Dove posizionarsi nell’attuale fase di incertezza: numeri in parallelo di quattro strumenti. Nel caso dell’azionario bancario si entra in una fase di pausa in attesa degli stacchi autunnali. Un nuovo Etf, infine, per chi segue il ricco malloppo dei bond emergenti.
Il report del week end
I tassi di interesse saliranno o scenderanno? Nell’attesa delle decisioni della Bce per l’area euro e di una stabilizzazione dell’inflazione, gli investitori sono confusi e cercano così qua e là occasioni da cogliere. Che sono molte più di quanto non si creda. Oggi ne esaminiamo quattro relative a quattro diverse fonti di reddito.
► Il conto deposito di Ing sempre al 4%
Scorre con il passare dei mesi la data limite per aprire un c/d al 4% presso la banca olandese. Rifacciamo il punto su questa proposta, che continua a cogliere l’attenzione del mercato.
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Conto Deposito Arancio, collegabile al Conto Corrente Arancio |
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Tasso di interesse lordo del 4% annuo per 12 mesi su saldi fino a 50.000 € |
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Il tasso netto al momento risulta quindi del 2,96%, essendo soggetto a tassazione 26% |
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Attenzione tuttavia: l’apertura del conto deve avvenire entro il 23/5. Non si può escluderne in ogni caso un prolungamento |
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Sono richiesti l’accredito dello stipendio o di almeno 1.000 € al mese entro il 31/8/2026 e il mantenimento per tutto il periodo promozionale |
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Il riconoscimento del 4% si effettuerà dopo che la Banca avrà verificato che tutte le condizioni dell’iniziativa siano state rispettate |
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Il tasso 4% è senza vincoli. Un eventuale ritiro di liquidità può avvenire in qualsiasi momento tramite bonifico, con il riconoscimento degli interessi maturati fino al giorno del prelievo |
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Nessun costo di apertura, gestione, trasferimento o chiusura del conto |
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L’offerta appare allineata rispetto alle stesse condizioni di qualche mese fa |
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Per aprire Conto Corrente Arancio, il che avviene solo cliccando sul sito di Ing, occorre disporre del documento di identità, della tessera sanitaria e del cellulare |
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Punto forte: generosità dell’offerta Punto debole: senza stipendio o versamento di 1.000 € mensili la proposta non è valida |
► Un tasso bond variabile (sebbene di fatto fisso al 7%). Attenzione però!
Un piccolo emittente, sempre molto dinamico, con nuove obbligazioni che si susseguono nel tempo: è Ipi, che da domani collocherà su Borsa Italiana, un ulteriore titolo per il retail, di cui forniamo tutti i dettagli, da analizzare con estrema attenzione.
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Denominazione |
Ipi Spa Tasso Variabile 2026 - 2033 |
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Isin |
IT0005707747 |
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Attività emittente |
Società di servizi immobiliari con un patrimonio proprio |
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Tasso |
Variabile Euribor 12 mesi maggiorato di uno spread di 500 punti base, con floor al 7% annuo lordo |
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Scadenza |
15/6/2033 |
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Rimorso anticipato |
Sì 20% al 4° anno (2030) dalla data di emissione; 20% al 5° anno (2031) dalla data di emissione; 20% al 6° anno (2032) dalla data di emissione |
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Lotto minimo |
1.000 Eur |
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Tempi e prezzo |
L’offerta pubblica in sottoscrizione sul Mot avverrà dal 18 maggio 2026 al 12 giugno 2026 a 100, salvo chiusura anticipata |
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Importo collocato |
30 milioni di Eur |
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Rating |
Non è previsto |
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Punti forti |
● Rendimento lordo mimino assicurato 7% ● Indicizzazione Euribor 12 mesi (sebbene in prospettiva la probabilità maggiore è che il “floor” del 7% non venga superato) |
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Punti deboli |
● Emissione molto modesta come importo ● Rischio liquidità sul secondario ● Assenza di rating |
► Utili a 7,8 miliardi per le banche: meglio allora Intesa o Unicredit nel post stacco?
Il confronto è inevitabile dopo le notizie sui profitti del primo trimestre 2026 delle banche italiane e soprattutto delle due big. I numeri fotografano infatti questa situazione:
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Banca |
Utili 2026 (1° trim.) |
+/- su 2025 (1° trim.) |
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Unicredit |
3,22 miliardi € |
+16% |
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Intesa Sanpaolo |
2,76 miliardi € |
+6% |
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Banco Bpm |
0,48 miliardi € |
-13% |
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Mps |
0,62 miliardi € |
-18% |
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Bper |
0,55 miliardi € |
-13% |
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Credem |
0,14 miliardi € |
+3% |
Facciamo allora il punto sui dividendi versati o da versare per Intesa e Unicredit.
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Intesa |
Unicredit |
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Data stacco |
Domani 18/5/2026 |
Già staccato (20/4) |
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Data pagamento |
20/5/2026 |
22/4 |
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Importo |
0,19 Eur |
1,7208 Eur |
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Yield al 15/5/2026 |
3,3% |
2,4% |
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Data saldo |
Novembre 2026 |
Novembre 2026 |
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Stima yield complessivo |
6,4% |
5,3% |
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Yield maggio 2025 |
6,8% |
4,8% |
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Yield maggio 2024 |
7,8% |
5,1% |
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P/e ratio in corso |
10,8 |
9,8 |
Acquisiti ormai i dividendi primaverili si guarda all’autunno per il saldo. I rendimenti appaiono nella fase in corso penalizzati dall’andamento molto positivo delle quotazioni da inizio anno (+15,7% Intesa e +26,7% Unicredit). Le due banche risultano perciò meno interessanti rispetto a società soprattutto dei servizi (per esempio Nexi e Inwit) e di alcune energetiche. Non è quindi il “dividend yield” il parametro da seguire ma lo è invece il “total return”, sebbene un Ftse Mib a 50.000 punti imponga un po’ di prudenza.
Il post stacco (domani per Intesa e in aprile per Unicredit) apre uno scenario diverso, anche perché altre realtà sono sopra le due big del credito in termini di performance da dividendo. In conclusione, il cacciatore di reddito può mettere almeno momentaneamente nell’angolo Intesa e Unicredit, pronto però a rimetterle in gioco dopo l’estate. Quando il quadro delle quotazioni potrebbe essere differente.
► BlackRock punta all’Etf attivo per i bond emergenti
La leader statunitense dell’obbligazionario ha appena annunciato il debutto dell'iShares Usd EM Bond Active Etf, del tipo a gestione attiva che offre accesso al debito sovrano e quasi sovrano dei mercati emergenti denominato in dollari. Il fondo è stato sviluppato per generare rendimenti costanti e resilienti nei diversi cicli di mercato, combinando la selezione attiva dei titoli con la liquidità giornaliera e la trasparenza proprie della struttura Etf.
Il debito dei mercati emergenti rappresenta uno dei segmenti più ampi e diversificati del reddito fisso, con un universo di circa 4.000 miliardi di dollari, coprendo oltre 70 Paesi e centinaia di emittenti. Il settore presenta fondamentali solidi, con rendimenti ai massimi degli ultimi decenni e tassi statunitensi prossimi al picco, sostenuto anche dal deprezzamento del dollaro, che migliora le condizioni di finanziamento per molti emittenti emerging. Al contempo, resta un segmento complesso e meno liquido rispetto a molti comparti obbligazionari dei mercati sviluppati, rafforzando il valore della gestione attiva in termini di selezione, gestione del rischio e generazione di reddito.
L'iShares Usd EM Bond Active è stato progettato per generare alpha in diversi contesti di mercato grazie a fonti di rendimento diversificate.
"Il debito dei mercati emergenti è una asset class in cui la costanza è fondamentale", commenta Michel Aubenas, Head of Emerging Market Debt di BlackRock. "I rendimenti si trovano su livelli storicamente interessanti, ma è improbabile che i risultati derivino da un'unica tematica o negoziazione. Un approccio disciplinato e a gestione attiva è essenziale per navigare la complessità dell'asset class e generare rendimenti nel tempo".
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Denominazione |
iShares $ Em Bond Active Etf Usd |
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Isin |
IE000D9S4LT3 |
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Segmento |
Obbligazionario a gestione attiva |
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Valuta di denominazione |
Usd |
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Valuta di negoziazione |
Eur |
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Costo annuo |
0,45% |
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Dividendi |
Ad accumulo |
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Quotazione in corso |
5,02 Eur |
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Punti forti |
● Gestione attiva ● Prospettive del settore ● Quotazione di ingresso bassa, adatta alla costruzione di un Pac ● Ampia replica di sottostanti |
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Punti deboli |
● Replica solo emissioni in $ ● Si concentra prevalentemente su governativi ● Potenziale volatilità |
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