Il direttore responsabile Emilio Tomasini è apparso su:

Nuovo BUY per il nostro portafoglio


Come da segnale operativo di poco fa – inviato come di consueto via SMS – facciamo entrare in portafoglio un nuovo titolo, sfruttando parte della liquidità dopo che ci è stato rimborsato il Certificate con sottostante Unicredit che anche senza fuochi di artificio ci ha portato in cassa il rendimento minimo garantito come da programma senza particolari stress e senza particolari rischi.

Abbiamo preso di mira un altro Certificate, ma al momento non è ancora in zona prezzi interessanti, anche perché essendo poco liquido non è certo saggio andare a colpire la lettera. Attendiamo che si porti ai prezzi che riteniamo consoni e poi lo aggrediremo. Anche questo è ovviamente a rendimento minimo garantito, per cui no stress e possibile regalo incorporato in termini di cedole succulente.

Ma torniamo al nostro acquisto odierno. L’area Euro è ancora da un lato poco interessante come rendimenti e dall’altro ancora smossa dalla questione Italia-Bruxelles, per cui – anche in ottica di diversificazione – rivolgiamo le nostre attenzioni oltre oceano, per un buon ETF sui corporate USA.

Ishares $ Sht Dur Yld Cor Ucits Etf Dist (IE00BCRY6003) offre un’esposizione diversificata a obbligazioni di breve termine (maturity da 0 a 5 anni) denominate in dollari statunitensi con rating inferiore al livello investment grade (per cui High Yield), e appartenenti a settori diversi come ad esempio società industriali, servizi di pubblica utilità e società finanziarie. L’indice sottostante oggetto di replica è il Markit iBoxx USD Liquid High Yield 0-5 Capped Index.

L’ ETF ha duration media ponderata ad oggi pari a 2,57 anni, paga dividendi semestrali (giugno e dicembre) che danno una cedola media ponderata pari al 6,05% (in USD), stando all’ultimo aggiornamento della casa emittente. L’ETF è ovviamente denominato in USD ma negoziato sul nostro listino in Euro per cui è soggetto al rischio cambio, così come sono soggetti al rischio cambi i dividendi che sono pagati in USD. Il costo annuo (TER) è pari allo 0,45%.

L’area USD continua a nostro parere ad essere interessante, sia per i rendimenti che con la politica FED sono stati raggiunti dagli asset obbligazionari, sia per l’impostazione del cambio EUR/USD che riteniamo sia a favore della valuta USA. Questi due fattori uniti fanno sì che questo strumento sia particolarmente indicato per il nostro portafoglio.

L’asset sottostante è speculativo e il rischio cambio va comunque sempre tenuto in conto, per cui abbiamo inserito l’ETF con un peso ragionevole pari al 3% dell’intero portafoglio.

Portafoglio aggiornato nell’apposita sezione.

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