Aggiornamento portafoglio

Carissimi lettori di Rischio Contenuto ben ritrovati dopo la pausa estiva, che ha visto un andamento dei mercati sostanzialmente in linea con quanto visto nei mese precedenti. Il maggior driver di agosto è stato il nuovo allargamento dello spread ITA/GER a riprova che quanto ipotizzato nelle settimane scorse – e cioè di un periodo ancora di elevata volatilità sul nostro debito pubblico – si è concretizzato nei nuovi attacchi speculativi al nostro Paese.   

Ormai siamo arrivati al proverbiale processo alle intenzioni: da qualunque dichiarazione si trae spunto per considerare l’Italia “su un percorso pericoloso” e quindi giù botte ai nostri bond. Nelle ultime settimane, tuttavia, iniziano a sentirsi voci fuori dal coro, con alcuni istitutional e gestori che iniziano a sussurrare che con l’Italia si sta esagerando e che certe quotazioni sono prive di logica e fondamento.

Ad ogni buon conto, il nostro spread gioca a fare l’elastico tra 250 e 300 bps più in base agli umori che non in base ad effettivi dati economici o finanziari. Intanto arriva la conferma del rating BBB da parte di Fitch che ritocca l’outlook da stabile a negativo. Anche qui, il tutto su mere speculazioni piuttosto che su dati obiettivi.

Il portafoglio ovviamente ne risente (anche se meno di quanto ci si potrebbe attendere) e si riporta nella parte bassa del range laterale in cui ci troviamo da inizio giugno; tuttavia, tale situazione non dovrebbe perdurare ancora per molto poiché vi sono alcuni fattori che giocano a favore del ritorno prima nella parte alta del range e poi la ripresa della salita.

Innanzitutto, quando dalle parole si passerà ai fatti e sarà presentato e reso operativo il Def – che ovviamente non sarà di strappo o anti-euro come molti vorrebbero farci credere – il nostro debito pubblico magicamente tornerà attraente e a questi prezzi sarà considerato un affare (mentre oggi è considerato quasi sterco). Inoltre i titoli ormai prossimi alla scadenza non hanno più birra da dare al portafoglio, che rimane giocoforza un po’ inchiodato; ma quando le scadenze saranno reinvestite su nuovi titoli ecco che la situazione cambia e si passa da titoli che “hanno dato” a titoli la cui prospettiva è “dare”.

Aggiorniamo il nostro portafoglio ai prezzi correnti di mercato: il nostro NAV vale oggi 110,04 rispetto ai 110,96 dell’ultima valorizzazione. Attendiamo quindi le scadenze ormai prossime e prepariamo il piano di reinvestimento in base alle nuove condizioni del mercato, sia ovviamente in prospettiva poiché il nostro è un asset che deve funzionare in ottica strategica e non di breve termine.

Portafoglio aggiornato nella consueta sezione e NAV pubblicato anche qui sotto.

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