato a 93-96 — un calo del 22% dal picco, ma pur sempre un +40% rispetto ai livelli pre-shock. L'intero ecosistema finanziario ne porta i segni: rendimenti in salita, dollaro forte, VIX sopra 23, semiconduttori in calo, oro in liquidazione. Su quattro indicatori intermarket che monitoriamo, zero confermano un bias rialzista sull'equity. Zero su quattro.
In questo contesto, sia l'S&P500 che il Nasdaq sono scivolati ben sotto gli open trimestrali del 2 gennaio (S&P 6.952, Nasdaq 25.694). Il bias del Q1 è bearish su entrambi, e con sole due settimane alla chiusura del trimestre la probabilità di un'inversione strutturale è bassa. L'attenzione si sposta già sull'apertura del Q2 — il 1° aprile — come potenziale nuovo punto di partenza direzionale.
Nota tecnica: già oggi 17 marzo, dati gli scarsi volumi sul vecchio, i futures sono passati al contratto di giugno 2026. Tutti i livelli citati in questo articolo sono già aggiornati al nuovo contratto.
Fig_1 Grafico E-Mini S&P5500 e Nasdaq100 daily
(clicca sul grafico per ingrandire)
La divergenza che conta: S&P tiene, Nasdaq no
Il dato tecnico più rilevante della settimana non è il petrolio. È quello che è successo sui minimi di novembre.
Il 9 marzo, nel pieno dello shock commodity, entrambi gli indici sono andati a testare i minimi della settimana del 17 novembre 2025. L'S&P si è fermato a 6.635 — un punto e mezzo sopra il minimo di novembre a 6.634. Non l'ha rotto. Il Nasdaq invece ha sfondato: da 24.370 è sceso fino a 24.216, raccogliendo la liquidità degli stop posizionati sotto quei minimi.
In pratica, il Nasdaq è andato a prendere gli ordini dei venditori allo scoperto che avevano gli stop sotto i minimi di novembre, poi ha rimbalzato. L'S&P no — i suoi stop sono ancora lì, intatti.
Questa divergenza è strutturalmente importante. Il Nasdaq ha completato quello che in analisi istituzionale si chiama un falso breakout ribassista: rottura dei minimi, raccolta degli stop, poi inversione. Un pattern che storicamente anticipa movimenti di recupero. Ma funziona solo se il rimbalzo viene confermato con chiusure settimanali sopra determinati livelli.
Deep discount: entrambi nella metà bassa del range
Guardando i range (IPDA) degli ultimi 20, 40 e 60 giorni di contrattazione, entrambi gli indici si trovano nella parte bassa — zona discount, dove storicamente la domanda istituzionale tende ad accumularsi.
L'S&P è al 26-30% dei range su tutte le finestre temporali, ben sotto il punto di equilibrio (area 6.835-6.865). Il Nasdaq è messo leggermente meglio sul range a 20 giorni (45%, quasi a metà), ma resta al 29% sui range più ampi. Tradotto: i prezzi sono compressi verso i minimi recenti, lontani dalle zone in cui il denaro istituzionale tipicamente distribuisce posizioni.
Questo non significa automaticamente "compra" — significa che se il mercato vuole costruire un rimbalzo tecnico, ha spazio per farlo. Il target naturale sarebbe l'area di equilibrio: 6.835-6.865 per l'S&P, 24.963-25.390 per il Nasdaq.
Il rimbalzo del 16-17 marzo: segnale o trappola?
Le ultime due sessioni mostrano una struttura interessante. Lunedì 16 entrambi gli indici hanno aperto vicino ai minimi di giornata e chiuso vicino ai massimi — un comportamento tipico delle inversioni. Martedì 17 (sessione ancora in corso al momento della stesura) sta proseguendo al rialzo: S&P +0,41% a 6.783, Nasdaq +0,59% a 25.037.
Il livello da osservare con attenzione è il vuoto (FVG) di prezzo tra 6.788 e 6.800 sull'S&P, e tra 25.021 e 25.089 sul Nasdaq — zone che il mercato aveva saltato durante la discesa del 12 marzo. Oggi17 marzo entrambi stanno testando queste aree proprio ora. Se le superano con chiusure convincenti (displacement), il rimbalzo acquisisce credibilità. Se vengono respinti, era un rimbalzo tecnico all'interno di un trend ribassista — della serie, un'occasione per i venditori di rientrare a prezzi migliori.
Due scenari, una linea di demarcazione
Scenario Ribassista (Probabilità: Alta)
Il quadro macro resta uniformemente ostile. Lo shock petrolifero non è risolto, i rendimenti premono, il dollaro è forte. Il rimbalzo potrebbe esaurirsi sulle prime resistenze e lasciare spazio a una nuova gamba ribassista. Il livello più vulnerabile è 6.634 sull'S&P — la sell-side liquidity intatta sotto i minimi di novembre. Se cede, si apre lo spazio verso i minimi di settembre 2025.
Conferma S&P: chiusura daily sotto 6.687, poi rottura di 6.635. Target S&P: 6.634 → 6.538. Invalidazione S&P: chiusura daily sopra 6.800 con continuità(displacement+FVG).
Conferma Nasdaq: chiusura daily sotto 24.494, poi rottura di 24.216. Target Nasdaq: 23.732 → 23.289. Invalidazione Nasdaq: chiusura daily sopra 25.089.
Scenario Rialzista — Relief Rally (Probabilità: Media-Bassa)
Il Nasdaq ha raccolto la liquidità sotto i minimi di novembre. La struttura delle candele del 16 e 17 marzo è coerente con un'inversione. Se il falso breakout ribassista del Nasdaq si conferma e lo shock petrolifero si stabilizza, il rally tecnico può puntare alle zone di equilibrio IPDA. Subordinato alla distensione macro — in particolare al calo dei rendimenti obbligazionari, che lunedì 16 hanno mostrato i primi segnali di cedimento.
Conferma S&P: chiusura daily sopra 6.800, con tenuta sopra 6.755. Target S&P: 6.835 → 6.865. Invalidazione S&P: chiusura sotto 6.659 o sotto 6.635.
Conferma Nasdaq: chiusura daily sopra 25.089. Target Nasdaq: 24.963 → 25.390. Invalidazione Nasdaq: chiusura sotto 24.494 o sotto 24.216.
Il fulcro è 6.634
Il mercato è in una fase di stress acuto, ma non cieco. La divergenza (SMT) tra S&P e Nasdaq sui minimi di novembre è il dato strutturale da portare a casa: il Nasdaq ha completato la raccolta di liquidità, l'S&P no.
I livelli da monitorare questa settimana sono chiari. S&P: sopra 6.800 migliora il quadro verso 6.835-6.865, sotto 6.635 si va verso 6.538. Nasdaq: sopra 25.089 il rimbalzo diventa credibile verso 24.963-25.390, sotto 24.216 lo scenario ribassista si approfondisce.
Il vero spartiacque resta 6.634 sull'S&P — la sell-side intatta sotto i minimi di novembre. Se quel livello cede, il mercato ci sta dicendo che lo shock commodity è più profondo di un semplice repricing. Se tiene, il denaro istituzionale sta difendendo quel supporto. E quando il denaro istituzionale difende un livello, vale la pena ascoltare.
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