Dollaro e Borsa Usa ancora in congestione

EurUsd (PC 1,2281)

La Borsa Usa fornisce segnali di ripresa, riportandosi a ridosso dello zero da inizio anno e archiviando così in gran parte il brutto svarione di febbraio. Le quotazioni, tuttavia, rimangono ancora al di sotto del 7% rispetto ai massimi storici di fine gennaio. Una conferma del consolidamento in atto viene anche dalla discesa e stabilizzazione dell’”Indice della paura”, il Vix. 

Sul fronte valutario si conferma la lateralizzazione del dollaro Usa, che contro euro si muove da tre mesi all’interno di un trading range di soli 3 punti percentuali, tra 1,2155 e 1,2555. 

Possiamo sintetizzare come segue: Borsa laterale e dollaro laterale. 

Si conferma così la persistente correlazione tra la Borsa Usa, da un lato, e l'andamento del dollaro, dall'altro. La Borsa sale soprattutto nelle fasi di debolezza del dollaro, tende a correggere nelle fasi di forza del biglietto verde, e lateralizza quando anche il dollaro lateralizza.

In tal senso la tenuta del supporto in area 1,2150-1,2200 sul cambio Eurusd diviene importante pena non solo uno scivolone verso l'area di supporto 1,1900-1,2000 ma anche perché si accompagnerebbe, verosimilmente, ad una rinnovata fase di debolezza sull'S&P500. Se invece il dollaro Usa, come sembra probabile, prosegue la fase di consolidamento in essere da circa tre mesi poco al di sotto dei minimi di periodo, in ottica intermarket il quadro borsistico rimane laterale/moderatamente positivo, anche se probabilmente meno brillante e più volatile rispetto alla dinamica degli anni passati. Il focus rimane quindi sul controllo del rischio e sulla diversificazione cercando di investire su portafogli con componenti poco correlate tra loro, come, ad esempio, le materie prime, che continuano a dare segnali di ripresa su orizzonti plurimensili.

Una ripresa prossima del rally azionario sembra poco verosimile, per lo meno fino a quando l'EurUsd resterà al di sotto dei picchi in area 1,2500/2570: quando questa importante resistenza verrà superata si apriranno spazi per nuovi minimi sul biglietto verde, contro Euro verso la soglia psicologica a ridosso di 1,3000. Ma probabilmente dovremo pazientare ancora.  Nel frattempo concentriamo l’attenzione sulla tenuta di 1,2150-1,2200, pronti anche ad alleggerire sulla Borsa Usa se tale importante supporto dovesse essere rotto al ribasso.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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