Mercato obbligazionario: pochi spunti e rendimenti di fatto fermi

E’ inutile negare che, a causa delle recenti tensioni politiche a livello globale, unitamente alla questione dei dazi di Trump, il mercato obbligazionario ha (per così dire) un po’ trascurato gli ultimi dati macro. Nel senso che come sappiamo i dati sono, nel complesso buoni – nonostante alcuni segnali di rallentamento nell’area Euro – e tali dati hanno permesso alle Banche Centrali di porre fine alle politiche monetarie espansive visto il contesto macro favorevole.

Ne deriva che osservando rendimenti impliciti sostanzialmente stabili vi sono buone probabilità che il mercato obbligazionario non abbia ancora completamente prezzato la fine del QE; infatti, i rendimenti sono destinati ad aumentare con una politica monetaria neutrale (e in prospettiva moderatamente restrittiva), per cui i prezzi dei bond sono destinati a scendere.

Cosa peraltro già avvenuta negli USA, ove la FED ha già avviato un ciclo di rialzi del costo del denaro che ha spinto decisamente al rialzo i rendimenti dei T-Bond. E’ quindi lecito attendersi che anche l’area Euro sarà destinata a seguire quella strada ed è pertanto saggio essere piuttosto cauti nel maneggiare le obbligazioni in questa fase di transizione da politica ultra espansiva a politica neutrale.

La nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, ci mostra questa settimana rendimenti impliciti praticamente immobili rispetto alla scorsa rilevazione. Sul tratto a lunga siamo sempre in area 1,50% per le scadenze dal 2040 per rimanervi poco sopra per le scadenze dal 2048; sulla scadenza a 10 anni siamo incollati ad area 0,90%. Stabile anche la parte a breve che mantiene la sua inclinazione come già osservata nelle precedenti analisi. immobili anche i forward su Euribor 6 mesi, che sul tratto a lunga permangono in area 2,05% e con conferma del lieve appiattimento sulla parte a breve già osservato in precedenza.


In lieve contrazione i rendimenti dei benchmark decennali, così come gli spread contro Bund. Il decennale tedesco rimane stabile in area 0,30% di rendimento (0,32% attuale contro 0,32% della scorsa rilevazione), la Francia rimane scende allo 0,66% l’Irlanda si porta a 0,82%. Per ciò che concerne i periferici, il nostro Btp scende al 2,68% di rendimento, il Portogallo cala a 1,76% e la Spagna scende all’1,28%. A livello di spread Vs Bund, tutti in contrazione, abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 143 bps, 96 bps e 235 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati la situazione di medio/lungo è immutata. Trendycator rimane NEUTRAL sull’area UK così come risulta NEUTRAL sull’area BUND: l’area UK rimane intorno ad area 1,30% di rendimento , mentre il decennale tedesco staziona stabilmente in area 0,30%. In discesa il rendimento del nostro Btp che torna sotto area 2,70% e mantiene l’impostazione LONG di Trendycator (verde) per la settima settimana consecutiva. Prosegue anche il consolidamento per l’area USA, che dopo essersi allontanata un po’ da area 3% nelle scorse settimane gravita ora sempre poco sotto 2,90% e con Trendycator sempre saldamente al rialzisto.

Il bond della settimana
Il bond HY che analizziamo oggi è un tasso fisso dell’italianissima Snai. Il bond in oggetto fa parte di pacchetto di due emissioni risalenti al 2016 (una a tasso fisso e una a tasso variabile) i cui proventi derivanti dall’emissione, insieme ad altre risorse di cassa della società, sono stati utilizzati da Snai effettuare un buy-back di obbligazioni senior e subordinate che avevano scadenza 2018, oltre che per l’estinzione e il rimborso definitivo di tutte le obbligazioni preesistenti per le quali non vi fosse stata adesione all’offerta di riacquisto.

Il bond analizzato è il tasso fisso, collocato a 100 a fine 2016, ISIN XS1513691979, corrisponde una cedola annua del 6,375% pagabile semestralmente. Emesso per un ammontare di 320Mln Euro, rimborso previsto in unica soluzione alla pari il 07 novembre 2021, salvo possibilità di richiamo anticipato secondo le clausole previste dal prospetto informativo (qui il link per scaricarlo). Il bond è negoziabile su OTC e su EuroTlx per importi minimi di 100.000 Euro.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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