Mercato bond – si conferma la volatilità, non alta, ma che pur sempre volatilità è


Quattro titoli dalle caratteristiche ben differenti fra loro che si distinguono per un’elevata variabilità dei corsi, rappresentando un’occasione per chi vuole effettuare trading non troppo esasperati.

Cedole & dividendi

Nell’incertezza più totale delle evoluzioni economiche, politiche e monetarie c’è una sola realtà che si conferma. E’ quella di una certa volatilità nel contesto obbligazionario. Non entriamo sulle motivazioni che la determinano ma analizziamo invece alcuni titoli che meritano attenzione.

Toyota Motor Credit Step-Up 24ot25 in Usd (Isin XS1885506813 – taglio 2.000): è molto scambiato e rappresenta quasi un “benchmark” del sentiment riferito all’andamento dei tassi Usa. Se la sua quotazione sale si va verso un ribasso e se scende a un rialzo. Il perché è presto spiegato: si tratta di uno step-up (tasso dal 2,3% pagato il 24 ottobre 2019 al 2,6% nel 2020, al 2,9% nel 2021, al 3,2% nel 2022, al 3,5% nel 2023 e infine al 3,8% nel 2024 e al 4,05% nel 2025). In presenza di un’eventuale situazione di Fed Funds vicini allo 0% (per ora è solo un’ipotesi!) disporre in portafoglio di un bond così strutturato potrebbe essere un buon affare. Ecco perché la quotazione è passata da 95 a un massimo di 105,5 $, con una volatilità interessante, considerando il rating elevato (AA-), poco sotto quello dell’emittente governativo Usa (AA+). Il valore si aggira sul 5,8% contro il 3,7% di un Treasury equivalente come durata. Una verifica anche di bond high yield non evidenzia percentuali molto maggiori, salvo nel caso di emittenti fortemente speculativi. Eventuali discese sui 103,5 Usd (chiusura ieri a 104,19 $) costituirebbe un interessante livello, riprendendo il trend in discesa di settembre, quando il Toyota approdò sui 102,8.

Btp 2,8% 2067 in Eur (Isin IT0005217390 – taglio 1.000): a qualcuno potrà sembrare scontata questa segnalazione ma pochi sanno che il dato di volatilità del titolo supera il 20%, collocandosi al 21,8%, ai primi posti sul Mot relativamente a tale caratteristica. L’aumento degli ultimi mesi è stato netto e deriva in parte dal rialzo delle quotazioni complice la Bce. Strutturalmente questo Btp si distingue per movimenti piuttosto rapidi, ben monitorabili con la media mobile a 10 sedute. L’acquisto in presenza di rottura al rialzo e la vendita quando si assiste allo sfondamento al ribasso porta a una buona operatività di breve/medio termine, con un termometro puntuale rappresentato anche da alcuni indicatori/oscillatori, quali stocastico, Adx e Chaikin money.

Btpi 2,55% 2041 in Eur (Isin IT0004545890 – taglio 1.000): in questo caso la volatilità si attesta al 17,4% ma si sta accentuando per fattori più complessi rispetto a quelli di un equivalente tasso fisso. Eppure il movimento corrisponde, nella fase in corso, al trend di un Btp di analoga scadenza e anche in questo caso si verifica un ottimo monitoraggio mediante le medie mobili veloci, con la differenza di non poche sbavature intraday. Da alcuni giorni si verifica una fase correttiva, da seguire con attenzione. Se rimane sopra i 130 (chiusura ieri a 134,6) la volatilità resterà sotto controllo. A una rottura al ribasso potrebbe aumentare e non di poco.

Turchia 8% 2034 in Usd (Isin US900123AT75 – taglio 2.000): inevitabili le ripercussioni geopolitiche su un bond molto trattato sul secondario. Con volatilità al 13,7% si conferma uno dei titoli più mobili nel contesto del dollaro. Interessanti non solo i movimenti intraday ma soprattutto la presenza di upper e lower shadows talvolta corposi. In questa fase si trova a combattere con la media mobile a 200 sedute; se rotta al ribasso rivelerebbe una nuova debolezza strutturale che potrebbe addirittura portarlo sotto quota 100 contro la chiusura ieri a 106,9 Usd. Di tutti questo è il più speculativo, perché caratterizzato da una volatilità nelle singole sedute che ne fa un campione degli scambi da trading.

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