Volatilità a zero, difficile posizionarsi con serenità

Buongiorno a tutti,

nulla di nuovo rispetto a quanto scrivevo lunedì. Il mercato italiano è ingessato tra i 23500 e i 24000 punti e per ora non si capisce se sia pronto per attaccare la resistenza delle resistenze o se invece sia destinato a consolidare un po' prima di partire per vette inesplorate da oltre dieci anni a questa parte.

Al di là delle ipotesi sulla direzionalità futura dell'indice FTSE Mib, la situazione opzioni è tuttora molto poco chiara. La base di supporto dei 23500 punti si sta rinforzando da sotto, con un aumento importante dell'open interest sulle 23000. Non avrei particolari scrupoli a vendere proprio le put 23000, ma vorrei potermi muovere in un contesto di volatilità implicita più confortante, di certo non in quello attuale in cui il valore della implicita ATM è sotto il 14%... Tra l'altro nei giorni scorsi la vendita di put 23000 accompagnata dall'acquisto di 22500 avrebbe restituito un differenziale troppo risicato per giustificare il rischio associato.

Sul fronte call invece è sempre calma piatta (parlo di maggio, perché su giugno la lettura è ben diversa, ma è dovuta ai dividendi di maggio), quindi non abbiamo, per ora, riferimenti sfruttabili.

L'unica aspettativa ragionevole che riesco a farmi è che i 23500 facciano da calamita per il movimento correttivo, se ci sarà. E in tal caso avremo la possibilità di muoverci sulle put con un minimo di volatilità in più e in posizione forse più cautelativa (da 22750 in giù qualsiasi occasione di short put sarebbe oro), probabilmente anche con un miglior differenziale tra vendite e acquisti.

Buon weekend (lungo) a tutti

Domenico Dall'Olio

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