Analisi di un disastro immobiliare: il fondo di....

I fondi immobiliari chiusi sembravano una idea intelligente, venivano proposti ai risparmiatori all'inizio del secolo e permettevano di partecipare al boom immobiliare. Le quote, prezzate in borsa, sarebbero state rimborsate dopo un certo periodo.

Tutto questo è effettivamente avvenuto, ma solo per pochissimi fondi, bene amministrati e asserviti da valutazioni puntuali e corrette da parte degli "esperti indipendenti."

Ma quanto successo con BNP Paribas REIM Real Estate, sigla QFBPI, giustifica la nassima ritrosia degli investitori verso questo settore e la sottovalutazione sfacciata di molte quotazioni.

Le quote erano state emesse a 2500 euro e quotate dal 19 maggio 2002.

Il fondo  QFBPI ha distribuito in meno di venti anni 689 euro per quota come proventi e 960 euro come rimborso capitale per un totale di 1649 euro, senza tener conto delle perdite dovute all'inflazione, sostenuta all'inizio del secolo, il valore nominale della quota si era percio' ridotto a 851 euro (oltre alle perdite per tasse sui proventi, non sul rimborso di capitale di cui non teniamo conto).

La valutazione del fondo all'inizio dell'anno 2016, come da comunicazione ufficiale del fondo fatta dall'esperto indipendente, era di euro 89.670.000.

A fine giugno il fondo svaluta gli immobili a 58.179.000 euro.

Il 24 novembre il fondo comunica che ha accettato una offerta vincolante per la vendita di tutti gli immobili pari ad euro 50.800.000.

I risparmiatori masticano amaro chiedendosi come sia possibile che, immobili valutati in gennaio oltre 89 milioni €, siano stati liquidati a meno di 51 milioni pochi mesi dopo ?? Che serieta' aveva una valutazione di immobili fatta dieci mesi prima ad un prezzo superiore dell'80% a quanto incassato undici mesi dopo?? Tutto questo mentre il mercato immobiliare dava i primi timidi segni di risveglio.

L'esperienza con il fondo QFBPI è stata traumatica per gli investitori. L'unica che sorride è la societa' di gestione che ha incassato commissioni dell'1,8% fino al 1° gennaio 2014 per poi limarle (bonta' sua!) all'1,55%. Mentre  gli investitori si leccavano le ferite la societa' di gestione incassava facili emolumenti e poi ci si sorprende del fiasco di questo interessante strumento !!

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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