Occhio al Kiwi

EURNZD (PC: 1,6718)

Che cosa è accaduto? 
Dal minimo del 7 febbraio 2017 a 1,4535 il cross EurNzd ha messo a segno un rally sostenuto che si è spinto fino ad un picco a  1,7482 il 1* dicembre. Le quotazioni sono quindi ridiscese verso 1,6520, stabilizzandosi al di sopra di tale livello e al di sotto di 1,7300 negli ultimi 5 mesi. Dai livelli di febbraio 2017 il deprezzamento del kiwi contro la divisa unica è pari a circa il 13%, in recupero comunque rispetto al -17% toccato ai picchi di EurNzd dello scorso dicembre.

Che cosa possiamo aspettarci nei mesi a venire?
Anche se non si possono escludere ulteriori salite del cross EurNzd oltre i massimi di dicembre verso la resistenza critica a ridosso di 1,8000 (al momento comunque improbabile), sembra poco probabile l'avvio di un forte trend rialzista dell'euro su orizzonti strategici.
La prosecuzione della fase in atto, altalenante e volatile ma sostanzialmente laterale su orizzonti di 2-3 anni, rende quindi possibile l'acquisto di obbligazioni denominate in dollari neozelandesi - all'interno di una più ampia diversificazione valutaria strategica - non per particolari "scommesse" su futuri marcati apprezzamenti del Kiwi (poco probabili) ma in ottica di diversificazione del rischio vista la recente iper-volatilità sui titoli di Stato italiani. In termini di tassi i governativi neozelandesi, su scadenze 3-5 anni, rendono circa il 2-2,30%, livelli modesti ma ancora superiori a quelli dei Btp italiani che dopo la recente impennata per quelle scadenze viaggiano a ridosso dell’1,30-1,80%, e rimangono decisamente ballerini. Il tasso annuo di inflazione risulta stabile a ridosso del 2% e non rappresenta quindi un fattore di pericolo.

Operativamente, si possono mantenere/incrementare le posizioni in  Kiwi neozelandesi. Il quadro tecnico si deteriorebbe solo in caso di rialzi al di sopra di 1,7300-1,7500 (poco probabile), con conferma al di sopra di 1,8000 (improbabile).

Un rinnovato segnale di forza per il dollaro neozelandese si avrebbe solo in caso di ridiscese del cross al di sotto di 1,6500 e quindi al di sotto di 1,6200 (prematuro), con conferma al di sotto di 1,5500  (al momento poco probabile).

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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