Mercato obbligazionario: Italia sotto attacco

Indubbiamente l’evento più significativo che ha riguardato il mercato obbligazionario in queste ultime sedute è stata lo short selvaggio sul nostro debito pubblico e sui nostri bond, a seguito della travagliata questione della formazione del nuovo esecutivo nel nostro Paese. Non entro nel merito della questione sotto il profilo politico, ma credo sia ben evidente a tutti come la manovra sia stata ben architettata al solo scopo di spaventare (o forse sarebbe meglio dire minacciare…?) i nostri politici onde evitare prese di posizione anti Euro.

E qui mi fermo, e passo direttamente all’analisi dei numeri…

Oggi, dopo il conferimento dell’incarico a Conte e dopo gli apprezzamenti ricevuti dalle sedi europee per le “positive dichiarazioni sul collocamento in Europa”, rimbalziamo vigorosamente e lo spread si allontana magicamente dalla soglia dei 200 bps. A prescindere dalle vicende italiche, i rendimenti area Euro hanno comunque ripreso la via del rialzo allargando un po’ rispetto all’ultima rilevazione. Un possibile motivo risiede nel movimento registrato dalle curve degli ZC Inflation Swap che hanno allargato verso l’alto e sul tratto a lunga hanno raggiunto il 2%, cioè il target fissato dalla BCE.

Ora, è chiaro che è prematuro trarre conclusioni, a maggior ragione poiché la BCE in questa fase è assai criptica e sorniona, per cui meglio non azzardare previsioni in tema di tassi. Tuttavia, il mercato ha preso in considerazione – almeno in queste prime battute – il movimento delle curve sull’inflazione attesa e ha ritoccato un po’ al rialzo i rendimento su tutto il tratto della ZC Yield Curve.

La nostra consueta lettura del mercato obbligazionario attraverso la ZC-Yield Curve, ci mostra quindi questa settimana rendimenti impliciti in rialzo rispetto alla scorsa rilevazione. Sul tratto a lunga siamo ora in area 1,50% per le scadenze dal 2035 e siamo ora sopra ad area 1,40% per le scadenze 2033; sulla scadenza a 10 anni siamo tornati in area 1,04% rispetto alla precedente lettura di 1,03%; sul tratto a lunga il movimento è più netto e infatti ora siamo in area 1,60% già dalle scadenze 2039 per arrivare sino a 1,64% di rendimento per le scadenze al 2048. Lieve irripidimento sulla parte a breve, perfettamente compatibile con le aspettative generali del mercato sul futuro delle obbligazioni. Un po’ mossi anche i forward su Euribor 6 mesi, che sul tratto a lunga sono ora in area 2,15% (contro il 2,10% della scorsa rilevazione).

In movimento anche i rendimenti dei benchmark decennali, così come gli spread contro Bund, con ritocchi all’insù, in modo particolare – come già detto – per l’Italia. Il decennale tedesco torna verso area 0,50% di rendimento (0,52% attuale contro 0,58% della scorsa rilevazione), la Francia passa dallo 0,81% all’attuale 0,80% e l’Irlanda rimane di fatto attaccata all’1% di rendimento portandosi a 1,02%. Per ciò che concerne i periferici, il nostro Btp sale a 2,35% di rendimento, il Portogallo sale a 1,90% e la Spagna sale all’1,41%, così a livello di spread. Vs Bund, tutti in allargamento, abbiamo Portogallo, Spagna e Italia rispettivamente a 138 bps, 88 bps e 182 bps.

Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei benchmark decennali dei principali mercati il mercato risulta di fatto stabile a parte l’Italia che a seguito delle recenti vicende modifica l’impostazione del modello di analisi. Trendycator, rimane LONG sull’area UK e rimane neutrale sull’area BUND: l’area UK si porta in area 1,50%, mentre il decennale tedesco coregge verso area 0,50% – probabile conseguenza delle tensioni che lo rivedono bene “rifugio” – lasciando inalterato (grigio) il modello Trendycator. Rimbalza con forza il rendimento del nostro Btp che supera di slancio area 2,00% portandosi oltre 2,30% di rendimento e facendo scattare il LONG su Trendycator (verde) e quindi confermando (a distanza di diversi mesi) il BOTTOM realizzato a fine 2017. L’area USA, dopo una fase laterale, riprende la via del rialzo e si porta stabilmente sopra area 3% con Trendycator sempre saldamente impostato al rialzo.

Di fatto, a parte i movimenti visti sulla curva italiana, il resto del mercato obbligazionario prosegue nel suo trend ormai delineato da tempo, coerentemente sia con le manovre (effettive e attese) delle Banche Centrali sia con le aspettative in linea generale su tassi e inflazione. Come già detto nello scorso report, negli USA i rendimenti ormai oltre il 3% iniziano a presentare un rapporto rischio/rendimento migliore rispetto alle azioni; inoltre, il buon recupero del Dollaro contro Euro rende nuovamente attraenti i bond USA anche per gli investitori europei, poiché a tendere il movimento ha possibilità di svilupparsi ancora. Infatti il modello Trendycator ha abbandonato ormai da quattro settimane la condizione LONG, diventando neutrale (grigio), mentre sul daily (breve termine) ha già assunto impostazione SHORT (rosso) da diverse sedute.

Nessun commento

I commenti dei lettori

Non ci sono commenti per questo articolo. Vuole essere il primo a commentarlo?

Lascia un commento