La settimana finanziaria appena trascorsa ha tentato di vendere agli operatori una narrazione di relief rally basata sulla de-escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele. I titoli dei giornali hanno spinto per un ritorno all'appetito per il rischio, ma un'analisi più fredda e circostanziata dei prezzi delle commodity e della struttura dei future racconta una storia molto diversa e ben più complessa per i trader.
Il mercato ha chiuso la settimana con il petrolio che stenta ad abbandonare le soglie psicologiche elevate, mantenendosi stabilmente in area 98 dollari al barile. Questo è il dato tecnico che invalida qualsiasi ottimismo prematuro. La sospensione delle ostilità non equivale alla riparazione delle distruzioni logistiche e infrastrutturali già avvenute. In termini di price action, il premio di rischio geopolitico incorporato nel greggio non è stato smaltito; è stato semplicemente trasformato in un premio di "ricostruzione differita". Prima di rivedere i livelli di equilibrio pre-conflitto, i listini dovranno scontare trimestri di offerta rigida e costi di trasporto e assicurazione navale strutturalmente più alti, in particolare nell'area di Hormuz.
L'Impatto Economico Reale: Non è Politica, è Contrazione Margini
Al di là della retorica sugli equilibri di potere, il trader deve concentrarsi sul dato tangibile: l'inflazione da costi. Il rincaro del petrolio e la contestuale volatilità sulle materie prime agricole (dove il gas naturale, componente chiave dei fertilizzanti, rimane sotto pressione) configurano uno scenario di stagflazione tecnica.
Questo si traduce in due evidenze operative per i prossimi mesi:
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Compressione dei margini aziendali: I bilanci del secondo trimestre sconteranno costi energetici non ancora riflessi pienamente nelle stime degli analisti.
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Domanda debole per i beni durevoli: La contrazione del potere d'acquisto legata al carrello della spesa (settore alimentare) drenerà liquidità dal consumo discrezionale.
In questo contesto, parlare di "Rally" del mercato azionario è tecnicamente improprio. Stiamo osservando un rimbalzo tecnico in un mercato ballerino, con volumi spesso inferiori alla media e con una struttura di volatilità (VIX) che non accenna a normalizzarsi sotto la soglia critica.
Aggiornamento Operativo: Le Nostre Posizioni e i Nuovi Livelli Tattici
Nelle settimane scorse avevamo fornito riferimenti precisi sull'Oro, che ha correttamente rispettato le dinamiche tecniche rimbalzando vigorosamente dall'area di supporto chiave di 4.400 dollari. Quella zona rimane il nostro riferimento invalicabile per il sentiment risk-off di medio periodo.
Se tornasse a quotare sui 5000 dollari l'uscita la si può anche concretizzare ai 5400 dollari in ottica di concretizzazione del movimento portando a casa un rimbalzo più che dignitoso e potendo nuovamente riorganizzare l'ingresso ai 4200 dollari nel caso il future dell'oro ripetesse lo stesso medesimo movimento.
La probabilità che questo accada in uno scenario così volatile è quanto mai possibile.
Per quanto riguarda il comparto azionario tech/cybersecurity, abbiamo assistito a reazioni differenziate. Alcuni titoli hanno centrato i target ribassisti da noi indicati e sono rimbalzati, altri non hanno completato il movimento discendente mantenendo una pericolosa fragilità.
Ecco l'approccio tattico per la prossima ottava, improntato alla massima prudenza selettiva:
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CrowdStrike (CRWD):
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Il titolo mostra una debolezza strutturale preoccupante. La mancanza di forza nel rimbalzo di settore suggerisce che la pressione distributiva non è ancora terminata. In un mercato così incerto, non siamo compratori ai prezzi correnti.
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Attendiamo un ulteriore storno verso il livello di 295 dollari. Solo in prossimità di tale supporto valuteremo operazioni di scalping veloce, consci che si tratterebbe di un trade di brevissimo respiro e non di un investimento posizionale. Al di fuori di questo setup specifico, la strategia vincente su CRWD è stare fuori dal mercato.
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Palo Alto Networks (PANW):
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È il titolo del comparto che mostra una migliore tenuta relativa. Individuiamo un'opportunità tattica long in area 137 dollari. Si tratta di un tentativo di catturare un rimbalzo tecnico su un livello dove il rischio è ben quantificabile. Altro livello, qualora questo primo venisse bucato, lo troverò ai 114 dollari e lo affronterò con la stessa medesima tecnica dello stop loss oppure del lasciar correre nel caso il livello tenesse tranquillamente.
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L'operatività sarà gestita con stop loss stretti, piazzati a ridosso del supporto statico, poiché lo scenario macro rimane avverso e il sentiment può deteriorarsi rapidamente.
Il mercato si trova in una fase di transizione critica dove la narrativa (la pace) non corrisponde alla struttura dei costi (il petrolio a 98$). Fino a quando non assisteremo a una chiara rottura ribassista del greggio accompagnata da una contrazione duratura dei rendimenti obbligazionari, ogni rialzo azionario va interpretato come un rimbalzo da vendere o, al massimo, da cavalcare con esposizioni ridotte e stop loss stretti. La liquidità rimane l'asset più prezioso in questa fase di elevata incertezza.
Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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