NASDAQ100 WEEKLY - Settimana interlocutoria sugli indici azionari USA. Nel nostro Portafoglio azionario...


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Ed ecco, puntuale, la fase di consolidamento della quale avevamo parlato la settimana scorsa.

Dopo un inizio settimana ancora all’insegna del rialzo e facendo registrare nuovi livelli di massimo storico, i principali indici azionari USA si sono concessi una pausa, lateralizzando ed iniziando a smaltire il leggero ipercomprato. Da notare che la liquidità è presente sui mercati azionari ma, ora, si preferisce acquistare sulla debolezza.

Nella settimana appena trascorsa sono usciti dati macro buoni con una tendenza ad un ulteriore miglioramento per quanto riguarda le previsioni economiche a stelle e strisce. Di contro un innalzamento dei toni e dei contenuti delle dichiarazioni per l’indagine di “impeachment” contro Trump ed un rallentamento negli accordi commerciali sui dazi tra USA e CINA. Argomenti che tratteremo più approfonditamente nel seguito dell’articolo.

Comunque, come abbiamo potuto notare, queste news non hanno avuto effetti negativi sulle contrattazioni azionarie, di certo una risoluzione degli accordi commerciali farebbe letteralmente decollare i valori borsistici. L’attività Questa settimana sarà caratterizzata da assenza di dati macroeconomici di rilievo e da un’attività sui mercati ridotta ai primi 3 giorni, dopo i quali le borse saranno chiuse giovedì per il Giorno del Ringraziamento e venerdì chiuderanno alle ore 13:00 di New York, in realtà nel giorno del “Black Friday” saranno pochi gli investitori presenti sui mercati.

Diamo ora un pò di “numeri” dei tre principali indici USA. Le performance sono tutte negative ma, come detto, di frazioni di punto e non c’è un listino che si sia discostato di molto rispetto agli altri. Pertanto iniziamo da quello che ci interessa maggiormente, l’indice NASDAQ100 che ad inizio settimana ha aggiornato il proprio massimo storico a 8357,80 per poi chiudere le contrattazioni a 8272.05 perdendo il – 0.52%, a seguire l’indice S&P500 che ha aggiornato il proprio massimo storico a 3127.64 andando a chiudere la settimana a 3110.29 perdendo il – 33% infine l’indice DOW JONES che ha aggiornato i propri massimi storici a 28090.21 chiudendo le contrattazioni a 27875.62 perdendo il – 0,46%. Di seguito i relativi grafici:

ORO

Nulla di nuovo su questo indice in settimana, anche se la modesta discesa dell’azionario avrebbe potuto fornire un impulso rialzista alla commodity. La chiusura settimanale a 1462.38 $/oz. non indica nulla. Si riconferma la tenuta dell’area di supporto posta a 1440/1450 $/oz. così come l’area di resistenza di brevissimo a 1480/1485 $/oz. mentre in ottica di breve rimane valida l’area di resistenza a 1518/1525 $/oz. - STOP sotto 1380 $/oz. Di seguito il grafico weekly dell’ORO:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

È stata una settimana intensa a Washington per i legislatori del comitato di intelligence della Camera, che hanno concluso una maratona di testimonianze pubbliche e non, ascoltando una dozzina di testimoni nelle ultime due settimane dall'indagine di impeachment in corso contro il presidente Donald Trump. Questi i numeri dell’inchiesta:

59; i giorni dall'inizio dell'inchiesta avvenuta il 24 settembre 2019.

5; i giorni della testimonianza pubblica nelle ultime due settimane.

12; i testimoni che hanno testimoniato in pubblico davanti al comitato.

17; i testimoni che hanno fornito deposizioni a porte chiuse.

15; le deposizioni a porte chiuse che sono state rilasciate al pubblico finora.

3.907; le pagine di trascrizioni di testimonianze a porte chiuse rilasciate finora.

L'inchiesta è iniziata dopo che un informatore anonimo ha sollevato preoccupazioni per una telefonata del 25 luglio scorso tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il riassunto della chiamata mostra Trump che chiede a Zelensky di iniziare le indagini sull'ex vicepresidente Joe Biden e suo figlio, Hunter, che era seduto nel consiglio della compagnia ucraina di gas Burisma, mentre suo padre faceva parte dell'amministrazione Obama.

Da allora, diversi testimoni hanno affermato che Trump ed il suo entourage - incluso l'ex sindaco di New York City, Rudy Giuliani, avvocato personale del presidente – nella telefonata con Zelensky, hanno minacciato di trattenere quasi 400 milioni di dollari di aiuti per la sicurezza in Ucraina, precedentemente approvati dal Congresso, se si fosse rifiutato di annunciare un indagine sul ruolo di Hunter Biden in Burisma, e che aprisse anche un’indagine su una teoria della cospirazione secondo cui l'Ucraina, non la Russia, avrebbe interferito nelle elezioni presidenziali del 2016. In più, Zelensky, avrebbe avuto un ambito incontro con Trump alla Casa Bianca.

Gordon Sondland, ambasciatore degli Stati Uniti presso l'Unione europea, ha affermato di aver collaborato con Giuliani, avvocato personale del presidente, alla campagna di pressione sull’ Ucraina "su espressa direzione del presidente". Ha dichiarato: "Il signor Giuliani stava esprimendo i desideri del presidente degli Stati Uniti e sapevamo che queste indagini erano importanti per il presidente". Ma anche il vicepresidente Mike Pence ed il segretario di Stato Mike Pompeo sono stati "coinvolti" negli sforzi del presidente Donald Trump e Rudy Giuliani per fare pressioni sull'Ucraina affinché aprisse due indagini politicamente motivate.  Dichiarando: "Abbiamo tenuto al corrente la direzione del Dipartimento di Stato, tra i quali il procuratore capo, Ulrich Brechbuhl e la sua segretaria esecutiva, Lisa Kenna, e dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale (NSC), John Bolton”.

Entrando nei particolari ha detto che: "Pompeo dirigeva". "Anche il 24 settembre, il segretario Pompeo aveva inviato Kurt Volker (inviato speciale di Trump per l'Ucraina) a parlare con Rudy Giuliani" riferendosi ad un messaggio ricevuto dallo stesso Volker che gli scriveva:" Ho parlato con Rudy da parte di S." con "S" intesa come una scorciatoia per dire, il segretario di Stato.

Inoltre Sondland ha dichiarato di aver detto direttamente a Mike Pence, il 1° settembre scorso, della campagna di pressione in Ucraina, affermando: "Prima degli incontri con gli ucraini ho detto al vicepresidente Pence che temevo come il ritardo negli aiuti fosse legato alla questione delle indagini". “Pence non rispose verbalmente ma annuì con la testa”.

Infine Sondland ha anche affermato che il Dipartimento di Stato gli ha impedito di accedere ai documenti che lo avrebbero aiutato a fornire alla Commissione un resoconto più completo dei suoi rapporti con l'Ucraina.

Dopo l’audizione sono arrivate le ovvie smentite da parte degli interessati ad iniziare dal presidente Donald Trump che ha respinto la testimonianza dell'ambasciatore Sondland minimizzato i suoi legami con il suo inviato all'Unione europea, dichiarando: "Non lo conosco molto bene. Non gli ho parlato molto, non è un uomo che conosco bene". "Sembra un bravo ragazzo, però." Trump, che si è sempre rifiutato di testimoniare ha affermato in proposito che avrebbe "fortemente preso in considerazione" la testimonianza scritta nell'indagine sull'impeachment.

A seguire Mike Pompeo che ha affermato di non poter commentare le dichiarazioni di Sondland perché non avendo avuto il tempo di assistere all'udienza di mercoledì, dichiarando di essere "incredibilmente orgoglioso" di ciò che l'amministrazione Trump ha realizzato in Ucraina, dicendo ai giornalisti: "Abbiamo prodotto risultati straordinari per il popolo ucraino". Infine ha detto che non si rifiuterà di aderire alle decisioni del Dipartimento di Stato in merito alla cooperazione con l'indagine sull'impeachment. I democratici del Comitato hanno chiesto a Pompeo la documentazione relativa alla questione ucraina alla quale, finora, il Dipartimento di Stato non ha ottemperato.

Il capo dello staff di Mike Pence, Marc Short, ha dichiarato che non si è verificata una conversazione del genere: "Il vicepresidente non ha mai avuto una conversazione con Gordon Sondland riguardo l'indagine su Bidens, Burisma o sul rilascio condizionale di aiuti finanziari in Ucraina sulla base di potenziali indagini", “L'ambasciatore Sondland non è mai stato solo con il vicepresidente Pence durante il viaggio in Polonia del 1 settembre. Questa presunta discussione ricordata dall'ambasciatore Sondland non è mai avvenuta". (Poi dicono che i bugiardi sono i cinesi !)

Sarah Tinsley, portavoce di John Bolton, ha affermato di non aver "commentato" la testimonianza di Sondland.

Altra importante deposizione si avuta da parte del tenente colonnello militare, Alexander Colindo Vindman, decorato con un Cuore Viola dopo essere stato ferito in azione durante la guerra in Iraq e tuttora in servizio alla Casa Bianca. Vindman ha dichiarato: “Non pensavo fosse corretto (per Trump) richiedere che un governo straniero indagasse su un cittadino americano, ed ero preoccupato per le implicazioni che potevano sorgere per il sostegno del governo USA all’Ucraina”. Andato a segno il colpo, addirittura l’account ufficiale della Casa Bianca su Twitter è stato utilizzato, per la seconda volta, per distribuire un attacco personale alla credibilità di Vindman. Il testo del tweet, che ometteva il grado militare di Vindman, conteneva una foto della testimonianza dell’ex membro del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Tim Morrison, che si era dimesso dal suo incarico il mese scorso, un giorno prima di testimoniare nell’indagine sull’impeachment. (Come a dire, fin quando sei in servizio non devi parlare, altrimenti dimettiti !).

Un portavoce della Casa Bianca non ha immediatamente risposto a una domanda della CNBC sul perché avesse deciso di utilizzare l’account ufficiale del governo, e non l’account personale di Trump, per il commento su Vindman. Il portavoce non ha inoltre risposto a una richiesta di commento sul fatto che il tweet abbia violato le linee guida sull’uso dei social media o il divieto di ritorsioni contro dipendenti federali. L’account ufficiale della Casa Bianca è supervisionato dallo staff del presidente e trasmesso a ciascuna amministrazione successiva. La manutenzione dell’account spetta a un dipendente statale, il cui stipendio è pagato dai contribuenti.

Tim Morrison dovrebbe testimoniare, la prossima settimana, anche sull’esatta natura delle sue “preoccupazioni” su Vindman.

Passiamo ora agli aggiornamenti sui colloqui circa i dazi commerciali tra USA e CINA. Ad un inizio settimana improntata all’ottimismo circa la risoluzione di “Fase 1” entro la fine di novembre, ora si mette in dubbio sia la data del 15 dicembre, data che farebbe scattare le ulteriori nuove sanzioni da parte americana, sia la data di fine anno, rimandando il tutto nel 2020. A complicare le cose è arrivata l’approvazione da parte del Senato e della Camera circa l’approvazione del progetto di legge denominato “Hong Kong human rights and democracy act" alla cui esecutività manca solo la firma del presidente Trump, il quale cerca con goffi tentativi nei suoi “tweet” di evitare che la questione Hong Kong ostacoli le trattative.

Certo, il fatto che Trump sia così desideroso di un qualche genere di accordo è sicuramente un fattore positivo, tanto da dichiarare: "Dobbiamo stare con Hong Kong, ma sto anche con il presidente Xi", "È un ragazzo incredibile, ma dobbiamo stare in piedi per terra. Sto con la libertà, sto con tutte le cose che voglio fare, ma siamo anche nel processo di creazione di uno dei più grandi accordi commerciali della storia. E se riusciremo a farlo, sarebbe fantastico" .I Cinesi, dal canto loro, sono sicuramente meno caldi, ma non hanno nessun interesse a peggiorare la situazione, per vedersi appioppare altri dazi. In assenza di soluzioni, i "colloqui costruttivi" possono andare avanti per settimane. C'è ovviamente l'incognita dell'imprevedibilità di Trump, che può spazientirsi d'improvviso come è successo a maggio, tanto da tornare a dichiarare che: “Se non facciamo un accordo con la Cina, aumenterò ulteriormente i dazi”.

Trump e il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Robert Lighthizer riconoscono che l’eliminazione dei dazi per trovare un accordo che non affronta i problemi fondamentali della proprietà intellettuale e del trasferimento di tecnologia non potrà essere visto come un buon affare per gli Stati Uniti.

Funzionari di Pechino avevano suggerito che il presidente cinese Xi Jinping e Trump avrebbero potuto firmare un accordo all'inizio di dicembre. Altri esperti hanno affermato che la prossima data da tenere d'occhio è il 15 dicembre, quando entreranno in vigore le tariffe per circa $ 156 miliardi di merci cinesi, tra cui articoli da regalo per le vacanze come l'elettronica e le decorazioni natalizie, infine persone vicine all’amministrazione Trump, hanno dichiarato che il completamento di un accordo commerciale parziale potrebbe essere spinto nel 2020 in quanto la CINA propone una eliminazione dei dazi di più ampia portata.

Restando sul tema ma cambiando area geografica, la Casa Bianca starebbe considerando di aprire una nuova inchiesta sulle auto europee, sotto la sezione 301, ovvero quella che ha elevato i dazi alla Cina. L'inchiesta precedente (232) avrebbe dovuto produrre effetti entro la scorsa settimana, ma Trump non ha ancora comunicato la decisione. Il fatto che si possa aprire un nuovo procedimento, sotto un capitolo che offre molta più flessibilità a Trump per istituire dazi, non è una gran notizia.

La Camera dei Rappresentanti in prima battuta ed il Senato in seconda, hanno approvato la legge che estende il finanziamento federale temporaneo fino al 20 dicembre. Questo disegno di legge da settembre è necessario perché il Congresso non ha completato una serie di stanziamenti regolari per l'anno fiscale iniziato il 1 ottobre. Ciò in parte è a causa di disaccordi tra il presidente repubblicano Donald Trump e i democratici, che controllano la Camera, sui miliardi di dollari che Trump vuole per costruire un muro di confine tra Stati Uniti e Messico. Le stesse divergenze avevano portato alla chiusura record di 35 giorni del governo (il famoso “Shutdown”), che è iniziata alla fine dello scorso dicembre e si è estesa all'inizio del 2019.

LA CINA RISPONDE

La reazione cinese non si è fatta attendere, con le autorità che hanno intimato agli USA di cessare le ingerenze negli affari interni cinesi e hanno diffidato la Casa Bianca dall'approvare la legge. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Geng Shuang ha dichiarato che la mossa del Senato è stata progettata per "rafforzare i radicali anti-Cina, estremisti e violenti che tentano di sconvolgere Hong Kong" e ha avvertito che "tutti quei tentativi di interferire o impedire lo sviluppo della Cina saranno vani".

Il presidente cinese Xi Jinping ha dichiarato a un forum internazionale a Pechino che sebbene il suo paese "voglia lavorare per un accordo di" Fase uno "sulla base del rispetto reciproco e dell'uguaglianza", "reagirà" quando necessario.

Infine Hu Xijin, direttore del Global Times, un giornale cinese controllato dallo stato, ha dichiarato su Twitter che la Cina è pronta a approfondire la questione commerciale. "Pochi cinesi credono che la Cina e gli Stati Uniti possano raggiungere presto un accordo", ha scritto. "Data l'attuale politica degli Stati Uniti verso la CINA, la gente tende a credere che il significato di un accordo commerciale, se raggiunto, sarà limitato. La Cina vuole un accordo ma è preparata per lo scenario peggiore, una guerra commerciale prolungata".

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Nella settimana appena trascorsa sono stati pubblicati i verbali (minute) della riunione del FOMC dello scorso 29 e 30 ottobre. Nulla di nuovo rispetto a quello che abbiamo riportato negli articoli delle precedenti settimane, le discussioni durante l’incontro hanno indicato che i membri ritengono che l’economia degli Stati Uniti sia in una posizione abbastanza forte, con un mercato del lavoro sano ed una forte crescita di spesa tra i consumatori, la cui attività rappresenta circa il 70% del PIL.

Tuttavia, hanno notato come si siano alzati “i rischi al ribasso che circondano le prospettive economiche” citando una riduzione degli investimenti delle imprese e delle esportazioni derivanti da “debolezza nella crescita globale ed elevata incertezza riguardo agli sviluppi della guerra commerciale USA-CINA, che hanno danneggiato la produzione, gli investimenti delle imprese e le esportazioni”. Anche se le preoccupazioni su entrambe le questioni sembrano essersi “attenuate un pò”.

I membri del FOMC che hanno votato a favore del taglio dei tassi hanno anche citato i benefici che tassi più bassi fungerebbero come una sorta di polizza assicurativa contro i problemi futuri. Hanno anche continuato a esprimere preoccupazione per l’inflazione che scende costantemente al di sotto dell’obiettivo del 2% della Fed. Tutti i membri votanti tranne due (8-2) del comitato hanno votato per il taglio con i dissidenti, Eric Rosengren della Fed di Boston e Esther George della Fed di Kansas City, che credevano che non fosse necessario un ulteriore accomodamento.

Per quanto riguarda una struttura di pronti contro termine permanente, molti membri hanno affermato che "potrebbe fungere da utile supporto" per sostenere il tasso sui fondi federali in caso di shock, ma hanno anche notato che potrebbe non essere necessario dopo aver stabilito di ampliare le riserve.

Un repository permanente “probabilmente fornirebbe una garanzia sostanziale del controllo sul tasso dei FED FUNDS, ma l’uso della struttura potrebbe essere stigmatizzato, in particolare se il tasso fosse fissato a un livello relativamente alto, e stando effettivamente pronti a fornire una forma di liquidità in base alle necessità, una tale struttura potrebbe aumentare il rischio che alcuni istituti potrebbero assumere una quantità sproporzionalmente elevata per coprire il rischio di liquidità”.

Non è stata presa alcuna decisione definitiva durante la riunione. Anche se l’idea di una struttura di repository permanente risulta essere molto condivisa tra gli operatori di Wall Street, i membri del FOMC hanno dichiarato di non essere ancora pronti a prendere alcuna decisione, precisando invece su come le operazioni di mercato avviate dopo i problemi di settembre stiano funzionando.

I funzionari della Fed hanno ripetutamente sottolineato che gli sforzi per espandere il bilancio, con l’obiettivo di aumentare le riserve bancarie, non sono simili al programma di allentamento quantitativo utilizzato per stimolare l’economia durante e dopo la crisi finanziaria. Tuttavia, i mercati l’hanno trattato in una certa misura come un tipo di operazione “QE4”.

Il bilancio è cresciuto del 7,4% circa da quando i pronti contro termine sono passati a quasi 4,1 trilioni $ e le riserve bancarie, nel frattempo, sono cresciute poco, pari a solo 11,6 miliardi $ dall′11 settembre. I membri “hanno commentato la necessità di valutare attentamente queste scelte progettuali per proteggersi dal potenziale rischio morale, stigmatizzazione, rischio di disintermediazione o eccessiva volatilità nel bilancio della Federal Reserve”.

Dopo l'incontro, il presidente della Fed Jerome Powell ha segnalato che la FED ora cesserà l’intervento sui tassi di interesse e che modificherà atteggiamento solo in presenza di un cambiamento "materiale" nelle prospettive economiche degli Stati Uniti. La Fed ha ancora una riunione di intervento sui tassi di interesse prima della fine dell'anno, il 10-11 dicembre, ma ora gli investitori vedono la FED mantenere invariati i tassi di interesse almeno fino alla metà del 2020.

A proposito di politiche sui tassi da parte della FED, pubblichiamo un’intervista all’ex presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, a margine del World Business Forum.

“La pronunciata disuguaglianza di ricchezza che si è accumulata per decenni rappresenta una grave minaccia per un’economia americana che è in forma “eccellente”. “La guerra sui dazi tra Stati Uniti e CINA sta avendo un impatto negativo sia sulle imprese che sui consumatori a causa di prezzi più alti e di un’aria generale di incertezza. Scommetto che non ci sarà una recessione nel prossimo anno. Ma dovrei dire che le probabilità di una recessione sono più alte del normale e ad un livello con cui sinceramente non mi sento a mio agio”. “Con tre riduzioni dei tassi quest’anno, non c’è più il margine che vorrei che la FED fosse in grado di attuare per rispondere alla recessione. Quindi ci sono buone ragioni per preoccuparsi”.

Nonostante gli sforzi della banca centrale per guidare l’economia, la Yellen ha citato: “una tendenza a lungo termine molto preoccupante si nota in una parte molto consistente della forza lavoro degli Stati Uniti che si sente come se non stesse avanzando. È vero, non stanno andando avanti”.

″È un grave problema economico e sociale perché significa che i vantaggi del nostro sistema economico non sono ampiamente condivisi e ciò, alla fine, lascia alle persone la sensazione che l’economia non funzioni per loro, un senso di malcontento sociale che è estremamente dirompente”.

A proposito delle azioni commerciali protezionistiche da parte dell’amministrazione Trump ha detto: “Non vedo alcun segno che abbia avuto successo nell’ invertire queste tendenze”, “questi dazi sono tasse per i consumatori e le imprese americane e stanno rendendo più difficile, più costoso fare affari e controllare i costi ed i consumatori stanno vedendo prezzi più alti”.

La Yellen ha anche riconosciuto l’onere che alcune delle politiche della Fed, come i tassi di interesse storicamente bassi, impongono agli americani. Ricordando di aver ricevuto, durante il suo mandato, molte e-mail da persone che cercavano di risparmiare per la pensione ma venivano penalizzate dai bassi tassi di interesse: “Alcune delle note più inquietanti provenivano da persone che dicevano: ’Lavoro e ho rispettato le regole, risparmio per la pensione e ho soldi in banca e, sai, non ricevo assolutamente nulla”. “E’ vero, i risparmiatori vengono penalizzati”.

La FED durante il mandato della Yellen ha mantenuto i tassi a breve quasi a zero durante e dopo la crisi finanziaria. Ha supervisionato solo due aumenti dei tassi e l’inizio di una riduzione delle obbligazioni che la FED deteneva sul proprio bilancio, a causa degli sforzi di stimolo durante e dopo la crisi.

DATI MACROECONOMICI

Pochi i dati importanti usciti nella settimana appena trascorsa, iniziamo dal dato previsionale nel settore manifatturiero a cura della FED di Philadelphia relativo al mese di novembre, uscito a sorpresa a + 10.4 dal + 5.6 del mese di ottobre e contro attese per 6.

Passiamo alle ancor buone notizie provenienti dai dati preliminari sui PMI di novembre a cura di Markit, con il manifatturiero che passa da 51.3 di ottobre a 52.2 contro attese per 51.4 (massimo da 7 mesi) ed i servizi che passano da 50.6 a 51.6 di ottobre contro attese per 51 (massimo da 4 mesi). Il dato Composite passa da 50.9 a 51.9. I dati mostrano un rafforzamento della recente ripresa delle attività negli USA.

Infine anche su questo dato notizie positive circa il sentiment sulla fiducia dei consumatori redatto dall’università del Michigan. L’indice finale di novembre indica un aumento a 96.8 dal 95.5 di ottobre facendo registrare un massimo da quattro mesi ad oggi. Il dato è anche al di sopra della stima degli analisti posto a 95.7.

COMMENTI DAL MONDO ECONOMICO

Questa settimana riportiamo, al posto dei commenti sulle politiche economiche degli States, commenti sulle novità che escono dalle principali Società del listino Nasdaq100.

L'unità GOOGLE di Alphabet ha detto mercoledì che imporrà alcuni limiti alla pubblicità politica entro l'inizio del 2020. La mossa segue il divieto assoluto di annunci politici di Twitter, che entrerà in vigore questo mese. Scott Spencer, vicepresidente della gestione dei prodotti di Google Ads, ha dichiarato in un post sul blog che la società "sta limitando gli annunci elettorali indirizzati al pubblico sulle seguenti categorie generali: età, sesso e posizione lavorativa". Tuttavia, "Gli inserzionisti politici possono, ovviamente, continuare a fare targeting contestuale, come pubblicare annunci a persone che leggono o guardano una storia, per esempio, sull'economia". I nuovi limiti entreranno in vigore nel Regno Unito in vista delle elezioni generali del prossimo mese, nel resto d'Europa entro la fine dell'anno e negli Stati Uniti entro il 6 gennaio 2020.

Dan Schulman, Presidente e CEO di PAYPAL, ha annunciato, in settimana, l’acquisizione di Honey, una piattaforma tecnologica per acquisti e premi. "Honey è tra le acquisizioni più trasformative nella storia di PayPal. Fornisce un ampio portafoglio di servizi per semplificare l'esperienza di acquisto dei consumatori, rendendola allo stesso tempo più conveniente e gratificante", "La combinazione dei prodotti di consumo complementari di Honey con la nostra piattaforma migliorerà in modo significativo la nostra capacità di stimolare il coinvolgimento e svolgere un ruolo più significativo nella vita quotidiana dei nostri consumatori. Il colosso dei pagamenti ha accettato di acquisire Honey per 4 mld $. L'acquisizione ha lo scopo di aiutare i commercianti che utilizzano PayPal, e ha anche lo scopo di promuovere l'adozione degli strumenti di acquisto di Honey tra i consumatori che utilizzano PayPal e Venmo, ha affermato la società. Venmo ha più di 275 milioni di conti di consumatori attivi, mentre PayPal ha 24 milioni di conti di commercianti.

Elon Musk e la sua compagnia hanno presentato a Los Angeles, Il "Cybertruck", la versione base del pick-up elettrico di TESLA. Ma durante la presentazione che ha mostrato con successo come il Cybertuck potesse resistere ad un colpo di mazza senza lasciare un graffio, un altro test con una pallina metallica ha frantumato sia il finestrino anteriore che quello posteriore, suscitando stupore nel pubblico e sbalordimento nello stesso Musk, che subito ha dichiarato di aver gettato di tutto contro i vetri senza che succedesse nulla. Incidente a parte la reazione sui social media è stata molto feroce anche per quanto riguarda il design del pick-up. Di parere diverso sempre Elon Musk che ha dichiarato di aver ricevuto ordinazioni per 146.00 pick-up e che la produzione del 2021 è già quasi completamente venduta. Il costo del modello “base” partirà da 39.000 $ ma solo il 17% ha ordinato questa versione a motore singolo, mentre il 42% ha prenotato la versione a due motori pari a 49.000 $ di costo ed infine un altro 41% ha prenotato la versione a tre motori pari ad un costo di 69.000 $ che entrerà in produzione nel 2022. Gli analisti riportano che riuscire a sfondare in questa nuova categoria non sarà facile vista la concorrenza di GM e FORD che da sempre si spartiscono le quote di questo mercato.

APPLE potrebbe essere esonerata da qualsiasi nuova forma di dazi, a dichiararlo è stato il presidente Trump durante un tour di una delle strutture dell'azienda ad Austin, in Texas. Alla domanda se il produttore di iPhone debba essere esonerato dai dazi, Trump ha dichiarato: "Lo stiamo osservando", citando il produttore di smartphone rivale, Samsung, che non deve affrontare i dazi. "Dobbiamo trattare Apple su una base in qualche modo simile a quella di Samsung".

Nel fine settimana i servizi Web di AMAZON hanno confermato di aver intentato una causa contro la decisione del Dipartimento della Difesa di assegnare a Microsoft un importante contratto per i servizi cloud. L'accordo JEDI (Joint Enterprise Defense Infrastructure), che potrebbe valere fino a $ 10 miliardi, è stato fortemente contestato e segna una grande vittoria di Microsoft mentre insegue AWS nell'infrastruttura cloud. Il processo intentato è di alto profilo perché il presidente Trump è stato coinvolto personalmente, esprimendo opposizione all'aggiudicazione del contratto ad Amazon il cui CEO, Jeff Bezos, è un bersaglio frequente degli attacchi di Trump. Amazon ha presentato diversi documenti relativi a Trump al Tribunale per i reclami federali, che sta gestendo la richiesta di protesta. Il reclamo in sé non è accessibile al pubblico.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Settimana con alterne soddisfazioni per il nostro Portafoglio azionario, il titolo CHECK POINT SOFTWARE che ci ha regalato il famoso “tozzo di pane” arrivando a target. Di contro il titolo CISCO SYSTEMS, ci ha lasciato fa soffrire prima per essere andato molto vicino al nostro livello di STOP, poi per essersi ripreso bene aumentando le nostre aspettative, per poi crollare nuovamente, grazie a buoni dati economici trimestrali ma ad una “guidance” sotto le attese. Vedremo nella settimana prossima se ci sarà un minimo di reazione. Comunque contenti così, il portafoglio nel suo complesso regge bene,

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

APPLIED MATERIALS – 9,86%. Nonostante la scorsa settimana la Società di semiconduttori abbia riportato dati economici trimestrali molto soddisfacenti anche se con un fatturato in contrazione rispetto allo scorso anno, ma con una “guidance” positiva, il titolo in questa settimana si è rimangiato tutto il guadagno accumulato dopo l’uscita dei dati, dopo aver ricevuto il pollice in giù dall'analista UBS Timothy Arcuri. Viene difficile capire e commentare tali situazioni con il mercato che, a fronte di dati certi, preferisce farsi condizionare dalle analisi di un analista.

BIOGEN + 5,96%. è una società biofarmaceutica. L'azienda scopre, sviluppa, produce e commercializza terapie per disturbi neurologici, autoimmuni ed ematologici. La Società sta riportando ottimi risultati su 2 trattamenti sperimentali innovativi, il primo si tratta del "Timrepigene emparvovec” che potrebbe essere una terapia genica trasformativa per le persone affette da coroideremia che altrimenti affronterebbero inevitabilmente la cecità. Oltre il 90 percento dei pazienti trattati con “timrepigene emparvovec” mediante iniezione subretinale mirata ha mantenuto l'acuità visiva. Il secondo riguarda il “Vumerity” un nuovo trattamento approvato dalla FDA per le forme recidivanti di sclerosi multipla (SM), che dimostra la migliorata tollerabilità gastrointestinale (GI) rispetto a TECFIDERA.

HOLOGIC + 6,11%.  La Società attiva nello sviluppo di tecnologie mediche volte a migliorare la salute delle donne attraverso la diagnosi precoce delle malattie, ha annunciato un accordo da 205 mln $ (138 mln $ dopo alcune rettifiche) per vendere la sua divisione estetica di Cynosure, che vende una gamma di trattamenti sanitari e cosmetici, dalla depilazione al rimodellamento del corpo non invasivo, ad un’affiliata del fondo Clayton, Dubilier & Rice.

KLA TENCORE – 10,89%. Altro titolo, sempre del settore semiconduttori, sotto la scure dell’analista di UBS, Timothy Arcuri, che ha tagliato il prezzo obiettivo ad un anno a un minimo di 140 $ da 192 $, motivando il fatto che vede una diminuzione di richieste per la produzione di apparecchiature “wafer fabrication” che è una procedura composta da numerosi processi sequenziali ripetuti per produrre circuiti elettrici o fotonici completi su wafer a semiconduttore.

LAM RESEARCH + 7,65%. L'analista di Citi, Atif Malik, che all'inizio di questo mese ha ribadito il suo rating di acquisto su Lam Research e ha aumentato il suo obiettivo di prezzo ad un anno fino ad un massimo di di 330 $ dai 282 $ precedenti, ha detto:"Riteniamo che il miglioramento dell'equilibrio tra domanda e offerta di memoria continuerà a innalzare le prospettive ddella Società per gli investimenti sulle memorie NAND e DRAM fino al 2020". Cui ha fatto seguito le dichiarazioni di Jim Cramer ed il suo team: "Questa Società è ancora fortemente orientata a guadagnare nell'anno 2020, con il ciclo che torna a loro favore". "Di conseguenza prevediamo di aggiornare il nostro obiettivo di prezzo,nei prossimi giorni, a un livello che è ben al di sopra del nostro attuale prezzo di 230 $".

NETEASE.COM + 6,58%. Uno dei principali fornitori cinesi di servizi Internet e di giochi online, ha annunciato utili del 3° trimestre 2019 pari a 7,59 $/az. su ricavi di 2,047 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 3,10 $/az. su ricavi per 2,4 mld $. Il fatturato è aumentato del 11,2% ca. rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.

QUALCOMM – 6,51%. Mentre la maggior parte del mercato concorda sul fatto che la Società abbia attualmente alcune delle migliori tecnologie per fornire molti produttori di dispositivi 5G del mercato finale, ci sono due potenziali ostacoli nel posizionamento a medio-lungo termine di Qualcomm nel 5G. L’analista di Bernstein, Stacy Rasgon, afferma che la radice del problema consiste nel fatto che l'accelerazione delle vendite di dispositivi abilitati per il 5G sarà probabilmente più lenta di quella per il 4G. Le aziende, così come gli analisti, prevedono una produzione compresa tra 175 e 225 milioni di dispositivi 5G per tutto il 2020, mentre Rasgon crede che sia un numero deludente. In confronto, si prevede che Apple fornirà un totale di 278 milioni di dispositivi - sia 5G che non 5G - in tutto il 2020, secondo gli analisti intervistati da FactSet. È importante sottolineare che in settimana, il management di Qualcomm, ha dichiarato che la produzione di unità 5G nel 2022 sarà di 750 milioni, confermando l'aspettativa che il 5G sia un mercato in forte crescita. Chi avrà visto giusto ? Nel frattempo il mercato penalizza le previsioni del management della Società.

ULTA SALON BEAUTY – 7,08%. La Società è un rivenditore di prodotti di bellezza che offre acquisti one-stop per prodotti di massa e servizi per saloni negli Stati Uniti, è stata penalizzata dagli analisti del settore per la partenza dalla Società della responsabile di Prestige Merchandising, Tara Simon, fautrice del raggiungimento degli alti livelli di Ulta negli ultimi anni, inoltre sembra che anche il CEO, Mary Dillon, possa seguirne l’esempio. Gli analisti di Barclays, Nomura e Piper, hanno tutti abbassato il prezzo obiettivo del titolo. 


ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (11/25/2019)
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Pagina a cura di SANDRO MANCINI

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