Mercato obbligazionario: rendimenti ancora in contrazione in attea della BCE

Ormai è guerra dichiarata tra Europa e Italia sulla legge di bilancio, e questa telenovela ci terrà ancora compagnia per un bel po’ ti tempo temo. In realtà come ormai sappiamo la partita non riguarda solo lo scontro tra Roma e Bruxelles (questa è la punta dell’iceberg) ma è la contrapposizione (di cui noi al momento siamo gli unici portavoce…) tra le anime nazionaliste e europeiste che è diventata inevitabile per almeno due semplici ragioni.

La prima, non necessariamente per importanza, è l’ormai imminente tornata elettorale che rischia di spazzare via un’intera classe politica dopo lustri di presidio alla poltrona e la seconda affonda le radici nella obiettiva devastazione economica che questa Europa ha causato a danno di molti per il vantaggio di pochi. Da ultima, la consapevolezza che – oltre certi limiti – non poter essere padroni a casa propria non è né sano né saggio. Se immaginiamo l’Europa come un condominio, siamo arrivati al punto che l’amministratore dello stabile viene a dirvi cosa dovete e cosa non dovete fare in casa vostra.

Ora, quali saranno gli esiti lo scopriremo solo alla fine ma la posta è altissima poiché potenzialmente si sta giocando il futuro dell’intera Europa. E lo deve aver capito molto bene Draghi che già in almeno tre occasioni ha gettato acqua sul fuoco e ha fornito assist al nostro Paese. L’Italia ha un peso specifico troppo grande all’interno della UE per poter credere che quanto sta accadendo non abbia potenziali ripercussioni su tutto l’assetto e l’espansione economica di tutta l’aera. Per questo è opinione piuttosto diffusa ai piani alti che la BCE non permetterà il collasso dell’Italia.

Alcuni parlano di programma OMT che è poi ciò che ha fatto Francoforte nella crisi del 2012. Di fatto è una misura ideata dalla BCE volgarmente chiamata “piano anti spread” e consiste nell’acquisto illimitato di titoli di stato a breve termine sul secondario. In alternativa (e probabilmente qualcosa potrebbe trapelare dalla riunione di oggi) la BCE sta studiando garanzie per offrire un paracadute ai Btp a partire da gennaio.

La chiamano “opzione Progetto Twist” che è una riedizione di quanto fece la FED nell’ormai lontanissimo 1961 sotto il governo Kennedy per contenere i tassi a lungo termine. La FED iniziò cioè a vendere i titolo a breve termine che aveva in cassa per acquistare titoli a lungo termine. Stessa cosa rifatta dalla FED nel 2011 per stabilizzare il mercato dei bond.

E in Europa? Sinora questo argomento è stato evitato accuratamente, ma la situazione ora è cambiata e la BCE ha compreso che una brutta piega di questa vicenda non conviene proprio a nessuno, poiché mette a serio rischio la crescita economica europea, trascinando nel baratro anche coloro che si stanno tanto adoperando (in modo pessimo…) per difendere il baraccone. Staremo a vedere.

Torniamo alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, che ci mostra questa settimana rendimenti impliciti ancora in restringimento rispetto alla scorsa rilevazione, con il tratto a lunga sopra area 1,50% per le scadenze ora a partire dal 2037 per arrivare sopra area 1,55% per le scadenze dal 2040; sulla scadenza a 10 anni siamo scesi in area 0,99%. Ritracciano un po’ anche i forward su Euribor 6 mesi, dove sul tratto a lunga si portano ora sotto area 2,10%.

Naturalmente a due velocità gli spread e i rendimenti dei benchmark decennali, con i periferici in allargamento e i “core” in restringimento. Il decennale tedesco torna verso area 0,40% di rendimento (0,40% attuale contro 0,48% della scorsa rilevazione), la Francia va allo 0,77% e l’Irlanda si porta a 0,97%. Per ciò che concerne i periferici, il nostro Btp rimane stabile poco sopra il 3,50% di rendimento, il Portogallo va a 1,98% e la Spagna va all’1,62%. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 158 bps, 122 bps e 315 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali troviamo Trendycator che si conferma LONG sull’area UK e si mantiene NEUTRAL sull’area BUND. L’area UK corregge vistosamente tornando sotto area 1,50% di rendimento, mentre il decennale tedesco torna di gran carriere in area 0,40%. Sempre inchiodato sulla parte alta il rendimento del nostro Btp che rimane ben sopra area 3,50% e con Trendycator sempre LONG (verde). Riprende il consolidamento l’area USA che si muove in range tra area 3,10% e 3,20% di rendimento con Trendycator confermato in configurazione LONG.

Il bond della settimana
Il bond HY che analizziamo oggi è un titolo emesso da Hylea Group SA, società del settore alimentare con sede in Lussemburgo. Il gruppo Hylea è uno dei più importanti produttori al mondo di noci del Brasile; l'attività consiste attualmente nella produzione e commercializzazione di noci del Brasile, cacao selvatico e altre specialità della foresta pluviale sudamericana. Essendo un'azienda manifatturiera e commerciale globale, Hylea dispone di propri impianti di produzione per la lavorazione delle noci del Brasile in Bolivia e ha un impatto economico su oltre 800.000 ettari di foresta pluviale.

Le società del gruppo (controllate) sono Hylea 1884 S.R.L. non si occupa solo della produzione locale, ma implementa anche progetti sociali a lungo termine, produce in modo sostenibile secondo le linee guida organiche e lavora a stretto contatto con il WWF. In Germania e in Europa, Hylea Foods AG commercializza i prodotti premium biologici di alta qualità di Hylea a catene di supermercati e grossisti selezionati che seguono la filosofia sociale e sostenibile di Hylea. Infine, Hylea Regenwaldprojekte AG sviluppa e supporta i progetti di Hylea 1884 S.R.L. con lo scopo di proteggere la foresta pluviale e di sviluppare la regione economicamente e socialmente.

Il bond analizzato è un tasso fisso, collocato a 100,00 a dicembre 2017, ISIN DE000A19S801, corrisponde una cedola annua dell’7,25%; emesso per un ammontare di 20 Mln Euro, rimborso in unica soluzione alla pari il 01.12.2022. Il bond è negoziabile su OTC per importi minimi di 1.000 Euro.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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