Bond ore 9.00 – Btp giù. Ivs 2026, si vende? Emergenti, redditizi ma cari


Giornata nera per i governativi italiani. Intanto l’Ivs sale ai massimi e fa scattare un primo segnale di “sell”. Confronto infine per valutare se le obbligazioni in divise emergenti sono ancora convenienti.

Cedole & dividendi

La pessima giornata dei nostri titoli di Stato ha trovato origine ieri soprattutto sull’avvertimento di Moody’s relativo alla debole crescita dell’economia italiana. Il rendimento del decennale è così salito all’1,4%, valore che non si toccava dallo scorso agosto. Netta la candela rossa del Future. Ha ritestato la rottura al ribasso del supporto di 141,3, incuneandosi in un pericoloso triangolo rappresentato per l’altro lato dalla trendline rialzista di lungo periodo che ha sostenuto il movimento negli ultimi mesi. Confermati inevitabilmente i cali di tutti i singoli titoli e soprattutto dei lunghi, sui quali si erano già visti segnali di allerta. O si assiste ora a una reazione immediata o il trend sarà destinato a lasciare definitivamente alle spalle il suo cammino rialzista.

In questo contesto merita attenzione il titolo Ivs 3% scadenza 2026 (Isin XS2049317808) salito ieri ai massimi della sua pur breve presenza sul secondario. Una giornata altalenante l’ha visto chiudere con un prevalere delle vendite dopo il contatto con lo spike a 101,99 per terminare la seduta a 101,9. Graficamente da giorni si assisteva a una lateralità con “upper shadow” proprio su quest’ultimo valore, significativa resistenza sulla quale si manifesta un avviso di vendita, sebbene il trend rialzista sia ancora sostenuto dalla media mobile a 10 sedute e dal SuperTrend. Oggi si avrà una conferma o meno della validità di tale ipotesi operativa.

Il forte interesse per le obbligazioni espresse in valute emergenti porta infine a valutarne la reale competitività in termini di prezzo. Da tempo si sa che sono care, complici vari fattori. Ma di quanto? Calcolando il rendimento medio di tutte le emissioni presenti sul Mot, riferite alle sei maggiori divise, e rapportandolo allo yield del governativo del relativo Paese e al tasso di interesse in vigore nello stesso è possibile realizzare un confronto che consente di valutare se globalmente siano ancora convenienti oppure no. Il verdetto è netto: la corsa delle quotazioni ha portato a yield medi inferiori a quelli dei corrispondenti titoli di Stato, effetto di un’eccessiva rincorsa del mercato verso questo segmento obbligazionario. Se ne tenga conto pur continuando a valutarlo per la sua importanza nei portafogli, specialmente per chi è alla continua ricerca di fonti di reddito.

Paese

Yield governativo a 10 anni

Tasso interesse

Yield medio sul Mot

Cina

3,27%

4,2%

3,4%

Brasile

6,64%

5,0%

4,8%

Messico

7,07%

7,75%

6,6%

Russia

6,43%

6,5%

5,4%

Sud Africa

8,67%

6,5%

7,7%

Turchia

12,84%

14,0%

10,5%

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