Piano Bar - European Zone


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Luglio-Agosto 2016

Scenari contrastanti:

Iniziamo con due grafici contrastanti: il primo quella della produzione industriale dell'area euro che continua a languire qualche decimale sopra lo zero e quello della fiducia delle imprese che nonostante tutto è in risalita.

A livello di indici azionari, tanto il Dax quanto l'EuroStoxx50 continuano ad operare all'interno di un trend channel declinante che sta governando i prezzi dal picco di Aprile 2015.

Contrastata appare la situazione inglese a un paio di mese dal referendum; mentre gli analisti stanno ancora cercando di digerire la Brexit su cui erano state fatte le ipotesi più catastrofiche e per ora grossi terremoti non si sono ancora visti, gli indici di sentiment sono in netto calo (si parla del calo più forte degli ultimi 25 anni). Nel resto d'Europa invece gli investitori, non solo non sono fuggiti dal rischio come molti prevedevano, ma si sono anche buttati a capofitto nelle più rischiose classi di attività. Per esempio obbligazioni denominate in dollari emesse in El Salvador e in Mongolia, vengono acquistate a piene mani. Se poi spostiamo l'attenzione sui fondi azionari allora ritroviamo un dato negativo pubblicato sul Financial Times che mostra l'esodo dei risparmiatori che hanno prelevato più di quanto versato per la 25° settimana consecutiva portando il saldo a 76 miliardi di dollari di prelievi.

Con l'ultimo giro di stress test anche sull'Italia si sono riaccesi i fari degli analisti nuovamente preoccupati per la situazione di alcuni istituti bancari... a parte il fatto che è dal 2010 che nel paese non si fa a tempo a chiudere una crisi in questione su un istituto di credito senza che immediatamente ne salti fuori uno nuovo, ma quello che dà veramente fastidio è che appena una banca commerciale che ha prestato i propri denari a imprese, commercianti o privati ha un cliente in leggera difficoltà con le scadenze viene obbligata a chiedere il rientro e a mandare fallito lo sfortunato di turno, mentre le banche d'affari tedesche e del nord europa in generale, che fanno casinò coi soldi dei risparmiatori mettendosi in pancia montagne di derivati passano gli stress test senza problemi perchè sulla voce derivati le norme degli stress test dicono poco o nulla. Se non sono strumenti di sterminio di massa queste normative, vorrei capire come volete chiamarle?

Dal punto di vista grafico essendo il nostro SPMIB fortemente sovra pesato su banche ed assicurazioni è evidente che il nostro mercato azionario ha una cera pessima e si prepara a cercare nuovi  minimi.

Come si vede nel grafico le azioni italiane hanno ripercorso due volte il 50% del sell'-off visto nel periodo 2007-09, formando una formazione Flat (3-3-5). Nel mese di luglio, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che non prevede una crisi più ampia provocata dall'Italia. Tuttavia, questo tipo di compiacenza, in collaborazione con il rinnovato impulso di declino del MIB, dice qualcosa di molto diverso: i prezzi sono destinati a scendere ben al di sotto del minimo di luglio 2012 basso. In questa ondata ribassista, tutto il peso disfunzionale dei governi italiani e dell'economia aggraveranno la situazione trascinando verso il basso investitori compiacenti. E la stampa straniera non si scorda di rimarcare continuamente le inefficienze più macroscopiche di questo dannato paese. Così il Wall Street Journal, ricorda che il sistema giudiziario italiano rigido ed apatico impiega mediamente otto anni per chiudere una chiara procedura d'insolvenza. Ancora si ricorda che circa un quarto dei casi di fallimento in Italia impiega oltre 12 anni per arrivare a conclusione, con pignoramenti dei mutui e privazione del diritto di cancellare un'ipoteca che analogamente dura circa un decennio. Un CEO gestore del credito dice al WSJ che l'Italia ha in "disperato bisogno di rendere liquide le garanzie", e comunque le liquidazioni non possono fermare un incidente deflazionistico, perché fanno parte loro stesse della processo deflazionistico. A settembre del 2007 EWT spiegava il processo in questo modo: Le liquidazioni forzate diminuiscono il valore totale degli investimenti, che a sua volta limitano gli individui e l'attività economica delle imprese, che saranno portati ad una contrazione economica, che si abbatterà sulle emittenti di tali obbligazioni fino che, a un certo punto, esse saranno in grado di effettuare o il pagamento degli interessi o ritornare il capitale .... la deflazione del credito è infatti un intricato, processo intrecciate, il cui impulso iniziale è un cambiamento di umore sociale che migra da una visione sostenuta dall'ottimismo ad una dominata dal pessimismo.

In Italia la complessità della deflazione sta mettendo in rilievo, similmente, ogni tentativo ufficiale per fermarlo. Già nello scorso autunno il governo italiano ha messo avanti una serie di iniziative per contrastarla, ma finora, con scarso successo. Quello che i funzionari italiani avrebbero bisogno di imparare oggi (ma non lo faranno), sono le stesse cose che i governi europei avrebbero dovuto imparare nel 1930  (ma non l'hanno fatto): L'ingerenza di uno Stato (Governo)  non può lenire il dolore di una recessione economica; si può solo girare da una recessione dolorosa ma relativamente breve, ad un'agonizzante e lunga depressione.

Il diavolo veste Prada (ieri), oggi  il diavolo ferma  Prada

Nel mese di giugno, su alcuni report si osservava che i prezzi delle vendite di arte impressionista e moderna aveva raggiunto un certa debolezza; ma si trattava di due oscuri mercati che non sempre fanno i titoli di prima pagina. Nel corso degli ultimi due mesi, molti più settori di fascia alta - dalle principali case di moda, ai rivenditori di beni di lusso, per arrivare ai produttori di vini francesi - hanno anch'essi conosciuto la stessa debolezza. Le Azioni di Ralph Lauren Corp., che sono state massacrate da  "investitori che temono che la società sia impantanata in una crisi a lungo termine, "(Bloomberg, 7/7/16) hanno ceduto l'11%, il 7 giugno 2016. La New York basata sul design di lusso è scesa del 14% quest'anno, in quanto gli investitori iniziano a preoccuparsi di un rallentamento a livello industriale. Nel grafico sottostante, vediamo che la stessa sorte  toccando ed affondando la nota casa di moda italiana, Prada, in cui le azioni dal picco di marzo 2013 si sono lasciate cadere di sotto del loro prezzi di collocamento del 2011 appena due anni dopo. Dal Massimo al minimo, il prezzo azionario di Prada ha perso oltre il 70%.

A gennaio 2014, Elliott Wave Theorist fece una previsione di lungo periodo per il mercato orso: "Il lusso passerà di moda. "Oggi, come le azioni declinano, i fondamentali del settore e la recente dichiarazioni del CEO si stanno avvicinando a questa previsione. Appena il rallentamento della domanda in Asia ha spedito i profitti di Prada ad un minimo a 5 anni, il presidente Carlo Mazzi ha detto agli investitori, "a me non piace la parola lusso". Il Rapporto qualità-prezzo sarà  la nostra strategia per il futuro. I "beni di lusso francesi come LVMH si trova nella stessa barca. L'azienda ha postato una crescita piatta dei profitti a fine luglio, e si rileva una stanchezza della clientela verso prodotti costosi per quanto basati sull'originalità e l'artigianalità, che è proprio il segnale che i gusti dei  consumatori si stanno spostando verso un mood che è tipico e coerente con le fasi formative di un mercato orso.

Un altro segno rivelatore di una bolla in difficoltà arriva quando le tradizionalmente difficili porte di accesso ai mercati improvvisamente si spalancano e le masse sono invitate ad investire.

Ecco un buon esempio da Bloomberg il 7 giugno: Un investimento di 1.000 euro in vini francese ripaga le obbligazioni con bevande alcoliche. I viticoltori Francesi sono alla ricerca di nuovi investitori e per 1.000 euro faranno entrare chiunque.  L'articolo mette in luce Winefunding.com, un nuovo sito web che consente a chiunque con 1.000 euro di acquistare una quota (un filare?) in domini del vino che sono in fase di partenza o rinnovo o espansione.  L'idea parte da un enologo di 38 anni, che dopo aver terminato un lavoro in  due castelli di Bordeaux si è recentemente focalizzato sugli investitori tradizionali;  la piattaforma consente anche ai consumatori di prestare piccole somme di denaro per essere successivamente rimborsate in parte con bottiglie del prodotto finito. Di primo acchito un Bond che ripaga l'investitore in bottiglie di vino farebbe urlare di "stare alla larga", ma in realtà questo tipo di investimento probabilmente è ancora molto meglio che l'acquisto di titoli spazzatura che diventeranno presto inutile carta da parati (meditate gente... )!! Almeno il vino può aiutare gli investitori a dimenticare i loro errori.

Segnali interessanti anche dal mondo del calcio e dal trasporto aereo

Nel mese di agosto 2010, quando gli appassionati di calcio cominciarono a fissarsi meno sul posizionamento del loro squadra e di più sulla loro condizione finanziaria, alcuni analisti cercarono di vedere le conseguenze più ampie per l'economa a medio-lungo termine concludendo che il "fare di più con meno" era un movimento ancora nella sua infanzia che sarebbe cresciuto parecchio e senza andare tanto lontano basta vedere che fine hanno fatto l'Inter e il Milan quando le rispettive proprietà hanno dovuto gioco forza stringere i cordoni della borsa. Dal 2010 il nascente movimento di austerità in Europa ha spinto costantemente la sua azione sempre più in grande fino ad arrivare a toccare settori  essenziali dell'economia.

Nel marzo 2013, i più attenti avranno certamente colto per esempio, il movimento di critiche comparse nel settore delle compagnie aeree commerciali, quando importanti vettori come Air France-KLM e Lufthansa hanno iniziato a rimuovere le loro file di classe business per far posto a più posti a sedere di classe economy. Evidentemente il trasporto aereo ha accusato i colpi dell'austerity. Con un altro picco del mercato azionario dietro di noi, non dovrebbe sorprendere che le compagnie aeree si trovino nuovo al centro di un movimento ribassista. E'  un "duro monito che questo è un settore sotto pressione "(CNBC, 7/27/16)

Air France-KLM ha recentemente riportato un calo del 5% dei ricavi del secondo trimestre, mentre la tedesca Deutsche Lufthansa ha appena pubblicato un profit warning di sua iniziativa. Può essere vero che un'ondata di recenti attacchi terroristici in Europa indeboliscano la domanda come CNBC ha ammesso, ma è fuor di dubbio che anche la buona e sana austerità vecchio stile stia chiaramente giocando un ruolo non di secondo piano. Deutsche Lufthansa ha annunciato un taglio degli itinerari a lunga distanza dall'Europa a causa dei suoi ricavi calanti e secondo un analista industriale anche Air France ha ricevuto un colpo ai suoi redditi dovuto alla ristrutturazione aggressiva della società nel tentativo di fare concorrenza ai competitors "low-cost". Il problema però è che anche i trasportatori low-cost in Europa sembrano non riuscire ad ottenere costi abbastanza bassi. A giugno il trasportatore britannico Easy Jet ha annunciato una contrazione dei propri introiti e la stessa cosa ha fatto la concorrente Ryanair. In buona sostanza le compagnie aeree stanno scoprendo ora il loro "cath 22"** nonostante le avvisaglie di alcuni analisti risalgano a 5-6 anni fa, ma le guerre di prezzo di questo tipo sono impossibili da vincere perche la deflazione va continuamente a ridefinire cosa significa  essere il mezzo più economico.

Anche il grafico discendente di Airbus, il più grande produttore di aeromobili d'Europa, testimonia la prosecuzione della crisi più avanti nel tempo. Un articolo dell'8 luglio di Businessweek, titolava: "Airbus è a corto di acquirenti per il suo enorme A380, "rilevando che gli ordini per superjumbo si stanno prosciugando e spostando verso la domanda di aerei più efficienti." Il più grande aereo passeggeri del mondo, l'A380 ben esemplifica la natura sinistra dei picchi di umore sociale, che spinge i dirigenti aziendali verso strategie ad alto rischio nell'esatto momento in cui la domanda è in procinto di scomparire così come in passato si sono dimostrati abilissimi a lanciare operazioni di buy-back nell'esatto momento in cui le azioni della propria società sarebbero state da vendere piuttosto che da comprare!! L'Airbus, per esempio, ha messo la A380 in servizio commerciale nel mese di ottobre 2007, ovvero dopo pochi mesi che il Dax aveva raggiunto il picco di onda B primaria.

In perfetta armonia con l'alto grado di finiture l' A380 ha cercato di rispolverare quel senso a lungo perduto di "glamour del nuovo trasporto aereo". Inoltre la Singapore Airlines, oltre alle zone relax a bordo dell'aereo ha fatto anche attrezzare le sue cabine di prima classe con doppi letti e poltrone in pelle. Indubbiamente nel trasporto aereo di lusso era un enorme balzo in avanti, ma il programma ambizioso  si è schiantato quasi immediatamente contro a un muro. La crisi finanziaria del 2008 ha colpito proprio nel momento in cui la produzione di serie cominciava a raccogliere i suoi ordinativi e se a questo aggiungiamo che nel 2008 i prezzi del petrolio toccarono i loro massimi storici sfondando il muro dei 140$ al barile, allora si capisce bene la riluttanza delle compagnie aeree ad acquistare aerei a quattro motori. Oggi, Airbus taglierà le consegne del jetliner ad uno solo al mese... il diluvio iniziale di interesse si è trasformato in un lento gocciolare e il grafico di Airbus ben riflette la travagliata storia. Dopo un debutto in borsa nel 2000 i prezzi sono crollati del 74% durante il mercato orso 2000-2003 e del 77% durante il mercato orso del 2007-2009. 

A dicembre del 2015 il titolo era poi risalito del 68,5%, ma se quella che sta iniziando è un onda c , allora c'è da credere che AIRBUS entrerà presto in un periodo turbolento della sua storia. Secondo un consulente di aviazione, l'A380 è stata una "Progetto di prestigio alimentato per Airbus e per i governi europei che hanno sostenuto il programma". (Bloomberg, 7/8/16). In altre parole, che chiuda l' A380 è quasi impossibile, dato che la scomparsa del programma potrebbe essere vista con imbarazzo dai governi finanziatori. Senza contare che l'azienda sarebbe costretta a chiudere le fabbriche e riposizionare migliaia dei lavoratori, ed anche le strutture costruite nei vari aeroporti per accoglierlo verrebbero probabilmente chiuse. Esattamente come accaduto per il settore  bancario, la politica sta rendendo la dolorosa situazione della società, insopportabile.

Il CEO di Airbus Fabrice Brégier dice che l'aereo è qui per restare, ma il mercato non è d'accordo. Dopo aver ripianato i conti dell'A380 nel 2015, l'azienda ora riconosce che non potrà mai recuperare il piano di 25 miliardi di euro nei costi di sviluppo. Fino ad oggi, nessun vettore americano ha acquistato un solo A380 !! Inoltre, riporta Bloomberg, che Amedeo, la società di leasing con sede a Dublino, che tre anni fa aveva annunciato l'intenzione di acquistare 20 A380, non è riuscita a trovare una sola società disposta ad affittare un aereo tanto massiccio. Un consulente di primo piano dell'aviazione dice che l'A380 "potrebbe essere prodotto solo fino al 2020 ma anche questa ipotesi appare ottimistica: appena il mercato orso accelererà gli imperativi finanziari costringeranno anche il CEO Brégier a prendere le difficili decisioni che sono state tenute in sospeso per anni.

Proprietà Immobiliari

Quello degli immobili commerciali è un altro settore in cui le illusioni di un vecchio mercato toro sono in collisione con la realtà di un orso in crescita che si rigenera e si risviluppa. Così il FTSE UK Commercial Property Index dopo aver realizzato un ABC al rialzo dal minimo del 2009 fino a fine 2015 / inizio di quest'anno, ora sta tornado girare la prua verso sud.

Il 4 luglio, un "massiccio aumento riscatti degli investitori" (CNBC, 7/5/16) ha costretto Standard Life, una società di servizi finanziari con base a Edinburgo a sospendere la negoziazione nel suo fondo immobiliare del valore commerciale di 2,9 miliardi di sterline. Ancora due grandi fondi immobiliari hanno seguito l'esempio il mattino successivo. Gli investitori di Aviva, che possiede il l'Omni Leisure Centre a Edimburgo, hanno dovuto bloccare i ritiri nel suo UK Property Trust da 1,8 miliardi di sterline, mentre M&G ha fermato i rimborsi dal portafoglio del suo fondo immobiliare da 4,4 miliardi di sterline. Le banche e le autorità di regolamentazione si sono immediatamente dovute arrampicare a  rassicurare gli investitori nervosi, ma il 6 luglio, tre dei più grandi gestori di fondi del Regno Unito - Henderson Global Investitors, Columbia Threadneedle e Canada Life - si sono dovuti muovere per fermare "vivaci investitori" dal ritirare i loro denari dai fondi immobiliari del Regno Unito. "(WSJ, 7/6/16). Fino ad oggi, la metà dei 10 maggiori fondi immobiliari del Regno Unito (società che gestiscono un combinato di assets e attività per 15 miliardi di sterline) hanno temporaneamente impedito agli investitori di accedere al loro denaro. Il 5 luglio, un direttore di una banca di invetimento ha detto a Forbes: "Questo è molto diverso dal 2008 ... non stiamo davvero vedendo una crisi liquidità in questo momento." Ma gli investitori più difensivi ricorderanno certamente di aver sentito le stesse parole durante la disfatta dell'immobiliare del 2008 e gli analisti di EWI consigliano la stessa cosa che consigliavano allora: liquidare il patrimonio immobiliare ora, e parcheggiare il denaro in un luogo sicuro. Dato il livello dei mercati azionari ancora molto alto oggi, le eventuali raffiche di vendita sul real-estate renderanno i prezzi ancora più attraenti.

alla prossima

** cath 22 : Il paradosso del Comma 22 è un paradosso contenuto nel romanzo Catch 22 (letteralmente "Tranello 22" ma normalmente tradotto come "Comma 22") di Joseph Heller. Il paradosso riguarda un'apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un'unica possibilità. Nella lingua inglese viene infatti comunemente citato con il significato di circolo vizioso.

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