Azione Massimo Zanetti Segafredo


In tutto il mondo il caffè sta vivendo un grande boom ma, purtroppo, una società italiana quotata in borsa, svetta per performance negative.

Azione Massimo Zanetti Beverage Group si è presentata nel giugno 2015 sul mercato. La forchetta dei prezzi per l'IPO era compresa tra euro 11,60 e euro 15,75. Un certo pessimismo doveva già aleggiare in quanto il prezzo di emissione venne fissato a 11,60 euro. La parte del leone, per le emissioni delle azioni, la fece proprio la controllante MZ che servì 4.700.000 azioni.

Da quel momento, con la quotazione del 3 giugno 2015, è iniziato un impressionante movimento discendente. Nella prima seduta si toccò il massimo (sic!) a 11,67 euro. La capitalizzazione di Massimo Zanetti-Segafredo, che allora era di 398 milioni di euro, è crollata in quattro anni a 196 milioni di euro. Ecco i massimi segnati anno per anno: 2016 - 9,42 euro; 2017 - 9 euro; 2018 - 7,81 euro; primo semestre 2019 - 6,52 euro. Ed ora siamo ampiamente sotto i 6 euro. Una distanza siderale da quanto incassato, vendendo le quasi 5 milioni di azioni dall'azionista di maggioranza a 11,60 euro quattro anni fa.

I pazientissimi piccoli soci che si aspettano da un triennio un cambiamento dei risultati devono però ancora attendere. La trimestrale pubblicata il 7 novembre dichiara una ennesima diminuizione dell'utile dei primi nove mesi: - 18%. Il calvario reddituale prosegue e la borsa ne prende atto con nuove discese dei prezzi. Anche le banche d'affari intervengono a mettere sale sulle ferite. Ieri Mediobanca, alla lettura dei risultati trimestrali del 7 novembre ha abbassato il target price dell'azione da 7,50 a 6,75 euro con un anonimo ed espressivo "neutral" come suggerimento.

I risultati pubblicati dalla quotazione del titolo in borsa, sempre in discesa, stridono con l'ottimismo dei vertici. Lunedì 4 novembre Massimo Zanetti, presidente di MZB, in un articolo a piena pagina su L'Economia (allegato Corriere) annunciava nel sottotitolo "una svolta produttiva del gruppo: siamo "glocal" e la pluralità dei marchi (40 nel mondo) ora paga". I piccoli investitori dopo quattro anni ultra deludenti, mentre le borse inanellavano nuovi record, sperano ardentemente che sia giunto il momento del turnaround reddituale e che "la svolta paghi".

I target che circolano sono di poco superiori a 6 euro. Abbiamo segnalato quello recentissimo di ieri di Mediobanca. Quotazioni perciò quasi dimezzate rispetto al giugno 2015. Il LombardReport.com non ha MAI consigliato questo investimento ma rimane perplesso per la mancanza di reazione dei vertici nei confronti dei piccoli soci. Una assegnazione gratuita di azioni non renderebbe più dolce l'esito del pessimo investimento ma mostrerebbe un interesse per loro. Le cospicue riserve lo consentirebbero ampiamente. Finora infatti MZB ha lottato solo per la palma della peggiore IPO degli ultimi anni. Tra l'altro viene in tal modo confermata la filosofia ultraventennale del LombardReport.com in occasione delle IPO: MAI, ripetiamo MAI, sottoscrivere una IPO  quando si è in presenza di una massiccia, anche se non totalitaria vendita di azioni in tale fase da parte dell'azionista di  maggioranza. Infatti....se lui che conosce le cose dall'interno della compagnia vende, perché dobbiamo comperare noi ?

La beffa è il contrasto con altri nomi famosi operanti nel settore. In primo luogo si pensa ad azione Starbucks, ovviamente non  confrontabile totalmente con l'azione americana che il 3 giugno 2015 quotava 52 $ contro gli 82 $ odierni. Ma Starbucks con i suoi caffè ha tirato su l'umore dei bevitori. Qui invece in Italia, patria della "tazzina", il caffè è stato drasticamente amaro.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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