Settimana all'insegna dell'ottimismo sui mercati azionari USA ed il nostro Portafoglio gongola


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
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Settimana positiva per gli indici azionari USA, più di consolidamento delle posizioni che di rialzo vero e proprio, ma ciò non ha impedito ai 3 principali mercati di portarsi ad un soffio dai rispettivi massimi storici. Quindi, a meno di sorprese non pronosticabili al momento, in settimana dovremmo assistere ad un primo test dei livelli massimi. Certo che l’attacco alle strutture petrolifere saudite non depongono a favore di un’apertura al rialzo dei mercati nella giornata di lunedì, ma la settimana è lunga e mercoledì sera ci sarà spazio per un altro catalizzatore di notizie importanti, quali la riunione della Federal Reserve e la relativa decisione in materia di tassi d’interesse. Anche se il risultato sembra già essere scontato, vedremo come i mercati reagiranno.

Ma andiamo ad analizzare subito i numeri dei principali indici azionari USA, iniziando con il conto alla rovescia per quanto riguarda il raggiungimento dei rispettivi massimi storici. All’indice DOW JONES, che negli ultimi giorni ha recuperato tutto lo svantaggio percentuale che aveva nei confronti degli altri due, manca il + 0,658% per toccare il livello di 27398,78 fatto registrare il giorno 16 luglio scorso, all’S&P500 manca il + 0,685% per toccare il livello di 3027,98 del giorno 26 luglio scorso, infine al NASDAQ100 manca (stranamente per la forza dell’indice) il + 1,70% per toccare il livello di 8027,18 anch’esso del giorno 26 luglio scorso. Ora diamo uno sguardo ai numeri della settimana appena passata iniziando da quello che ha riportato la performance maggiore, l’indice DOW JONES che ha chiuso a 27219,52 guadagnando il + 1,575% seguito dall’indice S&P500 che chiudendo a 3007,39 ha guadagnato il + 0,96%, infine l’indice NASDAQ100 con un + 0,51% ha chiuso le contrattazioni a 7892,95. Di seguito i relativi grafici:

ORO

L’ORO ha registrato la terza settimana di ribasso consecutivo, frutto della maggior propensione al rischio e dell'ottima performance accumulata negli ultimi tempi. Il quadro resta saldamente rialzista e la debolezza di questi giorni potrebbe rivelarsi un'ottima occasione da sfruttare per i ritardatari. Operatività. Probabili acquisti in area 1450/1440 $/oz. Forti vendite si sono riscontrate anche sul contratto dell’ARGENTO che dal massimo relativo di 19,66 $ fatto registrare due settimane fa si è passati ai 17,43 $ di venerdì scorso Di seguito il grafico weekly dell’ORO:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Come prima notizia nella settimana appena trascorsa, quella del licenziamento del Consigliere alla Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, che contribuisce a tenere relativamente elevata la propensione al rischio. L’ex ambasciatore statunitense all’Onu ai tempi di George W. Bush è da anni il capofila dello schieramento interventista sullo scacchiere internazionale ed ha sostenuto le sue tesi anche alla Casa Bianca. L’Ex consigliere era stato nominato nell’aprile del 2018 dopo l’uscita di H.R. McMaster ed è stato molto importante sulla questione Iran, ha convinto Trump a lasciare le forze statunitensi in Siria per contrastare l’influenza iraniana e lo stato islamico.

L’espulsione è stata una sorpresa per tutti, nonostante sia da sempre parsa una scelta insolita. Le visioni di Bolton non erano adatte al programma “America First” di Trump. Il problema sembra essere di carattere esclusivamente politico, troppe divergenze tra i due. L'uscita di Bolton dovrebbe ridare l’iniziativa ai consiglieri schierati con il presidente, quelli che lo sollecitano a ritirarsi dai fronti caldi ed a pensare agli affari interni. Dovrebbe venir meno, nell’immediato, un coinvolgimento degli Stati Uniti in Venezuela, in Siria ed in Iran. Lo scopriremo a fine mese quando il presidente incontrerà il presidente iraniano Hassan Rouhani alle Nazioni Unite.

Passando alle notizie sulla guerra commerciale sui dazi, il Wall Street Journal ha scritto che la CINA vuole sbloccare le relazioni con gli Usa. Per questo avrebbe chiesto a Washington di concentrare gli sforzi sui dazi e sugli aspetti commerciali, lasciando indietro il caso Huawei e la materia riguardante la "sicurezza". In questo modo, Pechino, punta a chiudere almeno un accordo parziale per presentarsi ai festeggiamenti per l’anniversario della nascita della Repubblica del Popolo della Cina, dal primo al sette ottobre, con un risultato tangibile. Anche Donald Trump, parlando con i giornalisti prima di partire per Baltimora, ha detto di essere aperto alla possibilità di concludere piccoli accordi, su singoli aspetti degli scambi commerciali, in pratica un accordo commerciale interinale con la CINA, anche se non lo avrebbe preferito. Il presidente ha detto ai giornalisti che vorrebbe siglare un accordo completo con la seconda economia più grande del mondo. Tuttavia, ha lasciato la porta aperta per concludere un accordo limitato con Pechino.

“Se stiamo per fare l’accordo, facciamolo”. “Molte persone ne parlano, vedo molti analisti che stanno parlando di un accordo interinale - il che significa che ne faremo pezzi, i primi facili. Ma non è facile o difficile. C’è un accordo o non c’è un accordo. Ma è qualcosa che dovremmo considerare, immagino”.

Inoltre il sentiment ha ottenuto un ulteriore supporto da un tweet di Trump in cui il Presidente ha annunciato, come segnale di buona volontà, di aver acconsentito ad una richiesta cinese, rinviando l'aumento delle aliquote dei dazi sui 250 mld $ di merce cinese dal 25% al 30% di 2 settimane, dal 1 al 15 ottobre. In quella finestra temporale è prevista la visita del Vice premier Liu He, e questo fa nascere la speranza che questi aumenti vengano evitati. Poi Trump in un ulteriore tweet ha dichiarato di aspettarsi, da parte della CINA, abbondanti acquisti di prodotti agricoli, dopo la promessa di rinviare i dazi.

Mentre si cerca una normalizzazione nella guerra commerciale, Trump ha minimizzato i suoi effetti sui consumatori americani e sull’economia americana. Il presidente ha affermato che sta bene lasciare le tariffe in vigore, sostenendo che la CINA sta subendo un impatto maggiore rispetto agli Stati Uniti. Tuttavia, vuole stringere un accordo con Pechino e costringere la CINA a cambiare le sue pratiche commerciali cercando di dimostrare di aver mantenuto una promessa chiave in ottica della futura campagna di rielezione presidenziale per il 2020.

Di contro c’è un gruppo di addetti ai lavori, circa il 65% dei CFO statunitensi, ritiene che la politica commerciale degli Stati Uniti sarà negativa per le loro attività nei prossimi sei mesi. I massimi dirigenti negli Stati Uniti e in tutto il mondo non stanno scommettendo sul fatto che la guerra commerciale USA-Cina verrà risolta presto. I dirigenti finanziari hanno inoltre declassato il loro punto di vista sull’economia americana, dal “miglioramento” alla “stabilità”.

Da segnalare le interruzioni nella produzione di petrolio saudita che potrebbero ulteriormente frenare l'economia globale, poiché il regno esporta più petrolio greggio di qualsiasi altro paese e l'Arabia Saudita è il maggiore esportatore di petrolio al mondo. Un drone, sabato scorso, ha colpito due stabilimenti sauditi di Saudi Aramco provocando incendi violenti nel cuore dell'industria petrolifera del regno, incluso il più grande impianto di lavorazione del petrolio del mondo.

Passiamo ora agli attacchi sull’argomento preferito dal presidente Donald Trump che nella settimana appena trascorsa ha continuato il suo assalto verbale alla Federal Reserve, che incolpa per il rallentamento dell’economia, twittando che la banca centrale dovrebbe ridurre i tassi di interesse a zero o addirittura impostare tassi di interesse negativi. “Gli Stati Uniti dovrebbero sempre pagare il tasso più basso. Nessuna inflazione! È solo l’ingenuità di Jay (Jerome) Powell e della FED che non ci consente di fare ciò che altri paesi stanno già facendo. Un’occasione irripetibile che ci manca a causa di “Boneheads” (teste d’osso)”, ha dichiarato. “La Federal Reserve dovrebbe abbassare i nostri tassi di interesse a ZERO, o meno, e dovremmo quindi iniziare a rifinanziare il nostro debito. I COSTI DEGLI INTERESSI POTREBBERO ESSERE TRASFORMATI, mentre allo stesso tempo si allunga notevolmente il termine di scadenza”, ha affermato.

Il presidente ha anche formulato un nuovo suggerimento non visto in alcuni dei suoi precedenti attacchi alla Fed, affermando che il paese dovrebbe rifinanziare il suo carico di debito. Gli Stati Uniti hanno debiti per 22,5 trilioni $, di cui 16,7 trilioni $ sono detenuti dal pubblico. Quel carico di debito è cresciuto di 2,6 trilioni $, ovvero il 13% sotto Trump, in parte a causa del taglio delle tasse del 2017 che il presidente ha guidato attraverso il Congresso. I contribuenti hanno sborsato 538,6 miliardi $ di costi per interessi nell’anno fiscale 2019, di sicuro un record.

A tal proposito gli Stati Uniti potrebbero emettere obbligazioni a 50 anni già dal prossimo anno, quando il governo cercherà modi più economici e a lungo termine per finanziare il crescente carico di debiti, ha detto il segretario al Tesoro Steven Mnuchin giovedì scorso alla CNBC. “Questo è qualcosa di cui ho parlato negli ultimi due anni, è qualcosa che stiamo prendendo molto seriamente in considerazione”. “Stiamo cercando di emettere un’obbligazione di 50 anni, quello che potremmo chiamare un legame ultra lungo. Pensiamo che ci sia una certa richiesta per questo. È qualcosa che prenderemo molto seriamente in considerazione per il prossimo anno.”

L’idea di “rifinanziare” il debito federale non ha precedenti moderni.

LA CINA RISPONDE

Stamattina la Cina ha comunicato una lista di beni statunitensi sui quali non si applicano i dazi aggiuntivi deliberati alla fine del mese scorso. L’esenzione entra in vigore il 17 settembre. Il direttore del quotidiano cinese Global Times, Hu Xujin, diventato negli ultimi mesi una celebrità su Twitter in quanto anticipa spesso le mosse di Pechino nella contesa sui dazi, ha scritto stanotte che il governo si prepara a varare altre misure in grado di attenuare gli effetti della guerra commerciale. Poche ore prima, le autorità avevano disposto la rimozione dei vincoli all’acquisto di azioni di società cinesi, da parte di soggetti esteri.

Inoltre, Huawei ha lasciato cadere una delle sue cause legali contro gli Stati Uniti, secondo quanto riferito dalla CNBC, dopo che le attrezzature sequestrate da Washington quasi due anni fa sono state restituite alla società, un segnale che forse le tensioni tra le due maggiori economie del mondo potrebbero allentarsi in vista di un incontro previsto tra il 1° ottobre ed il 15 ottobre.

Notizie sul fronte dazi. Il ministro del Commercio cinese ha detto di aver invitato le imprese del paese ad acquistare prodotti agricoli americani, soprattutto soia e carne di maiale. Per allentare le tensioni commerciali, la Cina intenderebbe anche escludere dalle tariffe aggiuntive questi prodotti, secondo quanto riportato da Bloomberg. I mercati si aspettano buoni risultati dagli incontri fra le due potenze che si svolgeranno il mese prossimo.

Ma non pensiamo che la CINA, a fronte di queste aperture, si possa lasciare intimidire dalla controparte, anzi la mossa di Pechino potrebbe essere quella di negoziare il miglior affare possibile alla trasformazione, in sordina, di una contestazione epocale e sistemica che i funzionari cinesi temono sopravviveranno a lungo nell’amministrazione Trump.

Parlando all’inizio di questo mese a una sessione di addestramento per i quadri del partito comunista, il presidente cinese Xi Jinping ha sottolineato drammaticamente questo cambiamento di umore. Il riassunto del discorso di Xi, pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, non menziona gli Stati Uniti ma si concentra su “ogni sorta di lotte” che la Cina dovrà intraprendere per realizzare il “sogno cinese” di un “Grande ringiovanimento nazionale” entro il 2049, centenario della Repubblica popolare cinese.

Xi ha detto: “Per quei rischi o sfide che mettono a repentaglio la leadership del Partito Comunista e il sistema socialista cinese; per coloro che mettono in pericolo la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina; per quelli che minano gli interessi chiave e i principi fondamentali della Cina; e per coloro che dissuadono la realizzazione da parte della Cina di un grande ringiovanimento nazionale, intraprenderemo una lotta risoluta contro di loro finché saranno lì. E dobbiamo vincere la lotta”. Considerato che nel discorso, Xi, ha pronunciato la parola “douzheng” (lotta) per quasi 60 volte, sembra ovvio che non retrocederanno di un passo nei confronti della politica arrogante degli Stati Uniti.

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

La Fed dovrebbe approvare un altro taglio dei tassi di un quarto di punto nella riunione della prossima settimana, a seguito della riduzione di luglio che è stata la prima mossa del genere in 11 anni. I mercati prevedono un’ulteriore riduzione entro la fine dell’anno e un’altra all’inizio del 2020. Mentre i funzionari della banca centrale hanno affermato che si aspetterebbero che i tassi si avvicinino allo zero in caso di un’altra recessione, il presidente della Fed Jerome Powell ha dichiarato venerdì di non vedere una recessione all’orizzonte.

Di notevole interesse sarà la parte riservata alle domande degli analisti, tra le quali se ci si sta preparando per qualcosa di più della regolazione a "metà ciclo" che in precedenza aveva affermato fosse in corso e quanti membri dissentiranno dopo che i presidenti regionali della Fed, Eric Rosengren e Esther George, avevano votato a luglio a favore del mantenimento dei tassi, primo doppio dissenso da quando Powell ha assunto la guida della FED a febbraio 2018.

COMMENTI DAL MONDO ECONOMICO

“Bloomberg Economics si aspetta che i responsabili politici riducano i tassi con incrementi costanti di 25 bp fino a quando la curva dei rendimenti non viene più invertita. Riteniamo che ciò significhi tagli dei tassi a settembre, ottobre e dicembre, anche se i funzionari potrebbero esitare a completare tali intenzioni, in particolare mentre i negoziati commerciali sono in corso."

Sempre in tema di tassi, Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics ha dichiarato: “Non è praticabile e potrebbe rappresentare un problema significativo per gli investitori, i mercati finanziari e, in definitiva, l’economia”, “Il debito non è prepagabile. C’è un rapporto contrattuale che il Tesoro ha con gli investitori. Questo non è un mutuo, questo è il debito del Tesoro americano. Penso che sarebbe incredibilmente dirompente per i mercati finanziari e alla fine i tassi di interesse aumenterebbero, non diminuirebbero”.

Infine riportiamo uno stralcio dell’articolo apparso su Bloomberg dell’economista Mohomad El-Erian che, discutendo il legame in cui si trovano la Federal Reserve e i banchieri centrali, riguardo alla domanda: “se i tassi sono già così bassi, ci saranno effetti significativi se vengono ancora abbassati?” Così la sua risposta:

“Le aziende statunitensi beneficiano da anni di tassi di interesse molto bassi ed hanno beneficiato di prestiti relativamente economici. Negli ultimi anni il prestito non ha comportato ulteriori assunzioni o investimenti in impianti e attrezzature; è stato (il prestito) ampiamente utilizzato per i riacquisti di azioni. Dato che hanno ricevuto una maggiore liquidità dai tagli fiscali, hanno continuato il ciclo di riacquisto. È sconcertante il motivo per cui si potrebbe pensare che denaro aggiuntivo tramite tassi più bassi stimolerebbe qualsiasi cosa diversa da più riacquisti”. El-Erian suggerisce che proporre tassi più bassi è stimolante ma solo se le politiche fiscali saranno coordinate meglio affinché gli stimoli mantengano il loro effetto”. “In assenza di un significativo impegno fiscale da parte di governi e altri responsabili politici, il dilemma delle banche centrali diventerà solo più acuto”. “Ma la Federal Reserve comprende tutti questi problemi e continuerà ad agire con indipendenza nella sua gestione dell’economia statunitense”.

DATI MACROECONOMICI

Iniziamo dal la pubblicazione del dato sull'ottimismo delle piccole imprese nel mese di agosto pari a 103,1 punti, sotto le attese a 103,5 punti, marcando il minimo da 5 mesi, anche se il livello resta comunque buono.

Passiamo ora ai dati annualizzati sull'andamento dei prezzi alla produzione nel mese di agosto, cresciuti dell'1,8% contro stime a + 1,7% e un dato precedente di + 1,7%. Al netto delle componenti volatili (ex-cibo ed energia), l'incremento è stato del + 2,3% contro stime a + 2,2% e un dato precedente di + 2,1%.

A seguire gli importanti dati sui prezzi al consumo. Il CPI di agosto ha sorpreso in positivo per la terza volta di fila. Se il dato mensile è uscito in linea con le stime + 0.1% dal +0.3% del mese precedente, quello “core ex-cibo ed energia” è uscito in aumento + 0.3% contro attese per + 0.2%, dal precedente + 0.3%) che annualizzato ha toccato il + 2.4% contro il 2.3% delle stime e dal + 2.2% del mese precedente, un livello che non si vedeva da luglio 2018.

Infine due altri dati molto importanti, il primo, le vendite al dettaglio del control group nel mese di agosto, in rialzo dello 0.3%, uguale alle attese a + 0.3%, ma in calo rispetto al + 0.9% rivisto del mese precedente. Il dato “core ex-auto” sono state piatte (0%), sotto le stime (+ 0.1%) e sotto il dato del precedente mese (+ 1%). Nel secondo, il sentiment negli Stati Uniti è aumentato più del previsto nel mese di settembre in quanto i consumatori si sono sentiti più sicuri delle condizioni economiche, attuali e future, secondo i dati preliminari pubblicati venerdì dall’Università del Michigan. Il dato uscito venerdì scorso si è attestato a 92 punti, sopra le attese pari a 90.9, e sopra il dato precedente (89.8).

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Ed anche questa settimana non possiamo lamentarci visto che portiamo a casa il classico “tozzo di pane” con la vendita a target 100% del titolo FASTENAL. La settimana ci ha portato anche un gran bello spiraglio di luce su due dei tre titoli sui quali eravamo in netta sofferenza. Prodigioso, oseremmo dire, il recupero di ILLUMINA che ad un soffio dal prendere STOP martedì scorso 10 settembre siamo passati a guadagnare il + 2,16% nella giornata di venerdì in chiusura. Anche su ALIGN TECHNO siamo arrivati ad un – 2% ca. dal prendere STOP e da lì il titolo è risalito del 6%. Mentre il titolo WORKDAY continua a scendere nonostante i mercati al top. Qui ci servirebbe un altro MIRACOLO ma che, per pudore, non ci sentiamo di chiedere.

Aspettiamo !

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

ALPHABET + 2,80%. Nonostante le notizie non certo positive provenienti dagli USA e dall’Europa, il titolo continua a guadagnare valore. Negli USA tutti i 50 Stati hanno annunciato l'avvio di un'indagine antitrust su Google, sospettata di abuso della posizione dominante e di minacciare la libera concorrenza a danno dei consumatori. L'annuncio è stato dato dal procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che ha parlato a nome di tutti, spiegando che si indagherà per capire se davvero Google "domina tutti gli aspetti riguardanti la pubblicità e la ricerca sul web". L'inchiesta si somma a quella già in corso a livello federale che coinvolge anche altri giganti social come Facebook. Infine la Società ha raggiunto un accordo con lo Stato francese per il pagamento di ca. 1 miliardo di € per presunta frode fiscale e tasse arretrate. Finora il gigante del web ha pagato ca. 8,2 miliardi € di multe comminate dalla Commissione europea.

APPLE +2,57%. Il titolo è arrivato a guadagnare anche il + 6,17 %, dopo l'annuncio della nuova gamma di smartphone, inoltre ha presentato Apple Arcade, una piattaforma di gioco basata su abbonamento per iPhone, iPad, Mac e Apple TV. A differenza delle piattaforme di gioco cloud, Apple Arcade consente agli utenti di scaricare e installare un numero illimitato di giochi sui propri dispositivi, eliminando la necessità di una connessione Internet ad alta velocità. Il servizio verrà avviato su iPhone il 19 settembre, iPad e Apple TV il 30 settembre e Mac a ottobre. Dopo una prova gratuita di un mese, costerà $ 4,99 al mese e presenterà oltre 100 titoli di lancio nuovi ed esclusivi. La società ha annunciato inoltre che lancerà un nuovo servizio di streaming TV a prezzi ultra competitivi.

AMGEN -5,90%. La Società, tra giovedì e venerdì scorso ha tenuto un’estesa conferenza stampa sullo stato dei suoi brevetti. Soprattutto sullo studio di prima fase 3 che combina KYPROLIS e DARZALEX, due meccanismi d'azione fondamentali nel trattamento del mieloma multiplo.

BAIDU + 7,75%. Il valore del titolo è diminuito di oltre il 30% nel 2019 dopo un terribile primo trimestre quando la Società, in occasione della presentazione della trimestrale economica ha annunciato, per la prima volta da quando è quotata nel 2005, una perdita d’esercizio che ha spaventato gli investitori. A seguito del declino, il titolo è diventato un interessante acquisto di valore, scambiando solo 8 volte i suoi guadagni e un multiplo del prezzo di libro di soli 1,5. Quei numeri sarebbero considerati bassi per i titoli bancari, per non parlare di titoli tecnologici come Baidu, che ha visto le sue vendite crescere di oltre il 20% lo scorso anno fiscale.

CSX + 7,33%. La Società fornisce servizi e soluzioni di trasporto ferroviario, intermodale e rail-to-truck ai clienti in una vasta gamma di mercati, inclusi prodotti energetici, industriali, edili, agricoli e di consumo. Nonostante il calo sistematico della produzione di carbone negli Stati Uniti che potrebbe costare fino a 5 miliardi di dollari di mancati guadagni alle ferrovie merci statunitensi, secondo un rapporto prodotto dalla società di rating di mercato Moody's Investment Service, il titolo sale in virtù del contenimento dei costi e conseguente aumento dei porfitti.

CTRIP.COM + 3,09%. La Società portale di servizi al viaggiatore per il mercato cinese, dopo aver comunicato ieri a mercati chiusi i risultati del secondo trimestre che vedono un utile per azione a 2,25 dollari, oltre le attese a 2,11 dollari, ma ha ridotto le previsioni sul prossimo trimestre.

HASBRO + 6,56%. Mentre la vecchia industria dei giocattoli e dei giochi da tavolo potrebbe non essere più così eccitante, HASBRO ha dimostrato una notevole capacità di recupero di fronte a queste nuove tecnologie di intrattenimento che creano dipendenza. Infatti un paio di settimane fa, la Società ha fatto notizia quando ha acquistato Entertainment One in un affare da 4 miliardi di dollari. L'accordo dà alla società l'accesso a una serie di marchi di valore, in particolare il personaggio dei bambini Peppa Pig e Death Row Records. È stato l'ultimo episodio della lunga storia del produttore di giocattoli di collaborare con i nomi più iconici nel settore dell'intrattenimento. Il suo portafoglio ora include i marchi Star Wars , Frozen , Marvel e Fortnite . Più interessante, tuttavia, è l'eccezionale capacità dell'azienda di mantenere la sua gamma più vecchia e tradizionale di prodotti rilevanti in un mondo di realtà virtuale e franchising da miliardi di dollari.

ILLUMINA + 11,45%. Il titolo è stato fortemente penalizzato dal mercato dopo le dichiarazioni della Società circa una previsione di utili e fatturato per l’anno 2019 in contrazione rispetto alla precedente “guidance”. Il recupero dei valori sembra ora dettato dal fatto che gli analisti si aspettano dalla 3° trimestrale un aumento di utili e fatturato rispetto alla precedente. 

NETWORK APPLIANCE + 8,83%. Nel fine settimana c’è stato l’annuncio di presentazione di una causa legale da parte dello studio Schall, società nazionale di contenzioso in materia di diritti degli azionisti, contro la Società circa il fatto che la stessa ha rilasciato dichiarazioni false e fuorvianti sul mercato. NETAPP non è stata in grado di chiudere le grandi vendite, trovando accordi spinti a trimestri successivi o ridimensionati. L'incapacità di concludere grandi affari ha inciso materialmente sulle entrate, portando la Società a ridurre le linee guida fiscali per il 2020. Sulla base di questi fatti, le dichiarazioni pubbliche della Società sono state false e materialmente fuorvianti inducendo il mercato a penalizzare il valore del titolo a danno degli investitori della Società. Ma il titolo, nonostante tale annuncio, ha ripreso valore grazie alla promozione della Società di trading Susquehanna International Group.

WALGREENS BOOTS + 6,52%. Ma è arrivata in settimana a guadagnare fino al + 10,54%. La Società che possiede e gestisce farmacie, oltre a gestire un'attività all'ingrosso che vende farmaci da prescrizione ad altre farmacie e ospedali, prevede in un piano di riduzione dei costi, la chiusura di ~ 200 negozi negli Stati Uniti che rappresentano solo il 2% delle oltre 9500 sedi, per un risparmio tra i 1,9/2,4 miliardi $ al lordo delle imposte entro il 2022.


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Pagina a cura di Sandro Mancini

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