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Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci. Settimana 25 (22-28 Giugno 2026)


Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci 2026/25

Piano Bar di Virginio Frigieri                                                                28/06/2026

Il punto

La febbre speculativa raggiunge nuove vette

Un paio di anni fa, in uno dei report americani che ricevo mensilmente, mi aveva colpito un grafico che mostrava il rapporto tra le quotazioni del Nasdaq100 e quelle del Dow Jones Utility Averavge che aveva raggiunto all’epoca quota 23 e che sembrava già allora un numero folle fuori da ogni logica. Bene, oggi come potete vedere dal grafico qua sotto siamo arrivati addirittura a 27 volte. Per contestualizzare: negli ultimi 40 anni questo rapporto ha oscillato mediamente tra 4 e 10. Mi rendo conto che agli incurabili ottimisti sarebbe facile liquidare questo rapporto come superato o obsoleto. Del resto l’AI è la grande novità del momento e quindi a chi importa più delle utility? Ma purtroppo è proprio qua che sta il punto. Le persone pensavano essenzialmente la stessa cosa a marzo del 2000, quando il rapporto era a 15 … e ... attenzione… nove anni dopo era sceso a 3!.

Oggi la situazione è ancora più estrema per tre motivi:

  • Concentrazione record del Nasdaq100: i primi 5 titoli pesano quasi la metà dell’indice, amplificando ogni                                                                                 movimento.
  1. Utility depresse dai tassi: il settore tratta a multipli inferiori alla media ventennale e con dividend yield superiori ai                                              Treasury, cosa rara.
  2. Narrativa AI dominante: come nel 2000 con internet, la percezione di “nuova era” porta a ignorare i fondamentali.

Il rapporto attuale è quasi il doppio del picco del 2000. Quando inizierà a scendere – perché prima o poi succede sempre – il rientro potrebbe essere non meno drammatico di quello visto tra il 2000 e il 2009, quando gli investitori passarono dalla mania speculativa alla ricerca di stabilità su titoli più conservativi.

La sopravvalutazione delle azioni societarie non è solo estrema; è epica.

Oggi proveremo ad andare oltre i numeri, dentro alla psicologia delle folle.

Il grafico che posto qua sotto, pubblicato su Grant's Interest Rate Observer, mostra che in questa torrida estate gli investitori pagano 3,6 volte le vendite per i titoli dell'indice S&P Composite, che è nove volte il multiplo di 0,4 che pagavano nell'estate del 1982.

Per i meno esperti, cerco di spiegare meglio. Stiamo parlando del rapporto Price-to-sale vale a dire del rapporto fra la capitalizzazione di mercato di un’azienda e il suo fatturato annuale. Quindi nel 1982 un’azienda che fatturava un miliardo di dollari, in borsa era capitalizzata attorno ai 400 milioni di dollari. Poi col tempo si è saliti a 1, poi a 2,  e oggi mediamente stiamo a 3,6. Il fatto è che non esiste una ragione economica per cui le persone dovrebbero valutare le vendite in modo così diverso. Esiste invece una ragione socionomica dettata dalle onde dell'umore sociale, che governano le  oscillazioni tra ottimismo e pessimismo che può spiegare questi cambiamenti.

Siamo chiaramente di fronte a una classica e monumentale struttura di esaurimento psicologico. Il fatto che il rapporto Price-to-Sales dell'S&P 500 sia arrivato a lambire quota 3,6 non è semplicemente un record statistico, ma il riflesso grafico di una totale sconnessione della massa dalla realtà fondamentale, un fenomeno che Ralph Nelson Elliott descriveva come il culmine emotivo delle quinte onde.

Se poi ci si chiede cosa alimenta la mania azionaria? La risposta è: il denaro preso a prestito. In maggio, il debito totale su margine nei conti di intermediazione ha registrato un aumento mensile record di 111 miliardi di dollari, portando il totale a 1,42 trilioni di dollari. Quell'aumento dell'8,5% del debito su margine ha accompagnato un rialzo del 5% dell'S&P500. Questo dato del mese scorso non tiene conto del debito usato per acquistare azioni SpaceX, che è diventata pubblica questo mese. Si può solo immaginare quale sarà il numero alla fine di questo mese.

Quando la speculazione viene alimentata dal debito a leva (margin debt), la traiettoria smette di seguire logiche economiche per diventare puramente matematica del collasso imminente. Per chi osserva il mercato con un occhio operativo e senza i paraocchi dei media tradizionali, ci sono tre elementi chiave da mettere subito in fila:

  • Estensione delle Onde di Elliott: Questo rally parabolico mostra i connotati tipici di un'onda speculativa terminale, dove gli ultimi acquirenti entrano sul mercato esausti ma euforici, attirati dal mito delle quotazioni infinite (come il recente sbarco di SpaceX).
  • Il Trappolone del Margin Debt: L'aumento mensile record di 111 miliardi di dollari di debito su margine non è benzina pulita, ma dinamite a miccia corta. Al primo accenno di inversione e alla rottura dei supporti grafici statici, scatteranno le vendite forzate (margin call), accelerando il ribasso in modo automatico.
  • Mancanza di Gap di Fuga: Strutturalmente, i mercati che salgono solo per inerzia e speculazione creditizia tendono a lasciare scoperti vuoti di prezzo sottostanti; la chiusura violenta di questi gap diventerà il primo vero segnale di inversione di tendenza per il trader accorto.
  • L'alternativa reale dei Beni Rifugio: Mentre la borsa scambia carta contro sogni a 3,6 volte il fatturato, gli investitori lungimiranti iniziano silenziosamente a spostare la liquidità verso asset tangibili e non replicabili, accumulando posizioni sull'oro fisico come scudo patrimoniale.

Non fatevi ingannare dal coro dei rialzisti dell'ultima ora: quando la finanza decide di tornare a guardare alla "Main Street" e all'economia reale, il ritorno alla media storica del moltiplicatore non sarà un pranzo di gala, ma una dura lezione di matematica finanziaria.

Prima di chiudere proviamo ad individuare delle aree di supporto  dove la speculazione incontrerà la realtà.

Il primo Baluardo Psicologico si trova nell’area 5.000 - 5.100 punti: Questo è il primo vero spartiacque di breve-medio periodo. Una violazione netta di questa soglia psicologica non farà ancora scattare il panico sistemico, ma inizierà a far sudare freddo chi è entrato a leva massima negli ultimi mesi. Qui passa la prima linea di difesa dinamica.

La "Linea del Piave" dei Trend Follower la vedrei in area 4.600 - 4.800 punti: Questo livello corrisponde ai massimi storici precedenti (quelli del ciclo 2021/2022). Tecnicamente, l'ex resistenza deve fungere da supporto. Se il mercato dovesse scivolare fin qui, assisteremo al primo vero test di tenuta per i grandi fondi. Una sua rottura conclamata confermerà che la struttura parabolica si è ufficialmente esaurita.

L'Innesco dei Margin Call sarà attorno ai 4.100 - 4.200 punti: Questa è l'area più pericolosa per la stabilità del sistema. È qui che si concentra gran parte del prezzo medio di carico di chi ha comprato nell'ultimo anno solare. Se i corsi dovessero scendere sotto questo livello, il miliardo e mezzo di debito su margine di cui parlavamo nell'articolo inizierà a liquidarsi da solo tramite le vendite forzate dei broker. Il ribasso a quel punto diventerebbe puramente meccanico e verticale.

Il Target Ciclico di Ritorno alla Media infine sarà attorno ai 3.500 punti: Se torniamo al grafico del Price-to-Sales che ho mostrato, un ritorno verso valutazioni più sensate (diciamo intorno a 1,5/2 volte le vendite) riporterebbe l'indice dritto verso i minimi dell'ottobre 2022. Questo non sarebbe un crollo casuale, ma il naturale riassorbimento degli eccessi speculativi dettato dai cicli storici di lungo periodo.

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Il punto di vista di Piano Bar su SpaceX: L'epilogo spaziale di un'euforia collettiva

Siamo ufficialmente entrati nella fase del delirio messianico, l'archetipo perfetto che storicamente sigilla la fine di un'era finanziaria. Quando la folla si accalca per comprare un titolo a 90 volte le vendite – non gli utili, badate bene, ma il semplice fatturato – e le sottoscrizioni superano di quattro volte l'offerta, non siamo più nel campo degli investimenti. Siamo nel territorio della pura sociologia delle bolle speculative. Questo picco verticale di 80 miliardi di dollari di raccolta mensile per le IPO, che polverizza persino gli eccessi drogati del 2021, è il classico "colpo di frusta" finale che i manuali di analisi ciclica associano all'esaurimento delle forze rialziste. Per trovare un livello di euforia paragonabile bisogna tornare alla bolla dei tulipani, in Olanda nel ‘600.

Allora ci si rovinava per un bulbo raro chiamato Semper Augustus, convinti che i prezzi sarebbero saliti fino al cielo; oggi la folla si svena per accaparrarsi un pezzo di spazio profondo, guidata dalle stesse identiche dinamiche bio-psicologiche di quattro secoli fa. L'oggetto del desiderio cambia, ma l'avidità umana resta una costante matematica.

Per chi mastica mercati da decenni, questo scenario spaziale lancia quattro campanelli d'allarme che gridano vendetta:

  • La follia della leva derivata:
    1. Il debutto simultaneo di una dozzina di strumenti a leva e la nascita di ETF focalizzati su un singolo titolo non sono sintomi di un mercato sano. Rappresentano la totale democratizzazione del rischio estremo, l'esatto momento in cui anche l'ultimo dei piccoli risparmiatori viene spinto a scommettere a debito sul casinò azionario.
  • La capitolazione dei gestori di indice:
  • Quando i comitati degli indici azionari arrivano a cambiare le regole del gioco in corsa per includere forzatamente SpaceX, la trappola è tesa. Questo costringerà i fondi passivi e i fondi pensione (i soldi dei risparmiatori) a comprare quote ai massimi storici assoluti per motivi puramente burocratici, fornendo la liquidità di uscita (la "contropartita") alle grandi mani forti.
  • L'ipertrofia della ricchezza virtuale:
  • Elon Musk che guadagna 200 miliardi di dollari in quarantott'ore, superando il patrimonio storico di un investitore value come Warren Buffett, è l'aberrazione matematica finale. Ci dice che il mercato oggi premia l'estasi futuristica e penalizza i flussi di cassa reali. Le capitalizzazioni da 3 trilioni di dollari reggono solo finché la narrazione resta intatta.
  • Il timbro del Gran Super Ciclo:
  • Nella teoria delle onde di Elliott, la quinta onda del quinto sotto-ciclo di un Gran Super Ciclo si conclude sempre con un progetto "faraonico" o, in questo caso, letteralmente interplanetario. La corsa a colonizzare lo spazio con il denaro preso a prestito è l'equivalente moderno della febbre dei canali del 1825 o delle ferrovie nel 1847.

Quando la fisica finanziaria presenterà il conto, la velocità di caduta di questi veicoli spaziali sarà pari solo alla loro accelerazione iniziale. Proteggere il capitale non è più un'opzione, è un dovere.

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Analisi Indici USA : Dow Jones Industrial

Lunedì 29 giugno, Alphabet (Google) verrà aggiunta al DJIA e Verizon Communications verrà rimossa. Storicamente, i titoli che vengono rimossi dall'indice tendono ad avere un andamento migliore rispetto a quelli che vengono aggiunti. Con l'ingresso di Alphabet, il Dow Jones sarà ora fortemente influenzato dai magnifici 7, poiché cinque delle sette società che lo compongono saranno incluse nell'indice: Microsoft, Apple, Alphabet, Nvidia e Amazon. Questo potrebbe non essere così vantaggioso come pensano gli investitori del Dow Jones dal momento che l’indice dei magnifici 7 ha sviluppato un cinque onde al ribasso e fatto un movimento in contro-trend il successivo grado di tendenza sarà nuovamente al ribasso. Per quanto riguarda il Dow Jones, i prezzi hanno raggiunto un nuovo massimo intraday a 52.655,60 il 25 giugno, in quella che sembra essere l'onda finale di un cuneo espansivo.

Analisi Indici USA: S&P500

L'indice S&P500 continua a scendere. Un chiaro 1-2- ribassista è ben visibile e l’onda in corso dovrebbe essere l’inizio dell’onda [iii]. Tuttavia finché non vedremo violato il minimo di onda [i] non possiamo avere certezze. Pur esistendo i requisiti minimi per identificare l’onda [ii] non possiamo ignorare che altri scenari alternativi per ora rimangono fattibili. Così l’onda [ii] potrebbe essere solo la (a) di [ii] e in questo caso gli sviluppi possibili sarebbero ancora diversi, non escluso la formazione di un diamante che rimando ad un’analisi successiva se si realizzerà, perché troppa carne al fuoco rischia di portare confusione nei lettori non ancora esperti.

Analisi Indici USA : Nasdaq100

Il massimo di 30.642,57 raggiunto il 22 giugno nel Nasdaq100 rappresenta il picco dell'onda [ii] di grado minute e l’onda in corso la [iii] di grado minuto. Il ribasso si sta suddividendo più in basso da questo massimo. La spinta al ribasso dell'onda [iii]  dovrebbe continuare.

Obbligazionario: Previsioni su Rendimenti e Prezzi dei Bond USA

Il Trentennale del Tesoro statunitense ha tracciato un zigzag ascendente da 109,16 il minimo del 20 maggio. L’onda c ha portato i prezzi a 113,28 in intraday durante la scorsa settimana. Una chiusura sotto 11,01  che è il presunto minimo dell’onda b aumenterà il potenziale ribassista delle obbligazioni e indicherà nuovi minimi futuri. Fino ad allora, il pattern offre diverse opzioni.

Il rendimento del titolo decennale del Tesoro statunitense èdestinato a portare i rendimenti oltre il 5,021% (picco della precedente onda (3)). Ora però, pur mantenendo fermo il conteggio fin qua seguito, dal momento che i tempi di stanno allungando molto, cominciamo a prendere in considerazione anche uno scenario alternativo in cui l’onda /4) sarebbe ancora in corso impegnata nella costruzione di un triangolo. Non cambia il risultato finale ma cambinao i tempi per raggiungerlo.

Forex e Valute : Target Dollar Index e EUR/USD con Fibonacci

Il Dollar Index ha iniziato la terza onda minore al rialzo a 97,625, il minimo del 6 maggio. L'indice sta facendo buoni progressi al rialzo, ma come notato mercoledì, il rally è ora fortemente in zona di ipercomprato. Come abbiamo detto, questo indica due cose: il trend rialzista è forte, ma è anche vulnerabile a un ritracciamento a breve termine. Se ci sarà il ritracciamento, valuteremo se incrementare la posizione long su dollaro.

L' euro ha iniziato l'onda 3 di grado minor al ribasso a 1,1849, il massimo del 17 aprile. Il minimo a 1,1324, di mercoledì 24 giugno, è molto probabilmente l’onda [i] di grado minute e il rimbalzo delle ultime sedute dovrebbero essere l’inizio di onda [ii]. Il ritracciamento dovrebbe arrivare attorno a 1,15 o poco più. Una volta completata questa spinta contro-trend, l'euro sarà destinato a scendere bruscamente nell'onda [iii] di 3 al ribasso.

Analisi Metalli Preziosi: Oro, Argento

Oro:

L'oro è sceso sotto i 4024,10 dollari, il minimo dell'11 giugno, e l'argento ha confermato la rottura scendendo sotto i 61,01 dollari, il minimo del 23 marzo, che allinea entrambi i metalli. Il calo dell'oro al di sotto del recente minimo dell'11 giugno aumenta le probabilità che il massimo di 4889,29 dollari del 17 aprile sia il vertice dell'onda X di un doppio zigzag iniziato al massimo dell'onda (3) di grado intermedio il 29 gennaio. Pertanto, l'onda intermedia (4) deve ancora completare il suo corso prima di terminare. Se si sviluppa un rally a breve termine, la resistenza iniziale si trova intorno al livello di $4382,10. In termini di ulteriori obiettivi al ribasso per l'onda intermedia (4), un obiettivo robusto si colloca intorno al livello di $3605,20, al ritracciamento di Fibonacci del 50% dell'onda intermedia (3), oppure a $3369-$3393, dove l'onda Y sarà uguale all'onda W in termini di ampiezza, la relazione d'onda più comune in un doppio zigzag. Un altro potenziale obiettivo si colloca intorno al range 3100-3150. Sotto 3000 francamente per adesso non ce lo vedo.

Argento:

L'argento è sceso venerdì a un nuovo minimo, mentre l'onda [4] di grado primario continua a progredire.  Considerando la profondità della correzione, l'argento potrebbe presto iniziare un rally al rialzo. Ma dopo il pattern dovrà in ogni caso completarsi con una c ribassista. Quindi se andrà al rialzo sarà solo un movimento in contro-trend. Dobbiamo avere pazienza e lasciargli il tempo che serve.

alla prossima

L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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