Bondissimo: emissioni, quotazioni e quant’altro

Step-up in dollari nuova moda. Il Telecom 6,375% in $ e il Cdp tasso variabile in € giudicati in base all’analisi tecnica. Valute emergenti, quale cala e quale tiene.

Cedole & dividendi

In una settimana caratterizzata da forti fluttuazioni delle obbligazioni in dollari, complici i timori di una riduzione dei tassi nell’area Fed, la valuta verde ha confermato i sospetti, anticipati nelle scorse settimane, di debolezza rispetto all’euro, con la rottura di quota 1,13, dopo un forte movimento nel pomeriggio di ieri, quasi in apertura di Wall Street. Il contesto appare quindi meno favorevole nella fase in corso per le esposizioni in dollari, non solo per i timori che l’inversione ribassista sull’euro prosegua ma anche perché le quotazioni di Treasuries, bancari e corporate nella divisa d’oltre Oceano sono cresciute troppo, portandoli su livelli “overpriced”.

► Molto scambiato resta il titolo in fase ancora di collocamento sul Mot Imi Opera Iv Sc Mg26 Usd (Isin XS1996367238 – taglio 2.000 Usd), che ha messo a segno un’operatività intensa dal 22 maggio fino a oggi. Si tratta di uno “step-up”, con tasso fisso crescente dal 3,2% del primo anno al 5% dell’ultima cedola (21/5/2026). Ora quota a 100,5 ma nelle ultime sedute tutta la categoria di bond di questo tipo ha accelerato al rialzo sia come scambi sia come prezzi, dato l’interesse nei confronti di una struttura del genere (a cedole crescenti) in presenza di un ribasso dei tassi.

► Per chi può operare con tagli 200.000 Usd segnaliamo la situazione di recupero sì ma pur sempre contenuto relativo al titolo Fca Tf 5,25% Ap23 Call Usd (Isin US31562QAF46), che toccando i 104,6 Usd mantiene tuttavia uno yield lordo sul 4%, da considerare adeguato in rapporto a una “duration” di 3,52. E’ pur vero che all’inizio dell’anno si muoveva sotto 100. L’andamento dello spread “bid”-“ask” – secondo i dati forniti dalla piattaforma C-Bonds – si sono ridotti analizzando il trend degli ultimi mesi ma continua a mantenersi sugli 80-100 bs.

► Volendo restare su quotazioni sotto 100, sempre in dollari, sul mercato italiano indichiamo il Telecom Cap Tf 6,375% Nv33 Call Usd (Isin US87927VAF58 – taglio 1.000), tornato sui 99,5 contro il minimo dell’anno a 88,7. Molto bene gli scambi saliti vertiginosamente. Questo titolo merita un’analisi tecnica più approfondita, considerando che è uno dei più trattati dagli investitori italiani nell’area dollaro.

Dopo il forte rimbalzo iniziato a febbraio e terminato l’8 aprile, ha avuto una fase negativa caratterizzata da prolungate candele rosse e conclusasi il 16 maggio con un tentativo di reazione. Delineata una resistenza a 100,68 $, il titolo si sta muovendo con una certa erraticità incuneandosi in un triangolo di compressione di volatilità da cui potrebbe emergere già nella prossima settimana.

Livelli da monitorare:

Rialzisti

99,9 – 100,68 e 101,17

Ribassisti

97,8 e 95,54

► Un bond sempre molto scambiato su Borsa Italiana è il Cdp Mc Mz22 Eur (Isin IT0005090995 – taglio 1.000), ormai tasso variabile puro indicizzato Euribor 3 mesi + 0,50%, che corrisponde a una cedola in corso (pagamento trimestrale) dello 0,19% su base annua. Di fatto copre solo dagli oneri di gestione (commissioni + imposta 0,20% sul patrimonio) e quindi viene utilizzato come strumento di collocamento della liquidità. Tuttavia – esponendo a una vita residua nel complesso modesta – ha due vantaggi: sensibilità ridotta al rischio Italia rispetto per esempio ai Cct; modesta volatilità media (2,7% su base 180 sedute). Si adatta quindi a chi voglia fare un trading obbligazionario tranquillo e poco esposto al nervosismo dei titoli di Stato. Anche di questa emissione tracciamo l’attuale posizionamento grafico.

La netta resistenza a 97,7 euro ha rappresentato uno stop invalicabile da inizio marzo fino a metà maggio, quando il giorno 15 una pesante candela rossa l’ha riportato sui 97,13, avviando una fase correttiva non troppo accentuata. Si avverte però da tempo un deflusso di capitali, sebbene alcuni indicatori (per esempio il Macd e l’Adx) si collochino su valori molto bassi e potrebbero anticipare un nuovo trend rialzista. Certo è che una politica monetaria ultra espansiva – quale quella fatta intendere dalla Bce – non lascia sperare in un incremento del rendimento facciale, riducendo il ruolo del Cdp una volta di più a sostituto del collocamento di liquidità detenuta su conti correnti.

► Inevitabile una considerazione sulle valute emergenti, su cui molti obbligazionisti puntano alla ricerca di rendimenti alternativi all’euro (e presto anche al dollaro?).

Lira turca

Combatte con la resistenza/supporto (secondo le sedute) di 6,61 dopo il nuovo veloce tonfo sui 7 Eur/Try da cui ha poi recuperato. Solo sotto i 6,05 e ancor meglio i 5,92 troverebbe una fase di stabilizzazione. Per ora resta una valuta solo per velocissimi trading da parte di chi abbia una buona conoscenza delle dinamiche valutarie

Real brasiliano

Sui 4,39/4,40 Eur/Brl si muove all’interno di un’area di lateralità poco accentuata con massimi a 4,5 e minimi a 4,3

Peso messicano

Le sanzioni di Trump al Messico sono state una brutta botta per la relativa valuta, che stava muovendosi verso i 21, con un forte livello tecnico a 21,19. Un’ottava di sedute in rosso ha fatto tornare il peso oltre i 22 con un supporto a 22,236, importante da monitorare per la prossima settimana

Rand sudafricano

Dopo una prolungata fase di lateralità con la rottura anche della media mobile a 200 ulteriore debolezza e ritorno sui 16,94 – 17, dove si colloca un livello decisivo oltre il quale le prospettive peggiorerebbero di nuovo

Rublo russo

E’ l’unica valuta emergente che regge muovendosi fra 74 e 71,5 Eur/Rub. La fase attendista potrebbe proseguire ancora

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