L'Italia tornerà a crescere

Inutile dirlo, non siamo più abituati a pensare a questo paese, come ad uno in grado di poter crescere e prosperare, persino anche sorprendere, vessati da una decade infernale che ci ha visto soccombere sotto la scure dei mercati e sotto la lente di ingrandimento delle grandi Agenzie di Rating nonchè degli sherpa della Comunità Europea. Chiunque di noi, in questi anni, ha convissuto con un sentiment estremamente negativo in merito all'evoluzione economica del nostro tanto amato paese, ed a suffragare questo sentiment, arrivavano puntuali, con effetto cascata, i dati macroeconomici, impietosamente stagnanti.

Una maschera di sofferenza e rassegnazione era dipinta sullo stivale, uniformemente distribuita da Nord a Sud, le uniche notizie che era lecito attendersi, non potevano che avere segno negativo!

Qualche anno fa, chiacchierando sotto il suo portico, con un mio caro amico canadese, tornato in Italia per la sua vacanza estiva, mi disse: "Fabio, nelle conversazioni che ho con le persone, quando vengo qui in Italia, la seconda parola che esse proferiscono è la parola "crisi"!

Segnale inequivocabile di quello che era il sentiment diffuso nella popolazione.

Come ben sappiamo le aspettative economiche nella stragrande maggioranza dei casi riflettono le aspettative dei consumatori e degli investitori, gli attori principali, e se gli attori principali sono immersi in un tessuto impregnato dalla negatività, non v'è dubbio che il risultato delle loro azioni non può che essere dettato dalla negatività la quale si trasferisce nell'economia in mancati investimenti.

Non è di certo nella mia intenzione quella di voler descrivere un paese delle meraviglie, ma la sensazione che ho, anche guardando le varie rilevazioni economiche che fluiscono giornalmente a mercato, che sia in atto un'inversione di tendenza, se non altro nel tessuto sociale.

Questo paese inizia ad avere una rinnovata fiducia, una speranza, il segno di una chance, la voglia rabbiosa di avere un futuro migliore.

La percezione è che tutto ciò si stia già effettivamente dipanando nell'economia reale anche se ad oggi non vi è questa netta evidenza, iniziano però ad arrivare dei segnali molto forti che vengono riflessi nei mercati azionari e dei titoli pubblici della nostra nazione.

In questa settimana il BTP italiano con scadenza marzo 67, uno dei più scambiati, ha raggiunto il massimo rispetto al 2016 spingendosi oltre i 104 punti!

Un valore di tutto rispetto che fa gridare alla bolla forse perché non siamo più abituati ad avere buone notizie?

Non v'è dubbio che vi sia stata una cavalcata trionfale sospinta dal raggiunto accordo con l'Unione Europea in merito alla paventata procedura d'infrazione, ma può tutto ciò davvero, da solo, giustificare un ritorno con volumi pazzeschi a livelli che di certo non competono al rating degradante a cui siamo legati come una targa identificativa da parte delle Società di Rating?

La mia sensazione è che non sia così, la mia sensazione è che vi sia in atto davvero un percorso di inversione di tendenza che certamente verrà filtrata in un tortuoso percorso fatto di alti e bassi ma, che la direzione di questa inversione sia sempre più certa.

Abbiamo già notato il dato sulla produzione industriale, migliore d'Europa, anche se come già detto vittima di oscillazioni, ma la tendenza sembra invertirsi. Stessa cosa per il numero di occupati record rispetto al 1977, altro segnale decisamente incoraggiante.

In settimana il Mef ha decretato che il fabbisogno statale del primo semestre dell'anno in corso, presenta un valore di 3300 Mln in riduzione di circa 7900 Mln rispetto a quello registrato nel periodo gennaio-giugno 2018 avendo beneficiato di maggiori entrate fiscali e di una riduzione della spesa, infine Confcommercio nella sua consueta analisi del Misery Index, ha constatato un livello di 16.5, il piu basso livello da 8 anni a questa parte. 

Se unendo i puntini, e collegando tutto con le aspettative dei consumatori, sapendo bene che il prodotto interno lordo è influenzato dalle aspettative dei consumatori i quali si riflettono appunto sui consumi e nonostante il fatto inequivocabile di un rallentamento mondiale, in Italia il nostro prodotto interno lordo continui a battere le attese, seppur di un magro zero virgola, il bicchiere si presenta mezzo pieno. In questo, caso è un po' come combinare i vari fattori che si utilizzano solitamente nell'analisi tecnica di un grafico, si vanno a prendere i volumi si va a vedere la direzione dei prezzi e infine si prova a prevederne la possibile evoluzione.

Bene, il combinato disposto di tutti questi fattori, ad oggi da una indicazione rialzista.

Ora torniamo al nostro mercato azionario ed andiamo a vedere quanto accaduto in settimana.

Certamente i risultati maggiori sono venuti ancora una volta dal settore bancario, il quale ha beneficiato del suddetto accordo, ma l'effetto si è ovviamente dipanato su gran parte del listino e come già avevamo preannunciato nel precedente articolo ha continuato il movimento anche sul listino AIM.

I titoli che hanno dato una bella prova tecnica sono stati Banca Ifis, Fineco Bank, oltre tutte le altre banche e tornando a listino AIM andremo a vedere la situazione grafica di Digotouch.

BANCA IFIS

Importante la rottura della tazza con manico che era andata a determinarsi, con la fuorisuscita in area 13 €.

In setimana la chiusura si è paventata in area 13.60€ per azione, ma al di sopra c'è tanto da fare qualora la tendenza fosse ancora euforica. In caso di correzione, l'area di ingresso della settimana trascorsa potrebbe tornare utile.

FINECO BANK

Medesima figura, sempre fuoriuscita da un modello "tazza con manico".

Per Fineco, la fuoriuscita c'è stata al prezzo di 10.20 € per azione e c'è tutto lo spazio per puntare nuovamente ai 12€.

Anche qui, un possibile ritracciamento in area 10.20€ la renderebbe di nuovo appetibile.

DIGITOUCH

La perla settimanale dell'Aim, contraddistinta da volumi top, sia in acquisto....sia in vendita, piattone per trader.

Difficile fare previsioni, ma il suo destino si decreta tra gli 1.4€ per azione e i 1.5€ per azione.

In day-trading è possibilissimo un tocco sugli 1.4€, a livello tecnico, la permanenza sopra gli 1.5€ ne determina un successivo nuovo rimbalzo.

Unica incognita i volumi di vendita segnati ieri (venerdi 5 luglio ndr), un pò troppi.

Il rialzo prosegue se restano i volumi di scambio e si rimane sopra gli 1.5€.

Per la prossima settimana, in tema di Stock Picking, un'azione dell'AIM viene acquistata in sordina o almeno cosi ci è parso di intendere.

Si tratta di ILLA.

La rottura, se avvenisse, dei 0,82€ con volumi decenti, aprirebbe lo spazio ad un rimbalzo che può essere sfruttato sino a 1€-1.10€.

A conclusione, quando si è totalmente immersi nella negatività, si fatica ad apprezzare quanto di bello accade nella propria vita ed è proprio quello il momento in cui ci si lascia sfuggire le più grandi opportunità. 

Momenti unici e irripetibili che per l'appunto, possono rappresentare la più grande opportunità della nostra vita e lasciarseli scappare perché immersi nella negatività e non si è saputo cogliere il cambio epocale in atto, può essere foriero di grandi rimpianti nel futuro.

C'è un momento per soccombere, c'è un momento per riflettere, c'è un momento per gioire, questa è la storia della vita, questa è la storia dell'animo umano che si riflette nei mercati attraverso le aspettative dei partecipanti.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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