Mercato obbligazionario: rendimenti praticamente stabili + bond della settimana

Queste due ultime settimane sono state piuttosto incolori per il mercato obbligazionario nel suo complesso, con nessun evento veramente degno di nota e con la vicenda della diatriba tra Italia e UE sempre in rimo piano ma con contorni ormai via via più sfumati.

La volatilità si è ridotta, come se i mercati si fossero ormai assuefatti a questa guerra di parole e dichiarazioni a distanza, senza che nella pratica succeda davvero qualcosa. E’ il gioco delle parti, tutta fuffa politica e nessuna sostanza per misurare l’avversario, la sua forza, i suoi punti deboli, le sue convenienze e le sue sconvenienze.

Come da programma l’Italia ha rimandato al mittente le richieste di modifica della legge di bilancio e ora la palla torna a Bruxelles, per un altro giro di carte bollate. I mercati l’hanno presa meglio di quanto forse si potesse immaginare, giusto un minimo di pressione al ribasso ma senza grande cattiveria.

Leggendo qua e là si ha la netta impressione che i mercati (in realtà qualche “strategist” lo ha proprio dichiarato) siano convinti che alla fine un accordo si troverà e quindi salvo movimenti di breve termine un po’ umorali non vi sono sostanziali mutamenti.

L’idea che un accordo sia trovato non è peregrina: a ben riflettere sia l’Italia sia l’Europa ha tutto da rimettere e nulla da guadagnare da un muro contro muro ad oltranza. Noi dal canto nostro rischiamo di trovarci con la Troika in casa a cui però probabilmente farebbe seguito uno strappo violento e una presa di posizione anti-euro che ci potrebbe portare fuori dalla UE in via unilaterale.

Questo sarebbe ovviamente un disastro epocale sia per noi che finiamo (perdonate il francesismo…) con le pezze al culo sia per l’UE che sarebbe inesorabilmente trascinata negli inferi dal nostro default. Ecco perché è molto ragionevole ipotizzare che si troverà un accordo – che ovviamente non accontenterà nessuno – perché a ben guardare pare il male minore. Staremo a vedere.  

Torniamo alle nostre analisi, con la nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, che ci mostra questa settimana rendimenti impliciti di fatto stabili rispetto alla scorsa rilevazione, con il tratto a lunga sopra area 1,50% per le scadenze sempre a partire dal 2037 per arrivare sopra area 1,55% sempre per le scadenze dal 2040; sulla scadenza a 10 anni siamo impercettibilmente scesi in area 0,98%. Stabili anche i forward su Euribor 6 mesi, dove sul tratto a lunga si mantengono poco sotto area 2,10%.

Conseguentemente stabili anche gli spread e i rendimenti dei benchmark decennali, con periferici “core” praticamente invariati se non per una manciata di basis points. Il decennale tedesco rimane fermo in area 0,40% di rendimento (0,41% attuale contro 0,40% della scorsa rilevazione), la Francia va allo 0,79% e l’Irlanda si porta a 0,99%. Per ciò che concerne i periferici, il nostro Btp rimane stabile intorno al 3,50% di rendimento, il Portogallo va a 1,96% e la Spagna rimane all’1,62%. A livello di spread Vs Bund abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 155 bps, 121 bps e 308 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali troviamo tutto immutato a livello di impostazione di medio termine. Trendycator si conferma LONG sull’area UK e si mantiene NEUTRAL sull’area BUND. L’area UK, tra alti e bassi, rimane comunque in area 1,50% di rendimento, mentre il decennale tedesco rimane inchiodato in area 0,40%. Sempre impiccato sulla parte alta il rendimento del nostro Btp che riesce comunque a portarsi di un soffio sotto area 3,50% e con Trendycator sempre LONG (verde). Sempre noiosamente laterale l’area USA che si muove nel soporifero range tra area 3,00% e 3,20% di rendimento con Trendycator confermato in configurazione LONG.

Il bond della settimana
Il bond HY che analizziamo oggi è un titolo emesso da Mogo Finance SA, società che fornisce finanziamenti per auto usate e si rivolge ai concessionari di auto. La società è stata fondata nel 2012, ha sede a Riga, in Lettonia, con uffici supplementari in Baltico, Georgia, Armenia, Polonia, Romania, Bulgaria, Moldova, Albania e Bielorussia.

Grazie alla particolare attenzione al finanziamento di auto usate, Mogo Finance ha immediatamente affrontato la maggior parte delle transazioni principali nel mercato automobilistico che storicamente sono “sottobanco”. L'elevata domanda di finanziamenti per auto usate di qualità ha permesso a Mogo di espandere le sue operazioni nei paesi limitrofi e diventare il marchio di punta nel finanziamento delle auto usate. Sinora la società ha visto uno sviluppo di successo, grazie dall'efficiente gestione del portafoglio crediti, dalla solida struttura del capitale e da una piattaforma IT personalizzata. L'espansione aziendale continua fa parte della strategia di Mogo Finance, la quale si è posta il ragguardevole obiettivo di diventare il finanziatore di auto usate maggiormente diversificato geograficamente a livello globale. Mogo Finance conta ad oggi oltre 110.000 clienti, quasi 500 dipendenti e oltre 1.500 partnership con affiliati e broker.

Il bond analizzato è un tasso fisso, collocato a 100,00 a luglio 2018, ISIN XS1831877755, corrisponde una cedola annua del 9,50% pagata semestralmente; emesso per un ammontare di 50 Mln Euro, rimborso in unica soluzione alla pari il 11.07.2022. Il bond è negoziabile su OTC per importi minimi di 1.000 Euro.

ATTENZIONE: si rammenta che i bond High Yield hanno un rischio spesso non trascurabile in termini di Credit Risk, per cui non sono da considerarsi come suggerimenti operativi, bensì come mere segnalazioni che non saranno poi seguite in modo organico. Pertanto chi decidesse di prendere spunto da tali segnalazioni dovrà poi seguire in via autonoma l’andamento del titolo e le eventuali notizie relative all’emittente, controllando con frequenza il mercato.

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