Bond – Dopo un gioioso 2020 su cosa si può puntare per il 2021


Quelli da trascurare e quelli da prendere in considerazione. I secondi sono più numerosi di quanto forse non si pensi. Meglio comunque operare prevalentemente con gli Etf.

Cedole & dividendi

Se chi ha puntato sull’azionario sta chiudendo l’anno con tanto appagamento, non da meno soddisfatto – anzi forse più – lo è l’obbligazionista. Tutto il comparto – a eccezione dei bond in divise emergenti (a causa però solo della componente valutaria) – ha incassato performance straordinarie, che in certi casi si sono perfino esplicitate in percentuali del 100% se si sono sfruttati certi crolli di marzo. Ora però il quadro è diverso: le quotazioni sono alte, anzi altissime, e di conseguenza i rendimenti molto bassi. Al punto tale che finanche certe “fetecchie” sono salite ai massimi storici. Tutto noto, anzi iper noto.

Ci sono però due problemi gravissimi per l’investitore di casa nostra, peggiori addirittura degli yield al lumicino. Eccoli.

1°) La liquidità delle obbligazioni su Borsa Italiana sta scendendo a livelli mai visti. Ormai il mercato tratta – oltre ai Btp e ai sovranazionali – qualche decina di altre emissioni. Per il resto è deserto, con spread di mercato talvolta assurdi. I market maker dove sono? Gli organi di controllo cosa fanno? Inutile rispondere.

2°) Gli intermediari finanziari hanno spesso applicato alla lettera i dettami della Mifid II (l’ennesima idiozia dell’Unione Europea), bloccando chi non è operatore qualificato, quindi la stragrande maggioranza degli investitori.

Sia al primo sia al secondo ostacolo si può porre rimedio in maniera assolutamente legale trasferendo la propria operatività all’estero, per esempio in Germania, come fanno sul fronte azionario i tanti clienti passati alle piattaforme Usa (Interactive Brokers docet!). Un altro modo più semplice consiste nell’utilizzare prevalentemente Etf obbligazionari, che ormai coprono tutte le tipologie, con una gamma di prodotti amplissima e spread nettamente inferiori rispetto a quelli di tante singole emissioni. E in non pochi casi con cedole più elevate.

Fatta questa inevitabile premessa, passiamo al tema del giorno. Dove non puntare e dove puntare per cercare rendimento? Le opzioni sono numerose e le analizziamo fornendo indicazioni di quali strumenti siano sconsigliabili o preferibili se si vuole cavalcare i possibili trend del 2021.

Questi NO

Tipologia

Perché

Governativi in euro

Inutile rimarcare il perché. È noto a tutti che i rendimenti sono inesistenti. Si prestano solo a trading piuttosto veloci: in particolare due tipologie, i Btp italiani e i cedola 0% (diversi dagli zero coupon) di vari emittenti a rating AAA, fra cui Unione europea e Germania, esposti a possibili forti variazioni dei prezzi, derivanti da elevate “duration”

Governativi in dollari

Qui si è già visto un movimento molto forte nelle ultime sedute con il rendimento del decennale Usa salito quasi all’1%. Non è ancora un’inversione ribassista delle quotazioni ma la volatilità sembra destinata ad aumentare in presenza di un dollaro debole e ballerino. Quelli invece dei Paesi emergenti (Brasile, Russia, Turchia ecc.) – sempre in $ - hanno yield troppo compressi 

High yield

Sono stati i protagonisti del 2020 ma hanno corso troppo. Il rendimento medio dell’indice Ice Bofa Us High Yield è ora al 4,6% contro massimi nell’anno all’11,5%. Il rapporto rischio/rendimento è a questo punto oltremodo esposto sulla prima voce. Ciò non esclude che ci siano degli Etf ancora abbastanza generosi

Bancari senior

Troppi fattori (rendimenti, tagli, liquidità ecc.) sconsigliano di trattare queste obbligazioni, salvo nel caso siano utilizzate per parcheggi di liquidità

Convertibili

Hanno corso tantissimo nel 2020 ma la liquidità media si conferma molto bassa. Le nuove emissioni (numerose negli ultimi mesi) vanno poi tutte in pancia a fondi e gestioni

Zero coupon in valute emergenti

Le politiche monetarie espansive adottate dai Paesi “emerging” hanno fatto galoppare le quotazioni di queste obbligazioni, molto sensibili all’andamento dei tassi di interesse. E’ possibile che nel 2020 alcune Banche centrali comincino a invertire la rotta (sebbene a piccoli passi) con inevitabili spallate ai prezzi degli zero coupon in real, rand, rublo e altro ancora

Questi SI’

Tipologia

Perché

Come acquistarli

Corporate €

Sono cari ma probabilmente continueranno a restare stabili nelle quotazioni distribuendo cedole talvolta interessanti. Da monitorare soprattutto le nuove emissioni, non sempre a taglio 100.000, ma solo se con ammontare emessi oltre i 500 milioni di euro

Inevitabilmente con gli Etf, salvo che si operi sui mercati esteri con intermediari più dinamici. In alcuni casi distribuiscono cedole dignitose. Per esempio l’ Xtrackers Eur Corporate (Isin IE00BYPHT736) paga circa un 2%, che di questi tempi è accettabile

Corporate $

Pure su questo fronte i rendimenti sono scesi ma è il settore più dinamico in assoluto e con prevalenza di emissioni a taglio 2.000. La debolezza del dollaro potrebbe attenuarsi nel prossimo anno

C’è solo l’imbarazzo della scelta e anche su Mot e Tlx quotano emissioni interessanti. Meglio però fare ricorso agli Etf. L’Spdr 10+ Year US Corporate (Isin IE00BZ0G8860) per esempio versa un 3,6% con cedole semestrali. Consigliabile però entrare con piccole rate mensili

Corporate Cina

È la novità e viene vista come futura alternativa ai corporate Usa. Non sono però quotati sui mercati europei e quindi di fatto inaccessibili, salvo che…

…entrino in scena dei nuovi Etf relativi a questi sottostanti. Se ne parla da tempo ed è probabile che nel 2021 qualcosa debutti anche a Borsa Italiana. A Wall Street ce ne sono vari, mentre da noi si può puntare solo sui governativi di Pechino, di cui tre cloni sono quotati su Etf Plus

Inflation linked

L’inflazione è destinata ad aumentare: se poco o tanto è motivo di un confronto piuttosto serrato. Per ora preferibile puntare sugli Usa, dove si “scalderà” prima ma anche un po’ di Europa non fa male

Per quanto riguarda gli Usa i Tips (Treasuries inflation) sono strumenti più che adatti. Per l’Europa i nostri Btp€i svolgono un ottimo ruolo protettivo, sebbene nella fase attuale siano cari

Subordinati bancari

C’è ancora del valore da cogliere, sebbene il 2020 sia stato assai propizio per chi li ha acquistati durante la crisi di marzo-aprile. Inoltre sono previste molte nuove emissioni con rilevanti cedole ma c’è il problema dei tagli, talvolta imbarazzanti (200.000 € o 250.000 $). E allora…

…non resta che l’alternativa molto diffusa degli Etf e più in particolare di quelli con sottostanti gli At1 CoCo, cioè i subordinati bancari convertibili. I quattro a distribuzione presenti su Borsa Italiana pagano tutti oltre il 5%. Anche in questo caso conviene però acquistarli con un Pac

Emergenti in valute locali

Il debito “emerging” tornerà a essere appetibile? L’industria finanziaria sostiene di sì e guarda a questo mondo come a uno dei preferibili nel 2021. Il vero fattore di traino sarà rappresentato naturalmente dalle valute, batostate dal Covid durante gli ultimi mesi. Su tale fronte i margini di riscatto appaiono potenzialmente ampi, sebbene le quotazioni dei titoli siano ora alte a causa di quanto già detto nel caso degli zero coupon

È una linea del fuoco dall’offerta molto variegata, che si amplia dai bond sovranazionali (Bei, World Bank ecc.), in tutte le diverse monete, fino ai tanti Etf. I rendimenti sono fra i più elevati in assoluto ma attenzione alla volatilità, sempre elevata. Per esempio l’iShares EM Local Government Bond (Isin IE00B5M4WH52) versa un 5,3% con due cedole annuali. Inevitabile preferire posizionamenti con Pac

Green bond

Fondamentali e insostituibili: ormai costituiscono una famiglia a parte nel mondo obbligazionario. La loro quota deve quindi salire con il passare del tempo, sebbene si punti in questo caso più sulle performance delle quotazioni e sulla solidità delle emissioni che non sul flusso cedolare, salvo nel caso di quelli in valute emergenti, oltremodo presenti su Borsa Italiana

C’è l’imbarazzo della scelta: governativi (presto arriverà il Btp green), sovranazionali, corporate e high yield. La diversificazione è d’obbligo ma il modo migliore per gestirla sta pure in questo caso nello scegliere fra i tanti Etf trattati su Borsa Italiana, dove ormai l’asset green è iper presente

Fallen angels

Gli emittenti downgradati da “investment grade” in “high yield” sono stati numerosi nel corso dell’anno e hanno interessato anche società leader. Nel 2021 molte torneranno a “investment grade”? In tal caso le quotazioni risalirebbero

Sono stati protagonisti di tanti suggerimenti di “buy” nella seconda metà dell’anno ma finora hanno deluso. Inevitabile anche in questo caso trattarli con gli Etf. Su Borsa Italiana ce ne sono due. L’ Invesco US High Yield Fallen Angels (Isin IE00BD0Q9673) ha uno yield sul 6,4% con cedole trimestrali

Ibridi societari

Una vecchia conoscenza degli obbligazionisti che puntano sul rendimento ha perso un po' di appeal nel 2020, complici varie vicende. Se l’economia tornasse a riprendere nel 2021 anche in tale ambito obbligazionario ci sarebbe del valore da scovare

L’entrata in scena di nuovi cloni ha interessato pure i subordinati del settore corporate. Invesco propone per esempio due replicanti di tale tipo, ad accumulo o a distribuzione, riferiti all’area euro. Quello con cedola (ma non è ha ancora distribuite) è l’ Invesco Euro Corporate Hybrid Bond D (Isin IE00BKWD3966) con valuta di denominazione l’euro

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