L’ordinario sale a 1,1 € per il 2026 ma se ne annuncia anche uno straordinario, che potrebbe essere un vero e proprio “regalo” di fine anno. Infine arriva un buy back.
Il report di metà settimana
La ricca messe di utili da petrolio oltre 100 $ farà festeggiare gli azionisti di Eni, malgrado la seduta negativa di ieri. Vediamo cosa sta succedendo.
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Iniziamo dal dividendo ordinario. Aumenta e non era previsto! |
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Sale a 1,10 € per azione, in aumento del 5% rispetto all’esercizio 2025 |
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Quando verrà versato il primo importo incrementato? |
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A settembre sarà pagato 0,27 €; poi a novembre stesso importo; infine 0,28 € a marzo e maggio 2027. Il totale appunto risulterà di 1,1 €, con un dividend yield lordo – alla chiusura di ieri – de 4,79% e del 3,54% netto |
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Però l’importo di 0,27 € sarà già versato a maggio 2026. Spieghiamo questo aspetto |
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La quarta e ultima tranche del dividendo 2026 (relativo all'esercizio 2025), per un ammontare appunto di 0,27 € per azione (rispetto a un dividendo complessivo annuale lordo pari a 1,05 euro) sarà staccata lunedì 18 maggio 2026, con pagamento il 20 maggio. Aggiungendosi agli importi già versati di 0,26 € a settembre e novembre 2025, con in più 0,26 € a marzo 2026. |
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Si conferma la trimestralità dei pagamenti, fatto iper positivo per gli investitori |
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Sì, il che deriva dalla prassi Usa, adottata anche da varie società petrolifere in Europa. Non è in realtà una trimestralità perfetta, poiché le due rate di settembre e novembre sono ravvicinate, dato che ipotizzare un versamento a ridosso di Natale avrebbe poco senso |
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E fuori uno. Adesso parliamo del dividendo straordinario. Ci sarà? |
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Eni aveva già annunciato che - per scenari di prezzo del greggio particolarmente elevati (cioè superiori a 90 $ al barile oppure per incrementi del 50% del prezzo del gas o del margine di raffinazione) - si prevede di distribuire il 100% del cash flow addizionale in forma di dividendo straordinario. L’ipotesi appare più che probabile e c’è chi dice che lo si pagherebbe sul passaggio dell’anno dal 2026 al 2027, sebbene nulla di ufficiale sia stato comunicato in merito. Si parla tuttavia di qualcosa come di un monte complessivo di 36 miliardi di €. Si tenga conto che ogni dollaro in più sul Brent genera circa 110 milioni di euro di cash flow operativo |
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Ieri c’è stata un’assemblea straordinaria degli azionisti, in cui si è stabilito qualcosa in merito… |
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Sì. Un comunicato della società precisa in particolare che è stata data “autorizzazione ad approvare l'eventuale distribuzione di un dividendo straordinario, nei termini specificati nella relazione al Consiglio, accettando, a titolo di pagamento dello stesso, l'utilizzo delle riserve disponibili, ricorrendo, ove necessario od opportuno nell'interesse degli azionisti, anche all'ammontare della riserva di rivalutazione” |
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Quindi più dei 36 miliardi di cui si è detto! |
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Certamente ma non appare ancora possibile definire la cifra globale |
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In termini concreti cosa deve accedere? |
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Che si realizzino una media annuale del Brent sopra i 90 dollari, un aumento di almeno il 50% rispetto al budget del prezzo spot del gas (da 36 a 54 euro al megavattora) e un incremento analogo per il margine di raffinazione, che dovrebbe portarsi da 6 a 9 dollari al barile |
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Infine si conferma il buy back |
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Un programma di riacquisto di azioni inizialmente fissato a 1,5 miliardi di euro, con possibilità di ulteriore rialzo fino a 2,8 miliardi, interesserà il 60% del cash flow incrementale in caso di risultati o di scenari migliori |
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Il mercato ieri ha venduto l’azione Eni ma in questo contesto la scelta appare poco giustificata. E così? |
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Improntata più a una tattica di breve periodo da parte degli istituzionali, con inevitabili effetti sulle regole di intervento dei sistemi di trading automatizzato |
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