Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci

Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci  

Piano Bar : Focus Europa_Giugno 2019

Focus Europa è un’estensione periodica della rubrica Piano Bar di Virginio Frigieri volta ad offrire una panoramica sull'Europa, che normalmente non viene trattata negli appuntamenti settimanali. 

In sintesi

Sullindice tedesco DAX che rappresenta il più grande mercato europeo, i prezzi nominali hanno raggiunto il picco 16 mesi fa, e i prezzi aggiustati per l'inflazione hanno registrato i loro massimi storici alla fine degli anni '90. L'indice rimane nelle prime fasi di un mercato orso di lungo termine. Gli aumenti dellultimo periodo, da dicembre ad oggi,  su Dax, Ftse100 ed EuroStoxx 50 rappresentano un movimento in contro trend che alla fine dovrebbe portare a un'altra forte ondata di vendite.

I mercati azionari

Su questo grafico si può vedere la parte conclusiva dell’onda V di grado Cycle che è iniziata a novembre del 1974 quando il Dax toccò un bottom a 372 punti. A Gennaio di quest’anno il Dax ha registrato il suo massimo storico a 13.597 punti. Osservato così potrebbe sembrare un unico grande mercato rialzista, con significative correzioni in contro trend, ma il modello delle onde offre una lettura diversa. Il mercato dopo il picco di marzo 2000 a 8.136 punti ha messo in atto una profonda correzione di tre anni nei quali ha perso più del 73% scendendo fino a 2.188 punti per poi risalire con un poderoso zigzag a formare un’onda “b” estesa che ha formato il massimo ortodosso che vediamo sul grafico a 13597 punti.  Siccome questo modello richiede una onda “c” senza precedenti molti lettori si chiedono perché il mercato tedesco dovrebbe cedere tanto violentemente mostrando fondamenta molto fragili. Il problema è che se si va a vedere l’indice Dax kurs rapportato ai prezzi alla produzione  (Dax kurs / PPI) ci si accorge che il massimo di questa curva rimane saldamente fermo al 2000 e nonostante la galoppata del Dax e che il suo recente massimo resta di quasi un 15% più basso rispetto al 2000. Va poi considerata la differenza tra il Dax e gli altri indici come il FTSE100, il CAC40, e l’Euro Stocxx 50  che tengono conto solo dei guadagni in conto capitale, mentre il Dax è un indice di tipo Total Return che include interessi, dividendi ed altre distribuzioni. Se non si tiene conto di questo e si mette il Dax a confronto con gli altri indici che ho menzionato ad occhio si ha immediatamente la sensazione che il Dax abbia nettamente sovraperformato gli altri indici, quando non è assolutamente vero!; Il Dax Kurs infatti è poco sopra i 6000 punti. Se volete approfondire potete andare a questo link:

https://www.financialounge.com/azienda/financialounge/news/borsa-francoforte-europa-trucco/

mentre il Dax Kurs rapportato al PPI lo ha pubblicato Elliott Wave International sul report mensile Europa e lo vedete qua sotto.

Il FTSE 100 ha tracciato cinque  ondate  dal massimo storico  di maggio 2018 di  7.904  al minimo del dicembre 2018 a 6.537. E’ seguita un’onda (2) con un rally ABC che ha raggiunto il suo picco il 23 aprile, dopo che i prezzi sono saliti al livello di ritracciamento del 78,6% e hanno spinto la percentuale dei commercianti di futures rialzisti al 94% che rappresenta un nuovo massimo storico. Il mese scorso, il FTSE 100 è calato del 2,5% in sitonia col Dax, mentre l'Euro Stoxx 50 e il CAC 40 hanno perso circa il 5%. Ora è probabile che nella stagione estiva la volatilità diminuisca, ma complessivamente la nostra visione rimane quella di un mercato ribassista che dovrebbe gradualmente ridurre sensibilmente i prezzi da qua a fine anno.

Psicologia degli investitori

Tre indici settoriali del FTSE 350 (Gran Bretagna) stanno tracciando significative diminuzioni di natura impulsiva. Si tratta del settore Utility, della Difesa Aerospaziale e del settore Viaggi e Tempo Libero.

I declini impulsivi segnalano mercati ribassisti lunghi e l’andamento di questi settori ci sta dicendo che l’umore sociale si sta invertendo in maniera significativa.

Piano di nazionalizzazione delle utility del Regno Unito presentato dal

partito laburista

-Bloomberg, 15/05/19

Il partito di opposizione britannico ha appena delineato una proposta per prendere il controllo delle infrastrutture energetiche del paese, una mossa che metterebbe il controllo della rete per la prima volta dal 1990, in mano al governo. Per apprezzare le implicazioni ribassiste di questo piano, vanno ricordate le ricerche del governo nel settore finanziario più di un decennio fa. A settembre del 2007, (lo stesso mese del precedente massimo storico del FTSE), la Banca d'Inghilterra iniettò tre miliardi di sterline nella Northern Rock nel tentativo di fermare la prima corsa agli sportelli delle banche britanniche negli ultimi 150 anni. Solo più tardi, quando la crisi finanziaria si è diffusa all'inizio del 2008, la banca centrale ha effettivamente nazionalizzato la Northern Rock. Ed è ancora più tardi ,  la Bank of England ha effettivamente nazionalizzato il gruppo bancario Lloyd's Banking Group e la Royal Bank of Scotland, altri due creditori eccessivamente sollecitati.

La proposta del partito laburista prevede non solo di controllare le aziende che producono energia, ma anche quelle che tengono i collegamenti tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea con la creazione di una vera e propri Agenzia Nazionale per l’Energia che sarà proprietaria e dovrà mantenere le reti energetiche nazionali, in sostituzione degli attuali operatori con la creazione di 14 nuove agenzie regionali e una serie di municipi e gruppi energetici locali.

Inutile dire che la proposta sta spaccando il paese tra favorevoli e contrari, con una battage di numeri da far girare la testa un po’ come da noi tra i SI TAV e i NO TAV,  ma quello che è importante cogliere non è tanto chi ha ragione, o cosa pensano gli esperti, quanto il fatto che le tendenze di  umore sociale generano risultati prevedibili indipendentemente da chi siede in ufficio o cosa pensa la gente della loro politica. Se andiamo a vedere il ventennio degli anni ’80 e ’90 dominati dal bull market, vediamo che sono stati anni caratterizzati da molte importanti privatizzazioni :

  • 1979 –   British Aerospace e Cable e Wireless,
  • 1982-86 Jaguar, British Telecom, Britoil e British Gax,
  • 1987-91 British Steel, British Petroleum, Roll Royce, British Airways, Water and electricity
  • 1992-96 British Coal, Powergen, National Power, British Rail
  • 2002-08 Royal Mail, National Health Service

Nel 2007-2008 in piena onda [B] abbiamo la nazionalizzazione di Northem Rock, Lloyd’s Banking Group, Royal Bank of Scotland ed ora abbiamo la proposta di nazionalizzazione dei Laburisti che mostra una nascente tendenza verso la nazionalizzazione. Il 21 maggio 2019, il Presidente della Confederazione dell'Industria Britannica ha condannato il piano Laburista, sostenendo che nazionalizzare i servizi pubblici danneggerà gli investimenti e danneggerà i piccoli azionisti. In realtà, non importa cosa pensano Tizio o Caio e Sempronio. Gli investitori difensivi dovrebbero muoversi per anticipare la tendenza ora. Le dimensioni del mercato Orso in arrivo praticamente garantisce che il governo ri-nazionalizzerà grandi fasce dell'industria britannica.

L'industria aerospaziale e della difesa britannica (la terza più grande del mondo) cerca di ispirarsi  ai primi anni '80.  Nel suo primo discorso come sottosegretario alla difesa del Regno Unito, Penny Mordaunt si è richiamata all'ex primo ministro conservatore Margaret Thatcher, proponendo un programma di prosperità che spinga il paese a "comprare inglese". Purtroppo, quello che probabilmente la sottosegretaria ignora è che il modello delle Onde di Elliott e lo stato d’animo sociale di oggi sono di gran lunga diverse dalla situazione che si presentava quando la Thatcher divenne Primo Ministro. In quegli anni il FTSE all-share aveva appena terminato un’onda (II) di Supercycle e l’indice aveva iniziato a recuperare terreno in quello che sarebbe poi diventato il più grande mercato Toro (onda (III) di SuperCycle) dalla fine della seconda guerra mondiale per i successivi due decenni.

Oggi al contrario l’indice ha appena imbroccato l’onda “c” della (IV) di Supercycle che prefigura uno dei più grandi mercati ribassisti della storia. Così se la Thatcher andava sostenendo il suo programma di prosperità durante una lunga ed ininterrotta ondata di ottimismo, la Mordaunt si troverà a navigare in acque ben diverse. Sul Financial Times del 20 Maggio scorso, una ex dirigente del settore aerospaziale dichiarava : “Non abbiamo soldi e siamo anche poveri nel dare priorità” .

In effetti il focus generale sui costi, mostra già segnali evidenti della crisi in arrivo. Due anni fa quando l’ex Segretario alla Difesa Gavin Williamson propose un piano specifico per la costruzione di nuovi aerei da combattimento, sono stati "minati da preoccupazioni sulla sostenibilità a lungo termine."(FT, 5/20/19).

Inutile dire che il nuovo stato d’animo incide anche sul settore della costruzione navale che da settembre 2017 non ha effettuato nuovi ordini di costruzione. Sempre secondo Financial Times, il Ministero della Difesa è “disseminato da una lunga storia di superamento dei costi e da una mancanza di finanziamenti”

Babcock International, un importante appaltatore della Difesa negli ultimi due anni e mezzo ha visto le proprie quotazioni decurtate di oltre la metà. Quest’anno la società è uscita dal FTSE100 e il 22 maggio le sue azioni sono ulteriormente calate di un 10% in una sola seduta quando la società ha tagliato le prospettive di crescita per il 2020  e registrato un calo dell’utile operativo del 47%..

Infine per quanto riguarda il settore Viaggi e Tempo libero, va sottolineata la rapida scomparsa del secondo Tour Operator di viaggi del mondo, la Thomas Cook Group che aveva iniziato la sua attività nel lontano 1841 come organizzatore di viaggi in treno. In 178 anni, l’azienda si era trasformata in un gigante del turismo globale con 22.000 dipendenti in 16 paesi, 19 milioni di clienti all’anno e 9 miliardi di sterline di vendite annuali. Il grafico sottostante riporta il tormentato calvario delle azioni dal 2007 ad oggi; il tracollo dal 2007 al 2012, il rimbalzo del gatto morto e la nuova caduta. Tra gli altri broker, l’analisi di Citigroup, dopo l’annuncio dei risultati del primo semestre ha valutato il valore delle azioni di Cook pari a ZERO (Bloomberg 17/5/2019).

Secondo BBC News, Cook ha incontrato una serie di problemi, tra cui l'aumento del terrorismo globale, la concorrenza delle compagnie aeree a basso costo e un fallimento da parte dei dirigenti aziendali nell’individuare la tendenza dei "viaggi senza fronzoli e cosa ha significato per le vacanze delle persone". (21/5/2019) "È un peccato vedere un marchio così grande tenuto in tale disprezzo dal mercato", dice un editore di viaggi.

Ma in ottemperanza al detto che le disgrazie non vengono mai sole, la società di insolvenza britannica Begbies Traynor conta la bellezza di 484.000 aziende che stanno vivendo un “significativo disagio finanziario". Detta in altro modo circa una società su sette economicamente attive nel Regno Unito, soffre di gravi difficoltà e inoltre il numero di imprese “gravemente in difficoltà” che spesso precede l’insolvenza formale è aumentato del 17% anno su anno. Delle difficoltà del settore immobiliare ne abbiamo parlato in tempi non sospetti (dicembre 2017). Oggi il numero di imprese immobiliari in difficoltà è salito del 13% a circa 50.000 aziende, mentre gli indicatori principali su domanda, offerta e prezzi restano bloccati in territorio negativo stando all’indagine dello scorso Aprile sul mercato immobiliare britannico condotta dal Royal Institute of Chartered Surveyors della Gran Bretagna. In modo particolare sarebbero gli immobili di fascia alta (sopra 1 milione di sterline) a mostrare particolare segni di debolezza. Due terzi degli intervistati hanno dichiarato che i prezzi di vendita sono scesi al di sotto dei prezzi richiesti. Anche le aspettative di vendita in Inghilterra e Galles hanno eclissato i precedenti minimi del 2008 e del 2016, segnando il nuovo minimo degli ultimi vent’anni. Ovviamente dietro alla crisi del mattone soffrono anche l’industria della costruzioni che impiega 2,5 milioni di persone (17% di tutte le imprese del Regno Unito) e il settore dei servizi finanziari dove troviamo un buon 5% (quasi 13.000 società) in difficoltà.

Se usciamo dal contesto britannico possiamo poi notare come l’industria dell’acciaio si sia lentamente raffreddata negli ultimi due decenni. Così se tre anni fa il più grande produttore tedesco ThyssenKrupp, aveva visto le sue quotazioni scendere di un 50% dai suoi massimi del 2007 toccando i 20 euro, il mese scorso il titolo è scivolato sotto i 13 euro. Al produttore più grande del mondo, ArcelorMittal di Lussemburgo è andata pure peggio con una perdita dell’85% dai suoi massimi del 2007. Un altro gigante tedesco la Klockner & Co dal suo massimo storico di fine anni ’90 ha perso l’88%.

Ora i fondamentalisti avranno sicuramente le loro brave motivazioni per spiegare questo andamento. “l’industria siderurgica è alle prese con l’aumento dei prezzi del minerale di ferro” ha detto un analista a Bloomberg.  I prezzi delle azioni non seguono i fondamentali etc. etc. In realtà un rimabalzo dei prezzi del minerale di ferro che da febbraio 2013 a fine 2015 era sceso del 75% non può spiegare l’andamento di un settore che è ormai in una contrazione pluridecennale. Peraltro il rimbalzo da fine 2015 è un perfetto ABC in via di conclusione che lascia presagire un nuovo ulteriore calo. Un settore che spesso viene citato insieme al settore siderurgico, è ovviamente quello automobilistico, dove le cose non vanno affatto meglio. Dal 2015 ad oggi le quotazioni di BMW e Mercedes-Benz-Dailmler sono diminuite rispettivamente del 47% e del 50%. Nel primo trimestre di quest’anno i guadagni di Daimler sono crollati del 37% nel sua divisione core-car che è la divisione più grande, e la Mercedes-Benz è stata colpita dal rallentamento delle vendite in Cina. Il ritorno sulle vendite della divisione è sceso dal 9% di una anno fa al 6,1%.

“Gli analisti vedono il debutto del primo trimestre di Daimler come un presagio di future  cattive notizie” (WSJ 26/4/2019). Nel frattempo i guadagni di BMW sono crollati del 75% nel primo trimestre di quest’anno in quanto la società ha accantonato 1,6 miliardi di dollari per coprire le multe derivanti dall’indagine dell’antitrust europea.

Le vendite di auto in europa sono diminuite per sette mesi consecutivi fino a marzo di quest’anno ma nonostante questo i CEO del settore continuano a mantenere lo stesso ottimismo che spingono da anni. L’amministratore delegato di BMW ha minimizzato i problemi del primo trimestre affermando che la società rimane “fermamente sulla buona strada e si aspetta che gli affari traggano beneficio dagli ...andamenti di coda… nella seconda metà dell’anno (Detroit Bureau 7/5/2019).

Questo … vento di coda..., con ogni probabilità non si verificherà mai.

Le azioni britanniche ed europee hanno appena iniziato ad allinearsi al ribasso e il mercato orso emergente, trasformerà le società in difficoltà di oggi, in fallimenti di domani e la “prosperità” auspicata svanirà definitivamente. La case automobilistiche non se ne rendono ancora conto ma si stanno infilando in una delle crisi finanziarie più grandi che si siano mai viste.

alla prossima.       

Note:

La Bibbia delle Onde di Elliott è a questo link:

http://www.tradinglibrary.it/scheda-libro/frost-a-j-prechter-robert-r-jr/la-teoria-delle-onde-di-elliott-9788888253213-135907.html

La nomenclatura dei vari gradi d’onda è riportata sotto: le onde “cerchiate” della nomenclatura originale di Elliott sono rappresentate per una questione di praticità racchiuse tra parentesi quadre.

Nessun commento

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 3 giorni!

I commenti dei lettori

Non ci sono commenti per questo articolo. Vuole essere il primo a commentarlo?

Lascia un commento