Ci proviamo con il rame...

metalli industriali hanno molto sofferto nelle ultime settimane e mesi, scivolando insieme al mercato azionario

Sui livelli correnti, tuttavia, sembrano esserci delle interessanti occasioni di stock picking, non ancora in ottica strategica, certamente, ma per lo meno per un trade di un paio di settimane, il cosiddetto swing trading.

Tra i vari metalli disponibili – rame, alluminio, zinco, nickel – il rame pare quello più interessante, perché caratterizzato da volatilità non troppo elevata e da un contango contenuto sulla struttura dei contratti futures. Ricordiamo che le materie prime sono fisiologicamente in una situazione di contango perché il prezzo forward include le spese di mantenimento della posizione, pertanto dovrebbe teoricamente aumentare con l'aumento della durata del contratto. Quanto maggiore è questo scostamento tanto più costoso diviene giocare al rialzo sulla materia prima interessata, anche utilizzando strumenti quali ETC perché comunque il roll-over sui futures sottostanti per mantenere in essere la posizione comporta un costo. Quando la struttura di contango si appiattisce, o addirittura si inverte passando in backwardation con i prezzi spot o sulle scadenze più ravvicinate uguali o addirittura superiori alle scadenze più lontane, il costo del mantenimento scompare, o addirittura diviene una voce positiva: il passaggio dal contango all’appiattimento/backwardation rappresenta quindi il momento più favorevole per aprire posizioni lunghe su una materia prima.

Come strumento per cavalcare un possibile rally si segnala l’ETC con ticker COPA (PC: 21,335) quotato sulla Borsa di Milano (cfr. grafici). Ha come benchmark di riferimento il Bloomberg Copper Subindex Total Return, con un rischio credito controparte minimo in quanto è collateralizzato al 100% da titoli eleggibili.

Il punto dolente per la maggior parte degli ETC quotati su Borsa italiana rimangono ovviamente i volumi, in genere modesti: anche per il rame si parla di decine o poche centinaia di migliaia di euro scambiate al giorno, con rari picchi che difficilmente arrivano al milione di euro. Ciò rende impossibile impostare trade per controvalori importanti; anche lo spread denaro-lettera che tende ovviamente ad allargarsi dal lato dove il mercato sta andando rende impossibile un’operatività troppo veloce e per importi elevati. Si consiglia quindi di entrare con importi contenuti, poche migliaia di euro, con un orizzonte di riferimento di un paio di settimane. Lo stop loss di protezione andrebbe posizionato al di sotto dei minimi toccati nella seduta di giovedì 3 gennaio (min: 20,645), al 3,5% dai livelli di ingresso. Un take profit può essere individuato in area 22,75-23,00, a circa  il +7% dai livelli correnti.  

Attenzione comunque anche agli altri metalli industriali, che potrebbero anch’essi mettere a segno un rimbalzo. Ma ne parleremo la prossima settimana…



 

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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